mercoledì 3 giugno 2026

Due "speciali" due (2)

By Bloggorai ©

Speciale n. 1: le dimissioni dell’opposizione dalla Vigilanza Rai e dal Cda. Oggi sulle pagine del Manifesto, Vincenzo Vita, storico ed autorevole esponente dell’area progressista, oggi portavoce di AVS, ha scritto chiaro e tondo: “Un gesto almeno simbolico da parte delle opposizioni sarebbe utile: annunciare le dimissioni contestuali dalla Commissione e dal Consiglio di amministrazione”. In recente passato le avevano già chieste l’Usigrai con “L'unica strada per uscire dal pantano - concludono - sono le dimissioni di questo vertice e una nuova legge che sganci definitivamente da governo e maggioranza i vertici del servizio pubblico” del 5 marzo 2025 e poi il M5S con una dichiarazione dello scorso 7 gennaio a proposito di Report e Petrolio “…se questo non avverrà (impegno sul giornalismo d’inchiesta) per quanto ci riguarda sarebbe opportuno che i consiglieri facessero un passo indietro”.

Bloggoria le ha chieste da subito: non si doveva accettare il patto scellerato con la maggioranza del 26 ottobre con il quale è nato questo Cda Rai quand’anche i principi dell’EMFA sui criteri di nomina erano noti. Quel giorno è stato rotto il Patto con la “P” maiuscola: “prima le riforma e poi le nomine” e, nella riforma prevista, c’è l’autonomia dai partiti. Ora, oggi, il partito AVS ha nominato Roberto Natale in sua quota (vedi titolo del Manifesto del 27 settembre 2024 “Rai, 5s e AVS votano il nuovo cda con le destre. Pd furioso”) ed ora, oggi, il partito AVS ne chiede le dimissioni. Vincenzo Vita conosce certamente il numero di cellulare del consigliere Natale: basta un colpo di telefono. Cosa farà ora, oggi, il consigliere Natale?

 

Speciale n.2: l’ANSA sul caso Minetti ha da poco titolato “La procura generale di Milano conferma il parere positivo: 'Smentite le dichiarazioni sui festini' -Da ulteriori accertamenti è emerso che le notizie di stampa non sono vere”. Punto: la Minetti ha avuto pieno diritto a chiedere ed avere la grazia. Qualcosa però ancora non torna e non è poco.

A: perché il Quirinale con la nota del 27 aprile ha scritto “In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”? Da quando il Quirinale si attiva in modo così rilevante a seguito di generiche “notizie di stampa” per riscontrare la fondatezza di un atto presidenziale che, a priori cioè ex ante, avrebbe dovuto essere “fondato” oltre ogni ragionevole dubbio? In tal senso, il “caso Minetti” era chiuso prima ancora di essere aperto con una sola frase del genere “Il Presidente, come da prerogative costituzionali previste all’art. 84, ha ritenuto giusto concedere la grazia alla Signora Nicole Minetti”. Doppio punto e fine delle trasmissioni.

B: perché due “organi di stampa” in bizzarra combinazione tra loro (Il Fatto Quotidiano e Rai Tre) si lanciano in un intemerato “scoop” di tale rilevanza senza avere verificato le fondamenta della notizia, ovvero le presunte irregolarità delle procedure di adozione formalizzate dalla Minetti?

Abbiamo vaga idea che la faccenda non sia finita qui. Seppure fosse, rimangono interrogativi ai quali non sarà facile trovare risposta.

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