mercoledì 3 giugno 2026

RAI: giovani pacifisti crescono tra noi

By Bloggorai ©

“Tornando a casa, troverete i bambini; date una carezza ai vostri bambini e dite: Questa è la carezza del Papa”. Quel Papa, quella sera, parlava di Pace.

Amendolara, provincia di Cosenza, quatto migranti irregolari, lavoratori non pagati nei campi, bruciati vivi da loro connazionali con il grado di “caporali”. Milano, provincia di Milano, il nuovo consolato USA in corso di costruzione con migranti irregolari indiani organizzati da un “caporale” che li pagava 2 (due) euro l’ora. La sostanza è la stessa: negrieri e schiavisti, da Nord a Sud, che sfruttano esseri umani. Come al solito e come sempre, anzitutto ci sono gli autori responsabili, i “caporali” ma dietro di loro ci sono i mandanti, gli acquirenti dei prodotti agricoli e i committenti dei lavori edili che sanno o dovrebbero sapere chi lavora per loro torna/conto personale. Anzitutto i mandanti e poi gli esecutori: gli uni e gli altri sono indissolubili.

Torniamo al discorso alla Luna di Papa Giovanni XXIII. Quella notte, 11 ottobre 1962, Bloggorai era a Piazza San Pietro (abitava lì vicino). Ci è tornato in mente perché adesso, il prossimo 12 giugno, dipendenti e pensionati Rai dovranno fare attenzione a dove porteranno i loro figli e nipoti: nelle principali sedi Rai è prevista la manifestazione “Bimbo Day” dove, insieme ad un giro negli studi di ripresa, nelle regie e nelle redazioni sono previste “…suggestive dimostrazioni delle Forze Armate, della Polizia e della Croce Rossa”.

ATTENZIONE: tenete a casa i vostri figlioli e nipotini, non li fate avvicinare ad una Sede Rai, magari ve li ritrovate arruolati a vostra insaputa come avveniva una volta con i “Giovani Balilla” mentre gli fanno una bella foto con un moderno fucile d’assalto a puntamento laser guidato dall’AI. Nella mail che è stata diffusa ai dipendenti (come ha riportato Il Domani nei giorni scorsi) il programma dettagliato non è stato diffuso ma si suppone, è verosimile, che ad esempio ci possano essere prove di volo di un drone esplosivo, un mini corso da “cecchino”, la diffusione di un manuale su come intercettare un “migrante irregolare” e la Croce Rossa invece potrà allestire un mini ospedale da campo dove curare sindromi post traumatiche da combattimento.

Ci chiediamo, ancora una volta, ma chi sono quei “geni” che stanno vicino e intorno all’AD e al Cda in grado si suggerire iniziative del genere? Ma come gli viene in mente di proporre ai giovani virgulti in tenera età di proporgli la fascinazione della divisa e delle armi, ovvero della guerra, invece della cultura di pace: invitate Emergency, Medecin Sans Frontieres, i Boy Scout, i volontari laici o religiosi che stanno in giro per il mondo a seminare solidarietà. E ci chiediamo, ancora una volta, in che termini il Cda esercita il suo dovere?

E già che ci siamo vogliamo spendere due parole sulla parata di ieri per la Festa della Repubblica? Era proprio necessario dare prevalenza all’aspetto militare invece di ricordare l’art. 11 della Costituzione che recita semplicemente e graniticamente “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…” ovvero l’Italia non dovrebbe costruire, esportare fornire armi per le guerre altrui. Ieri, durante la parata e durante la diretta dalla Piazza del Quirinale, questo principio suonava lontano.

Già che siamo in argomento “guerra & C” torniamo per un attimo a quel fantasmagorico programma (in verità doppio perché la Signora, al pari di Vespa suo collega direttore “artistico” ha due programmi) della Maggioni con il “suo” Newsroom che, come al solito, è visto da pochi intimi (3,9%). Quali sono i temi affrontati nella sua ultima puntata? Nientepopodimenoche “gli scenari di guerra in Artico…” con tanto di ardito reportage sulla remota e ridente cittadina di Qaanaak, nella lontana e remota Groenlandia quando noi gli "scenari di guerra" li abbiamo sotto casa. Di grandissimo interesse, il pubblico di Rai Tre non aspettava altro. E poi c’è Enrico Mentana, direttore di La7 che, nei giorni scorsi, ha dichiarato che la sua rete “è la Nuova Rai Tre”. Come dargli torto? se avesse pure Ranucci o altra trasmissione come Petrolio sarebbe quasi perfetta come rete di "servizio pubblico.

A proposito di “geni” intorno all’AD, ci torneremo. È lui che decide in piena solitudine strategie e tattiche, missione e organizzazione o è in buona compagnia? Chi sono i “suoi” generali e come li ha scelti? Come sono entrati nel suo “stato maggiore” e come e dove si sono formati?

blogorai@gmail.com

Nessun commento:

Posta un commento