Esiste una autorità morale, politica e civile oltre quella
del Presidente della Repubblica? Sono necessari i Caschi Blu dell’ONU? Bisogna chiedere
l’intervento del Papa e, più oltre, il Divino??? Chi altri può intervenire per
sanare il grave buco istituzionale determinato dall’impossibilità di far funzionare
correttamente una fondamentale istituzione parlamentare come la Commissione di Vigilanza
Rai?
Per chi ha la memoria corta: tutto nasce il pomeriggio del
26 ottobre 2024 quando si passa da “prima la riforma e poi le nomine” a “intanto
le nomine e poi per la riforma … si vedrà” e abbiamo visto come sta andando a
finire ovvero questo Cda si è insediato con un “presidente” ai limiti della legittimità
e della riforma non ci sono più tracce mentre la Vigilanza, appunto, è
bloccata. Un capolavoro di ingegneria politica di rara fattura.
Allora succede che il parlamentare Roberto Giachetti di Italia Viva inizia uno sciopero della fame per sollecitare un “qualcosa” su questo tema nel silenzio e nell’indifferenza pressoché totale. La sua immagine è iconica: da solo muto e con un cartello bianco appeso al collo.
Giachetti
forse non sarà il “numero primo” ma è certo in totale solitudine È la rappresentazione
perfetta non solo e non tanto dell’atteggiamento del Governo, di questa destra,
sul tema Rai ma, a nostro giudizio, del totale stato di confusione politica e
progettuale in cui versa l’opposizione.
La domanda è: perché lo hanno lasciato solo? c'è qualcosa che ancora non sappiamo e non riusciamo a comprendere?
Ricordiamo che il primo appello del Presidente Mattarella è
dello scorso luglio e il secondo di poche settimane addietro. Tutti muti ma
anzitutto immobili. Si potevano e si dovevano fare 100 cose come, ad esempio, un’occupazione
simbolica dell’Aula della Vigilanza, un “volantinaggio
“ come si faceva una volta, appendere cartelloni sul Colosseo, far passare un aereo
sopra Montecitorio con un enorme striscione oppure, come sta facendo Giachetti,
fare uno sciopero della fame magari a turno, una settimana per uno per ogni
componente della Commissione di Vigilanza oppure, infine, la cosa più semplice
del mondo: DIMISSIONI accompagnate con una rispettosa lettera al Quirinale con “Caro
Presidente, preso atto dei Suoi autorevoli quanto inascoltati appelli … etc etc
etc …”. Dei componenti del Cda Rai di "opposizione" non ne parliamo più, lasciamo perdere.
Andiamo avanti. Ci sono tanti altri argomenti da trattare e
tra i primi c’è, ancora una volta la famigerata “newsroom” pubblica e quella privata
della Maggioni. Ieri sera, intorno alle 20.25 sul Tg La7 è andata inonda il “Dataroom”
di Milena Gabbanelli dove spesso e volentieri conosci e capisci temi di grande attualità
(ieri sera il confronto tra le economie di Spagna e Italia) e poi su Rai Tre è
andata in onda la “sua” newsroom dove, ad un certo punto si è visto un servizio
sul Museo di Mineralogia di Kiev. Ha fatto il 3,4% con circa 480 mila telespettatori e magari qualcuno può sostenere che è un buon risultato.
Questo tema rappresenta un segno tangibile, sostanziale e
visuale, dello stato di abbandono in cui versa l’informazione pubblica: non c’è
uno straccio di progetto, di idea, di proposta organica, di modello o di qualsivoglia
tentativo di razionalizzare rendere più efficiente e credibile una macchina dove
lavorano oltre 2000 giornalisti in 8 testate e non facciamo confronti per
carità di Patria. Il tutto in un contesto dove, si legge nell’ultimo Osservatorio
Telecomunicazioni AgCom (pagina 19), che dal 2021 al 2025, i Tg Rai hanno perso
una media di oltre il 27% nelle due fasce orarie mentre la sola Rai news24 ha
perso circa il 50%. Il solo ritornello al quale si aggrappano disperatamente è
la Digital Media Company (mai be specificata “di Servizio Pubblico”) che
nessuno ha ancora capito bene come, con quali soldi e quando mai potrà essere
realizzata.
Andiamo avanti… si fa per dire
bloggorai@gmail.com


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