Lo sport preferito degli italiani non è il calcio, la pallavolo,
il ciclismo o le bocce. Lo sport preferito degli italiani è “buttarla in
caciara”, ovvero il “benaltrismo”, ovvero rinviare, sopire, diluire nel tempo e
nello spazio tutto ciò che si potrebbe e dovrebbe fare subito.
Al primo posto di questo vincolo c’è, ovviamente, la giustizia
come centro regolatore delle vicende umane e delle tensioni sociali. E, notoriamente,
la giustizia in Italia non funziona ovvero non c’è alcuna voglia di farla
funzionare.
Ecco allora che su alcune vicende contemporanee i conti non tornano.
Non torna il conto “grazia” alla Minetti concessa da Mattarella.
Perché il quirinale ha dovuto ricorrere ad un comunicato ufficiale per chiedere
di “… acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a
riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”??? da
quando il Quirinale si preoccupa di verificare quanto scrivono gli organi di stampa
su un suo atto insindacabile? Delle due l’una: o Mattarella ha firmato
informato e pienamente convinto della legittimità formale sostanziale della
grazia oppure solo dopo si è allarmato ed ha voluto verificare. In entrambi i
casi, la vicenda si apre e si chiude dentro le mura del Colle. Ora, come abbiamo
pure già scritto, sono al lavoro alacri pompieri con un solo obiettivo: chiudere
in fretta tutta la vicenda e salvare il salvabile, ovvero tutti ovvero il Quirinale,
il Ministro Nordio, la procura di Milano e giù pe’ li rami fino alla stessa
Minetti e il suo compagno che, anzi, potrebbero pure essere risarciti e
premiati al merito.
Non torna il caso Vigilanza Rai. Bloggorai è stato tra i primi
e tra i pochi a sollevare il problema dello sciopero della fame del deputato Giachetti.
Solo dopo pochi giorni è arrivata la solidarietà di altri parlamentari. Se non
che, ieri, dopo essersi incatenato agli scranni di Montecitorio Giachetti ha
ottenuto dai partiti di Governo la disponibilità ad essere presenti alla prossima
Vigilanza, subito convocata per il prossimo 27 maggio. Se non che, osserviamo noi,
tira aria di trappolone. Il problema non tanto e non solo è “convocare” la
Vigilanza ma metterla in condizioni di ratificare il nome del presidente
indicato dal Governo, ovvero Simona Agnes. Nei giorni scorsi sono circolate “strane”
suggestioni su questa possibilità. Fosse la volta buona che qualche “volenteroso”
possa votare con il Governo? Non ci stupirebbe.
Non torna il tema “eccesso di Garlasco”. Ogni tanto, un consigliere
Rai a caso, pone il problema su quanta attenzione il Servizio Pubblico dedica
al delitto del secolo. Ma il consigliere pone il problema ben conoscendo la
soluzione: la Rai (e non solo ovvero la televisione tutta) vive di rendita sul genere “crime” da decenni cioè la “cronaca
nera” rende assai bene (vedi il recente “speciale” su RaiDue o lo spin off di
Belve Crime) dal punto di vista editoriale e ancora più politico. E, infine, se
volesse intervenire sul tema sa con chi prendersela: con il “suo”
amministratore Delegato Giampalo Rossi.
Non torna il tema Piano Immobiliare Rai con annessa vendita
del Delle Vittorie o di Palazzo Labia a Venezia ovvero i gioielli di famiglia. Nei
giorni scorsi l’Ufficio Stampa Rai si è premurato di far sapere che “ … quello
che oggi stiamo attuando non è una svendita o un ridimensionamento del Servizio
Pubblico, ma un piano immobiliare atteso da decenni … Nessuno vuole cancellare la storia della Rai.
Ma il modo migliore per tutelarla è proiettarla verso il futuro”. Ma quale
futuro? Quale Rai immaginano? Il ritornello dietro il quale mascherano tutto è
la Digital Media Company ovvero il nulla allo stato puro, la quintessenza del niente,
l’invenzione del vuoto. La DMC non è un progetto, una visione di Servizio Pubblico
prossimo venturo. Non contiene la prospezione del suo pubblico, della sua
offerta editoriale compresa quella fantasmica sull’informazione e non contiene,
infine la prospezione economica, la sua valorizzazione nel tempo e nei contenuti.
Non torna il problema, ormai annoso, dello strapotere di Bruno
Vespa dentro il cui studio “personale” (al pari di quello della Maggioni) di
Porta a Porta può succedere di tutto e rimanere impunito. È successo che una
sua ospite ha sostenuto che “Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi
c’è lo stupro” e ora si attendono le scuse di tutti. Ma, al solito, le scusa
non coprono e non giustificano il malfatto. Il tema è il conduttore e dichi gli
concede il potere di gestire la trasmissione a sua immagine e somiglianza. Da anni,
da tanti anni e nessuno se ne vuole accorgere.
bloggorai@gmail.com
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