Questo tema, ci rendiamo conto, non appassiona gran che. Per
alcuni è financo noioso e privo di rilevanza del genere “Ci sono ben altri
problemi” come pure ha detto la Meloni. Eppure… eppure…
A che punto è la notte sulla faccenda “grazia” concessa dal Quirinale
alla Minetti? La notte è ancora buia e molto tempestosa e, si presume, quando giungerà
l’alba qualcuno potrà destarsi con le penne bruciacchiate. Polpette avvelenate,
trama o complotto, semplice “disattenzione” o negligenza o, peggio ancora, i
soliti giornalisti che mescolano nel torbido, giusto per infangare la memoria
di un illustre ed onorato cittadino?
La fine di questa notte può prevedere solo due scenari. Prima
ipotesi: le procedure sono state pienamente rispettate e i requisiti
soddisfatti e quindi la Minetti aveva pieno titolo ad essere “graziata”. Mattarella
ha fatto bene a firmare e fine delle trasmissioni. Seconda ipotesi: fatte
le opportune verifiche, i requisiti per la grazia non c’erano e quindi il provvedimento
“potrebbe” essere revocato e Matterella dovrà pur dire qualcosa.
Sulla prima ipotesi: è verosimile supporre che se al Quirinale
fosse stato tutto chiaro e sufficiente (almeno l’opportunità) non si capiscono i
due comunicati ufficiali dell’11 e del 27 aprile. Era sufficiente affermare che,
più o meno, “E’ tutto corretto e quindi la grazia alla Minetti è ineccepibile”.
Punto. Nulla altro da aggiungere. Sulla seconda ipotesi, la faccenda si complica
assai: se gli accertamenti non sono stati fatti in modo adeguato e sufficiente
prima della firma del provvedimento, chi ne risponde?
Oggi, 4 maggio, lunedì pomeriggio, cerchiamo di accendere una
lucina nel profondo delle tenebre. Rimettiamo le cose con ordine:
A: la Minetti è stata condannata, con sentenza passata in
giudicato, a 3 anni e 11 mesi. Con tale carico giudiziario, almeno in Italia,
non ti affidano nemmeno un passerotto abbandonato al canile municipale. Questo “dettaglio”
era ben noto a chiunque.
B: l’art. 87 della Costituzione prevede che il Capo dello
Stato possa (non è un obbligo) concedere la “grazia o commutare la pena”. Il dettaglio
della procedura è specificato in una nota specifica sul sito del Quirinale (https://www.quirinale.it/it/pagine/potere-grazia
)
C: l’11 aprile il Quirinale diffonde un comunicato (https://www.quirinale.it/it/comunicato/precisazione-relazione-concessione-grazia-nicole-minetti
) dove si precisa il perché dell’atto di clemenza e il perché non è stata data
notizia al tempo del provvedimento (firmato il 18 febbraio).
D: il 27 aprile il Fatto Quotidiano e la trasmissione “Mi
Manda Rai Tre” rendono nota la notizia della grazia alla Minetti e il Quirinale
diffonde un secondo comunicato dove si sollecita il Ministero della Giustizia a
“… di voler provvedere ad acquisire con
cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la
fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa…” vedi https://www.quirinale.it/it/comunicato/lettera-presidenza-repubblica-ministero-giustizia
.
E: utile rileggere la nota ANSA di sei gironi fa vedi https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/04/27/il-quirinale-scrive-a-nordio-sulla-grazia-a-minetti-nuove-verifiche.-lei-notizie_de7b6de8-90eb-4319-89e9-ddab3c714aab.html
dove si riassumono i termini della vicenda
F: sabato 2 giugno si legge su vari quotidiani che una “fonte
del Quirinale” non specificata (anomalia) fa sapere che “… Il Presidente ha
dunque ritenuto necessario chiedere - d'intesa con il Ministero della
Giustizia - che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento. Adesso
è doveroso - conclude la fonte - che si attenda con rispetto il sollecito
svolgimento di queste verifiche da parte della Magistratura”.
G: da quel giorno ad oggi, vari “pompieri” e dubbiosi si sono
messi al lavoro per sopire le fiamme potenzialmente devastanti. Tra i
quotidiani due spiccano per particolare solerzia: Domani titola “…Caso Minetti:
i primi riscontri sono negativi … Caos nella ricostruzione dei media” e
oggi il Corriere dedica una pagina intera a Giuseppe Cipriani, compagno della Minetti:
“… è stato un atto d’amore che il Presidente Mattarella ha capito benissimo …” il
giornalista incalza “Ma perché in Uruguay hanno ignorato i precedenti della
Minetti?” e lui risponde “Lo vada a chiedere ai giudici, sapevano tutto…”.
H. ieri sera è andato in onda Report e leggiamo il titolo
dell’ANSA: “Caso Minetti, Ranucci si scusa con Nordio: 'Mi copro il capo di
cenere ma ho detto stiamo verificando. Il giornalista: 'Sicuramente sono
caduto in un eccesso, ma non ho dato una notizia non verificata”.
Ed arriviamo infine alla Rai. Riproponiamo ancora agli interrogativi
che abbiamo già posto: non è “bizzarro” che la notizia della grazia ala
Minetti venga diffusa in “condominio” sabato tra il Fatto e una trasmissione minore
di Rai Tre (media di ascolti introno ai 350 mila telespettatori)? L’AD Rossi è
stato informato prima della diffusione della notizia? Non sapremo mai le
risposte.
Sappiamo però leggere e scrivere, poco ma quanto basta per riproporre
la nostra lettura, il “senso”, la natura e lo spirito di tutta questa faccenda:
i “giovani” Berlusconi stanno per “scendere in campo” come fece il loro padre
molti anni addietro. Recentemente c’è stata la sentenza su Dell’Utri e
prossimamente si riapre il processo Ruby Ter. Questa “grana” della Minetti, dal
loro punto di vista, disturba alquanto. E non è una “grana” casuale, nulla
succede mai per fatal combinazione.
Dobbiamo tornare sull’intervista di Rossi sul Sole di ieri. Più
la leggiamo e più sale l’irritazione da orticaria. Comunque, correggiamo: non
ha detto esattamente la frase “La Rai non è un museo” ma “Non si può
chiedere alla Rai di diventare digital media company e insieme incatenarla a
una dimensione musicale”. Peggio mi sento! Ne riparliamo.
bloggorai@gmail.com

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