mercoledì 13 maggio 2026

RAI: un bastimento carico di ...

By Bloggorai ©

Un popolo di eroi, di navigatori e di … “direttori”. Il titolo di “direttore” è alquanto appiccicoso e funziona come il motto di Baden Powel “Semel Scout, semper Scout”. Una volta che te lo sei incollato addosso poi è difficile scrollarsene. Come pure “presidente” o “professore”. Una volta si usava molto “commendatore” e poi “cavaliere” ma, si sa, questo titolo nel recente passato è stato alquanto abusato.

Oggi ci riferiamo a quella categoria di “direttori” Rai in SPE (Servizio Permanente Effettivo”) con una fregola particolare per andare in video. Oggi ne abbiamo almeno tre in vetrina: il sempiterno Bruno Vespa che seppure non è più alle dipendenze di Viale Mazzini è come se lo fosse, anzi, di più. Il secondo, ovvero la seconda, ora anch’essa da poco un ex ma come se lo fosse ancora, anzi, di più ovvero la semi onnipotente Monica Maggioni. Il terzo, più sottotraccia ma non meno interessante è il direttore dell’Ufficio Studi Rai, Francesco Giorgino. Ci siamo già occupati di lui e della sua direzione in occasione della pubblicazione di un poderoso volume su “Trasformazione digitale e intelligenza artificiale. Una mappa delle sfide per i media di Servizio Pubblico” dove abbiamo osservato che nelle oltre 440 pagine del volume il “Servizio Pubblico” della Rai è a malapena toccato di sfuggita. Tant’è. Ma la cosa più bizzarra è la sua biografia dove il suo ruolo in Rai è liquidato nelle prime 4 righe mentre 15 sono dedicate ad una ricchissima attività accademica. Come ha fatto a conciliare tanto fervore nelle aule universitarie con il duro lavoro televisivo dentro l’azienda è un esempio per tutti noi: una cattedra non si nega a nessuno, specie se non è necessario un concorso (pure a Bloggorai, a suo tempo, ne hanno affidata una).

Ma fin qui, tutta salute. Fatto sta che tutti e tre sono uniti da un ineffabile destino: sono “direttori” e conducono trasmissioni di informazione del “Servizio Pubblico” come se fosse il loro personale “servizio privato”. Su Vespa ormai c’è più poco da dire oltre a quanto da decenni si dice di lui. Nessuno ha la voglia, la forza e il coraggio di dirgli che, forse è ora di smettere e godersi una meritata pensione nella sua masseria. Alla fin fine, a molti fa sempre gola poter sedere al “suo” salotto personale dove si può pure permettere di alzare il ditino rimproveroso contro un parlamentare della Repubblica e rimanere impunito. La seconda “direttora” non è da meno. Anzi, dopo le sue dimissioni (sulle quali ancora ci sarebbe molto da dire) sembra che il suo potere (e che potere … da non dimenticare mai la sua appartenenza alla Commissione Trilaterale) sia aumentato a tal punto che si può permettere di imporre il “suo” brand “Newsroom” a quella che doveva essere una scelta strategica aziendale e andare in onda in uno studio cinematografico esterno (Cinecittà) costosissimo quando forse si poteva usare uno Rai e con una “sua” redazione di oltre 15 collaboratori nonchè portare a casa un misero 3,4%  di ascolti su Rai Tre senza che nessuno abbia la voglia, la forza e il coraggio di osservare nulla. Nemmeno uno scarno comunicato stampa di un consigliere a caso che pure non si nega a nessuno. Tant’è. E infine arriviamo a Francesco Giorgino e alla sua pomposa trasmissione “XXI Secolo, quando il presente diventa futuro” che già il titolo fa impressione e incute timore come una minaccia. Gli ascolti nella sua fascia oraria lo incoraggiano e, talvolta, supera anche Vespa nonché straccia la Maggioni che ormai è un caso mediatico del terzo tipo. La nota interessante su “XXI Secolo” la scrive oggi Aldo Grasso sul Corriere(che pure merita una nota a proposito di un suo intervento recente con il titolo “Se l’opinione prende il posto dell’informazione” e dove se la prende con Ranucci): “Giorgino adotta quel tono accademico tipico di certi professori a contratto (non sono docenti di ruolo ma spesso vengono chiamati dalle università in virtù della loro visibilità): un abuso di termini ricercati e una postura professionale che finisce per anestetizzare lo spettatore. In sintesi ventunesimo secolo è un esercizio autocelebrativo che simulando l'esplorazione del domani si limita a celebrare il presente e il nome di questo presente è Francesco Giorgino”. Come ogni tanto ci capita di scrivere: la Rai è un grande Azienda con un futuro glorioso dietro le sue spalle. 

Da anni, quasi otto, Bloggorai si diverte a girovagare tra passato, presente e futuro della Rai senza mai venirne a capo. Ma, si sa, Bloggorai non è mai stato “direttore”.

A proposito di Bloggorai. Ogni tanto “qualcuno” lo legge e allora si accorge che il deputato Roberto Giachetti sta facendo lo sciopero della fame da ben oltre una settimana con scarne attenzioni. Incredibile ma vero: molti “oppositori” lo hanno lasciato solo e ancora non riusciamo a capire perché.  Oggi abbiamo letto che la Floridia gli ha fatto visita. Per il resto silenzio. Salvo, poco fa, leggere un pezzo di Dagospia che ha titolato “ ’Sta riforma non s’ha da fare”. Forse, è probabile, che anche Dagospia legge Bloggorai: noi lo scriviamo da almeno un anno. Questa riforma, così come è concepita, così come è stata elaborata e così come si prospetta non la vuole nessuno, ancor più alla vigilia dell’apertura di una feroce campagna elettorale dove si gioca il tutto per tutto, per la desta anzitutto. Ammesso e non concesso che si possa fare una riforma, in tempi ragionevolmente brevi (mission impossible: non è nemmeno calendarizzata in VIII Commissione), ciò potrebbe significare l’immediata decadenza dell’attuale Cda. Non ci pensano proprio, stanno tutti benissimo lì dove sono e il 2027 ormai è dietro l’angolo. Poi, beato chi avrà un occhio. I due richiami di Mattarella? Mattarella chi???

bloggorai@gmail.com

ps: ci hanno appena riferito che ci sarebbe molta, molta turbolenza sul Piano Immobiliare Rai.  

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