lunedì 25 maggio 2026

RAI: quando la filosofia diventa matematica

By Bloggorai ©

Care lettrici, cari lettori ... come va? A casa, tutti bene? La primavera è ormai in pieno sviluppo. Tutto bene, benino, insomma, vedremo. Le elezioni comunali tra poco ci diranno qualcosa sullo stato di salute del Governo Meloni e dei suoi amministratori locali. La situazione internazionale traballa ma ce la caveremo.

In attesa del nuovo giorno, della nuova alba che sta per arrivare leggiamo con “divertito stupore” (ipse dixit AD Rai) quanto avviene dentro e intorno al Servizio Pubblico Radiotelevisivo prossimo venturo. Che succede? Nulla, rigorosamente nulla che valga la pena trattare. Non ci sono notizie di rilievo.

Di cosa allora dovremmo parlare? Dello strabiliante comunicato stampa con il quale si magnifica che “Chiudiamo l’esercizio 2025 con un risultato netto consolidato positivo per 9,3 milioni di euro” …  e poi aggiunge “Stiamo lavorando per la Rai del futuro; continuiamo a farlo con l’umiltà necessaria a fronteggiare i grandi cambiamenti, quella che Chesterton definiva «la madre dei giganti», segreto di ogni successo”. Sempre per la famosa e comoda proprietà transitiva applicata nel caso del giornalismo d'inchiesta cancerogeno: se “l’umiltà” è la madre dei giganti, i figli dovrebbero essere parimenti “umili”. Che dire: Rossi è un vero filosofo, pragmatico e con un alto senso civico e un astutillo ingegnere politico. Il fatto che provenga dalla mitica sezione di “Colle Oppio” (noto per la Domus Aurea, la casa di Nerone ed è tutto dire a proposito di simboli) e per la contemporanea frequentazione con Giorgia Meloni ai tempi del Fronte della Gioventù è del tutto irrilevante, contano i fatti di oggi (leggi di lui quanto scritto da Antonella Baccaro nel lontano ottobre 2024: https://www.corriere.it/politica/24_ottobre_01/rai-giampaolo-rossi-il-manager-appassionato-di-boxe-conobbi-meloni-difendendo-colle-oppio-4eb91513-d692-4b11-9e3c-559a9a290xlk.shtml .

Ora, con questo fantasmagorico risultato economico, cosa ci si può attendere per il domani (si proprio domani) prossimo venturo? Allora il canone potrà diminuire come “alcuni” chiedono? Si potranno mandare ancora in onda programmi che durano “L'espace d'une petite nuit”? Si potranno rinnovare ancora i contratti di lavoro al ribasso? Si potrà evitare la noia di razionalizzare i “contratti artistici” di ex direttori? Proseguire con le repliche di Montalbano, la Principessa Sissi e Pretty Woman fino al logoramento delle pellicole? E così via trulallero trullalà.

Però, dobbiamo esprimere grande solidarietà a Rossi&C: i soliti malpensanti hanno pensato bene di attribuirgli una parola che lui non ha mai pronunciato lo scorso 19 maggio, Report, con il solo scopo di offuscare la notizia sui conti. I soliti “commmmunisti” e per di più complottisti!!!

Se ci volessimo attenere solo ai libri contabili ci sarebbe da scrivere un capitolo dell’Enciclopedia Treccani ma, si sa, Bloggorai con i numeri non se la cava gran che bene. Allora ci limitiamo a considerazioni oltre i numeri che, come noto, dicono tanto ma non dicono tutto. Un attento lettore, capace ed esperto del tema, ha detto “Tutti i bilanci sono geneticamente falsi, ovvero una funzione variabile dalle valutazioni degli amministratori. Il problema non è sapere come stanno i conti ma le prospettive, la visione del business dell’Azienda”. 

Quale che sia questa "visione" non è dato sapere. Giocoforza Rossi & C, in questo specifico momento della loro storia, devono suonare le trombe: ne vale la loro continuità, la loro sopravvivenza o la loro resistenza almeno fino a fine mandato, cioè a quel 2027 dietro l’angolo salvo che … salvo che qualcuno possa o voglia rimescolare le carte in tavola con la riforma (della quale saremo costretti a riparlarne presto, prestissimo). Rossi & C da tempo suonano e cantano la solita litania della Digital Media Company della quale però non si ravvedono tracce tangibili. Sono anni, forse oltre un decennio, che se ne sente parlare (abbiamo trovato le tracce di un progetto di Gubitosi senza mai far capire o sapere di cosa si tratta se non una vaga e generica dichiarazione di buona volontà. Peraltro, senza mai specificare correttamente che si dovrebbe trattare di una DMC di “servizio pubblico”. Cosa è o cosa dovrebbe essere? Da che parte inizia e verso dove si dirige? Con quali strumenti e con quali risorse cioè con quale Piano di attuazione e programmazione? Rossi &C continuano a parlare di Piano Industriale e Piano Immobiliare ma di Piano sull’informazione Rai non dicono una virgola, uno buffetto o un “pensiero laterale”.

Come dicono i grandi pensatori? “Primum vivere, deinde philosophari” e domani sarà un altro giorno ... preparate grande scorta di prosecco e pizza del fornaio: ce ne vorrà assai per i prossimi tre giorni.

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