Se mai tra le lettrici e i lettori ci fosse chi ha frequentato,
in modo più o meno professionale, i tavoli di Poker (tradizionale) dovrebbe conoscere
bene una regola non scritta quanto fondamentale: se dopo il primo giro di
tavolo, cinque o sei mani, ancora non hai capito chi è il “pollo” allora è verosimile
supporre che il “pollo” sei tu.
In questa complicatissima e misteriosissima vicenda della grazia alla Minetti
si mescolano tante vicende che, fatalmente, dovranno giungere ad una necessaria
conclusione: qualcuno potrebbe lasciarci le penne e costretto ad abbandonare il
tavolo.
Dopo il nostro post di ieri pomeriggio, abbiamo ascoltato e
letto tanti pareri e ci stiamo facendo un’idea, forse ancora sommaria ma credibile.
Il presupposto è la consapevolezza di trovarci a quasi un’anno dalle prossime elezioni
politiche. Per la destra si tratta di un “all in” ovvero un dentro o fuori: o
la Meloni riesce a tenere il punto oppure è spacciata. Si tratta di una partita
delicatissima dove le due squadre in campo, governo e opposizione, non sono ancora
formate e preparate, sulla tattica e sulla strategia. Questa, forse la vera posta in palio.
Riprendiamo i punti fermi:
A: non è una “banale” vicenda giudiziaria dove, una volta ricomposte
e riviste le tessere del puzzle tutto torna come prima.
B: non è un gioco a somma zero: qualcuno vince e qualcuno
perde
C: non è un solo e semplice gioco di “vendette” interne a qualche
Istituzione, piccola o grande che sia, o un partito, piccolo o grande che sia.
D: non è solo “disattenzione” o superficialità di qualche
ufficio, piccolo o grande che sia.
E: la Minetti è solo un “pretesto” ovvero una “miccia”
accesa e studiata a tavolino: difficile o quasi impossibile supporre che non se
ne conoscesse la portata politica dell’atto di clemenza del Quirinale.
Allora, chi è il “pollo” di questa vicenda? Chi sono i “pollaroli”?
a quale mercato si vuole vendere il “prodotto”? chi sono i possibili acquirenti?
Torniamo alla 5a domanda che abbiamo posto ieri: l’AD Rai, Giampaolo
Rossi, o il presidente protempore o facente funzioni Antonio Marano, erano stati
informati preventivamente che Rai Tre, in “bizzarra” quanto stretta sintonia
con il Fatto Quotidiano, sabato 11 aprile stavano per sganciare la “notizia”? In
altre parole, una “certa” Rai ha partecipato al tavolo di Poker? E’ verosimile
che lo abbiamo saputo e, in tal caso, cosa hanno fatto?
L’idea che ci siamo fatti, al netto delle opinioni che
abbiamo raccolto, è che alla trama e al complotto, una “certa” Rai abbia preso parte
attiva nel confezionare una “testata multipla” i cui effetti devastanti
potrebbero essere utili a molti. Ovvero: non c’è un solo “pollo” e ci sono tanti
“pollaroli”.
Cambiamo pagina: ieri è comparso sul Sole un articolo a firma Andrea Biondi sul tema Rai Way. Si tratta di un argomento che lambisce fortemente quello dei “piani” (industriale, immobiliare ed editoriale) tutti strettamente intrecciati tra loro. Leggiamo “ Se però entro metà giugno – data che è il risultato della terza modifica al memorandum d’intesa del 19 dicembre 2024, già prorogato il 26 settembre 2025 e poi a fine marzo scorso – non saranno sciolti i nodi ancora aperti, il dossier, a quanto ricostruito dal Sole 24 Ore, correrebbe il serio rischio di essere archiviato” …” La cautela maggiore sembrerebbe comunque essere sul fronte Rai. Ogni modifica del perimetro porta del resto con sé domande su rapporti di lavoro, contratto collettivo, consolidamento e controllo”. Per quanto sappiamo e abbiamo potuto riscontrare la parola chiave è esattamente quest’ultima e non riguarda solo Rai: il “controllo” della futura società, ovvero la governance. abbiamo già scritto e lo ribadiamo: la partita RAi Way non si chiuderà poichè mancano ancora i presupposti "politici" prima ancora che finanziari o industriali.
Tutto torna, anche
il “caso” Minetti, indirettamente e molto alla lontana, si riflette anche su questa
storia. Dobbiamo solo attendere.
bloggorai@gmail.com

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