martedì 7 aprile 2020

Ottusi ed ostinati


Il perdurante silenzio che si avverte sul ruolo della Rai, del Servizio Pubblico, al netto delle Task force, degli ascolti più o meno altalenanti, di ciò che mette in onda o di quanto non mette in onda, di chi rilascia interviste più o meno interessanti, di chi lancia allarmi più o meno giustificati, di chi parla e di chi straparla per non dire di chi tace,  pone anche a questo Blog il problema di cosa scrivere.

Per continuare ad occuparci di questo tema, a volte, ci sembra di sparare sulla Croce Rossa per la pervicace, ostinata e ottusa volontà di essere impermeabili ad ogni buon senso. Ad esempio, abbiamo scritto nei giorni scorsi della lettera firmata da Foa e Salini indirizzata al presidente della Vigilanza Barachini. La lettera contiene la sintesi di tutto l'impegno che l'Azienda sta ponendo per sostenere l'emergenza sanitaria ed è tanto, non sarà il meglio ma è comunque rilevante. Abbiamo pure detto: rendetela pubblica!!! Nulla. Si avverte uno spazio siderale tra questo silenzio e la forte richiesta di autorevolezza, credibilità ed efficienza del Servizio Pubblico che si percepisce nel Paese. Forse, più semplicemente, si avverte uno spazio siderale nel quale galleggia la Rai e la sua comunicazione con il suo pubblico.  

Ci sarebbe molto da riflettere, da dibattere, da confrontare: si tratta di una emergenza non solo sanitaria ma anche umana, sociale, economica e culturale che potrebbe fornire uno sterminato campo per immaginare un futuro diverso, un luogo e un tempo dove  inizieremo una nuova vita quanto tutto sarà finito. Si tratterà di ridisegnare tutto il perimetro dei nostri pensieri, delle nostre attività quotidiane,  dei nostri stili, modelli e linguaggi quotidiani. La televisione e la radio del Servizio Pubblico giocoforza non saranno, non potranno essere, più come prima. Sarà necessario non perdere questa straordinaria quanto drammatica occasione per ripensare, riprogettare, rivedere, rimescolare tutte le carte.
 bloggorai@gmail.com

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