Già, “direttori amici”! Questo il vero tema centrale: fintanto che a dirigere l’informazione pubblica ci sono persone nominate in base all’amicizia personale quasi più che politica la RAI, il Servizio Pubblico, non sarà mai quello che dovrebbe essere. Fintanto che la governance è composta da nominati senza criterio se non quello della frequentazione della stessa sezione di partito non se ne esce.
Oggi ci assale una ventata di sano pessimismo cosmico. Non è che nei sei anni trascorsi di Bloggorai abbiamo dato grandi segni di spensierato ottimismo ma in questa giornata siamo oltre. Mettiamo insieme i due eventi: quello successo ieri con lo sciopero e quello che potrebbe e succedere oggi in Parlamento quando le conferenze dei capigruppo decideranno il calendario dei lavori di maggio. Abbiamo notizie cupe: ci risulta che la maggioranza, ovvero il Governo, avrebbe intenzione di accelerare la presa di possesso di Viale Mazzini e andare a votare il nuovo Cda con i vecchi criteri entro la fine del mese, forse lo stesso 20 maggio. Hanno i numeri per farlo. Per quanto abbiamo scritto più volte, ci appare poco verosimile ma dobbiamo pure ammettere che potrebbe essere probabile.
Se mai dovesse andare in questo modo il messaggio di Palazzo Chigi è forte e chiaro: l’assalto alla diligenza RAI è diretto e frontale, tutto subito e senza fare prigionieri. Ecco dove risiede il motivo del ricorso al TAR: necessario e inderogabile agire subito, prima che sia troppo tardi, prima che possa essere insediato un nuovo Cda RAI ad immagine e somiglianza di questo Governo, prima che una volta preso il potere possa produrre danni irreparabili.
Se mai dovesse andare in questo modo … il ricorso va avanti in altra forma.
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