giovedì 28 dicembre 2023

meglio tacere e ...


Ci stiamo ancora chiedendo perché l’AD RAI nei giorni scorsi si è lanciato con una intemerata argomentazione sulle fake news che girano intorno agli ascolti. Chi glielo ha fatto fare? A chi è convenuto? Boh! Allora, riportiamo la sua premessa: “Lo share non è tutto!”. Ha ragione, è vero e aggiungiamo: lo share non è nulla. Ai tempi della Total Audience, degli ascolti “non riconosciuti”, dello sharing e dello streaming, delle piattaforme e dei videogiochi, di Tik Tok, di Youtube e di Instagram lo share è insignificante. Quello che vale, quello che i pubblicitari comprano e vendono è una merce ben più rara e appetibile: i contatti, ovvero il numero netto delle persone che seguono/osservano un programma e se proprio vogliamo aggiungere un altro parametro rilevante parliamo di Tempo speso di fronte di un determinato device (Total Time Spent- TTS calcolato sommando tutti i secondi in cui ciascun device ha visualizzato contenuti editoriali e pubblicitari di un singolo canale). Inoltre, quello che riteniamo essere un punto qualificante della riflessione è la “percezione” complessiva dell’Azienda, della somma dei “prodotti” che fornisce e propone. Dice poco se un programma, un conduttore va bene o meno. Dice molto invece se il “brand” RAI è percepito e apprezzato nel suo complesso, nelle 24 ore e per 365 giorni l'anno, per tutto quello che propone, compresi i canali specializzati dove, tanto per ricordare bene, RaiNews24 continua a raccogliere ascoltatori da prefisso telefonico pur impiegando circa 200 giornalisti.    

Nonostante la premessa, poi però Sergio si è lanciato ad argomentare come i canali generalisti RAI hanno uno share più alto degli analoghi canali Mediaset. Singolare modo di argomentare. Va bene, andiamo avanti. Ma la sua argomentazione è come una bicicletta senza un pedale: ha “dimenticato” di fare osservazioni sul totale dell’offerta Rai nell’intera giornata ma ha anche dimenticato pure di dire quanti telespettatori RAI ha perso e continua a perdere ogni giorno. Come pure, ha dimenticato di citare la composizione anagrafica dei telespettatori RAI: per l’74% sono over 55 (Report Auditel Total Audience 26 novembre 2023 - 2 dicembre 2023). A proposito di perdere telespettatori. domani ne parliamo meglio ma il 10 gennaio è dietro l'angolo. Cosa succederà?

Chi ha rinfrescato la memoria e ricordato alcuni dati, proprio oggi, è stato il 4° Osservatorio sulle Comunicazioni di AgCom dove si legge, chiaro e tondo, che la platea televisiva si riduce per tutti:


e, in particolare, RAI ne perde più della concorrenza:

 


Proprio sul far della sera, l’Ufficio Stampa Rai ha rilasciato un comunicato ha dovuto puntualizzare e dove si legge: “Rai conferma l’assoluta correttezza dei dati di ascolto rilasciati dall’Osservatorio Agcom, ma tiene però a precisare che se il dato fosse riferito alle sole emittenti generaliste, la situazione risulterebbe diversa”. Bizzarro assai ... assai assai. Al posto loro farei una nota di protesta ad AgCom.

Comunque, noi riportiamo questi numeri sui quali abbiamo maggiore fiducia e confidenza:

 


Infine, per quanto riguarda i TG, in una nota Agi si legge: “…Nella fascia serale, i Tg della Rai hanno perso su base annua il 6,3% degli ascolti giornalieri (da 9,75 a 9,14 milioni di spettatori), con una riduzione per il Tg1 delle 20:00 pari all'8,0% (da 4,61 a 4,24 milioni di spettatori), del 3,5% per il Tg3 delle 19:00 (da 1,70 a 1,64 milioni di spettatori) e dell'11,4% per il Tg2 delle 20:30 (da 1,25 a 1,11 milioni di spettatori). I Tg serali di Mediaset, in media, hanno registrato una complessiva riduzione del 3,7% (da 4,76 a 4,59 milioni di spettatori): nello specifico, gli ascoltatori del Tg5 delle 20:00 passano da 3,64 a 3,54 milioni (-2,7%), quelli di Studio Aperto delle 18:30 da 540 mila a 500 mila (-6,4%), mentre gli ascolti del Tg4 delle 19:00 passano da 590 a 540 mila spettatori giornalieri circa (-7,3%).

Tu chiamale se vuoiiii ....Fake news …

bloggorai@gmail.com

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