mercoledì 18 marzo 2020

Rai: anno zero


Il 2020 fa correre il rischio di essere l’anno zero del Servizio Pubblico Radiotelevisivo. Nei giorni scorsi è successo un fatto che segna lo spartiacque tra una Rai del prima e una del dopo. Da una concezione di Servizio pubblico essenziale, universale e generalista ad uno parziale, relativo e transitorio. Si tratta della storia dei 40 milioni previsti nella manovra economica del Governo a favore della Rai come compensazione dei mancati introiti pubblicitari e poi ritirati nel decreto definitivo. La motivazione ufficiale, fornita dal ministro Patuanelli, azionista di maggioranza del Servizio Pubblico, è stata: “non è una priorità”. Si tratta di un messaggio forte e chiaro con due destinatari: il primo è il Paese, i cittadini, dove si dice chiaro e tondo: “In questo momento drammatico, l’informazione, la comunicazione, la cultura, la coesione sociale che dovrebbe essere sostenuta dalla Rai non è importante, è secondaria, è subordinata ad altre necessità”. In parte è vero: in questo momento ci sono in ballo le vite delle persone, l’integrità fisica della collettività nazionale. Ma è altrettanto vero che il Servizio Pubblico assolve, o dovrebbe assolvere, ad un ruolo di straordinaria importanza proprio in questo esatto momento. I 40  milioni promessi dal Governo e poi ritirati sarebbero stati di enorme valore proprio per attivare quelle iniziative ora più che mai necessarie nelle più disparate idee a sostegno e supporto di quanto i telespettatori chiedono.

Il secondo messaggio è tutto indirizzato al vertice di Viale Mazzini.  Come si può leggere?  una ipotesi è anzitutto in chiave politica: PD e M5S dicono chiaro e tondo al VII piano di Viale Mazzini che i 40 milioni non se li meritano, che la loro inefficienza, i colpevoli ritardi, la mancanza di coraggio e di iniziativa non li ha fatti rendere una “priorità” nazionale e che quindi se la cavassero da soli con quello che hanno. Sottinteso non espresso: questo vertice, non ha credibilità e ascolto a Palazzo Chigi e dintorni. Qualcuno ne dovrà tener conto. 

A questa legnata si è aggiunta ieri sera l’altra relativa al rinvio dei Campionati di calcio europei, dove erano attesi cospicui introiti pubblicitari. Un colpo uno-due da mettere in ginocchio il Piano industriale che già di suo era traballante (come abbiamo scritto tante volte) proprio per la difficoltà a reperire risorse economiche adeguate e sufficienti.  Su questo argomento stupisce il silenzio che lo avvolge: questa mattina solo Il Fatto Quotidiano se ne occupa: nessuno ha fiato e voce, tutti tacciono. Su tutta questa vicenda, la domanda che occorre porsi è semplice: qualcuno ne è responsabile ???

Nel frattempo leggiamo note di agenzia (ADN) dove si titola: “Foa presidia programmi e incontra i dipendenti: rassicurare e incoraggiare”. Grazie Presidente. Però qualcosa non torna: in altra agenzia si legge: “Salini invita direttori a non usare immagini di repertorio con selva microfoni”. Poi, abbiamo visto, che Rai News24, durante la conferenza stampa della Protezione Civile, interrompe il collegamento per dare la linea a La Bussola di Donato Bendicenti. Poi abbiamo saputo di Bruno Vespa che torna in video, Poi abbiamo saputo che al Tg1 è stata sfiorata una rissa tra il direttore Carboni e Giorgino (candidabile alla sua successione). Poi abbiamo saputo che la consigliera Rita Borioni difende la scelta di inserire RaiNews24 nelle edizioni prima occupate dal Tg1. Mettete tutto insieme, e ci risparmiamo altro ancora, e tirate la somma. Notazione a margine di quanto scritto sopra: Foa presidia i programmi??? Abbiamo letto bene ??? Per non farci mancare nulla, qualche genio ha pensato di riproporre Sanremo 2020 con l’aggiunta del meglio di Fiorello tratto da RaiPlay. Geniale !!!

A proposito di ascolti digitali, questi i numeri di Auditel Standard Digitale della scorsa settimana:
Rai  32.000K     Mediaset  100.000K    Sky 166.700   La7  13.000K

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