venerdì 13 marzo 2020

Appello


Care lettrici, cari lettori, questo piccolo blog ha superato l’anno e mezzo di vita con quasi 60 mila visualizzazioni e oltre 590 post. Una piccola goccia in un mare di problemi. In questo momento è tutto un po’ più difficile, per tutti. Non ve lo nascondo, in queste ore la tentazione di lasciare perdere, di mollare, di mettersi in pausa è stata forte. Ma da Google Analytics vedo che molti continuano a puntare il blog pure se non ci sono nuovi post e allora mi convinco che vale la pena continuare.


Siamo tutti in casa ma non isolati. Siamo tutti attenti ma non distanti. Il compito di questo blog inizialmente era riportare un specie di “diario” quando era in corso la procedura per la nomina del Cda secondo le legge del 2015.  Poi è divenuta una voce nel coro, tra le tante che cantano gioie e dolori del Servizio Pubblico. Purtroppo, più dolori che gioie. Ora il blog si è ancorato ad una “vigilanza critica” su quanto avviene (o non avviene) e su quanto di dovrebbe (o non si dovrebbe) fare per adempiere il suo ruolo istituzionale. Oggi ci troviamo in una circostanza talmente eccezionale che richiede anche a Bloggorai un tentativo di fare uno sforzo in più.

Dallo scorso 23 febbraio, da quando è iniziata questa brutta storia, la Rai non sembra aver dato il meglio di se come pure non sembra aver fatto tutto quanto avrebbe potuto e dovuto e quello che ha fatto è avvenuto spesso in ritardo (vedi la programmazione straordinaria dedicata ai minori).  Si è messa in tutta evidenza la difficoltà (eufemismo) a gestire e fronteggiare le crisi di ogni genere (anche prima del Coronavirus). I problemi di oggi non nascono con il virus, c’erano già prima e già da tempo erano gravi. Esempio fresco di giornata: Italia Oggi ha pubblicato i dati sui siti di informazione On Line e tra i primi 15 la Rai non c’è, superata di gran lunga da TgCom ed altri siti. da quanto tempo abbiamo scritto su RaiNews24 che viaggia con ascolti da prefisso telefonico? Vedi pure l’iniziativa che si svolgerà a partire da oggi “L’Italia chiamò” una maratona su Youtube in streaming promossa dal MiBact. La  domanda è d’obbligo: poteva prenderla la Rai una iniziativa del genere … o no ???

Nei giorni scorsi abbiamo riportato l’avvio di una proposta per la qualità dell’informazione del Servizio Pubblico. Per quanto sta succedendo in queste ore è un iniziativa quanto mai opportuna e per aderire si può consultate il sito www.manifestonuovarai.it.

Ora è necessario un aggiornamento proprio per quanto e per come la Rai sta seguendo l’emergenza sanitaria che ha colpito il Paese. È necessario un appello, un forte richiamo ai doveri e ai compiti del Servizio Pubblico che, in questo momento, deve fare uno sforzo ulteriore, manifestare un impegno più chiaro, forte e diretto nella qualità e nella quantità di informazione che fornisce ai cittadini.

Uno dei firmatari del Manifesto, Andrea Melodia, ha scritto: “Il momento straordinario che stiamo vivendo induce a raddoppiare l'mpegno per cambiare la comunicazione di servizio pubblico. È assurdo. In questi giorni Raiuno sostanzialmente non ha modificato i palinsesti. Ieri sera il conduttore del TG1 delle 20 ha detto in diretta al commissario Borrelli “abbiamo poco tempo”. Non c’è modo di far sforare il TG1 neppure in questi giorni? Questo vuol dire che la RAI è schiava del marketing, non della sua missione di servizio pubblico.  Non si risponda che esiste un canale all news. Rainews24 fa del suo meglio, ma non si fa servizio pubblico senza concentrare la comunicazione nel più diffuso canale, quello che una volta si chiamava Programma Nazionale. È di questo che abbiamo bisogno ancora oggi, e una grande crisi come quella che viviamo torna a dimostrarlo. Invece RaiUno continua imperterrita i suoi giochi a premi in prima serata. Senza pubblico in studio: ma i concorrenti non dovrebbero stare a casa anche loro?”.

Sottoscriviamo pienamente questo pensiero e lo riproponiamo come appello ai vertici Rai affinché si trovi il modo per rendere una delle tre reti, o almeno buona parte di essa, oltre alle edizioni normali dei Tg o Gr sia dedicata esclusivamente all’emergenza sanitaria in corso. È necessario un segno distintivo, riconoscibile, credibile, autorevole. Oltre alla Task Force logistica è necessaria anche una Task Force semiotica, sociologica, linguistica: la battaglia si estende al campo della comunicazione, che in queste circostanze non è meno impegnativa e carica di conseguenze quanto quella sanitaria. 

Nel momento in cui si chiede a tutti i cittadini di fare un grande e necessario sacrificio, anche la Rai può e deve rinunciare a qualcosa, magari se necessario richiedendo un parallelo sforzo da parte del Governo per compensare e sostenere l’impegno dell’Azienda anche sul fronte economico.

nota a margine: ieri abbiamo letto un articolo a firma di Giovanni Valentini sul fatto Quotidiano con il  titolo “Il Virus come show. Serve una moratoria”. Servirebbe una moratoria anche per la mole spregiudicata e spesso irresponsabile dei messaggi What’up in grado di diffondere e sostenere molte comunicazioni errate o infondate.

bloggorai@gmail.com

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