lunedì 27 gennaio 2020

Confusione

Se qualcuno pensava che il risultato di domenica potesse diradare le nubi sul Governo e quindi sulla RAI, ha capito male. Anzi, è probabile che si sono addensate.

Cordiale e costruttivo: questo il clima in cui si è svolto ieri l’incontro tra Salini e Gualtieri. Il punto centrale è stato il Piano industriale: da un lato si richiede velocità nella sua attuazione, dall’altro si chiedono certezze sulle risorse. Nulla di nuovo. Forse, l’incontro vale più per le cose che non sono state esplicitate che non quelle di cui si è effettivamente parlato. Primo punto: i nuovi equilibri politici a seguito dei risultati elettorali di domenica. L’AD è frutto di un precedente governo e con quelle impostazioni ha cercato di guidare l’Azienda, in condominio con l’attuale presidente. Non solo è cambiato Governo ma anche all’interno di quello attuale sono cambiati gli equilibri. come pure è cambiato drasticamente l'umore tra AD e Presidente dopo l'incidente misterioso della mail truffa. Difficile negarlo. Come pure difficile non pensare che lo “sponsor” principale di Salini sia oggettivamente meno rilevante nella contingenza politica attuale. Allo stesso tempo, seppure Salvini ha perso il big match  in Emilia, ha portato a casa un consenso elettorale significativo. Tutto questo come si risolve nella prossima partita sulle nomine, in particolare ai Tg?  Per quanto ne sappiamo, la situazione rimane in stallo. Lo schema pre elezioni potrebbe essere saltato e la pretesa del 5S di reggere sul Tg1 non sarebbe più facilmente percorribile. Come abbiamo scritto ieri, il tema è capire se il PD si accontenta e gode oppure rilancia. 
Altro argomento che rimane a galla è il pluralismo: l’AgCom avrebbe aperto un’istruttoria sul caso spot Salvini. Evidente però che il problema è la direzione editoriale e politica che non ha tenuto e non sarebbe nemmeno la prima volta se è vero che Rai rischia una multa di 70 milioni.

Per quanto riguarda il Piano industriale, è rimasta in sospeso la questione Gaffuri. A Viale Mazzini raccontano una storia, una favola, a cui pochi credono. Dicono che quando Tizio o Caio avrebbe chiesto al Direttore del Trasformation Office il perchè della sua repentina decisione di lasciare l’Azienda e cosa si poteva fare per fargli cambiare idea la risposta sarebbe stata: qualcuno si dovrebbe dimettere. Le favole, è noto, sono favole. Per quanto noi sappiamo, ci potrebbero essere state private argomentazioni sulle quali non entriamo. È evidente però che negli ultimi sei mesi, da quando Gaffuri si è insediato, qualcosa non è andato per il verso giusto. Almeno non sono andate avanti le due operazioni forse più semplici da realizzare: il canale in lingua inglese e quello istituzionale. Come pure altre indicazioni emerse dal Contratto di servizio come la rimodulazione e riorganizzazione delle reti e testate. Tra l’altro, da notare, il piano editoriale sul quale la Vigilanza deve esprimere un parere obbligatorio, è lontano dalla sua meta. Gualtieri, dal canto suo, per quanto sappiamo, non ha offerto garanzie più di tanto sul piano delle risorse. Non abbiamo saputo nulla della posizione del MISE di restituire gli 80 milioni a fronte di una rendicontazione periodica. Come pure, non sappiamo nulla su come la pensa a proposito di posizioni emerse all’interno del Governo di cui fa parte sul futuro del canone. Il ministro avrebbe chiesto alla Rai di spingere sull’acquisto dei diritti sportivi di calcio e Olimpiadi. Già … buona idea !!!

Insomma, a farla breve: un gioco delle parti ancora in attesa di aggiustamenti tattici e strategici che ancora non sono chiari. Alla vigilia del voto in Emilia, si diceva che le sorti di Salini erano, in parte, legate ai risultati elettorali. Ora che i risultati sono espliciti il suo pallottoliere rimane sempre in bilico ma più perché sono i suoi amici ed avversari ad essere confusi più di quanto l’Azienda che dirige ad essere in difficoltà. Sanremo è alle porte … è tempo di migrare verso la Riviera dei fiori, poi, forse, si vedrà.
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