sabato 24 novembre 2018

Questa non è una televisione per i giovani

Attenzione: piove, umido, cielo coperto, non molto freddo. Chi può, rimanga ancora un po' sotto le coperte. Si capisce, entusiasmo zero. Risparmiatevi pure di leggere i giornali, almeno per quanto riguarda la Rai. Ieri c'è stata una conferenza stampa ombra, organizzata al volo al bar Vanni, dove sono stati fatti i nomi decisi dal Governo e che il CdA di martedì si accinge ad approvare: De Santis, Freccero etc e il consigliere Rossi come vicepresidente.
Di criteri, of course, non se parla proprio. Perché Teodoli non va bene
a RaiUno non si capisce e quali i meriti di DeSantis rispetto ad altri possibili candidati non è dato sapere e non c'è collega giornalista di carta stampata che si ponga il problema. Tant'è ... È sufficiente caffè e cornetto gentilmente offerto da Vanni.

Interessante invece l'idea della nomina di un vice per Foa. È la prima volta. Vuoi vedere che la Borioni ha ragione e che il Tar dovesse accettare il suo ricorso? Bizzarro: e mettiamo che alla fine della fiera il presidente dovesse risultare illegittimo?

Che tristezza. E autunno, cadono le foglie, è tempo di riporre gli attrezzi in cascina, l' inverno sarà lungo e freddo. Se potete, oggi, rimanete a casa. Preparatevi  un brodino caldo.

venerdì 23 novembre 2018

nomine

Il tema del giorno sembra siano le nomine nelle reti e, ancor più, nelle direzioni interne. Come abbiamo scritto, ci sono in ballo anche la Direzione del Personale, gli Affari legali, Il CFO, la presidenza di Rai Way e le Relazioni Esterne. Il malloppo vero, però, è a Rai Pubblicità. Mediaset preme alle porte sui tetti. L'attacco della settimana scorsa di Confalonieri la dice lunga. A quanto sembra, l'AD vorrebbe farsi una squadra tutta sua, sempre che la politica e il Partito Rai lo consentano. Al momento, però, questa manovra non sembra all'ordine del giorno. Il fantomatico Cda si potrebbe riunire la prossima settimana ma nessuno sa bene per fare cosa.

Nel frattempo, da alcuni giorni, si leggono articoli interessanti sul presente e sul futuro della televisione. Nei giorni scorsi si è trattato dei palinsesti delle reti generaliste infarciti di riedizioni di vecchie glorie, oggi invece parte alla carica Aldo Grasso sul Corriere: Il potere della tv è minacciato dai nuovi mezzi di comunicazione? commento: certo che si  !!! non c'è bisogno di essere indovini per saperlo e non da poco. da quanto tempo di dibatte dello scontro tra broadcast e brodband, tra lineare e non lineare?

Torniamo su un tema dei giorni scorsi: la quotazione di Rai Way.  Come si dice al Nord: "acca 'nisciun 'e fesso!" In ordine:

1) se, se, se, è avvenuto un misfatto, seppure cento anni fa, è giusto, è obbligo, che se ne parli
2) interessa tutti, per il passato, il presente e il futuro.
3) cosa potrebbe avvenire, qualora fosse? nulla, semplicemente evitare che si possa ripetere

E veniamo a come è sorto lo spunto, la curiosità. sapete tutti che un salvatore della Patria si appresta a mettere mano a infrastrutture strategiche per il Paese e, tra queste, quelle di trasmissione. Ed ecco che sorge la leggittima attenzione su quanto potrebbe avvenire inquesto campo: dove e quanto si manifesterà maggiormente l'interesse privato a danno del bene pubblico? Se tanto mi da tanto, c'è da avere timore. Tutto qui ... e te pare poco ???

Sempre per rimanere in tema di dialogo con i lettori: nei giorni scorsi a proposito del tema frequenze, abbiamo prima riportato stralci del documento CRTV e poi una voce di un esperto dissonante. siamo stati criticati per aver dato spazio a chi vorrebbe far buttare i soldi dalla finestra. ma, non sarà vero il contrario? che rimanere abbarbicati a certi modelli, a certi scenari tecnologici, non fa perdere oggi ma paralizza il domani?


giovedì 22 novembre 2018

il Popolo

“Italia, popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori e trasmigratori”.

Nel deserto dei tartari in cui ci troviamo in questi giorni, siamo costretti ad occuparci del nulla e poco più, con buona pace degli affezionati lettori che talvolta si lamentano.

Ogni due per tre, ricicciano. Ogni qualvolta si apre un buco, un vuoto pneumatico, nelle difficoltà di capire il presente e sopratutto il futuro che succede? voilà ...ti ripescano un altro salvatore della Patria: Pier Luigi Celli, vedi lunga intervista oggi su La Verità. Per carità, onore al merito suo e di chi lo sostiene, di chi lo ha sostenuto. Però, ci sia concesso di ricordare, insieme a tante lodi, almeno un peccatuccio perchè altrimenti è poi veramente difficile comprendere perchè e per come succedono certi fenomeni. semplice semplice: lo strapotere dei soggetti esterni a Viale Mazzini, gli agenti, le società di produzione e compagnia cantando, nonchè il tema delle "esternalizzazioni" nascono con lui, a lui e al suo mondo politico di riferimento deve essere ascritto la fonte primaria, originaria, di quanto oggi si vede in Rai.

Passo indietro: il titolo di questo paragrafo è "Ipotesi, supposizioni, suggestioni". La traccia è stata aperta in uno dei post precedenti. Proseguiamo il ragionamento perchè sembra interessare molte persone. Allora, poniamo che (per ipotesi) la quotazione in Borsa di Rai Way non fosse stata possibile a seguito delle precise disposizioni di Legge e del suo successivo Decreto, laddove si legge che " la Società può procedere alla cessione sul mercato, secondo modalità trasparenti e non
discriminatorie, di quote di Rai Way ..." il 2 settembre, nel testo del Decreto si specifica meglio "Tra le modalità ... è stata individuata, come prioritaria e preferenziale, quella dell'offerta pubblica di vendita ...". Ora, suppongono autorevoli giuristi (riprendendo giurisprudenza consolidata, come una una sentenza del Consiglio di Stato) che "La cessione da parte di un’amministrazione pubblica di una partecipazione in una società partecipata da altri soggetti privati ... deve necessariamente avvenire tramite l’espletamento di procedure ad evidenza pubblica ". Cioè, esattamente quello che NON è avvenuto per Rai Way.
Supponiamo, per puro esercizio di letteratura, che qualcosa non sia andato proprio per il verso giusto e qualcuno, supponiamo, abbia "dimenticato" di verificare se il Prospetto Informativo depositato in Consob fosse "compatibile" con il dispositivo di Legge? 
Proseguire nelle ipotesi e suggestioni? Ci è stato obiettato, a chi potrebbe mai interessare un libretto di fantapolitica pure un pò stagionata? magari qualche appassionato di letteratura gialla  si trova sempre. Comunque, visto che presto si potrebbe verificare qualcosa di simile, è sempre utile  per evitare che certe ipotesi o supposizioni rimangano "infondate" e che non si possano realizzare in un prossimo futuro, che comunque è sempre bene tenere alta la barricata contro l'invadenza della politica in Rai (notare bene che la Legge n.89 del 2014 è stata voluta dallo stesso Governo, Renzi, che ha successivamente approvato la Legge 2015 sulla riforma della governance Rai che affida il totale controllo del Governo sull'Azienda) e, infine, è utile per l'interesse del bene pubblico.   

mercoledì 21 novembre 2018

le torri e le reti

In ordine: delle nomine alle reti Rai sembra non fregare più nulla a nessuno.
                 del documento CRTV non se ne parla proprio
                 del piano industriale prossimo venturo se ne occupa la Società di consulenza
                 di Rai Way ...silenzio totale ...
                 di piano editoriale ... lasciamo perdere
                 di spostamenti interni senza job posting ... alleluia
                 di CdA ...chi l'ha visto ?

lasciamo agli autorevoli e numerosi lettori (grazie!!!) la fantasia per aggiungere altro.

per quanto ci riguarda... continuiamo a porci domande e cercare risposte


martedì 20 novembre 2018

gattopardi e animali vari

"Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra”."

Quando si pongono domande è necessario cercare risposte. Ieri ci siamo chiesti, a proposito della quotazione in Borsa di Rai Way se fu vera gloria.  Abbiamo provato a riavvolgere indietro il film. Nel 2014 il Governo Renzi approva una Legge, la n. 89, che all'art. 21 recita: " “ai fini dell'efficientamento, della razionalizzazione e del riassetto industriale nell'ambito delle partecipazioni detenute dalla RAI S.p.A., la Società può procedere alla cessione sul mercato, secondo modalità trasparenti e non discriminatorie, di quote di Rai Way, garantendo la continuità del servizio erogato. Le modalità di alienazione sono individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri adottato su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze d'intesa con il Ministro dello sviluppo economico”. Il Decreto cui si riferisce viene firmato il 2 settembre dello stesso anno e, in sintesi, dice: " …offerta pubblica di vendita rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia …. Ovvero a trattativa diretta da realizzare attraverso procedure competitive trasparenti e non discriminatorie.
3. …. Al fine di assicurare la più ampia forma dell’azionariato tra il pubblico dei risparmiatori, è individuata, come prioritaria e preferenziale quella dell’offerta pubblica di vendita …”.
Proviamo a tradurre: sembra difficile che questo enunciato possa condurre verso la quotazione. Se abbiamo letto bene il combinato disposto della Legge e del Decreto significa gara ad evidenza pubblica, che non sembra proprio essere la logica della Borsa. Inoltre, come noto, Rai Way possiede solo gli impianti e non le frequenze (il bene pregiato) che rimangono di proprietà Rai. Forse, non fu vera gloria. Anche se c'è chi pensa il contrario: vedi il Messaggero di oggi che attacca il pezzo con  "Piazza Affari plaude alla nomina ... " e ci credo !!! Al film però manca un pezzo: cosa dissero in proposito Consob e AgCom in proposito? Fai una domanda, trova una risposta.

Veniamo alla cronaca del giorno. Di particolare interesse un articolo sul Corriere della Sera a firma Renato Franco, con il titolo "Va in onda la Tv di ieri". Cioè, minestra ripassata in padella con aggiunta di acqua fresca e, se non ti è sufficiente, la puoi anche rivedere su Rai Play. Se qualcuno si preoccupa del futuro del Servizio Pubblico Radiotelevisivo, farà bene a tenerne conto ed inserire nel prossimo piano industriale una quota significativa di produzione destinato alle vecchie glorie. No problem: alla Rai gli anziani mentre a Netflix e Amazon i giovani. 
Proponiamo un piccolo emendamento al piano industriale: mettere sotto tutela, magari da parte della Croce Rossa, qualche ultimo programmista regista che ancora dovesse aggirarsi nelle reti. Non si sa mai, magari potrebbe inventasi qualcosa di nuovo.

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lunedì 19 novembre 2018

i salvatori della Patria

Anche Bruto era convinto che l'uccisione di Cesare fosse necessaria e, per certi aspetti, temeva l'orazione funebre di Antonio. Bruto commise due errori: parlò prima di Antonio (temeva il suo avversario) e non comprese ciò che il popolo romano radunato nel Foro voleva ascoltare, non riuscì ad entrare nelle corde di chi lo ascoltava.

Non solo leciti paragoni di alcun tipo, tantomeno facili scorciatoie. Però, leggendo i giornali di oggi a proposito della nomina di Gubitosi a Tim, qualche pensiero sul suo operato in Rai viene quasi d'obbligo.
Ancora una volta, viene chiamato come "salvatore della Patria" o solo come braccio armato di un ragionamento politico del momento, proprio come fece Calenda quando lo nominò commissario all'Alitalia?

Il Personaggio viene nominato in pieno Governo Monti e questo già mette un timbro di fabbrica su tutto il suo operato. Manager con la M maiuscola, dicono di lui, grande amico di Marchionne, solida scuola FIAT, amico degli americani come Country Manager di Bank of America (non è un peccato). Chiamato a risanare Viale Mazzini, arriva con il piglio giusto (simpatia e sguardo trasversale) si mette subito al lavoro, già dalle sette del mattino (si racconta di un appuntamento fissato alle 7.30 e l'interlocutore si presenta alle 19.30). Attacca frontalmente qualcuno al Tg1.

Peccato però che non si accorge che la Rai non è un azienda con la A maiuscola, anzi ... non è proprio un'azienda ....è altra cosa ..è La Cosa: Non capisce e non percepisce i sottili fili che la legano alla politica, alla società, alla cultura del Paese. Il suo intendimento, in sintesi, era che l'Azienda si doveva adattare a lui e non viceversa (un tantinello presuntuoso, si potrebbe osservare). Si contorna di fedelissimi, alcuni capaci, altri discutibili. Si racconta che il personaggio, ad un certo punto, sembrava molto interessato alla sua nomina come AD delle Poste e in suo soccorso, pare, sembra, intervenne Monti con una telefonata a Renzi che, nel frattempo, era a capo del nuovo Governo. Rebus sic stantibus, il giovane toscano, in uggia e fumantino, non ci pensa su due volte e lo costringe a rimanere in Rai.
Il Personaggio, che già non viveva con grande felicità, anzi traspirava sofferenza da ogni poro,il suo stare a Viale Mazzini, da quel momento virò tutto in sentimento di viva (e reciproca) antipatia per tutto ciò che era in odore di cavallo (i suoi pretoriani erano tutti esterni). 
A suo merito va riconosciuta la decurtazione dello stipendio che da 650 mila passa a 240 euro (non tutto merito suo).

Chi gioca a scacchi lo sa bene: di fronte alla scacchiera si intersecano sentimenti e atteggiamenti contrapposti. Da un lato la tecnica, le capacità, il sapere scientifico. Dall'altro l'umanità, il fiuto animale, il carattere. Spesso, si vince e si perde più per le difficoltà del secondo aspetto che per  le abilità del primo.

Un capitolo a parte merita la vicenda Rai Way. Rimane aperto un interrogativo grande come una casa: si poteva o si doveva fare? Il Personaggio, e i fedelissimi che lo hanno accompagnato, ne sono gli autori principali. Dopo quattro anni, cosa ne rimane di quell'operazione? Fu vera gloria?

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sabato 17 novembre 2018

la fantascienza del sabato sera

Nel mentre che leggiamo, da Milan Finanza, che Rai Way offre un rendimento del prossimo dividendo superiore al 5% (salute!) e nel quando leggiamo che non investe più una "ceppa", tanto per rimanere nel lessico politico, proviamo a fare un esercizio di fantascienza.

ANNO D. 2023. Il Piano industriale approvato nel lontano 2019 dalla Rai non riesce a prendere forma. Troppo gravosi gli impegni e le casse disperatamente vuote. I conti,  partire dal 2018 quando nel primo semestre è stata registrata una perdita di 4,9 milioni di euro, non riescono a riprendersi. La pubblicità è in calo costante e il canone, privato dell'extragettito e ancorchè rimasto invariato, non riescono a compensare le spese crescenti (anche al netto dell'inflazione). Il Governo ha tentato di dare una mano con lo storno di una parte delle risorse conseguite dalla vendita delle frequenze (oltre 6 mld di euro) ma con scarso risultato, a malapena sufficienti a garantire una parte dell'adeguamento degli impianti (i famosi investimenti che Rai Way non ha fatto pensando solo a redistribuire utili agli azionisti). Il tentativo in extremis, prima del varo della finanziaria 2018, di far passare una proposta di CRTV, nonostante il dichiarato proposito di far risparmiare alle casse di Viale Mazzini oltre 100 mln, finalizzata a salvare l'emorragia di spettatori dal Mux 1, purtroppo non sembra riuscito.

Nel 2020 un numero imprecisato di famiglie italiane ha cominciato ad avere problemi o con l'antenna o con il ricevitore. Fatto sta che la curva del declino degli ascolti si è piegata brutalmente. L'invasione degli Ultracorpi Tv Smart, con il telecomando dove in bella vista si trova il tasto Netflix, ha creato il caos ai piani alti del Servizio Pubblico che, negli anni passati hanno provato invano a fronteggiare con Rai Play. Non si sa che pesci prendere, meglio andare a caccia ... meglio ancora fare collezione di francobolli giapponesi. Inoltre, negli anni scorsi, il piano editoriale con il progetto di riduzione e riorganizzazione dell'offerta giornalistica, sii è impaperato (nel senso che si è perso nei laghetti delle  papere) e l'offerta complessiva Rai si sta risolvendo sempre più verso il mondo degli anziani, mentre i giovani si fanno la loro televisione per conto loro sul tablet, sul cellulare o con la lavagna magnetica. "saremo presenti su tutte le piattaforme in modo dinamico" e poi il grido di battaglia "approccio multipiattaforma che garantisca il pieno sfruttamento delle sinergie cross mediali". Nel frattempo, i giovani sono in giro per l'Europa con Erasmus e si godono Amazon Prime.

Però ...Sanremo è Sanremo...come pure il calcio è il calcio ... come pure il discorso del Presidente della repubblica è sempre l'evento tv dell'anno. Aggiung la fiction: che vuoi dire della produzione L'amica geniale della Ferrante, in onda su Rai Uno, un successo annunciato. 

Questo dannato futuro sta portando con se qualche virus malefico: vuoi vedere che le sette vite con le quali la Rai è sopravvissuta finora potrebbero non funzionare più? Vuoi vedere che qualche Grande Vecchio Artefice del Male sta complottando per ridurre il servizio pubblico alla stregua del PBS americano, dove con un ascolto medio di una sola cifra vivono felici e contenti? Vuoi vedere che questo dannato futuro già dietro l'angolo che quasi è quasi presente ci porterà in dono un Servizio Pubblico così diverso che non riusciamo neppure ad immaginarlo.

Qualcuno, però, zitto zitto, ci sta provando.

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