Si usa dire “raschiare il fondo del bidone” quando ormai non
c’è più nulla da prendere in superficie. Ma questo presuppone un “bidone” sano,
integro, con un suo fondo stabile. Invece, parlando di RAI e dintorni la netta sensazione
è che il bidone non ha fondo e più ti spingi dentro per raschiare e più ti rendi
conto che il fondo non ha fine e quel poco che riesci a raschiare è robetta di
scarsa qualità (eufemismo) per non dire tecnicamente “feccia”.
Cominciamo da ieri sera. Due giorni prima ci eravamo convinti
che la trasmissione di Giletti su RAI Tre con la sua ospite Maria Rosaria
Boccia sul "caso Lavitola" avesse toccato il fondo del giornalismo televisivo melmoso e malmostoso
del Servizio Pubblico, culminato con la domanda apocalittica “Vi siete baciati con
Sigfrido?”. Dopo una domanda del genere meglio passare ad altro: aggiornamenti su
Garlasco.
Se non che, repetita iuvant, ieri sera il prode Monteleone
sempre su RAI Tre ha pensato bene di invitare anche lui la Boccia e ripetere più
o meno esattamente lo stesso copione della sera prima da Giletti ovvero il nulla
ripassato in padella ma solo i rimasugli del bidone già raschiato in precedenza. Ci aspettiamo che la
ricerca di ulteriore fondo possa proseguire, se ci si mettono d’impegno riusciranno
a ravanare ancora, consapevoli che non esiste un fondo.
Ma il fondo del barile la RAI lo sta raschiando su tutto il
perimetro che la interessa. In queste ore si legge della proposta di Forza
Italia sulla riduzione del canone e viene spacciata come una grande novità.
Non è vero e Bloggorai lo scritto subito in epoca non sospetta: la proposta
era già contenuta nel NT 162 Senato, art. 6.b, ovvero il Testo congiunto che ha
raccolto tutti gli emendamenti precedenti, compresi quelli dell’opposizione, laddove
si prevede che “… l’ammontare del canone
di abbonamento di cui al primo periodo non può subire una variazione negativa
se non in presenza di condizioni eccezionali debitamente motivate, che
comportino la riduzione delle esigenze di finanziamento. Ogni variazione in
riduzione deve essere accompagnata da una relazione tecnica trasparente e
verificabile, redatta secondo criteri oggettivi e coerenti con gli obblighi
europei … In ogni caso, qualunque variazione in negativo dell'ammontare del
canone non può superare il 5 per cento rispetto all'importo dell'anno precedente”.
Tradotto in italiano: chi determina le “condizioni” che comportino la riduzione
delle esigenze di finanziamento? Quali sono i criteri che le determinano? Chi scrive
“la relazione” ed entro quanto tempo poi scaturisce l’eventuale conseguenza del
taglio del 5% annuo? È inevitabile che con questo meccanismo il canone permane
una variabile dipendente di voleri e poteri dell’Esecutivo: chi altri se non il
MEF potrebbe intervenire nella redazione della “relazione”?
Come abbiamo più volte scritto: era già questo il cuore
della battaglia che invece è stata sopita e accantonata salvo poi oggi vederla
riemergere dall’iniziativa dei parlamentari di FI. Attenzione: viene introdotta
una molto relativa novità: semmai dovesse avvenire una riduzione si potrebbe
compensare l’importo negativo attingendo alla fiscalità generale. Anche in questo
caso, nulla di nuovo perché è una musica già sentita da più parti. L’abbiamo letta,
ad esempio, nella proposta di riforma dell’opposizione intera laddove all’art.
6 dell’A.S. 162 NT dello scorso ottobre si legge che “1. Il finanziamento del
servizio pubblico generale è assicurato dallo stanziamento di risorse statali
determinate sulla scorta degli oneri sostenuti nell’anno solare precedente…”.
Questa mattina poi leggiamo che il concetto viene ripreso dalla ex presidente
della Vigilanza Barbara Floridia che ha sostenuto “Aboliamo il canone ma leghiamo
le risorse alla Concessione che dura 10 anni” (da Libero). Cosa vuol dire “aboliamo
il canone” se non si specifica con cosa e con quanto viene sostituito, ovvero con la
fiscalità generale? Per non dire poi che, semmai si dovesse applicare l’EMFA il
Contratto di Concessione potrebbe venire soppresso. Grande confusione sotto il cielo
e quindi per il Governo Meloni e per il suo futuro dentro la RAI la situazione è
eccellente.
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