domenica 23 agosto 2026

Bombaroli antichi e moderni. Oltre 50 anni dopo tutto torna, più o meno

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“… sono le persone che fanno le cose e giammai avviene il suo contrario …”

Lo spunto di questo post è un film e un video su You Tube, visti in un caldo pomeriggio e una sera di fine agosto.

Sono trascorsi oltre 50 anni da allora, dai primi anni ’70, e da allora molti soggetti, i protagonisti di tante “cose” italiane sono sempre gli stessi: “faccendieri” più o meno ammanicati, prelati più o meno vicini al Vaticano, servizi più o meno deviati, massoni più o meno “in sonno”, mafiosi più o meno criminali, fascisti più o meno bombaroli insieme a qualche “banda” più o meno della Magliana. Succede, spesso, di rivedere questo film già visto, di conoscere già la trama di tante “cose” ma di non sapere ancora come andrà a finire, proprio come in un giallo di cui non si saprà mai chi è stato l’assassino.  

Agli inizi di quegli anni ’70 Bloggorai e tanti nostri lettori e lettrici avevano, chi più chi meno, 20 anni. Avevano già alle spalle tanta storia, avevano cominciato a mangiare pane e politica già dalle prime classi di liceo con le occupazioni e godevano dell’onda lunga del ’68. Eravamo tanti ed eravamo preparati: chi con le “scuole quadri” (ancora c’era quella mitica del PCI alle Frattocchie) e chi con i “corsi di formazione politica”. Molti tra chi ci legge da anni ricordano benissimo quegli anni e cosa succedeva: qualcuno ha fatto fulgida carriera e, per citare qualcuno a caso, Paolo Gentiloni è stato financo Presidente del Consiglio e Paolo Mieli è ora grande firma del Corriere. Dal marxismoleninismomaotsetungpensiero a Palazzo Chigi o a Via Solferino la strada è breve.

Tutto questo per dire che ieri sera ci siamo messi comodi in poltrona per vedere Il Falsario su Netflix, film presentato alla mostra del Cinema l’anno scorso a Roma. Il film è tratto dal libro Il falsario di Stato di Nicola Biondo e Massimo Veneziani pubblicato nel 2008 dove si racconta la vita reale del falsario e criminale italiano Antonio Chichiarelli. Il film ha molti pregi: ottima scrittura, regia ineccepibile, attori convincenti e “location” (Roma) ovviamente di grandissima suggestione. La vicenda si svolge a partire dai primi anni ’70 quando si avvertiva l’inizio di una lunga e drammatica stagione politica che avrà il suo punto fermo con il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro. Erano gli anni in cui tutti grandi “poteri forti” erano in azione per impedire il temuto “compromesso storico” tra Dc e PCI di Enrico Berlinguer: vedi elenco di cui sopra. Erano pure gli anni delle Brigate Rosse e dei tanti misteri che ancora si portano dietro.

Il film sulla storia del falsario romano (per intenderci bene, quello che ha scritto il famigerato e falso Comunicato delle BR n. 7) è perfettamente ambientato, pure nelle immagini, in quella Roma cialtrona, rubona, piaciona e politicona che spazia dal Jackie’O di Via Veneto alle Sale Biliardo di periferia, dalle belle e ricche case di Via Giulia ai condomini di “Torbella”. Se provate a soprapporre alcuni personaggi di allora con alcuni di quelli recenti o attuali, li trovate sufficientemente corrispondenti tanto da far pensare senza esitazioni quanto abbiamo scritto in apertura: un film già visto. Epperò, tra i personaggi più o meno riconducibili a figure note c’è sempre un “attante” ovvero un Ignoto X che, ora come allora, sembra voler tirare i fili delle “cose” che accadono e che rimane sempre nell'ombra.

Veniamo al video visto su YouTube a firma di Roberto Saviano sulla vicenda Lavitola Ranucci (vedi       https://www.youtube.com/watch?si=fv-yuKW3vvZLyfLf&v=soWZQSk55Ws&feature=youtu.be ). Si tratta di una ricostruzione dettagliata, millimetrica ed aggiornata, sulle carte della Procura di Roma che hanno condotto in carcere Lavitola come mandante della bomba davanti casa di Ranucci. Saviano, a differenza di tanti, ha letto e studiato le carte, conosce l’argomento e il suo contesto storico. Il suo racconto inizia un istante dopo l’esplosione del 16 ottobre. Gli investigatori hanno subito buon gioco: la banda criminale è squinternata e sprovveduta (forse) e lasciano tracce facili ed evidenti. Sprovveduti allo sbaraglio che fanno emergere “Capannelle” e “Er Pantera” della Banda del Buco come i geni del male. Epperò, ricordiamo bene anche noi che quel pomeriggio a Piazza Santi Apostoli, sotto la pioggia, rimanemmo alquanto sorpresi sula “pista dei criminali di Ostia”.  Ma il dunque, il nocciolo del racconto di Saviano si ferma dove siamo fermi tutti noi: è una piccola “cosa” ovvero una vicenda umana di bassa levatura oppure c’è un “terzo livello” al quale, per ora, è difficile accedere?  

Il corollario della frase che abbiamo posto in apertura è: quando le “cose” succedono sono le persone che le vogliono far succedere e quando questo avviene, solitamente, è perché si vuole che succedano. Nulla, o quasi, avviene mai per caso e, come noto, il vuoto in natura non esiste.   

In tutto questo la Rai è definitivamente svanita, evaporata, dissolta sotto il caldo infernale. Ne riparleremo con il fresco, se e quando arriverà. Certo, ne riparleremo quando Rossi &C avranno deciso, in gran segreto,  le sorti di Ranucci e di Report.

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