Avevamo scritto di voler accantonare Ranucci Lavitola almeno in attesa di sviluppi dell'indagine della magistratura sulla bomba di ottobre che e' e rimane il fulcro nodale di tutta la vicenda.
Non sappiamo nulla: trame, complotti, servizi deviati e mafie di vario genere tutto svanito. L'epicentro non e' più la Procura ma il Comitato Etico Rai.
Siamo invece indotti a tornarci sopra: troppo forte ed evidente il fenomeno in corso. Non si tratta solo di una banale, volgare e strumentale "campagna mediatica" contro Ranucci e Report ma di un disegno politico organico e strutturato.
Le tre ammiraglie dell'editoria italiana (Cairo, Angelucci e Caltagirone) hanno l'ordine di alzo zero, tiro congiunto e palle incatenate e se occorre un aiutino ci pensa il Tg1.
Nei giorni scorsi, forse ingenuamente, ci chiedevano perché tanta attenzione in particolare da parte del Corriere. Quando ci e' stato possibile (come oggi) mettere insieme e leggere i "pezzi" di Messaggero e Giornale abbiamo trovato la sola ed unica risposta che poi forse era ed e' la più facile ed evidente: qualcuno vuole "la testa di Garcia" ovvero Ranucci/Report e subito: l'AD Rossi, si legge, vuole e deve decidere in fretta a chi affidare Report prossimo venturo.
Ecco, forse, spiegata la fretta, la continuità e la rilevanza dei "pezzi" insolitamente tanto "bene informati".
Ovviamente, gli artiglieri se ne guardano bene dal riportare i comunicati stampa di M5S e AVS. Gli basta citare due consiglieri .
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