Sarà pure necessario trovare un bandolo a questa matassa della vicenda Lavitola-Ranucci e un possibile approccio può essere allargare il campo di visione e fare qualche passo indietro.
La Rai e' da sempre una fucina di candidature politiche. L'unico che non ce l'ha fatta e' stato Emilio Fede nel 1989 con la DC. Tant'è .
Rileggiamo vecchi appunti:
Sergio Zavoli – eletto al Senato nel 2001 (Democratici di Sinistra / PD).
Enzo Tortora – eletto al Parlamento Europeo nel 1984 con il Partito Radicale.
Lilli Gruber – eletta al Parlamento Europeo nel 2004 con la lista Uniti nell'Ulivo
Michele Santoro – eletto al Parlamento Europeo nel 2004 con l'Ulivo.
Jas Gawronski – eletto al Parlamento Europeo e poi al Senato con Forza Italia.
Piero Badaloni – eletto Presidente della Regione Lazio nel 1995 con il centro-sinistra.
David Sassoli – eletto al Parlamento Europeo nel 2009 (PD) e successivamente divenuto Presidente del Parlamento Europeo nel 2019.
Piero Marrazzo – eletto Presidente della Regione Lazio nel 2005.
Emilio Carelli – eletto alla Camera dei Deputati nel 2018 (M5S).
Gianluigi Paragone – eletto al Senato nel 2018 (M5S).
E poi Augusto Minzolini, Sandro Ruotolo e forse ci siamo dimenticati qualcuno/a.
La "politica" ha bisogno di volti noti e i volti noti hanno bisogno della politica. Non ci sarebbe nulla di strano o anomalo se Sigfrido Ranucci vista l'aria che tira in Rai contro di lui e contro Report avesse sfiorato l'idea di candidarsi alle prossime politiche 2027. Questo "sfioramento" purtroppo si e' incrociato con Lavitola.
In una prospettiva e in un contesto politico determinato dove la prossima vittoria elettorale si potrà determinare anche solo per un punto percentuale si comprende facilmente che ogni "volto noto" che porta tanti voti potrebbe essere un vantaggio averlo dalla propria parte oppure "azzopparlo" prima del tempo. Come in tutti i giochi anche un solo e insignificante pedone sulla scacchiera o una sola carta del mazzo in meno all'avversario può decidere le sorti di una partita.
Allora una domanda interessante può essere: quanto 'valeva" Ranucci in voti elettorali prima della bomba e quanti ne vale oggi?
Nella ricerca affannosa del movente (ora che la Procura avrebbe individuato presunti esecutori e mandanti) quanto letto nel dispositivo di arresto di Lavitola e quanto noto degli anni precedenti, qualcosa si intravvede. Forse si tratta ancora di "ipotesi fantasiose" ma non sembra ci sia di meglio. Per ora.
Report dava fastidio dentro e fuori la Rai? Certo che si. Qualcuno dentro e fuori la Rai vorrebbe sostituire Ranucci con uno dei tanti "aspiranti" filogovernativi? Assolutamente si.
Una possibile candidatura di Ranucci per il 2026 da fastidio? Certo che si. Con chi poi??? Questa una grossa domanda che potrebbe spiegare qualche silenzio.
Il "progetto politico" che ha preso forma con la bomba di ottobre si e' materializzato e vi partecipano attivamente partiti di governo, gruppi editoriali (oggi il Corriere tre pagine) con il fattivo supporto di "fonti" Rai con ampie indiscrezioni del Comitato Etico (ora forse disoccupato con il comunicato odierno della Procura) e un aiutino del Tg1. Pagine e litri di inchiostro su "voci da dentro Rai" e ricostruzioni bizzarre tutto da buttare nel cestino dell'indifferenziato.
Ora il tempo stringe e Rossi &C devono decidere in fretta. Le elezioni potrebbero esserci anche prima del previsto e un solo punto di differenza può essere decisivo. Chi sbaglia paga
Bloggorai@gmail.com
Nessun commento:
Posta un commento