giovedì 27 agosto 2026

RAI e Ranucci: fenomeni misteriosi

© by Bloggorai

Nel nostro bizzarro Paese avvengono spesso Fenomeni Politici Mediatici di Tipo Sconosciuto, altrimenti conosciuti come “misteri”, catalogati nella cartellina “complotti” e con soggetto “Mister X”.

Andiamo con ordine: Fenomeno n. 1. Nei giorni scorsi il coro della stampa giurava in modo pressoché unanime che martedì 25 il triunvirato Rai composto da Rossi-Ventura-Spadafora e saggiamente “ispirato” dal cosiddetto Comitato Etico avrebbe emesso la sentenza contro Ranucci, definitiva, inappellabile e segreta. Segreta manco per idea perché le “fonti” interne Rai hanno fatto sapere per filo e per segno i presunti “capi di imputazione” sollevati dal Comitato Etico, alcuni dei quali risalenti ad anni addietro. Fuffa allo stato puro, il vuoto pneumatico che ha consentito a molti, il Corriere in testa, di dedicare pagine intere alla vicenda. Non c’è uno straccio di prova che Ranucci possa aver confezionato qualche servizio di Report su commissione di Lavitola, non c’è alcun procedimento giudiziario in corso, non c’è nulla! Eppure, quel pomeriggio di martedì molti, compreso Bloggorai, erano in attesa di un’Agenzia che riportasse il verdetto del Triunvirato. Come potete bene immaginare, dopo quasi 40 anni di frequentazioni dell’ambiente, anche Bloggorai ha qualche “fonte” ancora attiva. Intorno alle 15 di martedì cominciano a girare messaggi e arriva una telefonata: “Sono nel pallone … non sanno che fare, sono nel terrore di sbagliare e da Palazzo Chigi non sono arrivati segnali”. Questo un punto chiave: i partiti di governo, questo Cda Rai e i giornali che li sostengono non hanno una exit strategy contro Ranucci proprio come Trump con l’Iran cioè hanno iniziato una guerra che non sanno come terminare, consapevoli che potrebbero non vincere in pieno e si attaccano alla canna del gas pur di trovare argomenti per loro utili a sostenere la causa.

Sicché, alle 16.22 Dagospia lancia “LA RAI HA DECISO DI RIMUOVERE SIGFRIDO RANUCCI DALLA CONDUZIONE DI “REPORT” – È LA POSIZIONE DELL'AD GIAMPAOLO ROSSI, DOPO IL PARERE DEL COMITATO ETICO”. Apriti cielo! E qui inizia il Fenomeno Politico Mediatico di Tipo Sconosciuto: la notizia di Dagospia avrebbe fatto saltare il banco e il triunvirato avrebbe deciso di rinviare. Una “vulgata” racconta di forte pressione di PD e M5S. Non ci sembra sostenibile. Ci sembra e ci risulta invece un’altra vulgata: nelle fila avverse a Ranucci, qualcuno comincia a temere un micidiale autogol: se non emergono prove concrete a carico del conduttore ci potranno essere forti dolori di pancia, meglio attendere. Morale del Fenomeno Politico Mediatico di Tipo Sconosciuto: è sufficiente un lancio di Dagospia per far saltare il tavolo del Triunvirato. È sufficiente questo per mostrare la loro fragilità: se avessero già deciso e se avessero argomenti convincenti, come ampiamente strombazzato, lo avrebbero comunicato senza esitazione. Punto.

Fenomeno n. 2. Come vi abbiamo scritto più volte nei giorni scorsi, abbiamo osservato un Fenomeno Politico Mediatico di Tipo Sconosciuto che negli ultimi giorni si sta accentuando il ruolo del Corriere della Sera. Mentre gli altri principali quotidiani nazionali (La Repubblica e La Stampa e tralasciamo gli altri che se ne occupano per conto del Governo), il Corriere brilla per una sua luce propria e ieri ne ha dato una clamorosa prova provata. Dopo aver dedicato ben due pagine (nemmeno una guerra in corso ha avuto tanto spazio), nella seconda in basso a pag.15 è comparso un “articolo” con il titolo “Davanti casa senza assicurazione. Il dettaglio su un’auto del giornalista” senza firma. Leggiamo attentamente incuriositi da tanta attenzione sull’argomento e veniamo a scoprire che si tratta di una “… questione che interessa Libero...” ovvero uno dei giornali più attivi nella campagna anti Ranucci/Report. Ovvero, il Corriere si prende la briga di riprendere e rilanciare con evidenza una “notizia” tratta da Libero. Fenomenale e inspiegabile.  

Fenomeno n. 3. Il tema soppressione del Canale 57 dove si trasmetteva Rai Scuola per far posto ad “Italiana” sovranista e governativa è l’ennesima prova provata, la pistola fumante dello stato confusionale in cui versa questo Cda tutto intero. Il Comunicato stampa diffuso dalla Rai nei giorni scorsi cerca dimettere una pezza più piccola del buco che vorrebbe coprire: lo spostamento di Rai Scuola su Rai Play è già in corso da tempo e non c’è nessuna “evoluzione” come hanno scritto: vedi https://www.raiscuola.rai.it/ e dunque rimane solo l’intenzione togliere Rai Scuola dalla diffusione lineare terrestre universale e generalista del Canale 57. E non c’è, non c’è stata almeno finora per quanto a noi noto, nessuna campagna di “comunicazione” sul tema.  Ma ciò che appare pure grave è che la vicenda fosse nota già da mesi, dai primi dello scorso luglio (vedi post di ieri), e solo ora “qualcuno” se ne accorge e grida allo scandalo. Una riflessione attenta e precisa sull’argomento la propone il Foglio, a firma Enrico Bucci, dove si legge “Per alcuni utenti il nuovo servizio potrà Certamente diventare migliore e più facile da usare; per gli spettatori che oggi raggiungono Rai Scuola attraverso il televisore una possibilità di accesso viene semplicemente eliminata … Il comunicato (Rai) prova poi ad usare gli ascolti contro il canale ricordando lo 0,14% di share del 2024 lo 0.13 del 2025 e la flessione dei primi mesi del 2026 per concludere questi dati mostrerebbero i limiti della televisione lineare come strumento per raggiungere in modo ampio sistematico il pubblico scolastico. Qui il problema non è più soltanto la presentazione è il ragionamento. Uno share calcolato sull'intera platea televisiva dice quale frazione di quella platea sta guardando Rai Scuola non misura la capacità di raggiungere il pubblico scolastico per affermare quest'ultima cosa servirebbero dati sulla penetrazione fra studenti e insegnanti e un confronto con quella ottenuta attraverso RaiPlay il comunicato non li fornisce”.

Questa Rai, questo Cda non fornisce più nulla.

bloggorai@gmail.com

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