lunedì 31 agosto 2026

La battaglia è appena cominciata e nessuno farà prigionieri

By Bloggorai

«Cesare, guardati da Bruto; sta' attento a Cassio; non avvicinarti a Casca; tieni d'occhio Cinna; non fidarti di Trebonio; fa' attenzione a Metello Cimbro; Decio Bruto non ti ama; hai fatto torto a Caio Ligario. Questi uomini han soltanto un proposito, ed è diretto contro Cesare.»

Lo abbiamo scritto altre volte: tre piccoli libri non dovrebbero mai mancare nella biblioteca di chi si occupa di politica: il Giulio Cesare di Shakespeare, il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa e L’arte della Guerra di Sun Tzu.

Come in tutte le “case normali” talvolta succede che sia necessario “fare ordine”. Si tratta di rimettere le cose sparse al loro posto, dare una spolveratina, ritrovare qualche oggetto perduto e così via e, con l’occasione, gettare qualcosa non più utile o necessaria.

Come in tutte le “cose normali” talvolta succede che sia necessario “fare ordine” e quindi cercare un senso a questa vicenda Lavitola-Ranucci che si fatica a trovare quale esso sia.

Allora, i punti fermi, granitici, sono 3: il primo è rigorosamente giudiziario ovvero il 16 ottobre scorso quattro scalzacani mettono una bomba davanti casa di Ranucci e Lavitola confessa di essere lui il mandante. Il secondo è personale politico: perché Ranucci frequentava e intratteneva amichevoli relazioni con Lavitola? Il terzo punto è strettamente editoriale e quindi politico anch’esso e interessa anzitutto la Rai congiuntamente con i “fenomeni” mediatici che la sostengono, ovvero il Corriere della Sera in primo luogo (ne parleremo a lungo sulla loro "narrazione" della vicenda).  

Andiamo con ordine e semplifichiamo: punto n.1 la Procura sta lavorando e il solo piano di attività è definire ruolo, competenze e responsabilità dei presunti autori e mandati dell’attentato a Ranucci: “Lasciamo lavorare i magistrati e attendiamo”. Punto n. 2: alla domanda su Lavitola anche noi non abbiamo una risposta compiuta e quelle che abbiamo non ci piacciono. Ce la vedremo in seguito. Punto. 3: la Rai e i “fenomeni mediatici” ovvero politici sono ora il perno, il centro focale di questa nuova fase.

La domanda cruciale è: cosa ne sarà di Report posto che ora, oggi, la trasmissione di punta sul giornalismo di inchiesta di RaiTre, di tutta la Rai è divenuta giocoforza inscindibile dal suo conduttore e dalla sua redazione. Muovi un tassello, come il gioco della torre, e viene giù tutto. Ed è forse proprio questo ciò che si voleva (Rossi dixit).

Definiamo pure il contesto: in primo luogo c’è la prossima scadenza elettorale. Sarà questo l’epicentro della battaglia politica. Se non si coglie questo punto, tutto il resto appare fragile ed effimero. Se concordiamo su questo punto, dovremmo poi concordare che l’esito della battaglia si giocherà sul filo di lana, forse per pochi punti percentuali di differenza tra i due schieramenti. Da dove verranno i voti necessari a scalzare la Meloni, chi sarà l’ago della bilancia? A destra certamente Vannacci e a sinistra? Seguiamo il ragionamento: quella manciata di voti andrà raggranellata punto a punto, in ogni modo possibile e uno strumento fondamentale, la rete a strascico, potrà essere la Rai. Ne consegue che, ora più che mai, il controllo ferreo e totale sul Servizio Pubblico è e sarà sempre più la Missione Totale affidata a Rossi &C.

Ecco allora che togliere di mezzo Report e Ranucci, oltre che proseguire la picconatura di RaiTre diventa obiettivo strategico di Meloni &C. A questa manovra, si affianca quella a tenaglia, “istituzionale”: la prossima riforma della Rai targata Governo. A giorni riprenderanno i lavori al Senato e potrebbe anche darsi che si possa andare in Aula entro le prossime settimane, ottobre forse. Il mandato, l’obiettivo strategico della destra è chiaro: blindare la Rai per i prossimi 4 anni. In vista c’è pure il rinnovo del Presidente della Repubblica: non scherziamo ragionano a Palazzo Chigi con la Meloni possibile candidata.

Ci sono poi altri elementi di contesto editoriale (da noi definita sabbia negli occhi) che non vanno sottovalutati e sottaciuti: l’Azienda Rai è invia di disfacimento progressivo e inesorabile. Questo Cda di destra passerà come pietra miliare della nuova era di ascolti che crollano, inefficienze e vaghezze sui vari Piani immobiliari, editoriali (quello inesistente sull’informazione) e tecnologico (la Digital Media Company non sanno nemmeno cosa sia e non sono stati capaci manco di chiudere il decennale contenzioso su Rai Way necessario a trovare le risorse per sostenerla). Questo Cda, tutto intero, non ha uno straccio di idea, di proposta o di visione del Servizio Pubblico e si attacca ora alla canna del gas pur di distogliere l’attenzione dai suoi fondamentali problemi.  

E veniamo ora alla deriva del “caso Ranucci” o "metodo Report" (come al Corriere piace titolare così dimenticando la rilevanza primigenia del “caso Lavitola”). Allora, riassumendo telegraficamente, il “triumvirato Rossi-Ventura-Stadafora emette il “verdetto” a loro insindacabile e segretissimo criterio: fuori Ranucci e il Governo gongola. 

Ma i Tre geni dell’ex Viale Mazzini fanno qualche piccolo passo falso che ha un precedente: si affidano completamente al famigerato “comitato Etico”. Un Bluff di cui il Corriere ha reso sempre dettagliatamente conto. E questo Comitato fornisce al Triumvirato le carte (segrete e pure alquanto farlocche) per mettere alla porta Ranucci. Chiunque abbia un minimo di buon senso e di capacità di intendere si chiede quali siano le motivazioni o le prove per sostenere le accuse che, appunto, financo nel Comunicato stampa Rai, non esistono e, ovviamente, non vengono menzionate. Non hanno nulla in mano e il bluff corre il rischio di fallire miseramente.

Ieri il Corriere, prontamente, corre in soccorso della Rai e titola “Le accuse della Rai a Ranucci: opacità e interferenze”. Fenomenale: quello che non fa la Rai ufficialmente lo fa il Corriere ufficiosamente. Non ci dice però come si misura l’opacità? Quale è il livello “sopportabile” e verificabile di opacità non è dato sapere. E le interferenze? Quali sono? Dove e quando sono avvenute? Chi le ha verificate? Con questi due termini, semmai ci sarà un Giudice a Viale Giulio Cesare (tribulale del Lavoro) chiamato a decidere sul futuro prossimo venturo di Ranucci, magari ricorrendo all’art.700 del CPC, siamo pronti a scommettere, ci metterebbe un fiato a decidere.

Qualcuno, come abbiamo scritto ieri, ha fatto tanta pipì fuori dal vasino cercando di correre ai ripari proponendo e imponendo d’imperio due nomi alla conduzione di Report che non hanno ricevuto esattamente una “calda accoglienza”. Ora però non sanno come ripulire. Il trappolone prende forma: tra nuovi e nuove clienti del ristorante di Lavitola e amici di amici (Corsini, noto per le sue frequentazioni all’Atreju di Fratelli d’Italia) la battaglia ora si dispone come scontro frontale: la Rai sembra non intenzionata a recedere dai suoi passi e la redazione di Report è pronta a fare i bagagli. Non è un gioco a somma zero: qualcuno si dovrà rompere qualche osso: Rossi o Ranucci. Come ha scritto Lisa di Giuseppe su Domani: “L’ostinazione della Rai sui due nomi dimostra altro” ovvero “à la guerre comme à la guerre”.

In tutto questo poi, nei giorni scorsi, abbiamo letto cose e vicende politiche e umane che non ci piacciono nemmeno un po'. Abbiamo letto della nuova conduttrice di Report designata da Rossi&C (dicono che sia “brava” ed ha pure vinto il concorso alla scuola Rai di Perugia, manco fosse la BBC) che oltre che essere anch’essa cliente” del ristorante di Lavitola sia “vicino” ad un noto consigliere Rai.

Abbiamo pure letto che i due nomi designati da Rossi& C siamo stati in qualche modo “telefonati” con due dei tre partiti dell’opposizione. Non ci vogliamo credere, per ora. Ma il tasso di fiducia nei confronti di tanti amici, parenti e conoscenti è talmente scarso da farci ritenere legittimo ogni dubbio. Oggi leggiamo che la Floridia, ex presidente della Vigilanza, ha smentito ogni suo coinvolgimento nella presunta trattativa. Cerchiamo ancora di capire e di sapere. Siamo solo all’inizio della battaglia dove nessuno farà prigionieri.

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