Care lettrici, cari lettori …
Ogni tanto, per capirci bene e andare avanti, è necessario mettere
le cose in ordine e in chiaro.
Nei giorni scorsi abbiamo scritto perché ritemiamo “questa”
Rai ovvero “questo” Servizio Pubblico ovvero “questo” Cda tutto intero
(compresi i consiglieri del giorno dopo) ormai in via di estinzione e con ragionevoli
dubbi che qualcuno possa salvare qualcosa. Se qualcuno invece ha segnali contrari
faccia un fischio.
Bene, ieri ci si siamo soffermati sui “canali tematici Rai”
la somma dei quali (10) raccoglie una manciata di telespettatori e assorbe una montagna
di risorse, in particolare la sola testata RaiNews24 con oltre 200 giornalisti
per fare mediamente lo 0,6% di share. Un’Azienda normale o li razionalizza e li
valorizza adeguatamente come peraltro sarebbe d’obbligo o li chiude. La via di mezzo,
quella attuale della pura sopravvivenza, è solo uno sperpero di denaro pubblico
senza capo né coda.
Allora in queste ore si è levata la polemica sulla chiusura
di Rai Scuola (appunto, un obbligo di Contratto di servizio). Al solito: tardiva
e irrilevante. Rimettiamo in ordine le date: lo scorso 18 giugno il Cda Rai
affronta il tema. Emerge e si approva all’unanimità la proposta di dedicare il Canale
57 (dove si trova appunto Rai Scuola) a Rai Territori (con grande goduria dei sovranisti
di casa nostra). In quella sede, sembra, si riferisce in Cda che verrà fatta
adeguata campagna di comunicazione sull’impegno Rai per la scuola: mai vista.
Il 3 luglio esce un Comunicato stampa Rai dove si annuncia la nascita di “canale
Territorio” ora denominato “Italiana” ma non si dice una parola su Rai Scuola. Nei
giorni scorsi il quotidiano Domani lancia la pietra nello stagno con il titolo “Via
Rai Scuola. Al suo posto l’Italia che piace a destra” a firma Christian
Raimo e Bloggorai lo riprende e lo rilancia. Ieri, alle 14.14, l’ANSA titola “Natale
(Cda), colpevole silenzio azienda su Rai Scuola, informare su nuovo progetto”. Poco
dopo, alle 15 e 14, la Rai come si dice a Roma è presa con il “sorcio in bocca”
e diffonde un comunicato pomposo e arioso con il titolo “Rai Scuola evolve: più
digitale, più accessibile, più vicina agli studenti”. Acqua fresca in pan
bagnato, ovvero il nulla. Ovvero il nulla dove si sta lentamente e inesorabilmente
consumando la dissoluzione di questa Rai, di questo Servizio Pubblico e di questo
Cda complice e partecipe di questo processo.
Andiamo avanti e mettiamo le carte in tavola sulla vicenda
Lavitola Ranucci. Tra le nostre lettrici e i nostri lettori ci sono tanti
diversi punti di vista e ci sono coloro che “Ranucci non lo sopporto e Report
andrebbe chiuso” oppure “Difendiamo Report e il giornalismo d’inchiesta e poi
su Ranucci vedremo” come pure ci sono coloro che “Ranucci oggi è Report e
Report oggi è Ranucci” e “Il Governo Meloni vuole la testa di Ranucci” e la
dissoluzione di RaiTre (come rivendicato dal “mio” AD Rossi).
Il solo punto fermo granitico, indubitabile e colossale è
che a carico di Ranucci non c’è nulla!!! La sua “amicizia” con Lavitola è
discutibile ma non è, per ora, un reato. Non c’è uno straccio di prova o indizio
di presunta colpevolezza a suo carico per quanto finora avvenuto e accertato dalla
Magistratura. Ieri sera, su La 7, il conduttore ha detto chiaro e tondo “Se
hanno la coscienza pulita, mi spostano loro”.
PUNTO. E le stesse notazioni (fintamente “segrete” perché
largamente riportate) emerse del cosiddetto Comitato Etico non valgono un soldo
bucato: se ci sono fatti, circostanze ed evidenze su un possibile
coinvolgimento di Lavitola nei servizi mandati in onda da Report, ne siamo certi,
già sarebbero emersi e la Rai già avrebbe provveduto con un provvedimento
disciplinare. Con tutte le “fonti” interne Rai che parlano come canarini
bastava un fiato per far emergere una qualsiasi “prova provata” ovvero la
pistola fumante con la quale inchiodare Ranucci e invece hanno dovuto riesumare
vicende lontano negli anni peraltro senza alcun riscontro fattuale.
Doppio PUNTO. E l’incertezza, la titubanza, il timore e la confusione in cui si muove il “triunvirato Rossi-Ventura-Spadafora” ne è prova provata: se avessero avuto una soluzione, lo scalpo di Ranucci da offrire sul piatto dei giornali di Governo che sostengono la sua decapitazione, non avrebbero avuto esitazione e già da ieri, come annunciato, avrebbero emesso il verdetto.
Il
balbettio confuso sulle tre possibili soluzioni da offrire a Ranucci in cambio
della sua “rinuncia” alla conduzione di Report (la Scuola di Giornalismo di Perugia,
il Tg3 o RaiNews24) è solo fumo negli occhi. La banale ed evidente verità è che
non sanno che pesci prendere, consapevoli che qualsia scelta faranno la faranno
male. Le elezioni sono alle porte. Oggi leggiamo di una possibile candidatura
di Rossi nelle fila di Fratelli d’Italia. Semmai fosse vero, una ventata di “filosofia”
da quelle parti forse gli recherà beneficio.
bloggorai@gmail.com
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