Da molto tempo siamo abituati a leggere e ascoltare dotte, argute e
sofisticate analisi di fini intenditori di geopolitica internazionale. Le chat,
in particolare, aprono grandi spazi a contributi, interventi e citazioni di
ogni genere e ovviamente tutte, per una parte o per un’altra, sempre doverosamente
schierate a sostenere una tesi piuttosto che quella opposta. È cosa buona e
giusta che questo avvenga: il dibattito e il confronto tra diversi punti di vista
sono il sale della ragione.
Allora, anche Bloggorai, nel suo piccolo, vorrebbe dare un
modesto contributo proponendo un “bollettino” dei temi e problemi con il
loro specifico “andamento” mediatico e segnatamente televisivo che è, in fin
dei conti, quello che più ci interessa. In particolare, ci interessa capire il “posizionamento”
nei palinsesti e nelle impaginazioni dei giornali, ovvero la mutazione giornaliera
della rilevanza delle notizie. Ci verrebbe voglia di iniziare dalla Rai: oggi
per esempio abbiamo in prevalenza la notizia del vicedirettore di RaiSport,
Riccardo Pescante, che si lascia andare sui “social” ad una “fiammante”
rievocazione dell’MSI. Cosa vuoi dire? come commentare? Occorre una “bacchettatina
sulle mani”, un “cartellino giallo”? chiedere il licenziamento in tronco per aver
violato il codice etico Rai? Da Via Severo rispondono: “faranno sapere”.
Andiamo avanti ed occupiamoci del resto del mondo con i suoi
“trending topics” in ordine di rilevanza.
Venezuela. Maduro è cattivo e Trump è buono e giusto
e lo porterà di fronte ad un Giudice neutrale. Maduro spaccia coca e il Fentanyl
invece si coltiva nelle grandi pianure del Mid West. Ancora per qualche giorno
il tema terrà banco finché presto si passerà
ad altro: Messico, Canada, Cuba sono in lista di attesa.
Ucraina. Argomento in leggera discesa: ci sono pochi morti
da raccontare, solo droni che viaggiano da una parte e dall’altra. Zelensky
batte cassa e missili ma può attendere. Le immagini sono sempre le stesse: pompieri
in azione. Il pubblico Tv è stanco e cambia canale. I “volenterosi” hanno altro
a cui pensare.
Gaza. Non se ne parla più (alcuni dicono che ora c’è
la “pace”). Finito il lavoro sporco (per ora) dell’esercito e dei cecchini di
Israele, ora ci pensa la pioggia, il freddo e il fango a proseguire lo
sterminio o il genocidio dei palestinesi. Per Nethayahu una “pace” americana
benedetta, proprio in questo momento climatico: il suo esercito riprende fiato
e si sposta verso la Cisgiordania. C’è da proteggere i coloni assassini e usurpatori
e se avanza qualche carro armato lo mandano verso il Libano.
Iran. Il popolo iraniano non ne può più dei pasdaran
integralisti e protesta. Israele fomenta e gli USA osservano, pronti ad intervenire
… as usual. Argomento interessante ma alquanto marginale, per ora. Poi si vedrà.
Siria. Due “volenterosi” ovvero Inghilterra e
Francia, da soli e autonomamente, hanno bombardato due bunker dell’ISIS. Si potrebbe
anche dire che hanno fatto bene: i tagliagole ancora girano indisturbati. Perché
e per come sia avvenuto non è chiaro ma la notizia non ha goduto di soverchia
attenzione.
Yemen. Gli “houty” hanno preso sonore legnate
missilistiche da una parte (Israele) e dall’altra (USA) e per ora se ne stanno
sotto schiaffo e lasciano indisturbate le petroliere. Vedremo, comunque da
tenere in osservazione.
Nigeria. “it’s a big problem” dicono. Gli Usa (sempre
loro) sono intervenuti con un bombardamento contro l’ISIS (sempre loro). Dicono
che sia un paese dalle grandi potenzialità e ricchezze. “Viaggiare sicuri” del ministero
degli esteri sconsiglia i viaggi, non si sa mai. Un Paese molto ricco dove, come
si dice in genere, “…mi ci ficco” … vedi Venezuela.
Europa. Quale Europa? chi l’ha vista o sentita? Von
den Leyden o Kaja Kallas? L’Europa che “vorrei ma non voglio perché non posso”.
L’Europa dei vari governi polacchi o ungheresi? Vogliamo rivolgere un affettuoso
saluto al Belgio? Intanto l’Europa “osserva con attenzione”. Le notizia da Bruxelles
fanno sussultare il telecomando tv: meglio Gerry Scotti. Qualcuno ipotizza un avanposto
militare Europa in Groenlandia. Il Governo italiano potrebbe mettere a
disposizione gli scarponi da neve.
NATO. Pussa via!!! Ora che Trump minaccia di
annettersi la Groenlandia sono cavoletti amari. E se mai gli partisse un
embolo, ovvero decidesse di mettere “boots on the ground” su quel suolo ghiacciato
che facciamo? In base all’art. 5 della NATO sarà necessario dichiarare guerra agli
USA: pop corn per tutti. Il Ministro Crosetto è vivamente preoccupato e spera
tanto che i Tg Rai non ne parlino.
ONU. Non sembra essere molto ascoltata e quindi poco “attenzionata”
dai media. Anche in Tv Gutierres non gode di molta fama e celebrità. Basta una
inquadratura del Palazzo di vetro a New York e tiriamo avanti fino al prossimo
inutile Consiglio di sicurezza e alle vane risoluzioni sempre inapplicata (Israele
è ormai uno specialista del genere)
Russia. Boh … Putin sembra contento. In fin dei conti,
Trump ha giustificato e legittimato la sua “operazione speciale” in Ucraina. Ognuno
si occupa del proprio “giardinetto di casa”.
Cina. Doppio boh. Vedi sopra. Taiwan è lì a portata
di mano: se lo ha fatto Trump lo potrebbe fare anche Xi Jinping.
Ci siamo dimenticati qualcuno e qualcosa? Forse si. Comunque
Abbiamo tempo. L’ “agenda setting” è sempre aperta e pronta ad essere aggiornata.
bloggorai@gmail.com
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