martedì 20 gennaio 2026

La Civiltà delle Immagini 10. La Metafisica aristotelica e la RAI

By Bloggorai ©

L’immagine metafisica è una rappresentazione di un fatto o di una persona che trascende il reale. Aristotele ha dedicato alla Metafisica un lavoro specifico e così l’ha definita: “scienza dell'essere in quanto essere". Senza andare troppo lontano e rimanendo nel campo delle immagini, citiamo la Treccani che riprende un grande artista italiano: “Per Morandi è una fase importante di depurazione del soggetto da tutti gli episodî accidentali e di scoperta di significati insiti nelle cose”.  

Interessante osservare che le immagini, seppure metafisiche, si prestano bene ad un uso “politico”.

Nel nostro immaginario Album di figurine della Civiltà delle immagini 2026 oggi ne abbiamo raccolte 4.

Il Maranza. s. m. e f. inv. Giovane che fa parte di comitive o gruppi di strada chiassosi, caratterizzati da atteggiamenti smargiassi e sguaiati e con la tendenza ad attaccar briga, riconoscibili anche dal modo di vestire appariscente. Il termine deriva da una incerta sintesi di “mar...." che alcuni ritengono risalire a "marocchino” e “zanza” (in Romagna). A seconda delle regioni può assumere anche un termine diverso, come coatto, tamarro, belenga, cuozzo etc.   Chi è e come si rappresenta un "maranza"? sapevate ad esempio che “i maranza flexano?” … per saperne di più vedi pure https://blog.dante.global/i-maranza-flexano#:~:text=In%20breve%2C%20maranza%20vuol%20dire,anche%20grazie%20ai%20social%20network

Ormai il tema è da tempo oggetto di letteratura scientifica e torna puntualmente all’attenzione quando un “maranza” si rende autore di un drammatico fatto di cronaca come è successo in questi giorni. Succede allora che il termine, il fenomeno sociale, diventa un fatto “politico” e assume le sembianze di iniziativa parlamentare finalizzata a sostenere un “progetto” ovvero alimentare il terreno della paura, del timore e della conseguente necessità di “avere più sicurezza” nelle strade, nelle scuole, negli ospedali. Ne abbiamo scritto diverse volte: il “paurismo” sembra essere il grimaldello del consenso politico ovvero paura del diverso, dell’immigrato, del “giovane disadattato.

L’assassino. In questi giorni l’ennesimo femminicidio (Federica Turzolo) ha riproposto un consueto tema di immagine. Come si rappresenta il volto di un assassino? Quale è la sua immagine? Come noto, spesso e malvolentieri, si tratta di un parente stretto, un marito, un genitore o un fratello /sorella, di un “caro amico” magari pure “di famiglia” o un personaggio che “ … non avrei mai pensato che potesse giungere a tanto”. Eppure tanto il volto, l’immagine delle vittime è pubblico tanto invece quello dell’assassino rimane spesso “privato” o posto in secondo piano. La presunzione di innocenza fino all’ultimo grado di giudizio, pilastro della nostra giurisprudenza, garantisce la riservatezza dell’immagine di chi ha compiuto un omicidio, seppure colto in flagranza di reato o financo reo confesso, magari con il coltello ancora tra le mani. Succede spesso che l’Immagine della vittima viene più diffusa e rimane più impressa di quella dell’assassino e succede che quella dell’assassino viene trattata e mostrata con una certa titubanza. In tutti i grandi casi di cronaca nera (Orlandi, Cesaroni, Gambirasio etc) sono i loro volti ad essere entrati nella storia più di quanto non lo siano i loro carnefici (peraltro alcuni ancora ignoti).

Il gossipparo. Parliamo di un certo Fabrizio Corona e della sua immagine ci interessa un aspetto marginale. Anzitutto ci chiediamo spesso perché riscuote tanta attenzione mediatica e perché la sua “figurina” è tra le più pubblicate e diffuse nell’album della Civiltà delle immagini? È bravo lui a maneggiare il suo “brand”, ad occupare uno spazio sempre disponibile nel mercato dei media, oppure sono gli “altri” genericamente intesi (giornali, radio e tv) a mettergli a disposizione uno spazio ben sapendo che il “prodotto” gossip tira molto?

L’aspetto marginale che ci interessa della sua immagine è capire/sapere perché la Rai, il Servizio Pubblico, rivolge un’attenzione particolare sia al personaggio e, ancor più, ai “temi caldi” si cui si occupa (vedi il caso Signorini che è tutto dire): l’ultimo ad ospitarlo è stato Giletti ma prima ancora è stato dalla Venier, a Ciao Maschio, con Fiorello etc. ? A tal punto che, a quanto si legge, Mediaset si è “risentita” tanto di questa attenzione ingombrante e fastidiosa da lavorare ad una “vendetta” contro la Rai da compiere durante il prossimo Festival di Sanremo predisponendo una forte controprogrammazione. Rimane aperto il quesito: perché la Rai si presta a questi giochetti?

Il calciatore. Nel nostro paese giocano tanti calciatori che provengono dai paesi africani e sono pure molto bravi. Nel nostro Paese tra residenti, nati in Italia e in attesa di regolarizzazione, vivono circa 1,6 mln di persone. Allora, è successo che nelle scorse settimane si è svolta la Coppa d’Africa le cui immagini sono state diffuse in chiaro da SportItalia. Allora è successo che domenica scorsa la partita finale tra Marocco e Senegal è stata vista da oltre 800 mila persone, superando di gran lunga Rai Due. La domanda semplice che poniamo è “perché la Rai non ha comprato i diritti di ripresa”?  

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