L’immagine metafisica è una rappresentazione di un fatto o
di una persona che trascende il reale. Aristotele ha dedicato alla Metafisica un
lavoro specifico e così l’ha definita: “scienza dell'essere in quanto
essere". Senza andare troppo lontano e rimanendo nel campo delle immagini,
citiamo la Treccani che riprende un grande artista italiano: “Per Morandi è una
fase importante di depurazione del soggetto da tutti gli episodî accidentali e
di scoperta di significati insiti nelle cose”.
Interessante osservare che le immagini, seppure metafisiche,
si prestano bene ad un uso “politico”.
Nel nostro immaginario Album di figurine della Civiltà delle
immagini 2026 oggi ne abbiamo raccolte 4.
Il Maranza. s. m. e f. inv. Giovane che fa parte di
comitive o gruppi di strada chiassosi, caratterizzati da atteggiamenti
smargiassi e sguaiati e con la tendenza ad attaccar briga, riconoscibili anche
dal modo di vestire appariscente. Il termine deriva da una incerta sintesi di “mar...." che alcuni ritengono risalire a "marocchino”
e “zanza” (in Romagna). A seconda delle regioni può assumere anche un termine
diverso, come coatto, tamarro, belenga, cuozzo etc. Chi è e
come si rappresenta un "maranza"? sapevate ad esempio che “i maranza flexano?” …
per saperne di più vedi pure https://blog.dante.global/i-maranza-flexano#:~:text=In%20breve%2C%20maranza%20vuol%20dire,anche%20grazie%20ai%20social%20network
Ormai il tema è da tempo oggetto di letteratura scientifica
e torna puntualmente all’attenzione quando un “maranza” si rende autore di un
drammatico fatto di cronaca come è successo in questi giorni. Succede allora
che il termine, il fenomeno sociale, diventa un fatto “politico” e assume le
sembianze di iniziativa parlamentare finalizzata a sostenere un “progetto”
ovvero alimentare il terreno della paura, del timore e della conseguente
necessità di “avere più sicurezza” nelle strade, nelle scuole, negli ospedali.
Ne abbiamo scritto diverse volte: il “paurismo” sembra essere il grimaldello
del consenso politico ovvero paura del diverso, dell’immigrato, del “giovane
disadattato.
L’assassino. In questi giorni
l’ennesimo femminicidio (Federica Turzolo) ha riproposto un consueto tema di
immagine. Come si rappresenta il volto di un assassino? Quale è la sua
immagine? Come noto, spesso e malvolentieri, si tratta di un parente
stretto, un marito, un genitore o un fratello /sorella, di un “caro amico”
magari pure “di famiglia” o un personaggio che “ … non avrei mai pensato che
potesse giungere a tanto”. Eppure tanto il volto, l’immagine delle vittime è
pubblico tanto invece quello dell’assassino rimane spesso “privato” o posto in secondo
piano. La presunzione di innocenza fino all’ultimo grado di giudizio,
pilastro della nostra giurisprudenza, garantisce la riservatezza dell’immagine
di chi ha compiuto un omicidio, seppure colto in flagranza di reato o financo reo
confesso, magari con il coltello ancora tra le mani. Succede spesso che
l’Immagine della vittima viene più diffusa e rimane più impressa di quella
dell’assassino e succede che quella dell’assassino viene trattata e mostrata
con una certa titubanza. In tutti i grandi casi di cronaca nera (Orlandi,
Cesaroni, Gambirasio etc) sono i loro volti ad essere entrati nella storia più
di quanto non lo siano i loro carnefici (peraltro alcuni ancora ignoti).
Il gossipparo. Parliamo di
un certo Fabrizio Corona e della sua immagine ci interessa un aspetto marginale.
Anzitutto ci chiediamo spesso perché riscuote tanta attenzione mediatica e perché
la sua “figurina” è tra le più pubblicate e diffuse nell’album della Civiltà delle immagini?
È bravo lui a maneggiare il suo “brand”, ad occupare uno spazio sempre
disponibile nel mercato dei media, oppure sono gli “altri” genericamente intesi
(giornali, radio e tv) a mettergli a disposizione uno spazio ben sapendo che il
“prodotto” gossip tira molto?
L’aspetto marginale che ci
interessa della sua immagine è capire/sapere perché la Rai, il Servizio
Pubblico, rivolge un’attenzione particolare sia al personaggio e, ancor più, ai
“temi caldi” si cui si occupa (vedi il caso Signorini che è tutto dire): l’ultimo
ad ospitarlo è stato Giletti ma prima ancora è stato dalla Venier, a Ciao
Maschio, con Fiorello etc. ? A tal punto che, a quanto si legge, Mediaset si è “risentita”
tanto di questa attenzione ingombrante e fastidiosa da lavorare ad una “vendetta”
contro la Rai da compiere durante il prossimo Festival di Sanremo predisponendo
una forte controprogrammazione. Rimane aperto il quesito: perché la Rai si
presta a questi giochetti?
Il calciatore. Nel nostro paese
giocano tanti calciatori che provengono dai paesi africani e sono pure molto
bravi. Nel nostro Paese tra residenti, nati in Italia e in attesa di
regolarizzazione, vivono circa 1,6 mln di persone. Allora, è successo che nelle
scorse settimane si è svolta la Coppa d’Africa le cui immagini sono state
diffuse in chiaro da SportItalia. Allora è successo che domenica scorsa la
partita finale tra Marocco e Senegal è stata vista da oltre 800 mila persone,
superando di gran lunga Rai Due. La domanda semplice che poniamo è “perché la Rai
non ha comprato i diritti di ripresa”?
bloggorai@gmail.com
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