lunedì 26 gennaio 2026

La Civiltà delle Immagini 13. Le "figurine" di fine mese

By Bloggorai ©

Ci avviciniamo alla fine del mese e presto dovremmo scegliere le immagini che meglio potranno rappresentare e sintetizzare questi primi 31 giorni dell’anno nel nostro album sulla Civiltà delle immagini. Oggi ve ne proponiamo alcune che certamente occuperanno un posto meritevole di attenzione.

L’ICE. Non è un caso che tra questo termine acronimo (Immigration and Customs Enforcement) e la sua traduzione dall’inglese (ghiaccio …magari quello della Groenlandia) ci sia di mezzo un denominatore comune: Donald Trump. Appartengono entrambi alla stessa follia.

Oggi solo il Resto del Carlino mette in prima pagina e con la dovuta evidenza la sola immagine che racchiude tutto: il killer dell’ICE mentre spara alla testa di Alex Jeffrey Pretti. 

L’immagine, il frame dell’intero video, è “pulita” e non lascia adito a dubbi. Si tratta di una esecuzione sommaria e rabbiosa, brutale e ingiustificabile e inaccettabile al pari di altre drammatiche immagini che conosciamo e ricordiamo bene: possiamo ricordare l’ufficiale sudvietnamita  che spara sangue freddo ad un prigioniero nelle strade di Saigon (vedi https://www.corriere.it/esteri/18_gennaio_30/cinquant-anni-fa-foto-saigon-che-cambio-guerra-vietnam-af81d686-0587-11e8-b2bd-b642cbae90d8.shtml ) considerata forse l’immagine che contribuì a cambiare la percezione della guerra in Vietnam come pure una delle tante immagini di nazisti che sparano alla testa di prigionieri civili (non dimenticare le Fosse Ardeatine…oppure vedi pure questa https://www.tv2000.it/ufficiostampa/2018/04/25/25-aprile-reportage-sulla-strage-nazista-alla-certosa-di-farneta/ ).

La Svizzera. La terra del cioccolato (che non producono) e delle banche, delle mucche al pascolo e delle località dove i negozi chiudono alle 5 del pomeriggio, del Guglielmo Tell e dove rischi l’arresto se getti un mozzicone sul suolo pubblico. Dicono degli svizzeri che mentre da noi “In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di democrazia e pace, e che cos'hanno prodotto? L'orologio a cucù” (Henry Lime ne Il terzo uomo di O. Welles). Nei giorni scorsi è comparso sul Corriere un articolo di Gian Antonio Stella con il titolo “L’aglio, i coltelli e la Caccia all’italiano: perché non ci fidiamo della giustizia svizzera” ed è poi riemerso il volume di Jean Ziegler “La Svizzera. L’oro e i morti. I banchieri di Hitler”. Forse, ne abbiamo buon motivo

Ebbene, oggi qual è l’immagine che oggi ci propone la Svizzera? La prima con la quale abbiamo iniziato il 2026: la strage di Crans Montana. Potrà essere tra le prime in posizione per la foto di gennaio.

Niscemi. La foto di oggi mostra un paese sull’orlo di un baratro. Il maltempo dei giorni scorso ha causato un fronte di frana che rischia di far crollare decine di abitazioni costruite sul ciglio di una collina fragile. Sembra una metafora drammatica perfetta per raccontare questo Paese sempre in bilico: ma nessuno sapeva che forse quelle abitazioni non potevano essere costruite in quella posizione? Oppure possibile che nessuno ha mai indagato sulla natura franosa di quel terreno? Allo stesso modo di tante altre località italiane dove la cura e l’attenzione per il territorio è stata sempre disattesa, salvo poi dover constatare che crolla tutto.

La Paura. Si tratta di una immagine indeterminata eppure ben vivida e presente. Ne abbiamo scritto spesso e volentieri su Bloggorai: il “paurismo” ovvero “Il tema della sicurezza come centrale nella formazione dell’opinione degli elettori” come ha scritto Nando Pagnoncelli sul Corriere di sabato in un articolo titolato “Gli italiani si sentono meno sicuri. Le paure su giovani e immigrati”. Leggiamo: “La situazione diffusa di insicurezza viene attribuita a tre fenomeni principali: in primo luogo al crescere dei comportamenti violenti nelle fasce giovanili (55%)… Al secondo posto troviamo il tema dell’immigrazione irregolare e non controllata che contribuisce al crescere degli episodi di criminalità (44%)… Al terzo posto, assai distanziata, c’è la percezione di una crescita delle sacche di marginalità e povertà che favoriscono fenomeni di devianza (27%)”. L’articolo conclude con “In sostanza il tema della sicurezza è oramai centrale nel dibattito politico e nella percezione degli elettori: nello scenario socioeconomico di fine anno, qualche settimana fa, evidenziavamo come oramai fosse al terzo posto tra le preoccupazioni degli italiani, con la crescita consistente di cui si è detto. Sembra una preoccupazione strutturale, non determinata solamente dai fatti di cronaca, ma anche dal clima di inquietudine diffusa che determina atteggiamenti di ripiegamento difensivo. C’è perciò un’attesa diffusa di interventi. Si tratterà di capire se, alla luce anche di una crescita di sensibilità sul tema tra le opposizioni, si riuscirà ad arrivare a scelte condivise, o se prevarrà, anche in questo caso, la polemica politica. Cosa probabile, con l’avvicinarsi delle elezioni”.

Quale immagine può rappresentare la “paura”?

Bloggorai@gmail.com

 

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