Nell’immaginario Album di figurine sulla Civiltà delle
Immagini 2026 che vi stiamo proponendo le prime pagine sono già densamente occupate. Nel breve giro di
pochi giorni, appena 12, è successo di tutto e molto altro è stato
preannunciato. Il nostro “esperto” di carta stampata, Maurizio formidabile edicolante
vicino casa, questa mattina però è apparso sconsolato: “Sono un paio di giorni che
non si vedono nuove figurine”.
Già, questo Album si sta popolando più di “immagini” assenti
che non di rappresentazioni presenti. E, c’è da dire, che tra immagini presenti
ed assenti, reali o immaginarie, c’è un sottile filo rosso che le unisce. E, forse,
non è nemmeno poi tanto sottile. Tutto sembra legarsi, connettersi, congiungersi
in una trama comune dove, lentamente, emerge un disegno che non è affatto
buono.
Vediamo le “figurine” mancanti.
L’immagine dell’opposizione. Non si trova una “figurina”
forte, autorevole e determinata su qualcuno che possa rappresentare compiutamente
tutta l’opposizione a tanta brutalità, selvaggeria e violenta violazione dei
diritti fondamentali. Non sembra essere la “figurina” giusta l’immagine dei “democratici”
USA che non riescono a fronteggiare l’arroganza e la protervia di Trump&C. Forse,
sono ancora traumatizzati dalla sconfitta da loro stessi causata. Come
dimenticare, infatti, l’enorme responsabilità che si sono assunti mantenendo la
candidatura Biden ancor quando erano tutti perfettamente consapevoli che era
del tutto inadeguato ad una nuova presidenza. Con l’aggravante della candidatura
Harris, presentata last minute. Se la stanno cavando i sindaci, singole entità,
come quello di New York o quello di Minneapolis. Per fortuna che le persone
scendono in piazza contro gli sceriffi pistoleri dell’ICE ma poi però, il grande
sceriffo della Casa Bianca, continua a minacciare il resto del mondo.
Fatte le debite proporzioni e riportando il tema a casa
nostra, “l’opposizione” Made in Italy sembra essere la parvenza di se stessa
ovvero un “campo largo” a dimensioni alternate che un giorno si restringe e un
giorno si allarga. Morale della favola: la Meloni, ogni settimana che Mentana
al Tg de La7 ne parla, cresce nei sondaggi e gli altri ristagnano. Per una banale
legge della fisica, o della politica che dir si voglia, il vuoto non esiste e
se si apre uno spazio qualcun altro lo occupa. Vedi pure la Conferenza stampa
del Governo dell’altro giorno: una somma di generiche domande alla “volemose
bene” e, se qualcosa non ci è sfuggita, nemmeno una l’ha posta in seria difficoltà
o messa con le spalle al muro almeno per manifesta incoerenza.
Torna sempre in mente quel Moretti del 22 febbraio 2013: “Con
questi dirigenti non vinceremo mai”. Parole profetiche. Non parliamo di Rai e
di Servizio Pubblico, per carità di Patria.
Le immagini “future”. Non si trovano le “figurine” prossime venture che pure saranno importanti. Non si trovano immagini in grado di rendere pienamente quanto sta succedendo in Iran più di quanto possono le immagini dei “sacchi neri” con le migliaia di vittime della brutale repressione e ancor più non si trovano quelle che potranno descrivere quanto potrà succedere in tutto il Medio Oriente qualora la situazione precipitasse e Trump decidesse di intervenire con le bombe su Teheran.
Già che siamo nell’area: sono ormai rarissime le immagini di
Gaza. Non si vedono più donne o anziani affamati e bambini dilaniati dai
cecchini dell’esercito di Israele. Non si vedono più le immagini di devastazione
totale e di rovine infinite. Purtroppo, non si vedono più le immagini di
milioni di persone che hanno partecipato alle grandi manifestazioni “pro Pal”
illuse dalla “pace” made Trump/Nethanyahu che ora si permette di fare ciò che vuole
nei territori occupati.
Non si trovano le prossime figurine sulla Groenlandia: gli USA se la comprano un tanto al chilo (di ghiaccio) oppure, molto più semplicemente e senza tanto clamore, espandono le basi che già hanno sul posto?
Non si trova più una figurina immagine di Europa credibile,
efficace e risolutiva. Ormai l’immagine europea più “efficiente” è quella dei “volenterosi”
inglesi, francesi e tedeschi che pure sull’accordo Mercosur se la canta e se la
suonano a piacimento.
Ora i tipografi, i fotografi e i telecineoperatori si
dovranno attrezzare con le prossime crisi internazionali: risolta la “faccenda”
Venezuela ci potrà essere qualche paese confinante nel mirino dei benpensanti
della Casa Bianca. Il Messico, Cuba e forse anche il Canada in fin dei conti
sono a portata di missile.
Allegri, coraggio, finché c’è guerra c’è speranza.
PS: tutto ciò prima scritto potrebbe, forse, interessare i lettori di Bloogorai che non seguono la Rai e il Servizio Pubblico (e forse fanno bene). Se però ci fosse in giro qualche lettore ancora “raiotico” può sapere che abbiamo molte chicche da raccontare, tra farsa e tragedia.
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