Nella “civiltà delle immagini” contemporanea, di ieri, sono tre
quelle che meritano attenzione.
I “volenterosi” (ristretti). La fotografia circolata
ieri ritrae il francese Macron, l’inglese Starmer e l’Ucraino Zelensky mentre firmano un accordo di collaborazione. Colpisce
più l’assenza che la presenza di altri soggetti: manca il tedesco Merz e, of course, la
presidente del Consiglio Meloni (che tanto “volenterosa” magari vorrebbe pure essere
ma non può o non vuole essere) e nella foto poi mancano tanti altri protagonisti
essenziali: i russi e gli americani. Diciamo che si tratta di una immagine
monca, povera e traballante. Oppure, viceversa, dice tanto se non tutto. Dice,
ad esempio che la fantomatica Europa non c’è e non ci sarà e ormai sembra una
sbiadita fotocopia di se stessa.
Maduro e il suo doppio. Ieri ha suscitato molto
interesse la circolazione di un “deep fake” con le immagini della ricostruzione
del rapimento del leader venezuelano ad opera degli sceriffi del mondo Made in USA.
Alla balla del narcotraffico non ci crede più nessuno, però è importante diffondere
il “fatto in se” ovvero mostrare uri et orbi l’efficienza dei rapinatori in tuta
da combattimento (by the way… quasi 100 morti, tanto sono cubani che, prima o
poi, “bisognerà pensare anche a loro” by Trump). Il video è divenuto virale e
si fatica, come ormai ci stiamo abituando, a ritenerlo “finto” tanto appare
realistico: vedi https://www.rainews.it/video/2026/01/e-virale-il-video-la-caduta-di-maduro-realizzato-interamente-con-lintelligenza-artificiale-41fa6567-161b-4768-bc9b-ace5b5a32205.html
.
Trump tra “faccette” e barzellette. Se non fosse una tragedia
è certamente un dramma. Vedere per credere: https://www.youtube.com/watch?v=rDy09uP8IU8
. Questo il video dell’intervento di Trump ad una Convention MAGA dei giorni
scorsi. Un po' lungo ma vale la pena osservarlo con attenzione. Anzitutto la “posturologia”
o anche la gestualità, il linguaggio del corpo. Non è e non può essere definito
solo un tratto “caratteriale” del personaggio scenico. È parte stessa del “messaggio politico”, è il “contenitore”
del progetto e della sua missione. Le “faccette” e le “barzellette” sono l’essenza
della sua comunicazione, costituiscono la maschera dietro la quale si cela la
sua, la loro, visione del mondo e dei modi con i quali risolvere i problemi: la
versione moderna e americana del “me ne frego” di fascistissima memoria. Tanto per
rimanere in argomento, nel nostro Paese Trump ha trovato non solo alleati sprovveduti
e improvvisati, ma anche degni emuli proprio nello “stile” di comunicazione tra,
appunto, faccette e barzellette. Qualcuno (uno a caso, Berlusconi) è stato maestro
e precursore.
Veniamo ora ad un capitolo della “civiltà delle immagini”
che affronteremo spesso e volentieri nei prossimi giorni. Come abbiamo scritto tante
volte, la Rai e il Servizio Pubblico sono destinati ad un ruolo progressivamente
marginale e subordinato non tanto e non solo per la sua debolezza e povertà di idee,
di visione, di “manager” e consiglieri, di progetto editoriale, quanto più perché
ormai è il mercato, ovvero la transizione in corso verso lo streaming che seppellirà
ogni velleità di sviluppo. Non è un caso che la famigerata “Digital Media Company” (non di
Servizio Pubblico” of course) Rai è tutt’ora e sarà ancora una chimera, una scatola vuota che nessuno
sa come riempire se non affidandosi a ciò che propone Rai Play.
La “televisione” ha mutato segno, è in corso la sua rapida e profonda mutazione genetica, la tv generalista sta lasciando il passo ad un palinsesto personalizzato su un device dislocato in un tempo e in uno spazio sempre più articolato e frammentato. Non mancherà molto per poter sostenere che la “tv” e le immagini che si propongono sono altra cosa da quella che abbiamo conosciuto finora.
È sufficiente fare un sommario confronto con
uno dei suoi “generi” più diffusi: tra una “fiction” Rai qualsiasi, replica o
meno, e un qualsiasi prodotto analogo di una “piattaforma”: non c’è partita. Si
avverte subito la differenza di creatività, di invenzione filmica, di capacità
recitativa. Un abisso. E non si può nemmeno osservare che si tratta di differenti
capacità finanziarie e di mercato di riferimento. Alcuni prodotti sono
chiaramente “low cost” eppure godono di idee e di proposte narrative facilmente
accessibili: basta avere un pizzico di fantasia.
Ne parleremo molto.
bloggorai@gmail.com
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