domenica 25 gennaio 2026

La Civiltà delle Immagini 12. I "nuovi" Mostri dell'era moderna

By Bloggorai ©

Immagini sbiadite, immagini perdute e poi ritrovate, immagini di “poteri forti” e di “poteri farlocchi”, immagini di silenzio e di rumore, immagini di sensazioni e di emozioni. La Civiltà delle Immagini sembra “vivere” di ciò che si osserva, di ciò che si sintetizza in un uno scatto, in un frame o in una sequenza video.  

Sono poi poche le “immagini” che sopravvivono a se stesse e che sono destinate ad entrare nel libro dei ricordi indelebili (vedi https://www.wired.it/gallery/21-immagini-dal-2025-anno-trasformazione/ oppure vedi pure https://www.lastampa.it/esteri/2025/12/31/video/un_anno_nel_mondo_il_racconto_del_2025_in_immagini-15451392/ ).

Gennaio sta per finire e il nostro personale Album di “figurine” di immagini 2026 si arricchisce costantemente.

I nuovi mostri. Quale immagine contemporanea può rappresentare e sintetizzare al meglio una figura protoumanoide in grado di racchiudere il peggio di quella parte di cittadini americani fedeli al trumpismo? Abbiamo nella nostra memoria cinematografica prima il film “i Mostri” di Dino Risi del 1963 e poi “I nuovo Mostri” a firma tripla: Monicelli, Risi e Scola del 1977 (da rivedere e incorniciare per quanto ancora possono essere attuali). Erano “mostri” fatti in casa, alla buona, tanto simpatici quanto patetici eppure “mostruosi” moderni. Poi ci siamo abituati ai “mostri” della cronaca nera di vario genere, dagli stragisti ai femminicidi, dal “mostro” di famiglia, in casa, ai vari “mostri” seriali.

Se non che ora dobbiamo fare i conti con una nuova figura di mostro moderno, solo in parte umanoide. Parliamo di quei personaggi non bene identificabili bardati come marziani con indosso una pettorina carica di non si sa che cosa (bombe a mano, coltelli, gas urticanti etc) e una scritta chiara e tonda: ICE.

In questi giorni quei mercenari spopolano: dall’assassinio brutale di Renee Nicole Good a Alex Jeffrey Pretti avvenuto proprio ieri, dopo che nei giorni scorsi i pretoriani del Male trumpiano hanno arrestato pure un bambino di 5 anni. La loro immagine potrà concorrere a rappresentare la peggiore di questo mese.

La battaglia persa. Scegliete voi: quella forse più famosa è Waterloo ma anche Caporetto non è da meno. La storia è costellata di battaglie che, solitamente e banalmente, una parte vince e una perde. Qualche volta succede che si “va alla pari” e quindi si avvia una sospensione dei combattimenti e poi si vedrà.

In questi giorni (o meglio da mesi) è comparsa una nuova “figurina” nell’Album della Civiltà delle immagini che non sappiamo bene a chi intestare e dove collocare. Si tratta dell’opposizione al Governo Meloni e, segnatamente, al governo della destra destra dentro e intorno alla Rai. La “figurina” si andava componendo da tempo: da quando è stato sottoscritto il nuovo Contratto di Servizio con il famigerato Allegato 1 e i non meno famigerati KPI e per non dire della fantomatica Digital Media Company. Facciamola breve e dimentichiamo la riforma e l'EMFA. La Rai sembra crollare dentro se stessa e nessuno batte ciglio: gli ascolti ogni mattina segnano un colpo (ieri nell’intera giornata, come da tempo avviene, Rai sta al 35% con 3,3 mln e Mediaset sta al 39% con 3,5 mln). Dicono che non ci sono soldi per trasmissioni da Servizio Pubblico (vedi approfondimento giornalistico con risorse interne, vedi Petrolio) e poi invece li trovano per i vari collaboratori esterni alla Claudio Brachino. I consiglieri (non si sa bene dove collocarli) “chiedono” all’AD e pongono in discussione la “credibilità” ma non si capisce bene di chi. Dall’ex Viale Mazzini (ora Via Severo, di fronte al Centro Anziani) avranno, forse, detto che “faranno sapere”. Nel frattempo, il presidente del Senato La Russa eserciterebbe “moral suasion” e non si capisce bene verso chi. Si legge che qualcuno per sbloccare l’empasse in Vigilanza vedrebbe bene il ritorno di Mario Orfeo come Presidente Rai. Dicono.

Il Made in Italy. Eravamo tutti (o quasi) convinti che a rappresentare l’eccellenza italiana, la culla della dieta mediterranea e della “bella musica” ci fossero solo elementi granitici e insostituibili: la pizza e il mandolino. Se non che, nei giorni scorsi, abbiamo scoperto grazie al Tg1 (vedi https://www.rainews.it/video/2026/01/occhiali-di-macron-lazienda-italiana-che-li-produce-corre-in-borsa-0907518c-0a54-4f41-83c6-651c7ee5defa.htmlche nel panorama geopolitico internazionale in profondo subbuglio hanno fatto la loro comparsa irruenta gli occhiali a goccia di Macron. Attenzione, sono “made in France” ma il marchio di fabbrica originale è tutto “made in Italy”. Per la cronaca, il Tg1 ci informa che il titolo in Borsa è salito assai. Ma non è “pubblicità occulta” … è solo “informazione” pubblica.

bloggorai@gmail.com

1 commento:

  1. Speriamo che la 'figurina', almeno dentro la RAI, diventi una 'figurona'! Negli stati democratici americani, in questo periodo, va peggio purtroppo, ma l'opposizione dei dem non è una 'figurina'.

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