venerdì 9 gennaio 2026

La Civiltà delle immagini 3. Il Nuovo Mondo dello Yin e dello Yang

By Bloggorai ©

L’osservatorio sulla “civiltà delle immagini” che vi stiamo proponendo in questi giorni si incrocia, giocoforza, con la geopolitica, seppure “fatta in casa”, sommaria e approssimativa.

Groenlandia, l’isola di neve. Ovviamente, intendiamo “neve” quella buona, quella che scende da cielo. Da distinguere bene altrimenti Trump ha una ragione in più per poterla invadere. La bandiera groenlandese si chiama “Erfalasorput” ovvero "la nostra bandiera" e sta a significare il legame con la Danimarca e il suo territorio ricoperto dai ghiacci. Bloggorai ammette: non l’aveva mai vista prima e ci ha colpito. La sua divisione in due colori con il cento rotondo richiama molto il segno dello Yin e dello Yang: equilibrio, contrasto e dialettica degli opposti. Intorno a questa bandiera si giocheranno le sorti dell’Europa o di ciò che rimane di essa. Semmai fosse necessario, l’Italia potrà inviare a presidiare e contrastare gli invasori Yankee l’isola qualche pattuglia di Bersaglieri, di Lagunari e della Brigata Sassari? A questo proposito, esattamente lo scorso anno, la Meloni è stata lungimirante e profetica: “Mi sento di escludere che gli Stati Uniti nei prossimi anni si metteranno a tentare di annettere con la forza territori”. No, la Meloni può stare tranquilla. Noi no.

Gli USA, la più grande Democrazia moderna. Insomma, si fa per dire e pure coloro che lo sostengono cominciano ad avere qualche dubbio. Le immagini di ieri con i pistoleri trumpiani dell’ICE che uccidono a bruciapelo una donna colpevole solo di avere innestato bruscamente una marcia della propria vettura lasciano il segno. Il ritorno al Far West è dietro l’angolo e forse si tornerà a parlare del ritorno al neolitico. Come ha riaffermato ieri il Super Pistolero Trump “dei diritti me ne frego” fascisticamente parlando.

Acque internazionali, spazio comune. Una immagine inesistente dove un frame vale l’altro. Ormai è divenuto uno spazio virtuale dove ognuno fa quello che vuole: gli israeliani attaccano la Flottilla che naviga in soccorso di Gaza e gli USA si prendono petroliere a scelta, se poi sono russe o meno non importa: “occorre dare un segnale”. Pensavamo che i pirati erano estinti come i dinosauri ed invece eccoli comparire a bodo di elicotteri da combattimento sotto forma di Marines che scendono dalle funi e dalle nubi.

Gaza, l’immagine cancellata. Non si vede più nulla: nessuna immagine di carri armati israeliani che colpiscono scuole e ospedali. Scomparse le file di aiuti che non entrano nella striscia e nemmeno più donne e bambini affamati in giro tra le macerie. Nulla. Puffete, scomparsa: Gaza è svanita proprio dalla carta geografica, forse già annessa al territorio di Israele dove contano di costruire fantastiche villette a schiera su un nuovo lungomare. Dobbiamo pure ammettere che sembra svanita pure dai nostri cuori. Dopo le grandi manifestazioni dei mesi scorsi, molti hanno creduto che sia “arrivata la pace” … made in USA.

Checco Zalone, il nuovo italiano medio. L’immagine di Zalone può essere paragonata a quella di Alberto Sordi? Forse che si, ma forse che no. Nulla a che vedere con “Cetto LaQualunque” cioè molto meno. È sempre l’eterna rappresentazione di vizi e virtù, povertà e ricchezza italica. Provate a cercare e chiedere pure all’IA: perché Zalone ha tanto successo? Le risposte comuni sono tutte nella sua costante “modernità” ovvero nel rappresentare compiutamente il nostro Paese in questo tempo: abbastanza di destra ma non del tutto, non sufficientemente “democratico” e nemmeno di “sinistra”, alquanto qualunquista, volgare al punto giusto, spensierato e natalizio e dunque financo emozionante.  

Rimanete sintonizzati…

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ps. oggi non abbiamo mai menzionato un “termine” ovvero un’immagine ormai svanita e sfuocata. Provate ad indovinare quale?  

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