sabato 10 gennaio 2026

La Civiltà delle Immagini 4 - Una figura da incorniciare

By Bloggorai ©

Ci sono nuove immagini significative da incollare nell’album di questa “civiltà”.

Avvertenza: ogni somiglianza con persone realmente esistenti è puramente causale. Tutta "colpa" dell'IA. 

Meloni: l’immagine permanente. Tranquilli, sereni, sobri ma anzitutto “rassegnati”: l’immagine della Meloni ci accompagnerà per i prossimi mesi ed anni, forse tanti anni. Ieri in Conferenza stampa ha mostrato il meglio di se: niente faccette e niente barzellette ma solo acute riflessioni e dotte esposizioni. Ovviamente non poteva esimersi da qualche “sguardo laterale” ostile verso qui maramaldi di giudici e giornalisti, vil razza dannata. Che però, detto tra noi, quelli ieri presenti in Conferenza Stampa non sembrano aver brillato di luce propria.  Dal suo punto di vista, è stato un successone: tra un “s” e una “c” alla “garbatellese” e qualche “disciamo” di troppo ha mostrato un volto pacato e rassicurante, financo interlocutorio con un “Cosa dobbiamo fare? Assaltare i Mc Donalds???” Noooo, ci mancherebbe e poi chi lo ha chiesto? Del resto, con quella batteria di domande assillanti, provocatorie e assillanti, ai limiti della mala educazione (“buongiorno Signor/a presidente … come va? A casa, tutti bene? Tanti cari Auguri di Buon Anno) non era difficile fare bella figura. Le domande erano parte della risposta: il modello sempre lo stesso ovvero “abbiamo fatto e faremo, vedremo e ci confronteremo” e tutto il resto è noia, non gioia perché qualche maldestro collega gli ha ricordato che le cose in economia non vanno gran che bene, anzi. Tutto sommato, proprio quello che sembrano volere quella parte di italiani che ancora le garantiscono il consenso e la maggioranza parlamentare: si, è vero, è dura ma ce la faremo. L’immagine che ha fornito è di stabilità e continuità e ci sono buone possibilità che la Meloni possa passare alla storia della Repubblica come il Governo più longevo. Se poi mai, chissà, dovesse candidarsi al Quirinale … beh ... si vedrà, per ora sta bene dov’è, benissimo. Quindi, non è improbabile supporre l’immagine della Meloni ce la potremo trovare dietro i banchi dei professori nelle scuole pubbliche o alle spalle della foto ufficiale dei sindaci. Amen.

A proposito di “rassegnazione”: ci aspettavamo di leggere oggi sui giornali almeno qualche domanda che nessuno ha fatto come, ad esempio “gentile Presidente Meloni, come le è noto, il suo Governo è inadempiente con l’Europa nella mancata applicazione dell’EMFA e i partiti della sua coalizione bloccano la nomina del presidente RAI nonostante l’appello di Mattarella. Come intende risolvere il problema? Grazie e cordiali saluti”. Prendete nota: il tema informazione, Servizio Pubblico e Rai (come pure quello della sanità) ovvero … non meritevole di nota… irrilevante.  

Minneapolis, l’immagine forte. È violenta e drammatica quella del pistolero trumpiano dell’ICE che assassina a sangue freddo Nicole Good (modo di dire che rappresenta una orribile immagine) ma appare più rilevante e significativa quella del sindaco di Minneapolis che subito dopo in conferenza stampa, più o meno, manda affan… gli sceriffi i con la pistola facile. L’immagine del sindaco democratico che non ci gira intorno e va dritto al cuore del problema è forte e chiara “ICE, get the fuck out of Minneapolis”.  Vedi pure ANSA: https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/01/08/donna-uccisa-a-minneapolis-lira-del-sindaco-dem-contro-gli-agenti_a334900f-577f-4e79-bf35-1509f2000d14.html .

L’immagine in discussione però è proprio quella dei democratici USA (nota a margine: l’ICE è stata creata nel 2002 dal repubblicano G.W. Bush e mantenuta poi dagli altri presidenti democratici Obama e Biden) e l’enorme responsabilità politica che hanno avuto nel lasciare la prateria spianata alla rielezione di  Trump.

Sandokan. Il pirata di Rai Uno. Can Yaman, ovvero la moderna Tigre di Mompracen è stato il protagonista del recente sequel di Sandokan che ha avuto un discreto “successo” sulla prima rete Rai, è stata prima arrestato e poi rilasciato in Turchia per faccende legate al traffico e consumo di stupefacenti. Non ci interessano le sue beghe giudiziarie. Ci interessa osservare l’immagine del “bellone turco”: si dice di lui che ne ha due ovvero quella con il turbante e quella senza turbante.    

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