Si conclude il primo mese del nostro immaginario Album sulla
Civiltà delle Immagini 2026. Quali sono quelle più rilevanti, quelle più
significative, quelle che entreranno con forza nella classifica di fine anno? A
nostro giudizio le prime posizioni sono occupate da:
Crans Montana. Questa è una mega “figurina”
perché ne contiene molte altre al suo interno. La strage degli innocenti del
primo gennaio è rappresentata da diverse immagini. La prima è quella delle vittime:
gli oltre 40 ragazzini rimasti uccisi nel rogo della discoteca. La seconda è di
altri ragazzi all’interno del locale mentre riprendono con i cellulari le prime fiamme sul soffitto
mentre ballano con in mano le bottiglie di spumante e le candele che avrebbero
innescato l’incendio. Poi ci sono le immagini dei proprietari della discoteca
che si proclamano “innocenti” mentre scaricano la colpa su altri. Infine ci sono
le immagini degli inquirenti svizzeri, prima tra tutte la Procuratrice Pilloud.
Infine c’è una meta immagine ed è quella della Svizzera che nell’immaginario collettivo
è la terra dell’orologio a cucù, delle banche e dei giardinetti curati a
lucido. Tra le prime quattro non ci sembra che una emerga sulle altre mentre
quella del paese della cioccolata dove la giustizia sembra un’opinione assume una
posizione di rilievo.
Venezuela. Il 3 gennaio Donald
Trump dichiara che “Gli Stati Uniti d’America hanno condotto con successo un
attacco su larga scala contro il Venezuela e il presidente, Nicolás Maduro, è
stato catturato insieme alla moglie e trasferito fuori dal Paese”. L’immagine
più significativa di questa vicenda compare poco dopo: Maduro in manette e
incappucciato mentre viene condotto in prigione a NY. Ma l’immagine che
colpisce non è tanto quella “reale” quanto quella fake realizzata con l’IA con la
ricostruzione caricaturale della cattura di Maduro e la moglie in manette. Altra
immagine collegata a questo evento per certi aspetti è già nota: fiamme nella
notte nei cieli di Caracas con gli elicotteri USA mentre bombardano.
ICE. Il 7 gennaio gli scherani dell’ICE
a Minneapolis uccidono Renne Good e il 24 uccidono Alex Pretty. Le immagini di questi
assassini sono indelebili. Entrambe vedono gli uomini incappucciati mentre
fanno fuoco a distanza ravvicinata. L’immagine più forte, forse quella più significativa,
la pubblica in prima pagina il Resto del Carlino del 24 gennaio dove si vede
chiaramente l’assassino dell’ICE mentre punta la pistola e spara alle spalle di Pretty. Ma dietro
questa immagine una è ancora più forte e significativa ed è quella di Greg
Bovino, ex capo dell’ICE, ritratto nel suo “costume” da nazista moderno. Un volto
del genere, uno sguardo simile è già noto: lo abbiamo visto tante volte con la
divisa delle SS.
Groenlandia. Compare sulla scena
l’immagine di un Paese che molti forse ignoravano l’esistenza. Trump la vuole invadere
o almeno comprare. La figurina di questa vicenda è la sua bandiera.
L’assassino. L’omicidio di
Federica Torzullo ad Anguillara ci viene rappresentato con la sua immagine. Sarà
questa la drammatica figurina che forse rimarrà impressa più ancora di quella del
suo carnefice.
Niscemi. Il ciclone Harry si abbatte
furioso sulla Sicilia e Calabria. Nel primo pomeriggio dello scorso 25 gennaio
la parte di Niscemi esposta sul ciglio della collina frana verso la pianura
sottostante. L’immagine del paese “sospeso” nel vuoto con le sue abitazioni
ormai destinate a rovinare colpiscono duro. Come è possibile che quelle
abitazioni siano state costruite proprio su quel terreno? come è possibile che
dal 1997, quando è avvenuto il precedente episodio franoso, non stato fatto nulla?
L’immagini di Niscemi “sospesa” può rappresentare una sintesi di questo Paese sempre
in bilico tra incuria dell’ambiente e malaffare, tra politica complice e incapace
e sperperi di Ponti immaginari? Forse si.
In questo mese abbiamo collezionato anche altre “figurine”
forse minori ma non meno significative: dai “maranza” che uccidono e rapinano a
Fabrizio Corona che imperversa sugli schermi Rai, da Checco Zalone che vince al
botteghino dei cinema all’ultima, recentissima, del bambino a Belluno fatto
scendere dal bus perché non aveva il biglietto “giusto”.
Riassumiamo: nella nostra classifica delle immagini di gennaio
2026 ci sono:
1. 1. ICE a Minneapolis
2. 2. Crans Montana
3. 3. Niscemi
Infine, c’è una figurina che interessa la “nuova” Rai e la
rappresenta in modo assai significativo: due nostri lettori ci hanno inviato fotografie
del “Centro Anziani” che si trova proprio di fronte alla nuova sede di Via
Severo. Sono la metafora perfetta del senso percepito di questa Rai: sempre più
“adulta” e “over” che cerca disperatamente di rincorrere i “giovani” con le
repliche di Montalbano, con Domenica In e le riedizioni di Sandokan e di Don Matteo.
Abbiamo sintetizzato tutto sul recente post dello scorso 28 gennaio con il titolo
“Il declino dell’impero televisivo” (vedi https://bloggorai.blogspot.com/2026/01/rai-il-declino-dellimpero-televisivo.htm
).
bloggorai@gmail.com

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