martedì 1 novembre 2022

I lettori di "The RAI": uno, nessuno e centomila

Foto di Silviu da Pixabay

Quanti sono e chi sono i lettori e le lettrici delle notizie che interessano il totonomine di The RAI (© Bloggorai) ? I quotidiani stampati hanno una fortuna: non hanno Google Analytics. Si può sapere quante copie ogni giornale vende al giorno ma nessuno al mondo potrà mai sapere quanti lettori potrà avere un singolo articolo. Fosse pure un novello Pulitzer del giornalismo italiano, fosse pure un Nobel per la letteratura, ma se un articolo a firma “CiccioBello” sarà letto da 1, 10 o nessuno o centomila, oltre a chi lo ha scritto e i propri genitori, rimarrà per sempre un mistero imperscrutabile. A differenza di quanto avviene nel Web dove attraverso Google Analytics, ad esempio, di Bloggorai sappiamo in ogni momento quante visualizzazioni ottiene, da dove provengono, quale device viene utilizzato e quanto tempo ogni lettore si sofferma sulla pagina. Questo consente un grande vantaggio: permette di aggiustare il tiro, essere in sintonia o meno con i propri lettori, determinare il senso della propria proposta editoriale e magari, se possibile, evitare di sparare minchiate a vanvera.

Ecco perché, da tempo, ci interroghiamo su perché periodicamente (specie in questo periodo) alcuni autorevoli ed esperti colleghi si cimentano in paginate dove si divertono al totonomine di The RAI (© Bloggorai) e dove, generalmente, si copiano l’uno con l’altro non foss’altro perché i personaggi sono più o meno sempre e solo gli stessi. Già, quale è il senso e quale interesse possono riscuotere articoli del genere? Abbiamo provato a chiedere in giro, anzitutto ai frequentatori del Circolo Arci della Bassa Val Tiberina. Sarà perché in questi giorni c’è la nebbia, sarà perché sono tutti presi dalla raccolta delle olive, sarà perché ancora si stanno chiedendo il senso del primo provvedimento del Governo sia contro i Rave Party mentre ancora non si sa come si potrà fronteggiare la crisi delle bollette, sarà perché alla mattina presto gli girano sempre a tutti, a priori, e dunque quando gli ho posto il problema delle nomine in The Rai, prima ho raccolto sguardi non proprio affettuosi e poi per poco mi mettono le mani addosso. Poi abbiamo sollecitato il solito giro dei lettori: silenzio imbarazzato. La sola risposta plausibile che abbiamo trovato è tra qualche diretto interessato che, ovviamente, trova tutta soia e gioia nel vedersi citato, fedeli al vecchio e datato modo di dire “bene o male, purché se ne parli”. Per il resto, sotto la notizia il niente allo stato puro. Amen.

A proposito di olive (sappiamo per certo che si tratta di un argomento che interessa molto i nostri lettori, a differenza di chi invece si occupa solo di totonomine), questo il “bollettino dell’Oliva”: il raccolto 2022 si presenta buono, abbondante con rese intorno al 15% e acidità media intorno allo 0,1%. Tanto per intenderci: il livello di acidità misura la qualità dell’EVO e i limiti che la determinano sono compresi tra lo 0 e lo 0,8%. E' del tutto evidente che l’acidità dipende da tanti fattori compresi i metodi di raccolta che variano dalle “spazzole” meccaniche (producono micro traumi e favoriscono l’aumento dell’acidità), i “pettini a mano”, la raccolta “per caduta”  fino ai livelli industriali degli scuotitori con trattori (indispensabili per grandi numeri) e infine, il nostro, quello dell’arrampicata sull’albero e la “pettinatura” a mano (faticoso, pericoloso ma con le olive integre (specie se si vuole fare il preziosissimo “verdone”).

Appuntamento a giovedì, tarda mattinata, dopo la resa al frantoio. 


bloggorai@gmail.com

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