domenica 5 giugno 2022

Il semplice stato delle cose a Viale Mazzini

Foto di Christian Dorn da Pixabay

Lo stato delle cose a Viale Mazzini, dentro e fuori, è molto semplice da descrivere: sulla Rai è in corso una guerra per bande, tra combriccole e consorterie, arruffoni e scartapacchi, senza capo ne coda, senza progetto, senza futuro e senza prospettive. Ormai tutte le metafore sono esaurite e non resta che andare dritti al cuore del problema ed esprimere chiaramente di cosa si tratta: sprovveduti allo sbaraglio in preda al panico.

La settimana appena trascorsa, con le sue immagini dirompenti, le cose dette e ancora di più quelle non dette, lascerà un segno profondo difficile da colmare. “Alea iacta est” tanto per rimanere in tema di romanità e ora non ci resta che attendere le idi di giungo, cioè il prossimo mercoledì 8.

Ribadiamo: dopo che Fuortes ha informato Orfeo che non gode più della sua fiducia e, nel giro di trenta secondi, avergli assegnato la direzione del Tg3; dopo aver nominato al suo posto Di Bella che tra pochi mesi andrà in pensione; dopo aver nominato una giornalista, la Sala, alla direzione Day Time dove invece, si diceva, sarebbe dovuta andare a Mellone in “risarcimento” alla Meloni che invece si dovrà “accontentare “ del solo fedelissimo Casinelli all’Ufficio Stampa il cui merito formale è di essere considerato, appunto “un fedelissimo” della destra della prima ora … ora ci mettiamo comodi per osservare cosa potrà succedere.

Ribadiamo ancora quanto abbiamo già scritto: gli scenari possibili sono solo 2 e molto semplici da immaginare.  

1. le scelte di Fuortes vengono respinte (e vedremo con quanti voti)

2. le scelte di Fuortes vengono approvate (e vedremo con quanti voti)

Nel primo caso la situazione sarebbe chiarissima: dentro e fuori l’Azienda l’Ad non godrebbe più di fiducia e sostegno “politico” per andare avanti con serenità e non gli resta che dimettersi. In questo caso si aprirebbe una voragine ma, sostengono in molti, pronta ad essere ricoperta facilmente (ricordate il sesto "uomo" ovvero la "sesta" persona assente dalla fotografia???).

Nel secondo caso, avrebbe un consenso a “sovranità limitata” nel merito delle scelte compiute. Sia nel merito (la più clamorosa è Di Bella alla direzione approfondimento) che nella forma (rapporto con il Cda) l’operato dell’AD è stato in grado di scontentare (quasi) tutti. Come pensa di andare avanti e trovare la forza di gestire i ciclopici problemi che la Rai ha di fronte? Alla vigilia della presentazione dei palinsesti e del Piano Industriale (sulla quale pure gravano molte incognite) la Rai si può permettere di presentarsi nelle condizioni attuali?

Un capitolo a parte un giorno sarà necessario scrivere sui partiti dentro la Rai, di coloro ritenuti più o meno “in quota” alla destra o al centro (Il PD è un sottocapitolo di genere: franceschiniani? veltroniani? lettiani? orlandiani?). Ora non è il momento: l’8 giugno incombe e sarà necessario essere molto “avantologi” per capire come andrà a finire.

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sabato 4 giugno 2022

Rai: alla vigilia del Caos tra Cesare e Augusto

Foto di GU LA da 

Quanto vi stiamo per scrivere è frutto di riflessione e dibattito con molti esperti e autorevoli lettori, interni ed esterni alla Rai. Questo “sitarello” gode di buona salute nelle sue relazioni, nelle sue interlocuzioni, nella sua memoria e nella sua agenda telefonica. Ci sono molte ipotesi e suggestioni ma tutte bene ancorate a fatti difficilmente controvertibili. Mettetevi comodi, questo non è Twitter.

Premessa: nel momento di massimo splendore, alla fine dell’epoca delle guerre civili, Roma antica era governata da Augusto. L’impero stava entrando nel pieno della “aurea aetas” e il popolo aveva, voleva e doveva avere l’impressione che si era spalancata una porta di prosperità e di riforme. Augusto si è posto il problema: come fare a comunicare a Roma e nel resto delle province questo suo intendimento? Risposta semplice: con le immagini. La prima è forse più importante è l’Ara Pacis, simbolo assoluto di governo e di programma. Suggeriamo la lettura di “Augusto e il potere delle immagini” di Paul Zanker.

Ora premettiamo un altro breve elemento: gli esperti della materia sostengono che un giocatore di scacchi di media levatura ha due “orizzonti” di previsione delle mosse possibili che dipendono assolutamente dalla posizione ottenuta sulla scacchiera: in posizioni chiuse cioè con catene di pedoni è possibile prevedere anche 20 mosse mentre in posizioni aperte, cioè senza pedoni posti a presidio del centro è difficile andare oltre le 5/7 mosse.

Governare con le immagini questo il tema e quella di ieri è certamente destinata ad entrare nell’album di famiglia della Rai, di quelle che si faranno vedere ai nipotini fra 50 anni. Per questo merita di essere approfondita ancora. Cosa significa? Cosa svela, cosa racconta? Per ora possiamo limitarci solo a tratteggiare qualche elemento più rilevante. Cominciamo a dire che questa immagine (sui dettagli della quale c’è da scrivere un capitolo a parte) dovrebbe essere copiata e incollata su un altro album: quello di Palazzo Chigi. È in quel luogo infatti che nasce e si risolve tutto ciò che riguarda la Rai (o si dovrebbe) ed è “l’immagine” di questo Governo in questa fase che necessita di essere compresa per “intuire” cosa succede a Viale Mazzini.

Il contesto principale: il “governo” Fuortes nasce su espressione diretta del Governo Draghi, appunto a sua immagine e somiglianza sia nel ruolo della persona che rispetto al complesso equilibrio dei partiti che lo sostengono. A luglio 2021 la pandemia era ancora forte e il suo mandato reggeva bene l’impatto con l’immagine del salvatore della Patria. Sulla scena politica piomba il meteorite dell’elezione del Presidente della Repubblica con l’autocandidatura del Capo del Governo (“… un nonno al servizio delle istituzioni). Le cose non vanno per il verso giusto, la pandemia inizia (per fortuna) a indebolirsi e il 24 febbraio la Russia invade l’Ucraina. La “seconda emergenza” globale si proietta sui partiti nella loro fase di massimo disordine e già proiettati verso le prossime elezioni. Draghi avverte il clima e cerca di annaspare tra il fosco e il losco, consapevole di reggersi sugli spilli di una maggioranza senza capo né coda. In questo quadro Pares cum paribus facillime congregantur e Fuortes già dallo scorso autunno manda segnali di fumo che non sembrano essere stati molto bene interpretati dentro e fuori la Rai. In poche parole, si racconta, che Fuortes era l’uomo di Draghi nella fase 1 del suo governo, ora che invece è scattata la fase 2 non è più lui la persona giusta al posto giusto. Non è più il momento di raccontare che occorre “raggiungere il pareggio di bilancio” quanto più sembra necessario garantire la comprensione e la guida dello scenario politico che si appresta a definire tra pochi mesi. Un altro errore come quello del Quirinale sarebbe difficile da digerire. Occorre cambiare.

La domanda che ci siamo posti ieri e che per tutto il giorno (e la notte) ha rimbalzato tra i palazzi e palazzetti è molto semplice: ci troviamo di fronte ad un lucido disegno, previsto e programmato (come le 5/7 mosse di scacchi prevedibili) ovvero trama o complotto che dir si voglia oppure siamo davanti ad un insieme di “accadimenti” fortuiti e casuali, imprevisti ed imprevedibili (articolo de Il Foglio)? La foto pubblicata ieri mostra un gruppo di “congiurati” o un gruppo di “disperati” smarriti e confusi? Si vuole far cadere l’AD (e vedremo l’8 giugno cosa succederà in Cda) o si vuole solo “rimodellare” gli assetti interni in vista, appunto, di nuovi equilibri politici?

La domanda correlata è Draghi sapeva (o meglio sapevano Garofoli, Funiciello e Giavazzi .. nonché l’attentissimo Giorgetti) ??? Anche in questo caso è legittimo supporre che qualcuno sapeva ed è  complice o tutti non sapevano e sono colpevoli.

Gli elementi di cui disponiamo, diretti e indiretti, ci portano inevitabilmente verso la prima ipotesi e quindi il gruppo di ameni e sfaccendati dirigenti in amorosa conversazione nei giardinetti proprio sotto le finestre del Palazzo, in bella vista e a favore di obiettivo, non erano lì per caso ma stavano mettendo una bandierina ben visibile a chiunque volesse intendere. Ora però, su un dettaglio della foto, c’è da risolvere un piccolo giallo che, a seconda della soluzione, apre una lettura piuttosto che una forse opposta per capire se si tratta di congiurati o disperati. La didascalia iniziale pubblicata da Dagospia elencava quattro nomi: Ventura, Ciannamea, Orfeo e Coletta. Chi è il quinto uomo con la camicia bianca? Ma la domanda precisa è: perché viene scambiato una persona con un'altra? Tre volti e tre nomi sono certissimi: Orfeo, Coletta e Ciannamea. Quello a destra è certamente Brancadoro (attuale CFO) e rimane allora da assegnare il nome al “quinto uomo”. Gli esperti di “riconoscimento facciale” nonché di “pelata” e di modo di vestire si sono scatenati e sono usciti fuori due nomi: Ventura e Pasciucco. La maggior parte dei nostri lettori interpellati che conoscono bene i personaggi danno Pasciucco 7 a 3. Magari si sbagliano ma facile trarne le conseguenze. Abbiamo pure letto che qualcuno tra loro sia molto amico di un certo Lucio Presta. Non si fanno mancare nulla.

Ora veniamo a queste e alle prossime ore. L’AD avrebbe ritirato l’incarico a Orfeo perché venuto meno il rapporto di fiducia e, sembra, pare, dicono che la comunicazione sia stata fatta proprio da Pasciucco (capo staff dell’AD) nonché sembra, pare, dicono, grande amico sia dello stesso Orfeo non che del capo del legale Spadafora. È verosimile che la domanda che i “congiurarti o disperati” si siano posti ai giardinetti  sia stata secca e semplice: “ ..e mo’ che famo???”. Nel frattempo qualche Rasputin ha suggerito a Fuortes le mosse dei cavalli: Orfeo al Tg3 in sostituzione della Sala che ha fatto raggiungere al giornale lo sprofondo degli ascolti (nostra elaborazione su dati Auditel, nel periodo 27/2 al 21/5 rispetto all’anno precedente steso periodo – 25%) e di Bella, prossimo alla pensione al posto di Orfeo. Oltre la fantascienza: un direttore che non gode più della fiducia dell’AD di solito, in aziende normali, viene accompagnato alla porta e non gli si affida una testa di grande rilevanza come il Tg3. La direzione “approfondimento” per il rilievo e lo spessore che dovrebbe avere non si affida ad un direttore pronto a fare le valigie e predisporsi ad una serena e meritata pensione tra pochi mesi. Una dirigenza aziendale che tra poche settimane dovrebbe presentare i palinsesti e dovrebbe sciogliere nodi fondamentali come il Contratto di Servizio e il Piano industriale non semina il caos come quello che stiamo osservano.

Repubblica di oggi titola “Rai: la rivolta del Cda per le mosse di Fuortes “mercoledì voto a rischio”.  Delle due l’una: “…o si rimangiano tutto e allora è bene che si tolgono di mezzo prima possibile o confermano tutto ed ancora di più è bene che si tolgano di mezzo prima possibile. Quale delle due soluzioni prospetta una Rai allo sbando che non ci possiamo permettere”. La fonte di questa osservazione è importante ma sulla quale abbiamo una relativa fiducia: è parte in causa. Amen.

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giovedì 2 giugno 2022

attenzione

Quello citato nella foto sulla destra tra Coletta e Orfeo come Ventura è invece Brancadoro (CFO)

Rai: la forza del destino tra immagini, trame e complotti

Foto di Efry E da Pixabay

L’infinita potenza delle immagini. Ci sono frammenti di realtà, istanti colti in un momento e in un ambiente, frame, in grado di raccontare meglio e di più di mille parole. Osservate attentamente questa fotografia che potrebbe non avere tempo: sarebbe la stessa di ieri, di oggi e di domani con la sola differenza dei volti diversi. 
da Primaonline

È potente perché coglie una verità occulta e palese allo stesso tempo. È occulta perché difficile cogliere tutti insieme nel medesimo istante non tanto le persone, i loro volti e i loro nomi, ma ciò che rappresentano. È palese perché è quasi un ideogramma, un segno, un simbolo di ciò che è la Rai oggi. Lo stesso luogo, il giardino, è un segno divino del destino che incombe ed ingombra uno spazio solo apparentemente neutro.

I lettori più veterani ricorderanno perfettamente quando il 7 luglio del 2011 Giuseppe D’Avanzo pubblicò su Repubblica la famosa inchiesta sulla Struttura Delta in Rai. Non c’è nessuna similitudine: allora si trattava di persone “in combutta con il nemico esterno”. Oggi invece si tratta di ben altro: “in combutta con il nemico interno”.

La foto è stata pubblicata ieri alle 17.17 (altra potenza dei numeri!!!) da Dagospia: “NEI GIARDINETTI DAVANTI ALLA SEDE RAI. SI RICONOSCONO MARCELLO CIANNAMEA, FELICE VENTURA, STEFANO COLETTA E MARIO ORFEO (PRIMA COMUNICAZIONE)”. Si citano quattro nomi ma compaiono 5 persone. Chi è il quinto e perché non viene citato? Abbiamo fondato motivo di sapere chi potrebbe essere e riteniamo “comprensibile” perché non viene citato. Osservate poi attentamente l’unico con la mascherina che viene colto mentre sembra lasciare il gruppo. La postura e il movimento dicono pure qualcosa.   Mancano solo i fumetti: lo sguardo basso di Coletta e Ventura, quello attonito di Orfeo e il gesto da grattacapo della figura con la camicia bianca (ne potrebbe avere ben motivo di essere preoccupato).  

Perché erano li e di cosa stavano parlando? Al netto della casualità, un caffè tra colleghi non si nega a nessuno, seppure la foto fosse stata scattata in un giorno senza tempo, viene pubblicata proprio nel pieno della tempesta scatenata, promossa e diretta dall’AD.

Non siamo molto affascinati dal “retroscena” quanto più invece da quello che c’è davanti. Non ci incuriosisce tanto ieri quanto domani. Bloggorai nasce proprio per questo. Dunque, i  “cinque personaggi in cerca di autore” (ne manca uno ma c’è .. c’è …) si incontrano ed è verosimile immaginare che dibattono cosa fare, come uscirne sani e salvi. Conoscendo le persone e cosa li unisce e cosa li divide non è necessario essere indovini per supporre il tema della conversazione. La chiave di volta per andare avanti è il quinto personaggio che, per la posizione che occupa e per i rapporti “personali” con gli altri partecipanti all’incontro riveste un ruolo di assoluto rilievo. Chi ci conosce, alcuni in particolare, hanno ricevuto in dono dal sottoscritto quando ha lasciato la Rai in alternativa o il Gattopardo o il Giulio Cesare di Shakespeare: “Cesare, guardati da Bruto, attento a Cassio, non ti avvicinare a Casca, tieni d'occhio Cinna, diffida di Trebonio, bada a Metello Cimbro, Decio Bruto non ti ama, hai fatto torto a Caio Ligario. Tutti questi uomini sono guidati dallo stesso pensiero ed è contro Cesare. Se non sei immortale, sii accorto: la sicurezza conduce alla cospirazione. Gli dei potenti ti proteggano”. Ora, beninteso, non c’è paragone alcuno con i fatti narrati oggi. Tuttavia non può sfuggire ed essere sottovalutato un nesso casuale, il fatto e il contesto.

La trama si dipana tra dentro e fuori il Palazzo e tra i Palazzi con sorprese, falsi stupori e finte inquietitudini. C’è un complotto in pieno svolgimento contro Fuortes? Probabile, possibile che da qualche parte qualcuno ritenga (e non da ora) che non sia più l’uomo giusto. Ma il suo destino è segnato e solidale con chi lo ha nominato e questo rende tutto molto più complicato. 

Andiamo ora al secondo, breve capitolo, di questa Storia che è appena al suo inizio, al prologo. Proviamo ad azzardare uno scenario. Tra Viale Mazzini  e Piazza Colonna tira arietta di destra fredda come un cubetto di ghiaccio: il racconto edificante secondo il quale l’Uomo forte al Comando avrebbe tratto il Paese fuori da guai non regge più ed ora il solo imperativo categorico è sopravvivere fino alla scadenza della legislatura. E chi è ora, oggi, in grado di fornire una “relativa” garanzia? Un solo partito: Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Il PD? Disperso. Il M5S ??? Chi??? Qualcuno al VII piano fiuta l’aria e cerca di adeguarsi, velocemente, prima che sia troppo tardi. Ieri pomeriggio, sul far della sera , si materializza un piccolo segnale noto da tempo: il solito bene informatissimo Dagospia pubblica un lancio: “TROPPO FUORTES – DOPO AVER SILURATO ORFEO, L’AD RAI VUOLE FABRIZIO CASINELLI, EX BERLUSCONIANO DOC ORA VICINO ALLA MELONI, ALLA GUIDA DELL’UFFICIO STAMPA - UNA CARRIERA TUTTA ALL’OMBRA DEL CENTRODESTRA PER CASINELLI: COORDINAVA LA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO BERLUSCONI QUANDO, NEL 2009, SBARCÒ IN VIALE MAZZINI AL SEGUITO DI MAURO MASI, APPENA NOMINATO DIRETTORE GENERALE...”. Non c’è altro da aggiungere: l’uomo giusto al posto giusto nel momento migliore. Il cerchio comincia a chiudersi proprio laddove aveva iniziato a tracciare la sua circonferenza: la comunicazione. L’AD che pure si lamentava della comunicazione “negativa” sulla Rai e dopo aver creato la squadra (Colantoni e Marroni) a sua immagine e somiglianza (irrobustita da un Super Consulente personale, Maurizio Caprara) ora si vede tremare la terra sotto i piedi proprio su questo argomento. Non è un caso e potrebbe non essere un caso il ritorno di Casinelli.

Rimanete sintonizzati .. la Storia è solo all’inizio. C’ tutto il prossimo capitolo sul fronte normativo giuridico e sul significato del passaggio in Cda che potrà emergere all’incontro del prossimo 6 giugno.

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Il delirio Rai tra stupore e complotti

 

Foto di Alexas_Fotos da Pixabay
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Li per li non avevo capito bene: stupito o stupido? Mi stavo per offendere quando il mio interlocutore ha chiarito il concetto. Stupore, sconcerto e sorpresa cioè punti esclamativi. Poi preoccupazione, timore e allarme … cioè punti interrogativi. Tra gli estremi di questa punteggiatura si colloca lo spazio per il ragionamento su quanto successo ieri con la “rimozione” di Mario Orfeo dalla Direzione di genere “approfondimento” ad opera di Fuortes “manu militari”. Vediamo qualche titolo: Repubblica “La maggioranza insorge”, il Corriere “Il PD: stupefatti dal metodo”, La Stampa “La Rai precipita nel caos. Alta tensione trai partiti” e così via sulle altre testate.

Ora non ci resta che attendere che si depositi la polvere e “lavorare” solo sullo stupore (sentimento nobile e prezioso) che pure esprime molto di più di quanto lascia trasparire. Poi ci si dovrà occupare di quello che succederà da oggi in poi perché è assolutamente evidente che a Viale Mazzini nulla sarà più come ieri. È stata accesa un miccia a combustione lenta e si tratta solo di capire quando potrà saltare il tappo. Al netto dell’approfondimento di un aspetto “tecnico giuridico” nient’affatto irrilevante: è nelle prerogative dell’AD rimuovere un direttore senza informare il Cda nello stesso modo con il quale lo ha fatto il 17 dicembre per il parere obbligatorio seppure non vincolante del Consiglio? E , seppure fosse chiarito l’aspetto regolamentare, rimane quello di sostanza: perché tagliare fuori il Cda da una scelta di tale importanza?

Piccolo passo indietro: a metà dello scorso dicembre il Cda Rai si riunisce a Milano e nomina i 10 nuovi direttori di quella che sarebbe dovuta diventare la Nuova Rai a seguito della resuscitazione di quella parte del Piano industriale varato dal precedente AD Salini. Ai consiglieri viene distribuita una cartella titolata “Pareri ex art.25 Statuto Sociale Rai” e nella “mission” dedicata ad Orfeo sui legge: “Il genere approfondimento, su specifiche indicate dalla direzione distribuzione (vedi Ciannamea ndr), sviluppa e selezione formati, cura contenuti, coordina e supervisiona alla produzione dei programmi di approfondimento per tutte le fasce di palinsesto. Rientrano nella definizione di approfondimento programmi che hanno l'obiettivo prevalente di informare con formati dove la cronaca, la tua vita politica economica e sociale, salute, moda, lifestyle e tecnologia, viaggi, viene raccontata, discussa e analizzata attraverso il linguaggio dei Talk Show, inchieste, interviste e reportage, informazione satirica, contenitore di approfondimento. Il genere approfondimento ha inoltre l'obiettivo di ideare nuovi formati e di sviluppare contenuti in una logica cross-mediale su tutte le piattaforme video e, attraverso un tavolo di coordinamento editoriale, sulle piattaforme audio”. Ce n’è quanto basta per minare alle fondamenta la sua fattibilità e possibilità di realizzare una direzione del genere che, per di più, viene assegnata ad un “direttore” pesante ed ingombrante come Mario Orfeo.

C’è da sorprendersi dunque che prima o poi si sarebbe andati allo scontro frontale tra le bande armate che si aggirano tra i piani di Viale Mazzini e nei giardini circostanti (società di produzione, agenti etc)? Per noi no: era tutto noto a tutti e lo abbiamo scritto da subito sia per quanto riguarda questa presunta “rivoluzione” per genere che non avrebbe mai potuto reggere l’impatto con una Azienda con le radici troppo fragili e troppo rivolte all’esterno, sia per quanto riguarda la scelta della persone. Semplicemente: è stata allestita una baraccopoli con i fogli di bandone, senza servizi e abitata da un popolo nomade che non sa dove dirigersi e senza una lira in tasca per pensare al proprio futuro. Amen.

C’è allora da stupirsi dello stupore, in particolare da parte del PD? In un certo senso si e per altro no: semplicemente chiunque avesse voluto sapere e conoscere la situazione in Rai aveva tutti i modi e le persone per essere aggiornati di tutto e di tutti in tempo reale, minuto per minuto. Orfeo, lo sanno anche i muti e i muri, è considerato di fedele adesione alla parrocchia, ed è inverosimile immaginare che non avesse sponde politiche. Allo stesso modo, non è pensabile supporre che Fuortes, ad un certo punto, si svegli la mattina e alle 11 circa, chiama Mario e gli dice “Ahoooo … m’hai rotto le scatole … la porta è quella, ciao core ...”. Sarà “Fuortes” quanto ti pare ma per fare un gesto del genere ci sono solo due possibilità: o ha fatto uso di sostanze “toniche” o ha avuto un qualche placet da qualche parte. Escludiamo la prima ipotesi. Per la seconda si dovrebbe entrare in un mondo parallelo tutto ancora da decifrare. Le ricostruzioni di cui si legge oggi sulla stampa non aiutano a capire. Lo stesso ragionamento vale per il Governo e il suo capo: si legge che non ne sa nulla e che lui è al di fuori di queste beghe. Per Draghi  forse è vero ma per i suoi stretti collaboratori che conoscono il dossier Rai, Funiciello e Garofoli, certamente no e, seppure fosse in questi termini sarebbe, questo si, un fatto inedito e stupefacente.

Allora, diamo per scontato che “acca… nisciun’e fess” e che tutti siano capaci e intelligenti di sapere e capire. Facciamo passare la giornata per far scendere la polvere e poi ragioniamo.

bloggorai@gmail.com

ps: Bloggorai è ben felice di essere considerato un “sitarello” come Dagospia ha scritto ieri sera… libero e indipendente di scrivere quello che vuole … aggratisse … e magari pure letto da tante persone. Che poi Fuortes lo consulti e ne tenga conto o meno è altro discorso.

mercoledì 1 giugno 2022

DOPPIO FLASH: qualche sassolino in piccionaia

Foto di modi74 da Pixabay

Ore 16.19. Dagospia: “FLASH! - BOMBA A VIALE MAZZINI: L'AD CARLO FUORTES HA AZZERATO MARIO ORFEO REVOCANDOGLI L'INCARICO DI DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI (TALK SHOW) - LA GOCCIA DI VELENO CHE HA FATTO TRABOCCARE IL VASO TRA I DUE: L'ULTIMO CDA RAI E' SALTATO PERCHE' L'EX DIRETTORE GENERALE IN QUOTA RENZI NON HA SCODELLATO IL SUO PALINSESTO...”. 

Poco dopo Agenzia La Press “Fuortes revoca incarico direttore approfondimento a Mario Orfeo”.

I telefoni e i messaggi Whattsapp sono impazziti. È vero? Perché? Cosa vuol dire? Lo poteva fare (Fuortes ha potere di revoca) ??? Abbiamo fatto il solito giro delle Sette chiese (di più) ed abbiamo potuto verificare molti elementi e buona parte delle risposte portano fuori da Viale Mazzini. Ovviamente … ovviamente (come a Fuortes piace ripetere) sono solo fantasie, suggestioni, pensierini accalorati di affetto. Prendetele come vengono.

1. La notizia è vera fino ad un certo punto. Confermato che ieri si doveva svolgere un incontro con i direttori di “genere” poi disdetto all’ultimo minuto senza apparente giustificazione. Si tratta di un argomento sul quale Fuortes si è giocato buona parte della sua reputazione ma che, allo stesso tempo, gli ha da tempo suscitato qualche “malumore” (eufemismo) anzitutto a Palazzo Chigi (già a dicembre se ne ebbe qualche notizia letta su La Stampa). La cosiddetta “rivoluzione” dell’AD come titolò enfaticamente (inopportunamente, improvvidamente e  inopinatamente) il Messaggero il 12 agosto dello scorso anno non solo non è partita ma sembra avere grandi difficoltà a prendere forma. “Fortissimi malumori” anche dentro Viale Mazzini per la “spartizione del malloppo”: budget, personale, competenze e responsabilità. Ad esempio: quanto pesa il “super coordinamento” di Marcello Ciannamea e quanto spazio di autonomia concede ai cosiddetti “direttori di genere”? Da non dimenticare che si leggeva spesso di lui come considerato “in quota” alla Lega per fare quello che sta facendo Fuortes oggi. Forse, pare, dicono, una vera trappola mortale nella quale Fuortes non immaginava di cadere.

2. La notizia è parzialmente esatta: Fuortes NON può “revocare” se non previa comunicazione al Consiglio di amministrazione che, per quanto ci risulta, non ne abbiamo letto traccia da nessuna parte. Potrebbe invece “modificare” i contenuti della sua missione e sembra essere stato questo il casus belli. Però questo è un dettaglio “formale”, burocratico, mentre la polpetta avvelenata è ben altra.

3. Perché esce fuori oggi questa “notizia”? lo abbiamo scritto subito: l’articolo del Il Foglio benché contenesse acqua fritta ripassata in padella (vedi Bloggorai) ed era tutto già noto da tempo ha fatto saltare i nervi già scoperti nel triangolo bilaterale delle Bermude al VII piano tra Fuortes e Soldi. È stato scritto che sono state messe le persone sbagliate al posto sbagliato, cosa che pensano in molti e anche noi ne siamo in parte convinti. Torniamo al punto 1 a Palazzo Chigi: un nostro autorevolissimo lettore ci dice: “Così come qualcuno ha mandato a sbattere Draghi per la corsa al Quirinale con lo stesso metodo gli fanno magiare polvere alla Rai”. Solo che qualcuno ha mangiato la foglia e a ha lanciato l’allarme e si cerca di correre ai ripari con qualche exit strategy.

Chi trama contro chi? Scenario complesso. Una ipotesi è suggestiva e ce la racconta altra fonte: “La presidente è infastidita per molti buoni motivi e il primo potrebbe essere perchè tagliata fuori dal Piano industriale”. A lei fa capo invece il Contratto di Servizio ma che appare oggi subordinato al Piano anche se così non dovrebbe essere. Dalle parti dell’AD si sente dire che il Piano potrebbe vedere la luce alla fine di giugno. È una ipotesi “ragionevole”. Però per attaccare Fuortes occorrono “rinforzi” e ci sarebbero “truppe fresche” pronte ad intervenire (si fa per dire): la Maggioni che consapevole di navigare in acque tempestose ( non sembra che al Tg1 le cose vadano gran che bene) avrebbe mandato “segnali di fumo”. L’ipotesi è suggestiva assai.

Infine, c’è lo scenario Orfeo e tutto ciò che lo circonda. Recentemente i lettori ricorderanno che è uscita la notiziola secondo la quale qualcuno si aggirava dalle parti di Palazzo Chigi  lamentandosi che “ … In Rai le cose non vanno per niente bene”. Ancora nessuno sa bene dire chi sarebeb costui. Girano solo vaghi e fumosi sospetti. Quando è uscito l’Articolo de Il Foglio (ahimè, Bloggorai non lo cita nessuno anche se quasi tutti lo leggono e saccheggiano i suoi ragionamenti .. ma va bene così…) abbiamo scritto subito che ha creato un corto circuito tra i piani alti di Viale Mazzini e non solo non hanno trovato dove si sono incrociati i fili ma nemmeno l’elettricista in grado di intervenire. Ma come, avrebbe detto qualcuno, l’Ad si è dotato di un suo “consulente speciale” sulla comunicazione (Maurizio Caprara), oltre ad un direttore (Pierluigi Colantoni) e un capo ufficio stampa (Stefano Marroni) e in tre non sono stati capaci di “gestire” (ovvero intuire e prevenire) che venisse gettato una palettata di “Eau de Monnezz” del genere?

Fresca fresca (ore 17.41): si avvertono movimenti in corso nell'area comunicazione tra Viale MAzzini e Via Novaro (Rai Com) 

Last consideration: quando abbiamo scritto che non c’è più nessuno che si occupa più di Rai, abbiamo citato la famosa scena della senatrice Fedeli in Vigilanza che chiedeva “lumi” a Fuortes sul futuro del canone e lui che gli rimbalzava la domanda con “ditecelo voi”. In poche parole, in casa PD e dintorni ci sarebbe qualche "molto" malumore sul tema. Siamo in grado di rivelare un piccolo  ma importante dettaglio che potrebbe dire qualcosa di inedito sul tema: abbiamo scritto che nei giorni scorsi si è svolto un incontro importante e riservatissimo sul tema “Total Audience” e chi vi avrebbe partecipato? Nientepopodimeno che ... Il primo lettore che risponde esattamente vince un premio. e perché mai un personaggio di tal misura si sarebbe interessato ad un aspetto così "tecnico"?

Una seconda Morale della favola: Fuortes avrebbe mangiato la foglia e avvertito puzza di bruciato e individuato chi sta tramando contro di lui e avrebbe preso contromisure. Ma, ci dicono, accecato dal livore, avrebbe sbagliato mira.

bloggorai@gmail.com

 ps: rimanete sintonizzati .. non si sa mai ...

Rai: incerti, confusi e smarriti

Foto di Anemone123 da Pixabay
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Consigliamo di prendere carta e penna e annotare questa parola: “incertezza”. Dopo di che, scaricate le Considerazioni finali del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco rilasciate ieri e cominciate ad osservare che il temine proposto compare già alla 10a riga “L’incertezza è drasticamente aumentata a livello globale …” per poi ripeterla più volte arrotondata per accrescimento con altri termini e concetti simili o analoghi.

https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-governatore/integov2022/cf_2021.pdf

Se è aumentata l'incertezza a livello globale, figuriamo a livello locale, condominiale e familiare (non ne parliamo di Rai !!!). Ne siamo convinti e lo abbiamo scritto da tempo: questa è l’epoca dell’incertezza e dell’inquietitudine dove sembrano smarriti e confusi tutti i riferimenti economici, sociali, culturali e ideologici che in qualche modo hanno legato e sorretto gli equilibri del recente passato. Prima il Covid e ora la guerra non hanno fatto altro che scoperchiare la pentola dove bolliva una minestra sciapa e senza condimenti destinata ad una tavola male imbandita e con i commensali intristiti e poco propensi a brindare.

Dunque incertezza e confusione,  ansia e preoccupazione per un futuro incerto che non promette nulla di buono e, anzi, si prospetta minaccioso e ostile. C’è da essere ottimisti? Boh .. dipende … forse .. chissà vedremo .. ne riparliamo più tardi, magari domani o la settimana prossima. Poco tempo addietro, riferiti alla Rai, abbiamo titolato un Post con la metafora di un sommergibile che naviga a quota periscopica e dalla sua torretta vede un mare nebbioso e il suo comandante non sa dove dirigersi. Oggi, già nel giro di pochi giorni e settimane, la situazione del Servizio Pubblico non solo non ci sembra migliorata ma anzi destinata a peggiorare.

Allora, entro oggi contiamo di darvi notizie aggiornate sul Tg1 e sul secondo Report di Auditel Total Audience. Però prima perdonateci due brevi osservazioni. Ci viene riferito che da qualche parte Fuortes avrebbe dichiarato che intende rivolgere particolare attenzione ai “giovani” ai quali ha riservato una trasmissione di cultura musicale condotta da Corrado Augias, ovvero un emerito, stimabile e rispettabile signore nato a Roma il 26 gennaio 1935. Ci mancherebbe, magari averne tanti come lui che alla sua veneranda età hanno ancora voglia di andare in video però … qualche dubbio ci corre se sia proprio la persona giusta al posto giusto nel momento giusto. Si però … dicono a Vile Mazzini, per questa estate abbiamo in canna Topo Gigio e Drusilla Foer … ahhhh … eccoooo .. giusto .. certo … come no .. vero .. hanno ragione a Viale Mazzini confortati e rinfrancato dai dati del secondo Report di Total Audience. Tutto come previsto: l’andamento dell’AMR (Average Minute Rating. Indica, per un dato contenuto con una data estensione temporale, qual è la media degli ascoltatori in ciascun minuto di tale estensione) continua a segnare negativo (-1% rispetto alla settimana precedente quando già segnava -5%) e si conferma che il pubblico Rai è composto per il 75% di persone con età superiore ai 55 anni. Si capisce bene perché Corrado Augias gode di tanta fortuna.

Chiudiamo con una nota che ci segnalano da un articolo del quotidiano Avvenire (noto foglio estremista di chiarate confessioni filo putiniste) dove si legge di una iniziativa parlamentare finalizzata a far emergere il “sentiment” dei telespettatori Rai sulla guerra e su come viene “raccontata”. Molto interessante, seguiremo l’iniziativa e vi terremo aggiornati.

Rimanete sintonizzati … a breve altre notizie …

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