Dopo la diffusione del documento approvato dal Consiglio dei
Ministri sul Contratto di Servizio Rai è difficile comprendere e valutarne
correttamente il suo contenuto, la sua natura e dinamica se non si tengono in
debito conto l’evoluzione di tre contesti fondamentali saldamente connessi tra
loro.
Il primo riguarda le risorse economiche e, segnatamente, si
riferisce alla variabile ancora indeterminata su come potrà essere riscosso il canone
nei prossimi anni che si accompagna a quella, parimenti indeterminata (e
tendenzialmente in ribasso), delle risorse da pubblicità. Il secondo si riferisce
al modello di governance sul quale pressoché
tutti i partiti convergono nel sostenere la sua riforma rivolta al superamento
delle Legge 220 del 2015. Di tale dibattito va ricordato il testo della
Vigilanza dove si ipotizza un modello Rai senza pubblicità. Infine, il terzo
contesto si riferisce all’evoluzione tecnologica in corso e, segnatamente, alla
transizione verso il DVB-T2.
A seguito dell’approvazione in Consiglio dei Ministri dell’Atto
di indirizzo per la definizione della linee guida su contenuto del contratto di
Servizio 2023-28, al momento i soli documenti sui quali è possibile dibattere
sono tre:
a. Bozza di linee guida per il contratto di Servizio
2023-2027 (fonte Rai del 19 novembre 2021)
b. Linee guida sul contenuto degli ulteriori obblighi ..ai
sensi dell’art. 59 TUSMAR (definito ma non
ancora deliberato da AgCom)
c. Atto di indirizzo della PdCM dello scorso martedì 17
maggio.
I tre documenti hanno il tratto comune di fare riferimento a
“… adeguato volume di risorse…” ovvero “…corposo investimento in tecnologia …” ovvero
ancora “… ferma restando l’esigenza di garantire la sostenibilità economica, l’efficienza
aziendale e la razionalizzazione della spesa”. In altre parole, tutto si regge
ad una sola e determinata condizione: certezza di risorse adeguate e sufficienti
senza le quali tutto il resto dell’architettura del Contratto si mostra fragile
e di difficile realizzazione.
Occorrono risorse per la gestione ma, più ancora,
ne occorrono per lo sviluppo e per gli investimenti in quantità rilevante che,
al momento, nessuno è in grado di determinare da dove esse possano provenire. cioè, esattemente il punto cruciale del quale vi abbiamo scritto nei giorni scorsi: la difficoltà a sciogliere il problema canone, proprio nei giorni in cui si viene a sapere che "La Francia abolisce il canone. La promessa elettorale di Emmanuel Macron diventa realtà" (fonte: www.e-duesse.it).
Vediamo, sommariamente, i punti qualificanti dei tre
documenti. La Bozza RAI si propone anzitutto di costruire il Contratto di “pari
passo” col Piano Industriale e di prevedere “… meccanismi di flessibilità che consentano
di rimodulare – nel caso – gli obiettivi previsti”. I contesti ai quali si
riferisce in premessa sono relativi al
consumo dei video in rete, ai consumo SVOD, e al segno della pandemia Covid e
il conseguente PNRR. Solo un breve e sommario
riferimento ad un contesto di assoluto rilievo come la transizione al DVB-T2. Il
testo Rai propone il ruolo del Servizio Pubblico Multimediale centrato su 4
aggettivi: rilevante, inclusivo, sostenibile e credibile.
Il testo AgCom (tre pagine scarne e sintetiche) invece pone
come premessa fondamentale la trasformazione
da broadcaster a digital media company. Premesso che l’Aziwnda debba essere
“ … uno dei motori della digitalizzazione dell’Italia …” … “la Rai dovrà
dotarsi, pertanto, di modelli produttivi e di professionalità adeguati al mondo
digitale” e quindi “assurgendo al ruolo di driver
dei processi di innovazione …”. Ne consegue che “Obiettivo del servizio
pubblico deve essere quello di assumere nella rete il ruolo e l’autorevolezza
di cui gode nel settore radiotelevisivo”. Per il resto si propongono impegni
tanto generici quanto già noti sull’offerta editoriale, l’informazione, la
cultura e formazione, l’alfabetizzazione
digitale, l’inclusione sociale e culturale. Il solo elemento utile da tenere in
conto è la richiesta di prevedere “… key performance indicators, il
Contratto di servizio dovrà sempre vincolare gli obblighi e gli impegni della
RAI ad una tempistica di realizzazione esplicitata nonché prevedere una
standardizzazione dei sistemi di monitoraggio …”.
Ben più complessa e articolate la lettura del documento della
Presidenza del Consiglio che si trova , per la prima volta, ad applicare il nuovo
art. 59 del Testo Unico. Si tratta di linee
guida che “… per espressa previsione normativa, devono essere definite avendo riguardo allo sviluppo dei mercati, al progresso tecnologico e alle mutate esigenze culturali nazionali e
locali”. I contesto di riferimento, in questo caso, è prioritariamente definiteo
dal “crescente affermarsi delle tecnologie emergenti …” ed è in questo quadro
che si sta attivando la codifica generalizzata della codifica DVBt/MPEG 4.
Vengono proposti tre
indirizzi prioritari sui quali il Governo intende muoversi: 1. Indicare con chiarezza gli impegni gli
obblighi del contratto di servizio ferma rimanendo l'esigenza di garantire la
sostenibilità economica l'efficienza aziendale e la razionalizzazione della
spesa;
2. Ridefinire la missione del servizio pubblico in una
prospettiva pluriennale alla luce delle esigenze del cittadino utente secondo i
principi della rilevanza inclusività sostenibilità responsabilità e credibilità
con particolare riguardo alle sfide della transizione digitale ed ecologica del
paese;
3. Assicurare una maggiore cogenza degli obblighi assunti nel contratto
di servizio in particolare attraverso l'introduzione di obiettivi misurabili nonché
potenziando le modalità e gli strumenti e gli organi di verifica
dell'attuazione del suddetti obiettivi.
… Si invita il
Ministero dello Sviluppo Economico a valorizzare
la coincidenza temporale tra la redazione del primo schema di contratto di servizio
e il prossimo piano industriale della concessionaria. … Alla luce di quanto
indicato in precedenza il perimetro
degli obblighi del nuovo contratto di servizio sarà definito in coerenza con le
risorse economiche pubbliche complessive derivanti dal canone”.
Vengono poi definiti 10 obiettivi strategici:
1. Uno accelerare la trasformazione della RAI in digital
media Company anche attraverso lo sviluppo delle piattaforme digitali.
2. Accrescere la qualità dell'informazione secondo criteri
di completezza equilibrio responsabilità imparzialità Indipendenza e
pluralismo.
3. Attrarre e fidelizzare il pubblico giovane.
4. Trasmettere promuovere l'Italia nel mondo e diffondere i
valori culturali e civili dell'Italia e dell'Unione Europea.
5. Diffondere incoraggiare lo sport gli stili di vita sani.
6. Accrescere le competenze del pubblico relazione nuove
sfide della transizione ambientale digitale.
7. Assicurare un rafforzamento degli obblighi di
accessibilità e inclusività.
8. Sostenere lo sviluppo dell'industria audiovisiva nazionale.
9. Rafforzare il ruolo è l'evoluzione tecnologica del
Servizio Pubblico radiofonico.
10. Ottimizzare la capacità trasmissiva il livello di
copertura delle reti Rai.
Infine, la parte più significativa e che però merita un
approfondimento che faremo a parte è il punto 4.2 riferito alla qualità dell’informazione
laddove si legge: “Il Contratto dovrà essere propedeutico alla riaffermazione
della leadership Rai nel settore dell’informazione”. Cioè, esattamente il punto
sul quale, al momento, a Viale Mazzini brancolano nel buio più assoluto in
assenza di qualsivoglia piano o progetto editoriale sull’offerta informativa
Rai.
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