venerdì 6 dicembre 2019

Il racconto del Paese


Sembra che siamo diventati bravissimi a raccontare il passato molto di più di quanto siamo capaci di immaginare il futuro. È sufficiente andare al cinema oppure osservare  la “narrazione” offerta dal servizio pubblico. Ieri sera chi vi scrive è stato a vedere un gran bel film giallo appena uscito nelle sale e, come accade, prima dell’inizio della proiezione, vengono mandati i trailer dei film in uscita prossimamente. Uno riguardava la vita di Craxi, uno la storia di Pinocchio e il terzo una sgangherata parodia di Natale con Ficarra e Picone. Poi leggiamo che nessun film italiano nell’ultimo anno ha raggiunto la cifra di incassi sufficiente a farlo stare tra i primi in classifica (al 18° posto). C’è da crederci.

Per non farci mancare nulla, e per cercare di capire meglio quanto vi avevamo accennato, al ritorno dal cinema mi sono visto un pezzo, prima che la noia e il sonno mi travolgesse, dell’ultima puntata dei Medici andata in onda su Rai Uno. A parte la sensazione sgradevole del fuori sync dovuto al fatto che gli attori recitavano in inglese (sarà utile a venderlo all’estero ma fastidiosissimo in Italia) e a parte la sensazione di vedere una passerella di Vogue Fashion Uomo con annessa pubblicità tabellare di un profumato dopobarba, e a parte l’inevitabile spruzzatina di soft porn, rimane forte il segno di un prodotto audiovisivo che guarda più alla forma che ai contenuti, più all’intrattenimento che all’approfondimento. Senza anima, senza passione. Si capisce perché il Ladro di merendine di Montalbano viene riproposto per oltre 20 volte e che Imma Tataranni, la sua cugina povera, viene considerato un successo della fiction televisiva italiana del Servizio Pubblico.

Nei giorni scorsi abbiamo riportato una battuta di un alto dirigente Rai che sosteneva che è il Paese che alfabetizza il Servizio Pubblico e non viceversa. Purtroppo, siamo costretti ad ammettere, per quanto siamo in grado di sapere, che per buona parte questa affermazione è condivisibile. Iniziamo dall’informazione: Web batte carta stampata 4 a 1 e, tra le testate giornalistiche on line, la Rai è sempre in coda, distanziato da molte lunghezze dagli altri siti. Ieri Prima OnLine ha riportato i dati di Comscore sui primi 60 siti italiani e RaiNews compare al 39° posto (trentanovesimo). Nei giorni scorsi Auditel Standard Digitale ha pubblicato il report settimanale dei LS per editore e canale dove ancora una volta si consolida una tendenza: nella settimana 24-30 novembre Rai ha ottenuto 15.500 K, Mediaset 73.600 K e Sky 139.800 K (la settimana precedente  Rai 18.500, Mediaset 63.100 e Sky 113.000). Tradotto in soldoni: i concorrenti crescono molto di più di Rai.

Da diverso tempo seguiamo con attenzione quanto potrebbe avvenire in occasione della nomina dei presidenti di due autorità di garanzia, AgCom e  Privacy. Abbiamo scritto, e ne siamo convinti,che il rapporto di rilevanza di queste nomine, confrontate a quelle Rai, è di 4 a 0. In questo momento i due livelli fatalmente si incrociano. Ieri abbiamo saputo dal sito CorCom che è stato presentato un emendamento dal M5S con il quale si vorrebbe aumentare a 5 il numero dei consiglieri Privacy come l’AgCom e proroga al 31 gennaio la scelta del Presidente. Anche in questo caso siamo in presenza di una bizzarra anomalia: la contingenza politica è in alta fibrillazione e ti spunta fuori un emendamento alla Legge di Bilancio che rimanda tutto al prossimo anno dove pure dei possibili candidati veri non se scorge l’ombra. C’è qualcosa che pure a questo piccolo blog sfugge: quando abbiamo provato, dentro e fuori la Rai, a saperne qualcosa di più ci siamo impantanati in una spessa coltre fumosa.  Pochi sanno qualcosa e ancora meno coloro che sono in grado di interpretare.

Seguono di pari passo, per quanto abbiamo potuto sapere,  le nomine Rai che sembrano  impantanate al punto di partenza e che il CdA previsto il prossimo martedì 10 potrebbe non occuparsene e rinviare al successivo prima di Natale. Magari,in attesa di sapere come si conclude la partita degli emendamenti che,inevitabilmente, determinerà il futuro di questa governance Rai. Il botteghino delle scommesse è sempre aperto.

bloggorai@gmail.com 

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