mercoledì 10 ottobre 2018

posta !!!

Che le Poste italiane non funzionano bene è cosa risaputa ... come pure che i colleghi della carta stampata non leggono molto le mail ... oppure chi scrive non indirizza bene i propri messaggi. Fatto sta che nel giro di due giorni sono partite due lettere e ci fosse stato un cristiano che le abbia notate!

La prima, come abbiamo scritto ieri, è stata inviata all'AD Salini, al presidente e a tutto il Cda, dove si chiede, giustamente, l'applicazione di criteri uguali e trasparenti per tutte le nuove nomine che dovranno essere fatte. Nada, nisba, niet ... nessuno ha saputo nulla ... Forse Laganà ha sbagliato buca della Posta o forse nelle redazioni la posta arriva sempre in ritardo ... Per tutta risposta, ancora ieri, su Repubblica, abbiamo letto il titolo "Di Maio vuole un esterno al Tg1..." . La collega, invece di gridare allo scandalo e chiamare i Carabinieri, la Croce Rossa, la Protezione civile cosa scrive ? un pistolotto senza limiti in lode del possibile candidato pentastellato... non si sa mai ... dovesse veramente essere nominato ... da non credere ... rassegnatevi ... e poi si dice che tra Di Maio e la Repubblica non corre buon sangue !!!

Stesso trattamento è stato riservato alla fondamentale lettera che ieri il Presidente Foa ha scritto ai dipendenti Rai. Memorabile!!! in tanti decenni di storia di Viale Mazzini non si mai letto nulla di simile ! e infatti, anche in questo caso, nessuno ne ha saputo nulla!!! Non una parola su "La nomina a Presidente è un riconoscimento straordinario, tanto più che è giunto inaspettato. L’ho accettato anche e soprattutto perché accompagnato da motivazioni non politiche ma esclusivamente professionali." Come pure "Per questo, nel proiettarsi verso il futuro, non bisogna compiere l’errore di trascurare il presente o di dimenticare il proprio passato, le proprie origini, i propri valori." per poi concludere con una perla di rara saggezza: "Abbiamo tanto da fare. Dovremo muoverci tra tradizione e innovazione, tra l’innesto di nuove, indispensabili figure professionali e la valorizzazione delle risorse interne".
Ad essere al posto di tanti lavoratori Rai ci sarebbe da essere preoccupati, anzitutto perchè nessuno all'interno ci aveva mai pensato prima, poi perchè suona tanto minaccioso. 

Si racconta sempre di Ettore Petrolini fischiato durante una sua rappresentazione a teatro. Interrompe lo spettacolo e, rivolto allo spettatore in galleria autore del disturbo, lo apostrofa: Non ce l'ho con te ...ma con quello che ti sta accanto e non ti butta di sotto".

Comunque, teniamoceli buoni Salini e Foa, perchè come spesso è successo, al peggio non c'è mai fine ... non si sa mai ....magari come sostiene anche qualche nostro lettore ... potranno anche fare qualcosa di buono. Auguri ... anzitutto alle Poste italiane.

bloggorai@gmail.com

martedì 9 ottobre 2018

un passo indietro, due avanti

Nell'aprile 2016 vennero convocati una specie di "stati generali" sulla Rai, suo suo futuro, in occasione del rinnovo del contratto di concessione. Questo il link del MISE di allora:

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/194-comunicati-stampa/2034373-cambierai-via-alla-prima-consultazione-pubblica-sulla-rai 

Furono organizzati 16 tavoli tematici e vi aderirono 62 associazioni, 20 enti pubblici e istituzioni, 11 centri studi e think tank. Venti gli esperti coinvolti, 16 i rappresentanti di Rai, uno per ogni tavolo.

Porto delle nebbie: di tutta l'iniziativa non se ne trova più traccia e lo stesso sito  www.Cambierai.gov.it non esiste più. Però le intenzioni erano buone e il modello riproponibile.

Allo stesso modo con il quale è stato richiesto all'AD e al CdA di procedere alle nomine seguendo criteri trasparenti dal consigliere Laganà (nessun giornale ha ripreso la sua lettera) si può richiedere di attivare un meccanismo simile?

Ora in ballo c'è il piano industriale e quello editoriale. Non si tratta di scelte di poco conto e impatteranno sul futuro dell'Azienda in modo pesante, forse determinante rispetto alle grandi scelte che si dovranno compiere.

lunedì 8 ottobre 2018

buio

In questi giorni è calato il buio autunnale sulla Rai. Quel poco che si legge riguarda il tran tran sulle nomine, di chi è in "quota" .. di chi "parla" con l'AD, di chi è amico degli amici etc etc.

Nonostante che molti colleghi siano sempre attenti ai Tweet, ai gossip e trastullerie varie, questa volta gli è sfuggito un contributo importante pubblicato su

http://www.indignerai.it/criteri-di-nomina/


Questo blog ha trattato il tema più volte: condividiamo pienamente il contenuto. Così come sostenuto e ripetuto più volte dal Governo, come pure da Salini, Foa etc, si dovrà procedere alle nomine ricercando professionalità, competenza, indipendenza etc ... BENE !!!  le proposte di Laganà sono praticabili e sostenibili anche in tempi ragionevolmente brevi. Non hanno scuse.


bloggorai@gmail.com

venerdì 5 ottobre 2018

tristezza autunnale

Le mamme di una volta, al cambio di stagione, propinavano ai fanciulli abbondanti dosi di vitamine perchè si fortificassero in vista dell'inverno.

Servirebbero pure a noi per sostenere questo triste - peraltro consueto - spettacolo che ci accingiamo a vedere sulla Rai e dintorni. I giornali, in questi giorni non fanno altro che riportare rumors e gossip su chi è più o meno in "quota" di qualcuno. Oggi è la volta di Rai Pubblicità dove concorre un amico di famiglia di Giorgetti (Lega). Siamo oltre, è in corso un superamento logaritmico della realtà, non si tratta nemmeno di fantascienza e non si capisce nemmeno più di cosa stiamo parlando.

In questi giorni, in questi mesi, nella maggior parte dei paesi occidentali si dibatte, si studia, si propongono scenari, visioni che interessano direttamente i PBS. Non si tratta di accademia ma di intento programmatico, politico e sociale quanto industriale. La BBC in testa, insieme all'ente regolatore britannico OfCom, sono da tempo molti attivi e la stessa emittente ha inserito chiaramente nel piano industriale recentemente approvato l'esigenza di guardare aventi per ridefinire puntualmente la loro mission.

Finora, il massimo che abbiamo potuto leggere è stata l'indicazione di proporre la Rai come Netflix. Un colpo di genio dal quale non ci siamo ancora ripresi. Troppo impegnativo per essere vero. Ma hanno idea di quanti milioni di dollari investono per realizzare cose simili? con un bilancio di Viale Mazzini che oscilla sempre in bilico al pareggio e con la prospettiva di perdere milioni di utenti? Dobbiamo ricorrere prima ad una sana terapia ricostituente, proprio come facevano le nostre mamme. dopo ne riparliamo.

A proposito: due considerazioni. Probabile che molti di voi conoscono questo prodotto Netflix e vi sarà chiaro la differenza tra ciò che propone un operatore globale di questo tipo e cosa dovrebbe essere un prodotto da Servizio Pubblico. Poi, La casa di Carta è un perfetta metafora di qunto avviene intorno alla Rai: un assalto alla cassaforte infinito, interminabile dove, purtroppo, i buoni non sempre vincono. Attenzione: presto inizia la terza stagione !!!





mercoledì 3 ottobre 2018

Netflix

Quando nei giorni scorsi è apparso questo cartello, molti, compreso chi scrive, ha pensato che era sorto un movimento sovversivo finalizzato ad abbattere lo strapotere del colosso dello streaming USA. Non ,non è così: si può leggere per il senso opposto: è sufficiente Netflix.
Stamattina Italia Oggi torna sull'argomento Rai e Netflix, ricordando l'intervista di Salini e le dichiarazioni di Di Maio. Sul momento, si avverte un brivido di sorpresa: vuoi vedere che hanno avuto l'illuminazione alla quale nessuno aveva mai pensato prima ? acccccc ... perbacco !!!

Piccola riflessione e un paio di passi indietro: in attesa del nuovo, il piano industriale del precedente DG Campo dall'Orto prevedeva che la Rai dovesse :
  • Informare in modo completo e pluralista
  • raccontare il territorio e la realtà contemporanea
  • intrattenere tutti gli italiani
  • garantire l'accesso alla conoscenza
  • diffondere la cultura e l'inclusione digitale del Paese
  • promuovere l'Italia all'estero
Da metterci la firma, subito !!! come si possa riversare tutto questo in un modello produttivo, ideativo, organizzativo, industriale simile a Netflix e renderlo idoneo per il Servizio Pubblico italiano, difficile da comprendere. Ancora una volta, l'impressione è che si voglia mettere una pezza più piccola del buco. Le pezza, in particolare, consiste nel non avere nessuna idea originale su cosa, come, con quali risorse, con quali obiettivi debba essere indirizzato il futuro del Servizio Pubblico.

Intendiamoci; che ci possa, che ci debba, essere una parte di produzione destinata allo streaming, superando il vincolo di Rai Play, indirizzata verso la diffusione non lineare, appare una proposta condivisibile. Ma da questo ad immaginare che la Rai debba diventare la Netflix italiana ce ne corre e tanto pure. A tal punto che è lecito pure dubitare della bontà della proposta.
Chi di voi ha visto almeno una puntata de La casa di carta, può  intuire di cosa parliamo. Affascinante e diverso. Un pò come Marte, ci vogliono anni luce per raggiungerlo. 

martedì 2 ottobre 2018

cerimoniale

I meccanismi che portano alla nomina dei direttori in istituzioni complesse come la Rai sono assai complicati da decifrare. Si racconta di un direttore delle Relazioni Pubbliche di alcuni anni addietro che era solito portare sempre la moglie alle anteprime degli spettacoli, alle presentazione dei programmi, alle trasferte importanti del Prix Italia, con un compito specifico: sedere accanto alla moglie dell'ospite di riguardo con la quale avviare amena conversazione per poi magari invitarla per un the e così via fino a stringere forti legami para familiari. Da qual momento in poi il gioco è fatto: zacchete e arriva il soffietto: "sai ...mio marito .. ci tiene tanto a quella nomina" .. oppure, per interposta persona "tizio è tanto bravo, sarebbe un vero peccato non valorizzarlo". Et voilà, le jeux son fait ... rien va plus.
Questo è solo un nanetto, ma semplificando, gli ambiti di svolgimento di queste dinamiche sono sostanzialmente tre.

Uno tutto esterno: far arrivare al politico forte di turno la certificazione della propria esistenza in vita (come si fa per le perone anziane che devono far riscuotere la pensione ad u familiare). Questo avviene in modo bidirezionale. Da un lato il soggetto freme di attività relazionale tramite amici di amici e, per lo stesso canale, gli stessi politici saltellano come grilli per far sapere che loro sono in grado di arrivare non tanto e non solo ai direttori, quanto più ai capiredattori o ai capistruttura delle reti, che sono spesso quelli che, alla fin fine, decidono se un certo nome o un certo servizio possa andare in onda o meno.

Due, tutto interno. si tratta di appartenere, partecipare, o far sembrare, di essere parti di una cordata, di una lobbyna, di una parrocchia. Non importa la certificazione, è sufficiente che lo si percepisca, magari solo perchè qualcuno ha visto che Tizio parla con Caio. I sodalizi aziendali sono spesso determinanti. A viale Mazzini la Scuola Socialista ha fatto epoca più di quella Democristiana che pure non scherzava. Erano vere e proprie catene, io chiamo te e tu chiami me, tu segnali un amico a ame e io ricambio la cortesia. Fatto sta che chi ne era fuori, non aveva speranza. nel corso del tempo, le congreghe cambiano e gli equilibri mutano, però .. chi ha avuto ha avuto ha avuto ... e la posizione è occupata. Hai voglia ad aspettare il cambiamento.

Tre, il fattore Culo. Chi ce l'ha ce l'ha e chi non ce l'ha non ce l'ha. Si tratta di trovarsi al posto giusto nel momento giusto. In questo caso, i due fattori precedenti possono anche non avere peso. Merito, capacità, responsabilità, non contano una pera. Si racconta di un alto dirigente X, molti anni addietro, che ha ricevuto una nomina importante solo perchè il DG dell'epoca voleva a tutti i costi assumere un dirigente dall'esterno e, allora, per compensare, ha dovuto firmare la nomina allo stesso X che in altri momenti se lo sarebbe sognato. Tombola, tredici al totocalcio. Of course, succede pure il contrario: si racconta di una nomina già "alla firma del DG" con tanto di ordine di servizio e compagnia cantando ... se non che, quel giorno il DG viene chiamato per un importante impegno esterno, rinvia la firma alla settimana successiva e, nel frattempo, il suo diretto contendente allo stesso incarico riesce a far slittare poi bloccare definitivamente la nomina.

Per quest'ultimo fattore, ogni altra considerazione appartiene al sovrannaturale.

Auguri per chi, in queste ore è alle prese con questi problemi ed è in lista di attesa per poter almeno scambiare un saluto, fosse pure nel corridoio del VII piano,  con l'AD o mal che vada con il Presidente ... però può andare bene pure un consigliere ... non si sa mai !!!


lunedì 1 ottobre 2018

ne avevamo bisogno

il primo a dare fuoco alle polveri è stato il consigliere Giampaolo Rossi lo scorso 25 agosto: "La Rai, che è una media company, deve trasformarsi in una transmedia company, cioè una grande azienda che produce non solo informazione ma anche immaginario simbolico per il Paese...". 

In quel momento abbiamo cominciato a capire qualcosa: che la Rai, cosiddetta più grande azienda culturale del Paese, non ne produce per se stessa.

Ieri ne abbiamo avuto conferma: l'AD Alberto Salini, ha rilasciato un'intervista al Corriere dove ci illumina su grandi scenari che nessuno, anche dentro Viale Mazzini, aveva immaginato prima.

1- La Rai sfiderà Netflix
2- deve rivolgersi ai giovani, senza perdere di vista il pubblico di riferimento
3- nuovi contenuti digitali
4- valorizzare risorse interne
5- per le nomine: persone in grado di condividere il progetto di cambiamento
6- nasceranno nuove "factory" 

Non ci aspettavamo di più (è arrivato da poco, che volevi che dicesse ... etc etc ...) ma nemmeno di meno. Per essere l'uomo solo al comando, come vuole la Legge, avrebbe dovuto affrontare nodi strategici come le risorse economiche anzitutto (dove prendere i soldi per realizzare tutto questo), la sfida a Netflix e altri OTT non è solo sui contenuti ma anzitutto sulle piattaforme di distribuzione (vedi frequenze e multiplex), l'Azienda necessita di essere riorganizzata (da che parte, con quale indirizzo).

Per chi ne avesse voglia, potrebbe rileggere analoga intervista a Antonio Campo Dall'Orto del 21 novembre 2015.

una cosa è certa, con le vicende Rai il divertimento è assicurato.

bloggorai@gmail.com