Dio non gioca a dadi con l'Universo (A.E.)
Forza, coraggio, ancora poche ore e pure queste Olimpiadi invernali
le mettiamo in soffitta. Complimenti agli atleti, belli/e e bravi/e tutti e
chissenefrega se i costi sono triplicati rispetto alle previsioni passando da
circa 1,7/2 mld a 5,6/6 (vedi bene https://www.wired.it/article/prezzo-fiaccola-olimpiadi-economia-tecnologia-sostenibilita/
) e chissenefrega se poi ci rimarranno sul groppone impianti che verranno frequentati
da un gruppetto di aficionados come ad esempio la pista di Bob. Chissenefrega
se la noia è scorsa a fiumi con le immagini del Curling o delle Skeleton:
gli ascolti sono stati eccellenti. Stasera con la cerimonia di chiusura ascolteremo
se il sostituto di Petrecca saprà fare di meglio e, se mani fosse, l’interrogativo
si porrà: perché non è stato scelto prima? Ma, come noto, nulla avviene mai per
caso.
A proposito di ascolti e di conti da chiudere vale la pena
leggere quanto ha scritto Andrea Biondi sul Sole: “Nell’era dello streaming e
della distrazione permanente, i Giochi invernali si stanno rivelando una
macchina capace di catalizzare attenzione collettiva. Stando ai dati Auditel
elaborati dallo Studio Frasi – e riferibili solo ai canali Rai perché dall’altra
parte l’universo streaming di Wbd non si fa misurare al momento da Auditel,
come non sono misurabili i canali Eurosport ora che sono usciti da Sky – il
dato più evidente arriva dalla Cerimonia d’apertura: 9,4 milioni di spettatori
su Rai 1. Un risultato importante, ma che racconta anche un cambiamento del
contesto: vent’anni fa, con Torino 2006, si arrivò a 10,7 milioni … Bisogna
fare attenzione nel leggere questo dato – puntualizza però Francesco Siliato,
media analyst dello Studio Frasi – perché il totale del pubblico televisivo
è calato. Durante la Cerimonia di Milano davanti a un televisore acceso c’erano
oltre sei milioni di persone in meno rispetto a venti anni fa». È il segno di
un ecosistema che si è disperso tra piattaforme digitali, social e
intrattenimento diffuso”. A noi rimane il dubbio: quale “figurina” potrà essere
scelta per sintetizzare queste Olimpiadi nel nostro Album sulla Civiltà delle
Immagini 2026?
Bene … torniamo in casa Rai dove non solo tutto torna e si
ripropone come un gioco dell’Oca, giusto per ribadire che nulla, o quasi, avviene
mai per caso. Lo spunto questa mattina ce lo propone Giovanna Vitale su
Repubblica (di dice di lei che sia “solitamente bene informata” si dice … ) e
titola il suo pezzo con “Slalom di FI e Lega a caccia di poltrone tra gaffe
e imboscate”. L’articolo di racconta sullo “stato delle cose” in Cda Rai e,
di riflesso o di pari passo, sui rapporti tra i partiti di maggioranza. Ribadiamo,
a scanso equivoci e per prenderci la nostra parte, Bloggorai lo ha scritto in epoca
non sospetta, quando Marano ha assunto la presidenza da “anziano”. L’autorevolissimo
ed espertissimo esponente della Lega in Rai certa gente, i parvenus, se li
mangia a colazione o ci fa merendina alle 5 del pomeriggio. Scrive la Vitale
che durante l’ultimo Cda Rossi si è risentito assai quando Marano ha alzato il ditino
accusatorio: “Quando il leghista Antonio Marano parte lancia in resta contro i
responsabili dei piani di produzione — Coletta, Imbriale e Russo — accusati di
non seguire le linee guida varate in consiglio e di non sperimentare nuovi
prodotti, l’AD non ci vede più. «Non ti devi permettere di mettere in
discussione persone che lavorano giorno e notte per l’azienda», sibila Rossi.
«Loro discutono con me ogni scelta. Stiamo cercando di mettere le toppe ai
casini fatti molti anni fa». Una quindicina almeno: allora Marano era
vicedirettore generale e si occupava proprio di palinsesti”. Era tutto già
scritto, era tutto già noto, era solo questione di quando sarebbero scoppiate
le ostilità. Ma, attenzione, non è detto che debbano scoppiare: c’è posto per
tutti. Dobbiamo ripeterci: il “malloppo” è grosso e ce ne sarebbe per tutti:
Rai Cinema, Rai Fiction e Ray Way solo per citare i soldoni veri, ma poi ci sarebbero
anche altre direzioni importanti in reti e testate. Pecunia non olet.
La controprova le vedremo nei prossimi giorni con due
appuntamenti: il primo è la convocazione di Rossi In Vigilanza e non è affatto
detto che ci vada. Il secondo è al Senato dove potrebbe far capolino la
proposta di riforma Rai.
bloggorai@gmail.com

Ho seguito le olimpiadi per la parte del pattinaggio artistico e poi poco altro, abbastanza noioso...
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