domenica 22 febbraio 2026

Altra pagina, altro giro

By Bloggorai ©

Dio non gioca a dadi con l'Universo (A.E.)

Forza, coraggio, ancora poche ore e pure queste Olimpiadi invernali le mettiamo in soffitta. Complimenti agli atleti, belli/e e bravi/e tutti e chissenefrega se i costi sono triplicati rispetto alle previsioni passando da circa 1,7/2 mld a 5,6/6 (vedi bene https://www.wired.it/article/prezzo-fiaccola-olimpiadi-economia-tecnologia-sostenibilita/ ) e chissenefrega se poi ci rimarranno sul groppone impianti che verranno frequentati da un gruppetto di aficionados come ad esempio la pista di Bob. Chissenefrega se la noia è scorsa a fiumi con le immagini del Curling o delle Skeleton: gli ascolti sono stati eccellenti. Stasera con la cerimonia di chiusura ascolteremo se il sostituto di Petrecca saprà fare di meglio e, se mani fosse, l’interrogativo si porrà: perché non è stato scelto prima? Ma, come noto, nulla avviene mai per caso.

A proposito di ascolti e di conti da chiudere vale la pena leggere quanto ha scritto Andrea Biondi sul Sole: “Nell’era dello streaming e della distrazione permanente, i Giochi invernali si stanno rivelando una macchina capace di catalizzare attenzione collettiva. Stando ai dati Auditel elaborati dallo Studio Frasi – e riferibili solo ai canali Rai perché dall’altra parte l’universo streaming di Wbd non si fa misurare al momento da Auditel, come non sono misurabili i canali Eurosport ora che sono usciti da Sky – il dato più evidente arriva dalla Cerimonia d’apertura: 9,4 milioni di spettatori su Rai 1. Un risultato importante, ma che racconta anche un cambiamento del contesto: vent’anni fa, con Torino 2006, si arrivò a 10,7 milioni … Bisogna fare attenzione nel leggere questo dato – puntualizza però Francesco Siliato, media analyst dello Studio Frasi – perché il totale del pubblico televisivo è calato. Durante la Cerimonia di Milano davanti a un televisore acceso c’erano oltre sei milioni di persone in meno rispetto a venti anni fa». È il segno di un ecosistema che si è disperso tra piattaforme digitali, social e intrattenimento diffuso”. A noi rimane il dubbio: quale “figurina” potrà essere scelta per sintetizzare queste Olimpiadi nel nostro Album sulla Civiltà delle Immagini 2026?

Bene … torniamo in casa Rai dove non solo tutto torna e si ripropone come un gioco dell’Oca, giusto per ribadire che nulla, o quasi, avviene mai per caso. Lo spunto questa mattina ce lo propone Giovanna Vitale su Repubblica (di dice di lei che sia “solitamente bene informata” si dice … ) e titola il suo pezzo con “Slalom di FI e Lega a caccia di poltrone tra gaffe e imboscate”. L’articolo di racconta sullo “stato delle cose” in Cda Rai e, di riflesso o di pari passo, sui rapporti tra i partiti di maggioranza. Ribadiamo, a scanso equivoci e per prenderci la nostra parte, Bloggorai lo ha scritto in epoca non sospetta, quando Marano ha assunto la presidenza da “anziano”. L’autorevolissimo ed espertissimo esponente della Lega in Rai certa gente, i parvenus, se li mangia a colazione o ci fa merendina alle 5 del pomeriggio. Scrive la Vitale che durante l’ultimo Cda Rossi si è risentito assai quando Marano ha alzato il ditino accusatorio: “Quando il leghista Antonio Marano parte lancia in resta contro i responsabili dei piani di produzione — Coletta, Imbriale e Russo — accusati di non seguire le linee guida varate in consiglio e di non sperimentare nuovi prodotti, l’AD non ci vede più. «Non ti devi permettere di mettere in discussione persone che lavorano giorno e notte per l’azienda», sibila Rossi. «Loro discutono con me ogni scelta. Stiamo cercando di mettere le toppe ai casini fatti molti anni fa». Una quindicina almeno: allora Marano era vicedirettore generale e si occupava proprio di palinsesti”. Era tutto già scritto, era tutto già noto, era solo questione di quando sarebbero scoppiate le ostilità. Ma, attenzione, non è detto che debbano scoppiare: c’è posto per tutti. Dobbiamo ripeterci: il “malloppo” è grosso e ce ne sarebbe per tutti: Rai Cinema, Rai Fiction e Ray Way solo per citare i soldoni veri, ma poi ci sarebbero anche altre direzioni importanti in reti e testate. Pecunia non olet. 

La controprova le vedremo nei prossimi giorni con due appuntamenti: il primo è la convocazione di Rossi In Vigilanza e non è affatto detto che ci vada. Il secondo è al Senato dove potrebbe far capolino la proposta di riforma Rai.

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1 commento:

  1. Ho seguito le olimpiadi per la parte del pattinaggio artistico e poi poco altro, abbastanza noioso...

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