mercoledì 6 ottobre 2021

EDIZIONE STRAORDINARIA: aggiornamento

Foto di Pixaline da Pixabay

Ovviamente, questo Post non ha senso se non si è letto quello precedente. Ovviamente … visto che nessuno ne ha parlato, pensiamo di fare cosa gradita ai nostri lettori proponendo stralci della relazione che ieri il presidente AgCom, Giacomo Lasorella, ha svolto in Commissione di Vigilanza Rai (grazie alla preziosa collaborazione di un nostro autorevole lettore).

Si tratta di un documento breve ma importante perché  “…I temi oggetto di questa audizione sono, rispettivamente, il ruolo e il futuro del servizio pubblico radiotelevisivo e l’attuazione delle recenti direttive in materia di servizi di media audiovisivi e copyright " che, in parte si riferiscono pure alle sei proposte di legge attualmente in discussione in Commissione Lavori Pubblici al Senato.

Scrive Lasorella: “Il funzionamento dei media di servizio pubblico è definito da tre profili e cioè missione, governance e sistema di finanziamento. Un esercizio utile alla riflessione sulla gestione e sul governo del servizio pubblico può pertanto prendere le mosse dai principi in cui il servizio pubblico trova fondamento, specie nella cosiddetta “società dell’informazione” connotata, in questa fase, da un paradigma tecnologico e da un assetto del mercato in grande trasformazione e, per molti aspetti, privi di una compiuta cornice giuridica di riferimento".

I cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nell’ecosistema dei media, e che sono tuttora in corso, sono sotto gli occhi di tutti. L’affermazione di internet come canale distributivo dei contenuti audiovisivi comporta un completo rovesciamento di tutti i paradigmi conosciuti, con conseguenze che vanno dalla possibilità di fruire di nuovi cataloghi on demand, così come di eventi sportivi di grande rilievo, attraverso la rete, accedendo per altro dal salotto di casa grazie alle televisioni connesse”.

Il presidente AgCom pone, correttamente, in relazione tra loro i pilasti sui quali poggia la natura stessa del Servizio Pubblico audiovisivo: anzitutto la missione i progetto, la visione e, ad esso collegati e subordinati i temi del suo modello di Governance, delle forme di finanziamento e degli strumenti tecnologici con i quali esercitare la sua attività.

Prosegue: “Nella società dell'informazione la platea è divenuta più “liquida” e sfuggente: i giovani, come è noto tendono a non guardare più la televisione generalista e usano internet per realizzare e fruire frammenti di televisione; i ceti medi si abbonano alla televisione a pagamento e si diffonde il video on-demand; la radio continua ad essere il medium più penetrante di sempre, ma inizia ad abbandonarel’etere per il web e su tutto domina l'interattività”.

A questo punto Lasorella pone l’interrogativo più importante, sul quale pochissimo ancora si è dibattuto: “…è lecito domandarsi (anche se non sfugge a nessuno che si tratta di una domanda antica, per la quale sono difficili risposte univoche) quale debba essere il senso ed il ruolo del servizio pubblico, che l’ultima convenzione, stipulata tra lo Stato e la Rai, definisce, non a caso, “radiofonico, televisivo e multimediale”. Verrebbe da supporre che questo Blog è da tempo in perfetta sintonia con questo pensiero: come si immagina la Rai per il prossimo futuro e, non a caso, proprio in sede AgCom con la precedente consiliatura è stato avviato il dibattito con l’esperienza di “Visioni2030” della quale il sottoscritto è stato promotore.

Ancora su questo tema: Il servizio pubblico degli anni a venire avrà ragione di essere qualora sarà capace di declinare tali valori costituzionali nell’orizzonte integrato della convergenza post-televisiva, adattando al nuovo contesto gli obiettivi tradizionali ed individuandone di nuovi”.

Poi prosegue su tema di grande attualità: il rapporto tra pubblico che cambia e le risorse economiche: “Un tema fondamentale è l’invecchiamento della platea televisiva, che colpisce particolarmente proprio i broadcaster di servizio pubblico, che riscontra sempre maggiore difficoltà ad affermarsi come punto di riferimento per un’ampia platea di spettatori.

Non si tratta certamente di un fenomeno solo italiano. Nel rapporto svolto da Ofcom nella verifica degli adempimenti della mission di BBC, viene evidenziata la stessa criticità. Come evidenziato da Ofcom, nel caso del servizio pubblico la riduzione dell’audience mette a rischio lo svolgimento completo della missione attribuita, ossia gli scopi pubblici. Ciò senza considerare che la perdita di attenzione per l’offerta di servizio pubblico potrebbe comportare una riduzione del valore allo stesso attribuito anchein relazione all’esborso sostenuto per il canone. E, nel caso di Rai, la perdita di attrattività verso le fasce più dinamiche della popolazione si traduce anche in una perdita di competitività sotto il profilo della pubblicità. Le considerazioni appena fatte valgono ancor più in relazione al passaggio, nel 2023, alla cosiddetta televisione connessa, nella quale (è già in parte così anche adesso) a fianco ai canali figureranno direttamente anche le app”.

Il Presidente Lasorella entra poi nel pieno del dibattito (perlato del tutto assente) nel merito dei problemi che interessano la Rai oggi per domani. Riportiamo ancora una parte del suo intervento: “ … è fondamentale che il servizio pubblico persegua la propria mission rafforzando la distintività e la riconoscibilità della sua offerta editoriale, ed anzi proprio puntando su contenuti che siano in grado di fornire allo spettatore modelli e visioni di alto livello qualitativo ed a forte carattere innovativo… La sensazione percepita è che la RAI tenda a confondersi con gli editori commerciali e dunque a veder scolorire le proprie caratteristiche peculiari di servizio pubblico”.

Quest’ultima affermazione merita un Post a parte, esattamente sulla percezione, sul modello di comunicazione che la Rai propone verso il suo pubblico ed è proprio il tema che stiamo affrontando da alcuni giorni.

Proseguiremo nella pubblicazione di ulteriori stralci dell’intervento del Presidente AgCom. ci rimane una domanda la quale non riusciamo a trovare risposta: perchè nessuno ha scritto una riga su questi temi?

bloggorai@gmail.com

 


 

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