martedì 5 marzo 2019

no! Seppure lo avesse scritto Madre Teresa di Calcutta, seppure contenesse un nuovo genere dedicato tutto alla carità, alla felicità e al benessere umano, questo piano industriale non si può votare . Per uno solo semplice e fondamentale motivo: la totale assoluta mancanza di fiducia. Quanto successo lunedì che il Messaggero, citando una fonte Rai, lo definisce gossip, è di una gravità senza limiti, degno frutto avvelenato di una Legge nata male e applicata peggio. Tutto il resto, e non è meno rilevante, è anche peggio. Il Governo chiama, convoca l'AD e gli chiede conto del piano industriale che questa mattina dovrebbe essere presentato e votato in Cda. All'incontro, a quanto si legge, avrebbe partecipato anche il Presidente Foa. Incredibile! Inaccettabile.

Ieri sera il consigliere Riccardo Laganà ha dichiarato che avrebbe votato no in mancanza di chiare e sostanziali garanzie su trasparenza, risorse economiche e criteri di nomina. Posizione sacrosanta e ampiamente condivisibile. A tal punto che su questo orientamento ha avuto la prova provata, la pistola fumante, della totale assenza di trasparenza a priori. Come altro si può definire quell'incontro? Opaco, oscuro, misterioso? Il governo non poteva e non doveva chiedere nulla in merito al Piano Industriale e i vertici aziendali non potevano e dovevano partecipare. Punto. Basta e avanza per sgombrare ogni dubbio. Nel merito, si sta aprendo il problema del canale in lingua inglese: prova ulteriore di stato confusionale in cui versa il piano: non si può fare. Rai Com ha una missione commerciale e non può godere di soldi provenienti da canone.
Stamattina inizia la battaglia: è verosimile che la maggioranza si compatta e vota sì. Ma non sarebbe fantascientifico immaginare colpi di scena. Il coraggio a qualcuno non manca: quello di fare quello che gli pare: "io sono io e voi non siete un ciufolo".

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