mercoledì 31 dicembre 2025

RAI e Servizio Pubblico 2025: pagine nere e pagina bianca

By Bloggorai ©

Pagina bianca. Chi conosce questo “mestiere” sa bene di cosa parliamo: la sindrome della pagina bianca, ovvero non sapere da che parte iniziare con il timore di scrivere cose già scritte o, peggio ancora, che possano interessare solo pochi intimi, i soliti quattro gatti al bar.  

Sapevamo bene invece da che parte iniziare per raccontare i mesi trascorsi. Avevamo pronte diverse pagine piene ovvero “nere” per raccontare questo 2025 della Rai e del Servizio Pubblico che si appresta a lasciarci. Eravamo pronti a proseguire i racconti ovvero la “narrazione” di un anno horribilis appena trascorso a partire dall’aspetto tecnologico: vedi il post dei giorni scorsi https://bloggorai.blogspot.com/2025/12/rai-2025-un-anno-tecnologico-da.html . Eravamo pronti a proporre una lettura diversa della “nota di Viale Mazzini” dei giorni scorsi sugli ascolti dell’anno (la “nota di Viale Mazzini”: forse a Via Severo non sanno che Viale Mazzini ora è solo un simulacro, una scatola vuota, un segno tangibile, un’icona visibile e concreta della china progressivamente marginale dell’Azienda Rai).

Avevamo pronte pagine di dati sugli ascolti dove si legge che vanno male a prova di Auditel, di AgCom, del Sole 24 Ore e dello Studio Frasi e del roboante giovane Berlusconi (vedi il discorso di fine anno: “Per la terza volta nella storia della televisione italiana, gli ascolti Mediaset sono più alti del competitor che fa servizio pubblico” … con le iniziali minuscole) nonostante le innumerevoli repliche e la carenza totale di idee, di progetti e di proposte editoriali magari “fatte in casa” e non in acquisto. Avevamo pronte pagine sul crescente potere delle case di produzione esterne, sugli agenti artistici, sulle trasmissioni “flip e flop”, sui compensi delle varie Maggioni che un giorno sono dipendenti e il giorno dopo sono “consulenti” con lauti contratti. Avevamo pronto un aggiornamento, una specie di verifica del famigerato documento “Linee Guida Palinsesti 2025-2027 - Integrazioni editoriali” dello scorso febbraio dove si certificava, nero su bianco, la fine del modello per “generi” ovvero il primo vulnus strutturale da sanare mentre il secondo è quello della forte crisi identitaria dei canali. Sempre sull’offerta editoriale avevamo pronte pagine sullo streaming che cresce e i “giovani” che emigrano verso altre piattaforme, altri prodotti, altra Tv mentre la Rai annaspa con le repliche di Montalbano e di Don Matteo. Avevamo pronto un aggiornamento sui “delitti in Tv, l’orrore fa audience” come ha titolato il Corriere nei giorni scorsi.  

Avevamo pronte pagine sui diversi piani: industriale fantasmico, immobiliare sballato e informativo inesistente. Piani inesistenti o bene che vada fragili come piume al vento, visioni inesistenti, fantasie e deliri onirici sui KPI e la Digital Media Company.  Avevamo pronte pagine sulla inverosimile e scandalosa vicenda istituzionale con un presidente facentefunzioni/anziano/provvisorio/a sua insaputa  che però è stato nominato presidente di Confindustria RadioTv  senza che nessuno ponesse obiezioni di legittimità mentre la presidente designata dal Governo aspetta e spera in una Vigilanza che i partiti di maggioranza impediscono di riunirsi e però, nel frattempo, la Agnes viene nominata nel Board dell’EBU senza che nessuno ponesse obiezioni di legittimità (il posto è riservato ad un esponete con incarico istituzionale formalizzato).

Avevamo pronta una pagina di aggiornamento sulla riforma della governance Rai, quella che sarebbe dovuta avvenire prima delle nomine: campa cavallo (sic!) e se tutto va bene se ne parla nei prossimi mesi per il riavvio del dibattito in Commissione VIII del Senato. Con buona pace dei “teorici” liberi pensatori, professori senza concorso ed “esperti europei” in libera uscita ispiratori del nuovo ordine fondato prima sul Contratto Obiettivi e Mezzi (COM) poi sul Contratto Attività e Risorse (CAR): idee poche ma confuse. Tranquilli, sereni: non se ne farà nulla.

Avevamo pronta una pagina sui consiglieri Rai di “opposizione” (lasciamo perdere quelli di fonte governativa). Sono abilissimi a porre domande ma in grandi difficoltà a trovare risposte: ne hanno chiesto le dimissioni, prima l’Usigrai e poi il M5S dopo la vicenda Ranucci mentre dal PD trapela “un filo di irritazione”. Hic manebimus optime: chi li schioda più … il 2027 è dietro l’angolo.

Avevamo pronta una pagina sulle risorse economiche: scarse, incerte nonostante l’EMFA, usate male nonostante le raccomandazioni della Corte dei Conti, tagliate dal Governo con Legge di Bilancio e non incassate dalla ormai leggendaria vendita/fusione di Rai Way dopo dieci anni dalla sua quotazione in Borsa.

Avevamo pronta, infine, una pagina sulla “rapina” avvenuta anzitutto ai danni dei dipendenti Rai e poi a tutta la comunità di coloro che seguono le vicende Rai e Servizio pubblico: con la chiusura della Rassegna Stampa e il blocco alla circolarità delle notizie è stata messa la mordacchia, silenziato tutto. Non ci resta che Dagospia, qualche “social” e messaggini di WatsApp. Non ci resta che piangere!

Ci terremo in archivio queste pagine nere del 2025, non le pubblicheremo. Forse, non serviranno più a nulla.

Già, il 2027 è dietro l’angolo. Avevamo pronte pagine su quanto sta per avvenire per quell’anno: scade la Convenzione, scade il Contratto di Servizio e scade il Cda. Scade tutto e nessuno ha in mente cosa mai potrà succedere dopo.

Ecco allora che ci troviamo ora davanti alle pagine vuote del prossimo anno. Di cosa scriveremo? Su cosa altro potremo riflettere oltre a quanto già fatto tante volte? Come diceva il mio direttore quanto, ormai oltre 45 anni addietro: “Se non sai cosa scrivere entro le prime dieci righe, vuol dire che non hai niente da dire. La notizia è tutta in quel piccolo spazio”. Quante volte è successo che dopo le prime inutili e vaghe battute sui tasti e capito che non sarebbe uscito niente di decente, il foglio bianco è stato poi accartocciato e gettato con tiro da pallacanestro nel cestino: non sempre facevo centro.

Come si dice a Roma: care lettrici e cari lettori, Buona fine e Buon Principio.

bloggorai@gmail.com

Ps. Questa fine d'anno lo passeremo nel seminterrato del Pronto Soccorso di un Ospedale al centro di Roma, la capitale del Paese, dove purtroppo siamo “accampati” da tre giorni. Per capire e vedere cosa significa concretamente “tagli alla sanità” operati da questo Governo occorre essere fisicamente laddove si manifestano gli effetti concreti: al reparto Radiologia sono sotto organico di 5 medici non rimpiazzati e quindi non si possono fare radiografie se non quelle di per gravissime e urgenti circostanze. In queste ore, in questi giorni, non ci sono medici, non ci sono infermieri, non ci sono posti letto, non ci sono barelle, non ci sono sale operatorie sufficienti. Una signora di oltre 80 anni con frattura al braccio è stata quasi 10 ore prima di essere visitata da un medico. Auguri !!!!


 

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