mercoledì 27 febbraio 2019

Trombe e tamburi

Non è necessario essere il Mago Othelma per immaginare cosa potrebbe succedere nei prossimi giorni a Viale Mazzini. Primo scenario: l'armata Lega si oppone al piano dell'armata M5S (tanto vale ragionare in questi termini) e il consigliere Laganà al fine si salvare il salvabile di un'Azienda sull'orlo del collasso si schiera con i secondi e l'AD, tutto contento, porta a casa il bottino di guerra. Secondo scenario: tutti insieme appassionatamente concordano che il Piano industriale che si apprestano a presentare sarà la panacea di tutti mali possibili, tutti votano a favore e via pedalare per mari, boschi e paludi. Magari il PD voterà contro, tanto per ricordare a qualcuno che ci potrebbe o ci dovrebbe essere una voce critica (non ho scritto opposizione). Seppure andasse in questo modo, alla memoria non resterà nulla. Terzo scenario: la Lega resiste, attacca e vince grazie al voto decisivo del consigliere eletto dal popolo Rai. Il piano non passa e allora cosa potrebbe succedere? l'Apocalisse? L'Azienda si potrebbe paralizzare? Vespa e Fazio non andrebbero più in onda o la Prova del cuoco sospesa? Non ci sono precedenti in tal senso e la legge non prevede sanzioni per il mancato adempimento. Certo, si tratta di uno scenario alquanto improbabile e complicato, peraltro sostenuto da un Presidente la cui nomina è stata pure alquanto "problematica" ... però in amore come in politica tutto è possibile.

Prendiamo la palla di vetro e scrutiamo: nulla di tutto questo, la sfera vede tanta nebbia, fumo e confusione, tanta quanta se ne vede intorno ai palazzi del Governo, il solo luogo dove si decidono le sorti di Viale Mazzini, malgrado la buona o la cattiva volontà di tutti i consiglieri messi insieme.

I fatti della giornata: Riccardo Laganà questa mattina ha scritto su FB " non riesco ad immaginare un motivo concretamente valido per tenere segreto un Piano Industriale. Siamo azienda che vive di soldi pubblici, abbiamo obblighi specifici nei confronti di chi paga il canone e siccome nel contratto di servizio non c'è scritto da nessuna parte che il piano debba essere segretato fino alla presentazione agli organismi competenti non si capisce perché non lo si rende pubblico?" e aggiunge "Per i 13.000 dipendenti non ho voce, non sanno cosa sto facendo, qualcuno dice che è irrituale comunicare con i dipendenti. Io credo sia irrituale continuare a rimanere in silenzio." Era ora !!! Lo abbiamo scritto e sostenuto da tempo. quale è la differenza tra lui e gli altri consiglieri? una fonte di legittimità diversa: essere stato eletto dai dipendenti, essere indipendente dai partiti e, sopratutto, dal Governo. Non è cosa da poco, è il suo grande patrimonio costituito anche da quanto ha sostenuto nella sua campagna elettorale a proposito di trasparenza.

Veniamo al secondo fatto che si incrocia con quanto sopra: articolo su Repubblica firmato da Giovanna Vitale (da quando è arrivato Verdelli in quella redazione ne sanno una più del diavolo) dove si sostiene che il PI si regge su due pilastri: la ristrutturazione per generi e la newsroom unica. Sul primo pilastro c'è molto da dire e obiettare, a partire dalla proliferazione dei centri decisionali e conseguente aumento dei direttori. Che senso ha avere una rete generalista così concepita e strutturata se poi non decide più nulla e il relativo direttore diviene solo una figura che infila il "gettone" della messa in onda senza alcuna voce in capitolo? Comunque, l'argomento è aperto, il dibattito potrebbe avere inizio (nessuno ne ha parlato nel merito!!!) e poniamo pure che potrebbe essere una buona idea ma non è la sola. Sul secondo pilastro, tutti sanno quanto sia necessario affrontare il problema dell'informazione Rai (lo stesso contratto di servizio lo prevede) ma tutti sanno anche che questo non potrà, non dovrà essere solo il frutto di una proposta, un progetto, del quale formalmente nessuno sa nulla ... NULLA ... anzi, si cerca furbescamente di farlo rientrare all'interno del Piano industriale. 

Infine, ancora ci scrive un attentissimo lettore: "Ma ogni giorno nulla accade . Delle cose reali da fare, riavviare la macchina, sburocratizzare, alleggerire, mettere tutti in grado di dare un contributo fattivo, progetti, investimenti (strategia e' proprio una parola troppo grossa) : nulla. Si cerca , si sfoglia, si anela : il nulla. Su quelle poche cose che fanno al settimo, trasparenza zero. Apertura zero. Ascolto zero" e ancora "Ho perso quindi praticamente tutte le speranze, anche alcune che potevano interessarmi da vicino, e pensavo che fosse il tempo di stabilire una linea piu' battagliera verso una gestione (mi riferisco all'AD) che gia' appare totalmente fallimentare. Comunque evanescente, opaca, chiusa, lenta,non comunicante,non innovativa, banale, mediocre, non coraggiosa." Grazie ancora. Senza retorica: occorre solo, semplicemente un pò di coraggio. Hic sunt leones.

Da tenere sotto osservazione la questione Rai Way, la questione canale in lingua inglese e istituzionale e le proposte per le minoranze linguistiche ... per non dire del ricorso contro lo scippo del canone.


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