martedì 26 febbraio 2019

La vita su Marte

E' passata pressoché inosservata la ricerca di IT media Consulting di Augusto Preta sul futuro prossimo venturo della Tv generalista. Pessimo!!! non ci sarà trippa per gatti. Secondo quanto riportato, mentre il mercato nazionale della televisione in Italia cresce mediamente al 3,4% e nel giro di un anno aumenta il valore di oltre 500 mln di euro, per Rai le previsioni sono decisamente preoccupanti: dalla quota del 28% del 2018 per il 2020 si scenderà sotto il 26%. Per consolare il SP si osserva pure che anche gli altri operatori non se la passeranno meglio. Si tratta di un processo rapido, devastante, che interesserà i contenuti e i telespettatori: nuovi prodotti, offerte più articolare, per un pubblico sempre più sofisticato, attento a come e dove spende i suoi denari. Intendiamoci, nulla di nuovo: che lo streaming, la tv on line, avesse innestato una marcia in più rispetto alle tv generaliste free non è cosa nuova e non da ieri. Il tema è la mancanza assoluta di una strategia idonea a fronteggiare, a tenere testa a questo fenomeno. Nessuno, ragionevolmente, ha idea di come, con quali risorse anzitutto perchè ne occorrono molte, e con quali idee sia possibile immaginare un futuro del Servizio Pubblico in tale contesto.

Questo è quanto sappiamo: nella bozza in lavorazione sul nuovo Piano Industriale si legge che Rai dovrebbe evolvere da "Broadcaster "generalista" prevalentemente televisivo" a "Media company multi-piattaforma" da realizzare con altre modalità dove 
• Ragiona per "personas", media-journey e tempo di ingaggio dell'audience
• Contenuti pensati per piattaforme digitali
• Organizzazione e cultura focalizzati su contenuti ed esigenze degli utenti
• Competenze digital e social diffuse in tutta l'organizzazione ed i processi
• One-company: governance basata su definizione di obiettivi comuni e condivisi
• Produzione: partner strategico dell'editore
• Tecnologie: full-IP

Ieri abbiamo dato notizia di una ricerca SWG commissionata da Rai Canone dove abbiamo riportato considerazioni che gli intervistati hanno rilasciato sul canone. Per la maggioranza degli intervistati la proposta di abolizione dell'imposta è ritenuta molto realizzabile e giusta. Un nostro attento lettore ci ha fatto osservare, a proposito di una ventilata ipotesi di ricondurre il canone nella fiscalità generale che "Fiscalità generale significa compressione dell'autonomia (se ne fosse rimasta) e riduzione certa di risorse". Esattamente quanto sta per succedere: si riducono le risorse a fronte di costi e impegni di spesa rilevanti. Lo abbiamo scritto a proposito del Contratto di servizio e ancor più questo rilievo è valido per questo Piano Industriale. Una manovra a tenaglia è in corso: si riduce l'autonomia (Legge 2015) si concentrano le aree decisionali interne all'Azienda (piano news) e si riducono le entrate (sottrazione canone con Legge di stabilità). C'è vita su Marte?

bloggorai@gmail.com



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