Sempre più spesso giungono a Bloggorai messaggi del genere “Ma
chi te lo fa fare?” oppure “Ma sei proprio sicuro che il tema Rai e Servizio
Pubblico interessa ancora a qualcuno” oppure, infine “Io guardo solo il Tg de
La7”.
Alla prima domanda è facile rispondere: ci sostiene una
forse malsana passione per tutto ciò che è bene pubblico, un legame forte, sentimentale,
per un’Azienda che ha un ruolo importante nella vita sociale e culturale del Paese
e, infine, un legame forte con le lettrici e i lettori che da oltre otto anni ci
seguono costantemente e sono tanti, e crescono continuamente.
Alle altre domande, francamente, non sappiamo bene cosa rispondere. Forse è vero, il tema Rai e Servizio Pubblico non è al primo posto dell’agenda politica nazionale come lo è sempre meno tra i telespettatori che, infatti, calano progressivamente e ineluttabilmente.
Il suo pubblico è adulto e anziano e a nulla
valgono i goffi tentativi di rincorrere i “giovani” che ormai sono emigrati
verso altri mondi. Come possono interessare i temi, le beghe e le tristi
vicende di questa Rai, di questo Cda tutto intero. L’AD Rossi ha proposto di
sospendere le repliche di Report per “tutelare il Brand” aziendale ma non gli è
mai venuto in mente di sospendere le innumerevoli repliche di Montalbano, Don Matteo,
Sissi e Piedone lo sbirro. Ma quando mai ha tutelato prima il "brand" Rai? Lo ha fatto con “Newsroom”
della Maggioni che non solo si è appropriata del “brand” ma è riuscita pure a
scorporare il “brand” dalla necessità editoriale aziendale di dotarsi di una “newsroom”
forte, autorevole ed efficiente? Lo ha fatto quando si è trattato di difendere
il “brand” aziendale del Servizio Pubblico che non dovrebbe sostenere in alcun
modo la ludopatia come invece è diffusa a piene mani ogni sera su RaiUno con il
gioco dei Pacchi? Lo ha fatto quando ha condiviso la scelta editoriale di
spacciare a piene mani la sostanza nociva della cronaca nera in tutte le salse,
ad ogni ora del giorno con Garlasco &C? Del resto, è lo stesso Rossi che ha dichiarato
lillo lillo, che “pazienza” se molti telespettatori si spostano verso La 7. Altri
consiglieri, altra opposizione, non avrebbero perso un attimo: con una dichiarazione
del genere tutto occorre mettere tutto in mano agli avvocati per ricorrere al TAR,
alla Corte dei Conti, a Bruxelles, alla Guardia di Finanza e financo alla Santa
Inquisizione per valutare gli estremi del danno erariale.
E non parliamo, infine, della vicenda Lavitola /Ranucci. Da quanto
tempo era che il “brand” Report era sotto tiro di questo Governo e di questo Cda?
All’indomani dell’attentato a Ranucci è stato chiesto a gran voce il ripristino
delle 4 puntate tagliate ben prima della bomba, come pure la revisione del budget
e come pure lo spostamento alla domenica per fare posto prima alla Maggioni (con
la metà del risultato) e poi a Monteleone (con la stessa metà del risultato di ascolti).
I “consiglieri del giorno dopo” hanno chiesto chiarimenti all’AD e sono rimasti
in attesa: “faranno sapere”.
No, Rossi e questo Cda, tutto intero, non hanno in mente la “difesa
del brand” ma solo sopravvivere a se stessi, tutti insieme, fino alla naturale
scadenza del loro mandato. Del resto, hanno buon gioco, la politica sembra aver
abdicato: dopo le formali dimissioni della Vigilanza siamo al punto di partenza
ovvero fermi eravamo e fermi restiamo. Non parliamo della riforma: ferma era e
ferma rimane e, semmai potesse fare un passo avanti, questo avverrà solo perché
la maggioranza potrebbe avere grande interesse a modellare subito il prossimo Cda
che rimarrebbe in carica 5 anni. Scusate se è poco.
Chiudiamo: anche Bloggorai è “emigrato” dalla Rai e guarda solo
il Tg de La 7 e cominceremo ad occuparci sempre più di altri temi, altre storie,
altre vicende.
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