“Amici, Romani, compatrioti, prestatemi orecchio! Vengo per demolire
Ranucci, non per lodarlo. Il male che gli uomini fanno vive dopo di loro;
Il nobile Triunviro della RAI vi ha detto che Ranucci era
ambizioso (opaco e interferito, come ha scritto il Corriere): se così fosse, sarebbe una colpa grave, e Ranucci ne ha risposto
gravemente.
Qui, con il permesso del Governo e degli altri - perché il Governo
è un uomo d'onore; così sono tutti, tutti uomini d'onore - vengo a parlare alla
demolizione di Ranucci. Era mio amico, fedele e giusto con me: ma il Governo
dice che era ambizioso; e il Governo è un uomo d'onore. …
Ma eccomi qui per dire ciò che so. Voi tutti lo amavate una
volta, non senza ragione: Quale ragione vi trattiene allora dal piangere per
lui? O giudizio! Tu sei fuggito tra le bestie brutali, E gli uomini hanno perso
la ragione. Abbi pazienza con me”.
Riassumiamo e sintetizziamo:
16 ottobre: bomba esplode sotto casa di Ranucci
Iniziano le indagini, tutt’ora in corso
Si riunisce il Comitato Etico: Ranucci viene “espulso” da
Report
Si avvia la “trattativa” e si “apre un canale di comunicazione”
La redazione di Report esulta: la trasmissione è salva.
La concatenazione dei fatti, per quanto noti e per come li
abbiamo seguiti attentamente in queste lunghe settimane, non lascia adito a
dubbi o consente personali interpretazioni. La Rai, a suo insindacabile e
segreto giudizio, ha “espulso” Ranucci senza alcuna motivazione: “Io lo posso fare,
io non devo rendere conto a nessuno se non al Governo che mi ha insediato e il Governo
vuole così ovvero Ranucci fuori dalle scatole e Report ricondotto a più miti
consigli”. Punto. Per il resto, si vedrà presto in Tribunale dove Ranucci ha
presentato un ricorso ex Art. 700 CPC. Non sia mai detto che un Giudice possa
accoglierlo. Ne vedremo delle belle.
Se non che, si avvia una “trattativa” tra la Rai e la Redazione di Report che aveva minacciato fuoco e fiamme dopo la nomina di Presutti e Piervincenzi al posto di Ranucci. La battaglia, la trattativa era anzitutto sui nomi: tolta di mezzo la Presutti (brava!) arriva la Di Pasquale (più brava!) e la redazione brinda al successo: Report è salvo e lotterà insieme a noi!
Dicono, pare, sembra che a Palazzo Chigi, nel giorno del compleanno di
Governo della Meloni, abbiano tirato un sospiro di sollievo; dicono, pare, sembra
che Rossi & C hanno festeggiato con il Prosecco e le noccioline; dicono,
pare sembra che da oggi Corsini verrà chiamato “il mediatore” e, a sinistra, qualcuno
ha scritto che “… La Rai è stata
costretta a fare un passo indietro … La fisionomia del programma, almeno per
ora, ha maggiori possibilità di sopravvivere. La lotta ha prodotto un risultato
concreto. Sta qui la lezione politica di questa vicenda… A volte, per restare
liberi, bisogna restare. E lottare”. Ovvero “Avanti popolo … alla riscossa …”
abbiamo vinto noi: la Rai con un occhio nero (uno solo) ma nero nero!!!
Bloggorai non è affatto convinto di tale entusiasmo e le immagini dei festeggiamenti della redazione lo hanno lasciato alquanto imbarazzato e perplesso.
A se il Triumvirato Rai si ritiene soddisfatto banalmente è perché
ha ottenuto almeno buona parte di quanto voleva: salvare capra e cavoli, ovvero
fuori Ranucci ed evitare problemi con la messa in onda di Report il prossimo 8
novembre. B ha ottenuto una conduzione “collegiale” ovvero con Piervincenzi
affiancato alla Di Pasquale C la Rai ha usato un’arma subdole
micidiale: il ricatto ovvero “se volete continuare la protesta vi sostituiamo tutti
in un attimo” D Report era sotto tiro di questa Rai da
tempo, tagli al budget e alle puntate e non abbiamo memoria di “lotta dura
senza paura”. E il fatto che la Rai ha agito dì imperio, ovvero sotto
dettatura del Comitato Etico, ovvero sotto le indicazioni di membri del
Governo, ovvero sotto la direzione dell’AD Rossi è passato del tutto in secondo
piano.
Da questo punto di vista la presunta “lezione politica”
di questa vicenda è stata ed è una catastrofe dagli esiti del tutto incerti.
Ora, si torna alla “normalità” ovvero alla prosecuzione del progetto
politico dell’AD sullo smantellamento di RaiTre, agli ascolti che calano progressivamente,
alla nomina del Presidente del Cda ancora in altissimo mare e alla riforma Rai che
semmai potesse prendere forma non potrà essere che a colpi di maggioranza: la Meloni
vorrebbe andare alle urne a maggio e non c’è tempo da perdere. Rossi deve
essere premiato. O con la riconferma per i prossimi 4 anni o con un posto in Parlamento.
Cosa c’è da festeggiare?
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