Oggi Bloggorai vendemmia !!!
La Rai prossima ventura - ultime notizie
sabato 5 settembre 2026
venerdì 4 settembre 2026
Governo, RAI, Report: e vissero tutti felici e contenti
Sono le “persone” che fanno le “cose” e giammai avviene il contrario.
Parafrasando: sono le persone che fanno le trasmissioni e giammai avviene il contrario
(con qualche rara e possibile eccezione). Poniamo un punto interrogativo, non
si sa mai. A Bloggorai corrono tanti dubbi e perplessità. Avessimo sbagliato tutto?
Ricapitoliamo. Ieri si è conclusa con un “happy end” ovvero con
un “vissero insieme felici e contenti” ovvero “volemose bene” ovvero ancora “tutti
abbiamo famiglia” la tormentata vicenda della Rai contro Ranucci che, non dimentichiamolo
mai, era in corso e nel “mirino” di questo Cda Rai e del suo Triumvirato
Rossi& C ben prima della bomba. La “vicenda” non nasce il 16 ottobre scorso ma
molti mesi addietro nell’insofferenza politica del Governo contro Ranucci (tagli
di budget, spostamento della messa in onda, riduzione delle puntate etc). Su
questi temi, tutto questo spirito battagliero dentro e fuori della redazione lo
si è visto ben poco. Nello stesso Cda la questione è rimasta sempre sospesa a “faremo
sapere” da parte di Rossi&C.
Riavvolgiamo il nastro degli ultimi giorni. Il famigerato Comitato
Etico propone all’AD Rossi il suo resoconto di indagine (come, dove, su cosa?).
Si riunisce il Triumvirato e, a suo insindacabile e segreto giudizio, emette il
verdetto: fuori Ranucci dalle palle e dentro la Presutti e Piervincenzi. Apriti
cielo: minacce di apocalisse prossima ventura: la redazione minaccia la
diserzione di massa, sciopero e rischio di far salare la partenza di Report il prossimo
8 novembre. Rossi&C stanno con il piedino sulla buccia di banana: sanno che
rischiano grosso e minacciano la redazione di Report: vi sostituiamo tutti, non
abbiamo bisogno di voi! La trattativa è dura, sottile, perversa e violenta
quanto efficace: si apre “un canale di comunicazione” tra Corsini (plenipotenziario
di Rossi & C) e la redazione. Il nodo centrale sembra essere la “brava”
Presutti. Togliamo di mezzo lei, mettiamo Claudia Di Pasquale, una altrettanto brava
(storica, vincitrice di premi e dalle domande urticanti) e il gioco è fatto: la
redazione di Report esulta come se avessero vinto al Gratta e Vinci. Ranucci non
viene mai citato. Scene di giubilo a Via Teulada. Corsini corre a
telefonare a Rossi: missione compiuta, pericolo scampato e Report è salvo. Sembra
che pure Sigfrido abbia dato il suo consenso: “Felicissimo, l’avrei proposta io
stesso”. Anche da Palazzo Chigi tirano un sospiro di sollievo proprio oggi che
la Meloni festeggia il suo storico traguardo al Governo. Sentitamente ringrazia
Rossi & C.: ‘sta storia di Ranucci, Report etc stava rompendo le scatole. Basta.
Allora: tutto a posto? Non ne siamo per nulla certi e, anzi,
qualche problemino si pone. In primo luogo rimane un fatto indiscutibile: la
“rimozione” forzata di Ranucci senza uno straccio di motivazione, di prova a
suo carico o di argomentazione editoriale che dir si voglia. Sul tema zero assoluto,
nessuno fiata. L’azienda può farlo? Certo che si ma non sempre e non comunque,
specie se si tratta di una sostanziosa induzione proveniente dal Governo. Questo
elemento oggi, con la “narrazione” proposta della “pace sociale” tra Rai e
redazione di Report passa in secondo piano. Se la vedranno gli avvocati e i giudici.
Il piano “politico” di tutta la vicenda viene presto dimenticato e i primi a
mostrare la “memoria corta” sembrano proprio i soggetti che hanno condotto la
trattativa. Ora il “main stream” sembra essere: abbiamo salvato Report, il giornalismo
d’inchiesta e RaiTre. Missione compiuta. Sarà così?
Ovviamente non abbiamo la palla di vetro per immaginare cosa
potrà avvenire nel prossimo futuro, dopo l’8 novembre, ma qualche interrogativo
si può porre. È Ranucci che ha fatto Report o è Report che ha fatto Ranucci?
Il “metodo Report” si applica a chiunque lo conduce oppure si modifica a
seconda delle necessità, opportunità e convenienze politiche? La scelta e l’impaginazione
dei suoi servizi, degli argomenti e delle indagini proposte, non è e non può
essere materia neutra: si può indagare sull’origine misteriosa delle noccioline
del Burundi oppure sulla Santanchè o sul figlio di La Russa. Se riavvolgiamo il nastro della trasmissione:
come possiamo valutare le differenze tra le due conduzioni Gabanelli e Ranucci
nel diverso e sostanziale contesto storico e politico in cui si sono svolte?
Proseguiamo con gli interrogativi. Come abbiamo scritto e ribadiamo,
siamo alla viglia dell’apertura della campagna elettorale del 2027 e
riteniamo che questo sia il solo punto focale per leggere correttamente le
vicende attuali. Se è vero che Report è considerata la sola trasmissione di
punta del giornalismo d’inchiesta del Servizio Pubblico, ne consegue che appare
impensabile o difficilmente tollerabile da questa destra che il “nuovo” Report possa
prospettarsi come una meteora impazzita che vaga a suo piacimento nel firmamento
della scena politica prossima ventura. Lo vedremo … strada facendo.
Piccola nota a margine sul “caso mediatico” del Corriere
della Sera. A Bloggorai piace andare in edicola, dal fido Maurizio, e comprare
i giornali cartacei. Ieri il Corriere si è presentato al modico prezzo di 2,70
euro solo perché conteneva in allegato una copia di una vecchia edizione del
2024, senza motivazione e senza un perché. Abbiamo cercato di saperlo ma non ci
siamo riusciti. Però siamo andati a vedere qualcosa: il Corriere, secondo dati ADS
(Accertamenti Diffusione Stampa) nell’anno 2024 le vendite medie giornaliere in
edicola si attestavano a circa 122.000 – 125.000 copie. Oggi invece le vendite
medie giornaliere in edicola si sono attestate attorno a 95.900 – 96.000 copie.
Se continua di questo passo, nel giro di qualche anno il Corriere si dovrà
comprare in gioielleria o da un antiquario. Torneremo sul “caso mediatico”
e della sua “narrazione” sulla vicenda Lavitola- Ranucci.
bloggorai@gmai.com
giovedì 3 settembre 2026
La "faccenda RAI" vista dal buco della serratura
Tempi moderni. Prima di andare avanti dobbiamo doverosamente riprendere la notizia nascosta del giorno, ovvero la cifra tragicomica della “vicenda Rai” cioè un virgolettato di Dagospia di ieri alle 20.05: “Episodio pittoresco nel mezzo della riunione (tra Corsini Rai e la redazione di Report): un giornalista di una prestigiosa testata della Rai sarebbe stato beccato a origliare da un bagno vicino alla sala della riunione, e sarebbe stato cacciato via”. Proviamo ad immaginare la scena: da pagare il biglietto.
Siamo alle comiche
iniziali secondo una nobile tradizione: si può sempre ricordare lo storico ex
direttore del Tg1, ex parlamentare del Popolo della Libertà, oggi spesso in Tv
come opinionista che ha fatto la cifra giornalistica dell’ascolto dal bagno delle
signore nella sede dell’ex PSI (vedi articolo de La Stampa del 21 maggio 2019
con il titolo “Un cronista da marciapiede” https://www.lastampa.it/politica/2009/05/21/news/il-cronista-da-marciapiede-1.37065865/
).
Sprovveduti allo sbaraglio. Come altro definire certi personaggi
che si credono improvvisamente di essere il Marchese del Grillo salvo poi doversi
rivedere nelle vesti più sobrie e modeste di un umile e servizievole scudiero?
Non era difficile prevedere il possibile scenario che si sta ora disponendo sul
“caso Lavitola”. Come abbiamo scritto ieri Rossi & C non possono vincere
e non vogliono perdere. Tra le ipotesi possibili che abbiamo accennato
ieri, la seconda è quella che sta prendendo forma: trattare per intanto
con la redazione e poi con Ranucci e ora l’ordine è “tenere aperto un canale di
comunicazione” ovvero ovvero cedere e trovare un modo per uscire dal
loro stesso pantano senza rompersi l’osso del collo con una figura di tolla e possibilmente prima,
semmai fosse, che un Giudice del Lavoro possa applicare il temuto Art. 700 CPC.
e disporre il reintegro immediato di Ranucci alla conduzione Report.
Il “triumvirato” Rossi-Ventura-Spadafora non hanno alternative:
sanno di non poter mettere a rischio la sopravvivenza di Report con i suoi ascolti
ineguagliabili. Erano con le spalle al muro prima e lo sono ancora di più
oggi, peraltro pure con i “soffietti” che gli arrivano da Palazzo Chigi dove, sembra,
non vedono con gran piacere tutta ‘sta caciara intorno alla Rai.
Lo abbiamo scritto più volte: hanno commesso un errore
strategico fondamentale: affidarsi al famigerato quanto farlocco Comitato Etico,
sperando che gli fornisse un appiglio “tecnico” per togliersi Ranucci fuori dalle
scatole. Nonostante che nelle settimane scorse, un giorno si e l’altro pure,
comparissero “voci” e “fonti” interne che facevano sapere i capi di accusa
contro Ranucci, alla fine si sono resi conto di non avere nulla in mano contro Ranucci e hanno
provato il bluff sperando nella segretezza della relazione del Comitato: intanto
facciamolo fuori e mettiamoci due nomi a nostro esclusivo gradimento e
poi si vedrà.
Se non che, come sanno bene tutti coloro che almeno per
amicizia, si sono avvicinati ad un tavolo di Poker, il bluff non si improvvisa
e non si fa giammai quando sei sotto botta. Se lo fai per disperazione gli altri
giocatori lo “sentono” e non ti concedono scampo: vedono il tuo bluff e tu che
non hai niente in mano rimani come Don Falcuccio. E così, quando hanno calato le
carte dei due nuovi conduttori hanno scoperto che erano carte bucate, che non era
sufficiente sostenere che i due hanno vinto qualche concorso per giornalisti
per condurre Report. Ed ora la Presutti si è ritirata. E ora si sono dati 12/24
ore di tempo per “valutare”.
Bloggorai@gmail.com
mercoledì 2 settembre 2026
La lunga, buia e tempestosa notte della RAI
A che punto è la notte della Rai e del Servizio Pubblico? Profondo
nero, buio, nebbia, silenzio e l’autunno è alle porte. È una lunga notte iniziata da mesi, da anni ormai: dal quel fatidico 25 settembre 2024 quando, grazie
ad una scelta scellerata di AVS e M5S, venne dato il via libera a questo Cda di
Rossi&C in cambio di una “calendarizzazione” di una riforma che nessuno ha
ancora mai visto e con seri dubbi che la si possa vedere in tempi ragionevolmente
brevi. Attenzione, se mai ci sarà una riforma, sarà una riforma targata Meloni
&C. Da quel giorno, da quel pomeriggio,
la luce si è spenta ed è scesa la notte “nera” sulla Rai.
Da allora nulla è stato più prima: questi due anni, questo Cda
tutto intero, passerà alla Storia per gli ascolti in progressivo disfacimento,
piani industriali ammuffiti, piano immobiliare farlocco, piano editoriale sull’informazione
inesistente, due presidenti in carica (Agnes e Marano), conti traballanti e i
vincoli dell’EMFA ignorati. Gli mancano solo le cavallette e la peste
bubbonica.
Come abbiamo scritto e ribadiamo: non sono stati nemmeno capaci di chiudere l’accordo per Rai Way e ora chiudono in bellezza con lo sporco affare di Report. Hanno preso a modello lo schema Trump: hanno iniziato una guerra e non sanno più come uscirne. Rossi & C potevano fare tante cose ma hanno fatto la peggiore, la più autolesionista. A meno che fosse una strategia ben ponderata poiché il risultato finale sarà comunque a loro vantaggio: picconata ulteriormente Rai Tre, pressoché demolito Report e Ranucci fuori dalle palle!
Missione compiuta
e ora Rossi può passare all’incasso con una sua ricandidatura al nuovo Cda per
i prossimi 4 anni o con una candidatura parlamentare nel 2027. La Meloni è
riconoscente con i suoi amici. Nota accessoria: il 30 settembre si dovrebbe togliere
dimezzo un suo “fastidioso” vicino: l’attuale DG Roberto Sergio che dovrebbe andare
in pensione dalla Rai ma non da Tele San Marino dove pure la Rai lo ha insediato.
E ora che potrà succedere sul “caso” Report? Ci sono diverse
possibilità.
A: la Rai tiene duro e va avanti sulla sua strada
B: La Rai cede e rivede le sue posizioni e accetta la
trattativa.
C: La Rai congela tutto, attende gli sviluppi e poi si vedrà.
Ipotesi A: verosimile che non abbiano la voglia, la forza e
il coraggio di ammettere la stratosferica minchiata fatta con l’estromissione di
Ranucci senza uno straccio di motivazione o di accusa a suo carico (il Corriere
ha riportato “opacità e interferenze” … sic!!!). Due mesi di farloccagini del cosiddetto
Comitato Etico hanno prodotto due fiocchetti di neve. Verosimile che possano andare
in pellegrinaggio a qualche noto santuario per pregare che non ci siano in giro
nei Tribunali del lavoro romani “giudici compiacenti” o “zecche commmuniste”
che possano dare ragione a Ranucci e farlo reintegrare con provvedimento d’urgenza
ex Art. 700 CPC. Semmai fosse, intanto il conduttore ritorna al suo posto e poi
la causa civile potrebbe svilupparsi in altra sede giudiziaria con altri tempi.
Dicono, pare, sembra che il “triumvirato” Rossi-Ventura-Spadafora abbiano abbassato
un po’ le penne.
Ipotesi B: da non escludere a priori, anche se molto improbabile
che siano tanto astuti e acuti da capire l’aria che tira e intuire che saggezza
e prudenza dovrebbero indurre a più miti consigli. La trattativa implica, giocoforza,
che le due parti cedano qualcosa: cosa potrebbe cedere la Rai? La scelta dei due
conduttori ha aggiunto la ciliegina sulla torta: una pezza peggio del buco. Però,
dovranno valutare attentamente: perdere la redazione di Report o esporsi ancora
a lungo al fuoco incrociato di tutta l’opposizione richiede spalle larghe e
loro non sembrano averne gran che. Certo, non sarà facile dover ammettere “Scusate,
ci siamo sbagliati. Rivediamoci e vogliamoci bene per la salute della Rai”.
Ipotesi C: in genere è la scelta più saggia ma solo in genere.
Succede speso invece che le scelte avvengano sotto spinte emotive e irrazionali.
Succede pure che poi ci si possa ravvedere. Rossi & C sanno di non aver
vinto del tutto e sanno di non poter perdere. Anche da Palazzo Chigi arrivano timidi
segnalini di “prudenza”.
Se mai dovessimo aprire un “ReportScommesse” punteremmo un
baiocco sull’ipotesi 3. Ipotesi rischiosa ma vantaggiosa: può succedere di tutto
e meglio attendere. Vedremo, siamo solo all’inizio.
Torniamo per ora al “caso mediatico” del Corriere della Sera e sulla sua “particolarissima” attenzione sul “caso Ranucci” e non tanto sul “caso Lavitola”. Ci chiediamo sempre perché a Via Solferino, quando sorge il sole, il suo direttore, le sue firme più importanti (tra le quali spicca di luce propria quella di Paolo Mieli che ora cercano in tutti modi di far dimenticare il suo “relativo e distaccato” coinvolgimento sulla “manovra Lavitola”) si vedono, si scambiano messaggi e decidono che il “caso Ranucci” debba meritare tanta attenzione più delle guerre in corso, dell'economia o financo della cronaca nera? Ancora non riusciamo a trovare una risposta “non banale” ma qualche ipotesi la abbiamo in serbo. Chissà, forse al Corriere sanno cose che noi non sappiamo? Il Corriere non riporta solo “notizie” o riferisce “fonti”, non sono solo “cronisti”: la quantità e la qualità degli articoli, il loro posizionamento in pagina e la loro titolazione costituisco la “narrazione” ovvero il “main stream” al quale il Corriere fornisce linfa vitale che poi alimenta il circuito: vedi Dagospia ieri sera alle 20.15. Non paghi della “cronaca” si aggiungono autorevoli commentatori (Polito, Grasso etc) e questa “narrazione” è tutta in una sola direzione: Ranucci è colpevole, a prescindere, a priori in modo “opaco e con interferenze”. I loro lettori hanno dato segnali di grande apprezzamento per come il Corriere segue la faccenda? hanno aumentato il numero di copie vendute in edicola?
Abbiamo ripescato, a caso, la rassegna del 18 agosto scorso: il Corriere dedica
due pagine con sei articoli, Repubblica e la Stampa un solo articolo e il Messaggero
(!!!) quattro. Come pure da non dimenticare il famigerato articolo dei giorni scorsi
sule Corriere, anonimo, tutto incentrato su una “… questione che interessa Libero”. Non riusciamo a farcene ragione: perché il Corriere ha dedicato tanto spazio ad un tema pressoché irrilevante e che "interessa Libero" ???
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martedì 1 settembre 2026
Governo, Rai e "fenomeni mediatici": il gioco truccato delle tre carte
“Lo scetticismo non è una filosofia è pratica di vita. Essere
scettici significa essere costantemente allerta nei confronti di ogni opinione
e teoria, sospendere il giudizio sulle cose non chiare e continuare ad indagare
la complessità del mondo, tenendo presente il parere degli esperti senza però
tradire le nostre impressioni e reazioni personali. Oggi essere scettici può
davvero aiutarci” M.L. Chiesara, Sette brevi lezioni sullo scetticismo
Notoriamente, Bloggorai è sempre molto scettico su tutto, a
prescindere, a priori. La “fiducia” viene considerata un bene raro e prezioso e
non si concede facilmente a tutti. Forse, questo è il motivo del suo “successo”:
dopo oltre 8 anni ininterrotti di pubblicazione, le lettrici e i lettori
continuano a crescere come in questi giorni. Buon segno: lo scetticismo paga.
Come vi abbiamo accennato, c’è anzitutto il “caso Lavitola”,
poi c’è il “caso Ranucci” e infine il “caso Mediatico” sulla intera vicenda Lavitola
Ranucci: rare volte nella storia del giornalismo italiano si è vista tanta
produzione di carta stampa, siti web e trasmissioni radio -televisive sullo
stesso argomento. E c’è pure il caso del “gioco delle tre carte” dove si cerca costantemente
di invertire una carta/caso con un’altra. Talvolta il gioco riesce, talvolta
no.
Nel “caso Mediatico” poi si producono due derive: la prima interessa, ovviamente la Rai, mentre la seconda deriva ci sembra riguardare prevalentemente l’editore Cairo e, in subordine, i quotidiani di altri gruppi editoriali notoriamente filogovernativi.
Ormai sembra fuori dubbio e palesemente evidente che all’interno
del Gruppo Cairo ci sia una scissione “narrativa” evidente: quello che monta il
Corriere la mattina, lo smonta La7 la sera con la trasmissione In Onda con
Marianna Aprile e Luca Telese. Se il Corriere la mattina riporta fedelmente le “voci”
da dentro l’ex Viale Mazzini, queste stesse “voci” vengono poi annullate alla
sera dopo il Tg di Mentana. Se il Corriere, come ieri mattina, titola su presunte
“opacità e interferenze” di Lavitola su Ranucci, fornendo la “giustificazione” alla
sua rimozione da Report, la sera si chiarisce bene che queste motivazioni la Rai
non le ha fornite perché anzitutto non ne ha e poi perché “secretate” dal famigerato Comitato Etico a corrente
alternata (funziona solo a piacimento dell’AD). E pure questa mattina il Corriere
ha svolto il suo “compitino”: trovare la pistola fumante che accusa e affossa
definitivamente Ranucci, ovvero le prove della “collaborazione” di Lavitola con
Report ovvero con Ranucci e titola: “Lavitola interferì su Report? I Pm avviano
nuove inchieste”. Si legge che nelle informative dei carabinieri si leggono
note di Lavitola su Report. Interessante !!! Come pure il titolo di ieri “Opacità
e interferenze” senza specificarne e dettagliarne una che sia una. L'"opacimetro" giornalistico non è ancora stato inventato.
La congiunzione astrale, la formidabile armada tra Corriere,
il Triumvirato Rai e altri giornali di corredo (compreso Dagospia) sembra
funzionare: il main stream ovvero la “narrazione” la conducono loro ma … ma…
qualcosa non sembra funzionare e un filo sottile di scetticismo sembra calare
pure da quelle parti quando devono prendere atto che il Triumvirato Rai non ne
azzecca mezza di una e il rischio di una Caporetto politico narrativa si profila
all’orizzonte. Non sia mai detto che Ranucci trovi un "giudice a Berlino" o magari più vicino, a Viale Giulio Cesare, che gli possa dare ragione ... Bloggorai è scettico ma, non si sa mai. Semmai fosse, il diverimento è assicurato.
Un capitolo a parte merita il “caso Mieli”, prima firma del Corriere,
anch’esso felicemente apparecchiato sulla tavola di Lavitola con le “vongole sgusciate”
e serenamente coinvolto, più o meno a sua insaputa, al piano mefistofelico del faccendiere
per il sondaggio su Ranucci candidato alle prossime elezioni. Ciononostante, Mieli
compare una sera si e l’altra pure a pontificare sul caso Lavitola come se lui
fosse stato da un’altra parte, come se niente fosse avvenuto.
Se non che a Rossi-Ventura-Spadafora parte la trebisonda e
senza un briciolo di buon senso e senza fornire alcuna spiegazione emettono il verdetto,
il Governo sembra contento e poi si vedrà. Fanno gran pipì fuori dal vasino. Hanno
grande fretta di chiudere la partita: le elezioni incombono. Se non che, si
inventano due “giovani conduttori” il cui grande merito sarebbe quello di aver
vinto la Scuola di giornalismo Rai di Perugia: acciperbacco !!! Se non che si viene
a leggere che la “brava” Giulia Presutti sarebbe una frequentatrice più o meno assidua
del ristorante di Lavitola e il “bravo” Piervincenzi avrebbe ottenuto un
finanziamento di47 mila euro dal nientepopodimenoche Renato Brunetta attraverso
il CNEL. Of course, il condizionale è d’obbligo e lo scetticismo è la nostra chiave
di lettura. A priori, a prescindere, sono "bravi" come scrive qualche solito professore di giornalismo senza concorso.
Settembre è appena cominciato.
bloggorai@gmail.com
lunedì 31 agosto 2026
La battaglia è appena cominciata e nessuno farà prigionieri
«Cesare, guardati da Bruto; sta' attento a Cassio; non
avvicinarti a Casca; tieni d'occhio Cinna; non fidarti di Trebonio; fa'
attenzione a Metello Cimbro; Decio Bruto non ti ama; hai fatto torto a Caio
Ligario. Questi uomini han soltanto un proposito, ed è diretto contro Cesare.»
Lo abbiamo scritto altre volte: tre piccoli libri non dovrebbero
mai mancare nella biblioteca di chi si occupa di politica: il Giulio Cesare di Shakespeare,
il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa e L’arte della Guerra di Sun Tzu.
Come in tutte le “case normali” talvolta succede che sia
necessario “fare ordine”. Si tratta di rimettere le cose sparse al loro posto,
dare una spolveratina, ritrovare qualche oggetto perduto e così via e, con l’occasione,
gettare qualcosa non più utile o necessaria.
Come in tutte le “cose normali” talvolta succede che sia
necessario “fare ordine” e quindi cercare un senso a questa vicenda Lavitola-Ranucci
che si fatica a trovare quale esso sia.
Allora, i punti fermi, granitici, sono 3: il primo è rigorosamente
giudiziario ovvero il 16 ottobre scorso quattro scalzacani mettono una bomba
davanti casa di Ranucci e Lavitola confessa di essere lui il mandante. Il secondo
è personale politico: perché Ranucci frequentava e intratteneva amichevoli
relazioni con Lavitola? Il terzo punto è strettamente editoriale e quindi politico
anch’esso e interessa anzitutto la Rai congiuntamente con i “fenomeni”
mediatici che la sostengono, ovvero il Corriere della Sera in primo luogo (ne parleremo a lungo sulla loro "narrazione" della vicenda).
Andiamo con ordine e semplifichiamo: punto n.1 la Procura
sta lavorando e il solo piano di attività è definire ruolo, competenze e responsabilità
dei presunti autori e mandati dell’attentato a Ranucci: “Lasciamo lavorare i magistrati
e attendiamo”. Punto n. 2: alla domanda
su Lavitola anche noi non abbiamo una risposta compiuta e quelle che abbiamo
non ci piacciono. Ce la vedremo in seguito. Punto. 3: la Rai e i “fenomeni mediatici”
ovvero politici sono ora il perno, il centro focale di questa nuova fase.
La domanda cruciale è: cosa ne sarà di Report posto che
ora, oggi, la trasmissione di punta sul giornalismo di inchiesta di RaiTre, di
tutta la Rai è divenuta giocoforza inscindibile dal suo conduttore e dalla sua
redazione. Muovi un tassello, come il gioco della torre, e viene giù tutto. Ed è
forse proprio questo ciò che si voleva (Rossi dixit).
Definiamo pure il contesto: in primo luogo c’è la prossima
scadenza elettorale. Sarà questo l’epicentro della battaglia politica. Se non si
coglie questo punto, tutto il resto appare fragile ed effimero. Se concordiamo
su questo punto, dovremmo poi concordare che l’esito della battaglia si giocherà
sul filo di lana, forse per pochi punti percentuali di differenza tra i due
schieramenti. Da dove verranno i voti necessari a scalzare la Meloni, chi
sarà l’ago della bilancia? A destra certamente Vannacci e a sinistra? Seguiamo il
ragionamento: quella manciata di voti andrà raggranellata punto a punto, in ogni
modo possibile e uno strumento fondamentale, la rete a strascico, potrà essere
la Rai. Ne consegue che, ora più che mai, il controllo ferreo e totale sul Servizio
Pubblico è e sarà sempre più la Missione Totale affidata a Rossi &C.
Ecco allora che togliere di mezzo Report e Ranucci, oltre che
proseguire la picconatura di RaiTre diventa obiettivo strategico di Meloni
&C. A questa manovra, si affianca quella a tenaglia, “istituzionale”: la
prossima riforma della Rai targata Governo. A giorni riprenderanno i lavori al
Senato e potrebbe anche darsi che si possa andare in Aula entro le prossime settimane,
ottobre forse. Il mandato, l’obiettivo strategico della destra è chiaro:
blindare la Rai per i prossimi 4 anni. In vista c’è pure il rinnovo del Presidente
della Repubblica: non scherziamo ragionano a Palazzo Chigi con la Meloni possibile candidata.
Ci sono poi altri elementi di contesto editoriale (da noi definita
sabbia negli occhi) che non vanno sottovalutati e sottaciuti: l’Azienda Rai è invia
di disfacimento progressivo e inesorabile. Questo Cda di destra passerà come
pietra miliare della nuova era di ascolti che crollano, inefficienze e vaghezze
sui vari Piani immobiliari, editoriali (quello inesistente sull’informazione) e
tecnologico (la Digital Media Company non sanno nemmeno cosa sia e non sono stati
capaci manco di chiudere il decennale contenzioso su Rai Way necessario a
trovare le risorse per sostenerla). Questo Cda, tutto intero, non ha uno straccio
di idea, di proposta o di visione del Servizio Pubblico e si attacca ora alla
canna del gas pur di distogliere l’attenzione dai suoi fondamentali problemi.
E veniamo ora alla deriva del “caso Ranucci” o "metodo Report" (come al Corriere piace titolare così dimenticando la rilevanza primigenia del “caso Lavitola”). Allora, riassumendo telegraficamente, il “triumvirato Rossi-Ventura-Stadafora emette il “verdetto” a loro insindacabile e segretissimo criterio: fuori Ranucci e il Governo gongola.
Ma i Tre geni dell’ex Viale Mazzini fanno qualche piccolo
passo falso che ha un precedente: si affidano completamente al famigerato “comitato
Etico”. Un Bluff di cui il Corriere ha reso sempre dettagliatamente conto. E
questo Comitato fornisce al Triumvirato le carte (segrete e pure alquanto farlocche)
per mettere alla porta Ranucci. Chiunque abbia un minimo di buon senso e di
capacità di intendere si chiede quali siano le motivazioni o le prove per sostenere
le accuse che, appunto, financo nel Comunicato stampa Rai, non esistono e, ovviamente,
non vengono menzionate. Non hanno nulla in mano e il bluff corre il rischio di
fallire miseramente.
Ieri il Corriere, prontamente, corre in soccorso della Rai e
titola “Le accuse della Rai a Ranucci: opacità e interferenze”. Fenomenale:
quello che non fa la Rai ufficialmente lo fa il Corriere ufficiosamente. Non ci
dice però come si misura l’opacità? Quale è il livello “sopportabile” e
verificabile di opacità non è dato sapere. E le interferenze? Quali sono? Dove e
quando sono avvenute? Chi le ha verificate? Con questi due termini, semmai ci sarà
un Giudice a Viale Giulio Cesare (tribulale del Lavoro) chiamato a decidere sul
futuro prossimo venturo di Ranucci, magari ricorrendo all’art.700 del CPC, siamo
pronti a scommettere, ci metterebbe un fiato a decidere.
Qualcuno, come abbiamo scritto ieri, ha fatto tanta pipì
fuori dal vasino cercando di correre ai ripari proponendo e imponendo d’imperio
due nomi alla conduzione di Report che non hanno ricevuto esattamente una “calda
accoglienza”. Ora però non sanno come ripulire. Il trappolone prende forma: tra
nuovi e nuove clienti del ristorante di Lavitola e amici di amici (Corsini, noto
per le sue frequentazioni all’Atreju di Fratelli d’Italia) la battaglia ora si dispone
come scontro frontale: la Rai sembra non intenzionata a recedere dai suoi passi
e la redazione di Report è pronta a fare i bagagli. Non è un gioco a somma
zero: qualcuno si dovrà rompere qualche osso: Rossi o Ranucci. Come ha scritto Lisa
di Giuseppe su Domani: “L’ostinazione della Rai sui due nomi dimostra altro”
ovvero “à la guerre comme à la guerre”.
In tutto questo poi, nei giorni scorsi, abbiamo letto cose e
vicende politiche e umane che non ci piacciono nemmeno un po'. Abbiamo letto della
nuova conduttrice di Report designata da Rossi&C (dicono che sia “brava” ed
ha pure vinto il concorso alla scuola Rai di Perugia, manco fosse la BBC) che oltre
che essere anch’essa cliente” del ristorante di Lavitola sia “vicino” ad un noto
consigliere Rai.
Abbiamo pure letto che i due nomi designati da Rossi& C
siamo stati in qualche modo “telefonati” con due dei tre partiti dell’opposizione.
Non ci vogliamo credere, per ora. Ma il tasso di fiducia nei confronti di tanti
amici, parenti e conoscenti è talmente scarso da farci ritenere legittimo ogni
dubbio. Oggi leggiamo che la Floridia, ex presidente della Vigilanza, ha smentito
ogni suo coinvolgimento nella presunta trattativa. Cerchiamo ancora di capire e
di sapere. Siamo solo all’inizio della battaglia dove nessuno farà prigionieri.
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domenica 30 agosto 2026
RAI & C: lavori in corso
Comunque, certo è che il Corriere sta brillando di luce propria su questa vicenda a tal punto da diventare un "caso mediatico" parallelo.
Oggi ci dedichiamo a sapere, capire, dibattere e riflettere.
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