In questi giorni, in queste ore, le immagini televisive rappresentano
un solo mondo e su quelle immagini si vuole costruire il consenso politico. La “sicurezza”
paga? Però, intanto, il Paese reale è questo:
Nel 2025 si stimano poco più di 2,1 milioni di famiglie in
povertà assoluta; l’incidenza, pari all’8,0% sul totale delle famiglie
residenti, risulta stabile rispetto al 2024. Gli individui in povertà assoluta
sono oltre 5,4 milioni, rappresentano il 9,3% del totale dei residenti, quota
che risulta anch’essa stabile rispetto a quella dell’anno precedente (ISTAT,
ottobre 2026)
L'87% ritiene che guerre e conflitti internazionali
contribuiscano all'aumento dei prezzi, l'80% cita la situazione dell'economia
globale e il 73% le politiche governative nazionali. (IPSOS, ottobre 2026)
Secondo il XVI Rapporto "Gli stranieri nel mercato del
lavoro in Italia" - online da oggi sul sito del Ministero del Lavoro e
delle Politiche Sociali e su Integrazionemigranti.gov.it - nel 2025 erano
cittadini stranieri quasi 2,6 milioni di occupati, il 10,7% del totale, e la
componente straniera ha trainato la crescita complessiva degli occupati: gli
extra Ue sono aumentati del 3,6%, i comunitari dell’1,2% e gli italiani dello
0,5%. (Min. Lavoro e Politiche sociali aprile 2026)
Disagio giovanile, il 49,4% degli adolescenti soffre di
ansia o depressione. (Sole 24 Ore, maggio 2024).
Benessere emotivo e futuro: Circa un terzo dei giovanissimi
guarda al futuro con timore, mentre il 41,3% lo affronta con fiducia e
curiosità. Inoltre, il 34,2% immagina il proprio futuro all'estero. La
soddisfazione generale per la vita ha subito un calo strutturale dopo gli anni
della pandemia, scendendo dal 56,9% (2019) al 52,3% (2021).
Povertà e condizioni materiali: Circa il 26,7% dei minori di
16 anni si trova a rischio di povertà o esclusione sociale (con picchi del
43,6% nel Mezzogiorno), e quasi il 14% vive in condizioni di povertà assoluta.
Disoccupazione giovanile: Il tasso di disoccupazione per i
più giovani si attesta intorno al 15,1% (ISTAT dati aggiornati al maggio2026)
Particolarmente preoccupante appare la dimensione della
salute mentale: circa il 49% della popolazione accusa disagi psicologici, il
disagio giovanile riguarda circa il 16% degli adolescenti e delle adolescenti,
e quasi un giovane su cinque nella fascia 18-34 anni, oltre 850mila persone,
sono attualmente seguite dai Dipartimenti di Salute Mentale. (ASVIS, ottobre
2026)
Il 40% degli studenti non utilizza ormai più libri di testo,
e si prepara su slide, appunti tratti da registrazioni delle lezioni, sintesi e
schemi spesso trasmessi da compagni, di cui è ignota la fonte. Non sappiamo
ancora quale effetto avrà la IA generativa sullo studio, ma tutto fa pensare
che non sarà lieve…
Il 50% degli insegnanti universitari non sia interessato ad
aggiornarsi sulla didattica. La cosa non stupisce, se è vero che la
disponibilità al cambiamento tende in generale a calare con l’età
professionale, che nei ranghi dell’Accademia raggiunge 57,5 anni di media fra
gli ordinari, 51 fra gli associati e 40 fra i ricercatori confermati. Né sembra
che le cose possano mutare, se si osservano le risorse pubbliche decrescenti,
che ostacolano il ricambio, le procedure e i tempi di reclutamento, che
obbligano i giovani a lunghe permanenze defatiganti in posizioni precarie,
spingendo i migliori fra loro a battere alte strade, nel privato o fuori dai
confini nazionali…
Il grado di internazionalizzazione dei nostri atenei è del
3,6%. Il 9% della Francia, l’11,2 della Germania e l’8,3 della media Ue (Le
sfide del sistema universitario, Il Mulino, maggio 2026).
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