lunedì 27 luglio 2026

La Storia RAI "sono loro" ... palesi ed occulti, vicini e lontani

By Bloggorai ©

“Guardate che è successo: hanno chiuso all'Olgettine e m'hanno mandato tutte le guaglione qua! Più ci stanno banchieri, responsabili Struttura Delta, P2, P3, P4... tutto qua! Questa gloriosa Loggia della Uallera d'Oro è diventata uno zoo!” Corrado Guzzanti, il Massone di Aniene (!!!) anno 2002 (da vedere per intero:  https://www.youtube.com/watch?v=1WG6594XVS8 )

Ad una certa età, è noto, la memoria diventa flebile e molti ricordi svaniscono, talvolta per opportunità, talvolta per convenienza. Torniamo sulla “notizia” di ieri secondo la quale in una intercettazione Ranucci avrebbe affermato che “…in Rai c’è un po’ di mafia e massoneria”. Una “notizia” che per alcuni è diventata clamorosa e invece è di una banalità disarmante epperò giusta a misura. Anzitutto chi è mafioso o chi è massone in Rai non è dato sapere. Poi, intendiamoci bene: i due termini sono impossibili da declinare in modo dettagliato e comunque dovremo dedicare un Convegno solo per definirli correttamente. Accontentiamoci allora, come abbiamo scritto ieri, di definirli come un grumo di comportamenti illeciti, ai limiti del criminale, variamente intesi nel tempo, nel luogo e nello spazio in cui si svolgono. Si potrà mai dire che “Tizio” è mafioso? Si potrà mai dire che “Caio” è massone? No, certo che no a meno che li trovi con con una lupara in mano o una miccia accesa. Quindi, limitiamoci ancora a riflettere sui “poteri forti” ubiqui, trasversali, universali e onnipotenti.

Allora ravanando e rovistando tra i ricordi (molti diretti e personali in quanto li abbiamo conosciuti bene, benissimo) siamo andati a ripescare qualcosa che torna utile a sostenere che dentro la Rai erano e sono tuttora annidati e saldamente arroccati tramite amici, parenti o conoscenti di quelli che furono “poteri forti” ma non occulti, anzi molto palesi.

Per approfondire e capire bene potrebbe essere utile rileggere un paio di testi forse fondamentali. Il primo è del 1978, a firma di Roberto Fabiani con il titolo “I Massoni in Italia” vedi https://www.archivio900.it/it/libri/lib.aspx?id=313 .

Il secondo è più “recente” ma non meno importante. Correva l’anno 2013, gennaio: leggete per intero e incorniciate questo articolo a firma Alberto Statera comparso su Repubblica con il titolo "Massoneria. Quegli uomini in nero nascosti tra politica e affari" vedi articolo intero https://www.dirittiglobali.it/2013/01/massoneria-quegli-uomini-in-nero-nascosti-tra-politica-e-affari/

Leggiamo un paio di stralci:

“…  Racconta Geronzi, campione per un trentennio dei poteri trasversali nelle memorie consegnate a Massimo Mucchetti: «Una volta andai a trovare nel suo nuovo ufficio in Vaticano un importante prelato che era appena stato elevato alla porpora cardinalizia. Nell’avvicinarmi alla sua scrivania rimasi di sale. Sul montante lungo era applicato un tondo che recava in bassorilievo i simboli massonici». Curioso, peraltro, lo stupore dell’ex banchiere “di sistema” visto che il suo sodale Gianni Letta è il trait d’union tra chiesa, Opus Dei e massoneria, ruolo che per tre lustri ha svolto con passione da Palazzo Chigi e che ha continuato a svolgere imponendo alcuni catto-massoni nel governo di Mario Monti. Il quale ha dovuto smentire la sua affiliazione: «Non sono massone e non so neanche bene cosa sia la massoneria». Sarebbe un torto all’intelligenza credere che davvero il presidente del Consiglio, ex presidente della Bocconi, ex commissario europeo e grande consulente della finanza internazionale da decenni, frequentatore di tutti i consessi del potere mondiale, a cominciare da Bilderberg, non sappia che cos’è la massoneria. Ma il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi si era forse spinto un po’ troppo oltre quando aveva dichiarato: «Mario Monti è un gran galantuomo, potenzialmente ha tutte le carte in regola per essere un ottimo fratello»”. Poi, più avanti: “… l’Accademia degli Illuminati, che si richiama agli Illuminati di Baviera e si riunisce una volta l’anno a Roma. Tra i suoi adepti, Di Bernardo colloca più o meno esplicitamente, come ha confessato al giornalista Ferruccio Pinotti, anche il presidente di Intesa San Paolo Giovanni Bazoli, oltre a Vincenzo De Bustis, il banchiere considerato vicino a D’Alema che portò al Monte dei Paschi per un prezzo considerato allora esorbitante la Banca del Salento. E poi ancora Carlo Freccero, ex Fininvest e poi Rai, Rubens Esposito degli Affari legali Rai, Sergio Bindi, ex consigliere Rai e antico portaborse del democristiano Flaminio Piccoli, Severino Antinori, specialista della fecondazione assistita, il filosofo Vittorio Mathieu, il generale Bartolomeo Lombardo, ex Sismi. Banche, informazione, medicina, cultura, Servizi segreti, non manca niente. Ma la Rai sembra un luogo privilegiato di coltura della massoneria se è vero, come testimonia il professor Aldo Mola, che a un certo punto al Grande Oriente giunse in dote una Loggia coperta, retta dal Venerabile Giorgio Ciarocca, di cui facevano parte Cesare Merzagora, Eugenio Cefis, Giuseppe Arcaini dell’Italcasse, nonché Guido Carli, Enrico Cuccia, Raffaele Ursini, Michele Sindona e Ettore Bernabei, notoriamente soprannumerario dell’Opus Dei”. Tanto si legge e non sappiamo se alcuni tra inomi citati hanno smentito o querelato Statera.

Ricordate bene il contesto politico: i famigerati “governi tecnici” prima di Monti e poi di Draghi e cercate di ricordare chi hanno nominato ai vertici Rai.

Ancora qualche passo avanti e indietro nel calendario. Correvano gli anni dal 2004 in poi e a Milano si indagava sul crack di una società di sondaggi di proprietà di Luigi Crespi. Vennero fatte intercettazioni e, nel 2011, vennero rese note da Repubblica e si venne a conoscenza della famigerata Struttura Delta e spuntò fuori il nome di Deborah Bergamini, oggi nota parlamentare di Forza Italia. Altri nomi erano Mauro Masi, Clemente J.Mimun (vedi celebre dialogo con la Bergamini https://www.repubblica.it/dossier/politica/struttura-delta-rai/2011/06/17/video/la_rai_cosi_non_gli_serve_linformazione_un_presidio_anti-guai-423028454/ ) Alessio Gorla e Gianfranco Comanducci (ed altri nomi più o meno noti rimasti occulti per molti ma non a tutti). Leggi pure articolo a firma Beppe Giulietti di luglio 2011 con il titolo “Struttura Delta? No, loggia P2” vedi https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/04/struttura-delta-no-loggia-p2/139651/ . Sempre a luglio si apprende che la Rai ha aperto una indagine che porterà poi alle “dimissioni” della Bergamini (prima sospesa nel 2007 e poi uscita di scena a gennaio 2008 con un lauto compenso). Il Cda in carica era composto da bei nomi: Petruccioli presidente, Cappon DG e consiglieri del calibro di Rizzo Nervo, Curzi e Rognoni.

Morale, la “stuttura Delta” formalmente viene dissolta ma gli epigoni, gli amici, i parenti e i conoscenti palesi o occulti, in sonno o ben svegli, rimangono tutti saldamente ai loro posti di comando e molti di loro, tutt’ora, sono in grado di influenzare candidature e nomine. Interessante rileggere il volume “Propaganda - l'origine della più potente loggia massonica” e trovare un paio di nomi di assoluta attualità. Vedi https://www.fnsi.it/propaganda-lorigine-della-piu-potente-loggia-massonica .

Su questo tema andremo avanti: ci potrebbero essere interessanti aggiornamenti.

Torniamo per un attimo all’attualità. Nei giorni scorsi è comparsa un’intervista dell’AD Rai Giampaolo Rossi che, ad una prima lettura, non meritava nemmeno una riga di commento. Poi, a ben rivedere, un paio di “cosette” meritano di essere annotate. Riportiamo due titoli di oggi: la Stampa con “C’era una volta RaiTre ora è dietro a La7 e Italia Uno. Mediaset supera la Tv di Stato”. Rossi sembra gongolare: “missione compiuta”!!!. Poi ci pensa il Fatto Quotidiano a fare due conti e titola “Bilancio Rai. I conti (in perdita) smentiscono i trionfalismi”.

I consiglieri del giorno dopo tacciono.

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domenica 26 luglio 2026

CLAMOROSO: l'acqua fresca in prima pagina!

By Bloggorai ©

“Non scriviamo tutto quello che sappiamo ma sappiamo bene quello che scriviamo”.

Ha suscitato un certo rumore la dichiarazione di Ranucci intercettato dove sostiene che in Rai ci sarebbe “… un po' di mafia e massoneria”. Stupore, sorpresa, grande scoop, novità inaudita. Hanno messo l’acqua fresca in prima pagina e la chiamano “notizia”.

Andiamo con ordine e invertiamo l’ordine dell’affermazione: ci sarebbe prima la massoneria e poi la mafia.

Molti, tanti, dimenticano facilmente che la Rai è stata al centro del mirino della Loggia P2 del Venerabile Gelli che secondo quanto letto nel famigerato “Piano di Rinascita Democratica” andava messa sotto controllo insieme agli altri media. Nell’elenco degli affiliati alla P2 ritrovato a Castiglion Fibocchi figuravano diversi nomi Rai: da Paolo Frajese a Gustavo Selva, da Giampaolo Cresci a Franco Colombo. Alcuni smentirono: iscritti a loro insaputa. 

Certo è che per la P2 la Rai era (forse è ancora) un obiettivo prioritario: andava controllata o almeno ridimensionata. Negli anni a venire non si è più parlato direttamente di “massoneria dentro la Rai”: tutti o tanti in “sonno” o sotto mentite spoglie. “Sei massone?” …” Chi, io ??? ma quando mai, anzi…”. Certo è che il “Piano Gelli” ha trovato in seguito molti lettori interessati (e non tutti della sua stessa parte politica).  

Salvo ricordare un piccolo “incidente di percorso” che vide interessato Carlo Freccero che nel 2002 partecipa alla fondazione di una associazione massonica (gli “Illuminati”) che poi, nel 2006 precisò in una intervista a Panorama che: “Ho firmato l’atto di fondazione perché me lo aveva chiesto un amico. Sono una persona curiosa e mi interessava conoscere questi ambienti, ma mi sono subito dimesso. Erano riunioni noiosissime, per nulla divertenti”. Capitolo chiuso.  

Che Ranucci possa aver dichiarato che in Rai c’è “un po’ di massoneria” sembra quasi un innocente eufemismo. Il tema è quanto “po’ ” ovvero sapere quanti sono, chi sono, quanto pesano e quanto sono in grado di influenzare l’Azienda. Ovvero pure, intenderci bene per cosa si intende con "massoneria".

Infatti, “massoneria” è un termine troppo vago e generico: dice tutto e non dice nulla, pari e patta con l’altro termine “mafia” che può significare un sistema, un metodo, un modello associativo criminale o financo un modo di pensare e agire sottinteso, occulto del genere “ahummm …ahummm” ovvero “tu sai che io so che noi sappiamo”. 

Su questo tema (mafia e Rai) ci sarebbe da scrivere un capitolo a parte: ricordiamo un “piccolo” fatto non lontano nel tempo: il film Magma sulla storia del delitto di Piersanti Mattarella, seppure proposto prima alla Rai, non è mai stato mandato in onda e invece lo ha fatto La7 e Netflix. Perché? “faranno sapere” e ancora siamo in attesa di sapere perché la Rai non lo ha mandato in onda. 

Il filo, il tondino di acciaio da carpenteria che annoda i due termini "mafia e massoneria" invece è molto chiaro e facilmente percettibile ed ha un nome: poteri forti. I cosiddetti “poteri forti” assumono varie forme, forza e influenza e sono da decenni annidati e accampati felicemente nei meandri della Rai.  

Li elenchiamo in ordine sparso, e magari qualcuno ci sfugge. Il primo, assoluto e quasi totale, è il potere forte della Politica con la P maiuscola: è in grado di proporre AD, presidenti di fatto e pro tempore, consiglieri e direttori scelti con il cilindro di Mago Magò, senza confronti e senza criteri trasparenti.  A seguire, con vari pesi e ramificazioni: il “potere” economico delle grandi Banche (una in particolare) in grado di piazzare amici fidati, fidatissimi. In parallelo, il potere finanziario (vedi operazione Rai Way). Poi si apre il vasto scenario di due sottopoteri non meno potenti: quello delle grandi case di produzione e quello degli agenti artistici in grado di influenzare prodotti e contenuti, palinsesti e personaggi dello spettacolo (e del giornalismo). Poi ci sono le case discografiche.

Poi ci sono le “piccole lobby” che ovviamente nulla hanno a che fare con i termini “massoneria o mafia” direttamente o indirettamente ovvero una pletora di faccendieri di medio basso calibro. Si tratta di enti turistici con i vari “festival” o “Premi” variamente assortiti e variamente affamati di occupare un piccolo spazio di messa in onda del loro “brand” quale che esso sia con il nome di un’acqua minerale o il cartello con il nome dell’ameno paesello alpino. Infine, non ultime, le case editrici ovvero gli editori, cartacei anzitutto ma implicati anche nel mondo della produzione tv. Ovviamente, tra le “piccole lobby” (si fa per dire) non mancano quelle di carattere “privato” ovvero culturali, religiose o sportive. Ad adiuvandum: vogliamo ricordare la "lobby" dei giornalisti?

Ce n’è per tutti, la Rai è una madre molto generosa, con i soldi pubblici.

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venerdì 24 luglio 2026

Chi ha fatto sesso con le galline?

By Bloggorai ©

Correva l’anno 1948: raccontano le cronache e viene spesso usato come paradigma di campagna elettorale brutta, sporca e cattiva, un episodio che sarebbe successo durante la competizione per le primarie democratiche in Texas tra Lyndon B.Johnson e il suo avversario Coke Stevenson. Quest’ultimo sembrava che nei sondaggi fosse in vantaggio sul suo rivale che non sapeva come arginare. Allora, sembra che Johnson diede ordine ai suoi collaboratori di far girare la notizia secondo cui Stevenson “faceva sesso con le galline”. Al che, gli obiettarono gli stessi collaboratori, che una cosa del genere non sarebbe stata credibile agli occhi degli elettori e Johnson rispose “Lo so, Ma facciamo in modo che quel figlio di puttana debba smentirlo”. Quello che diventerà il futuro presidente USA vinse le primarie con soli 87 voti di scarto e, al solito, fioccarono le accuse di broglio. La stampa se ne guardò bene da riportare una accusa del genere infamante e inverosimile del senza uno straccio di impossibile prova e il “povero Stevenson” non si prese mai cura di rispondere pubblicamente: certo non poteva ammettere e tantomeno smentire questa "notizia". Fatto sta che la “voce” circolò e gli fece gran danno: la macchina del fango è stata inventata ed ha funzionato perfettamente. L’episodio, curiosamente, divenne noto solo molti dopo, nel 1972.

Tutto questo per dire che con la campagna elettorale appena iniziata, c’è da attenderci di tutto. Come abbiamo scritto, questo Governo e qualche suo potenziale alleato si gioca la sua sopravvivenza ed è lecito attenderci che tutti gli strumenti saranno adoperati. Certo, sarà difficile pensare che possano usare uno stratagemma a quello delle galline epperò non ci stupirebbe più di tanto che qualcuno possa inventarsi qualcosa di bizzarro.

Del resto il retroterra culturale di questa destra è un certo Steve Bannon, il teorico della moderna “macchina del fango” inaugurata nel 2018 con la ormai famosa frase “La vera opposizione sono i media e il modo per gestirli è inondare il campo di merda”. I quattro pilasti della sua “dottrina” sono: A alimentare, produrre e diffondere notizie, mezze notizie, falsità o comunque complotti e sospetti; obiettivo è saturare lo spazio e il tempo di reazione. B: alimentare equivoci, il dubbio, la confusione e l’incertezza ovvero “tutti mentono” C: alimentare l’odio, lo scontro, la contrapposizione, la polemica su tutto il possibile. D: per vincere le elezioni è necessario saper comunicare e toccare le corde emotive dell’elettorato (la paura) e lo strumento principale è il linguaggio, la comunicazione, la presenza nei temi prevalenti, la gestione del mainstream.

Ecco allora che arriviamo alla Rai, ovvero il primo e assoluto “campo di battaglia” dove, curiosamente tutto (o molto) nasce e tutto (o molto) termina. Certo, ci sono i “social” che ormai bypassano l’informazione del Tg1 o l’inutile e costosa RaiNews24 ma la presa sulla prevalente “narrazione” del Paese sembra essere ancora parzialmente ancorata ai modelli di racconto sociale che il Governo di turno non può e non deve mollare. Inondare i notiziari di cronaca nera (Garlasco insegna) può portare voti.

Siamo costretti a tornare sulle vicende di questi giorni. Perché, comunque vada e in attesa di conoscere moventi e mandante (o più di uno), è stato alimentato e diffuso, direttamente e indirettamente, un gran polverone.

Nel mentre e nel quando Rai, il Servizio Pubblico, da molti anni ma più segnatamente in epoca recente e segnatamente con questo Cda, sembra divenuta la Fossa delle Marianne, il Triangolo delle Bermude dove tutto (o molto) si perde nel mistero. Ed è in questo groviglio di scheletri nell’armadio, di detto e non detto, di cose fatte o omesse, di “democristianitudine” diffusa che si aprono le praterie dove scorazzano i “nuovi” o vecchi destri.

Per non dimenticare:

A: perché è nato questo Cda contro il già presente EMFA e contro l’accordo tra PD, M5S e AVS su “prima la riforma e poi le nomine”?

B: perché non è stato nemmeno tentata la verifica sula legittimità del “doppio presidente” Agnes designata dal Governo e Marano nominato dal Cda?

C: perché non è stato fatto un tentativo alternativo di proposta di un presidente di garanzia espresso dall’opposizione?

D: perché 5 minuti dopo le dichiarazioni di Rossi sullo smantellamento di Rai Tre non è stato richiesto un intervento giuridico di verifica per un possibile danno erariale?

D: perché nei giorni scorsi i parlamentari della Vigilanza si sono dimessi senza alcuna prospettiva di soluzione immediata del problema “presidente Rai”?

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mercoledì 22 luglio 2026

semi pausa

 Oggi non c'è gran voglia di scrivere, nonostante non mancano gli argomenti.

Hai voglia a dire, come alcuni lettori di Bloggorai, che "della Rai non interessa più nulla a nessuno". Al contrario, quando il gioco si fa duro e i duri cominciano a giocare, la Rai deve essere nel pacchetto di mischia.

Aspettiamo,, vedremo .. faremo sapere.

La "corriera", l'Odissea e i Podcast

By Bloggorai ©

Domenica scorsa, intorno alle 17.30, Tiburtina, stazione degli Autobus. Una volta si chiamavano “corriere”. Bloggorai conosce bene il tema insieme a tanti milioni di italiani che ancora prendono la “corriera” per andare o tornare al proprio paese. Ha iniziato a prenderla da giovane, per andare al liceo: alle 7.15 al mattino e alle 13.45 per tornare. Sempre puntualissima, guai a tardare un minuto e te la vedevi passare sotto gli occhi e allora erano guai. A quel tempo, le principali compagnie erano la Stefer per Roma Nord e Zeppieri per Roma Sub mentre oggi invece si chiamano Flixbus o Itabus. La prendo spesso per andare o tornare dalla Bassa Val Tiberina, la stessa linea che porta a Perugia, sede dell’Università per stranieri.

Da allora la “corriera” è divenuta una sorta di metafora personale sul senso della vita. E' un piccolo mondo, molto differente dal treno e dall'aereo non foss'altro perché consente di "fare fermate". Osservando i passeggeri che salgono e scendono, da allora, è stato subito chiaro che succede esattamente la stessa cosa nel corso del nostro tempo: alcuni salgono all’inizio della corsa e rimangono fino al compimento, altri invece fanno solo un breve tratto del percorso. Sono comunque tutti “compagni di viaggio” ed ognuno di loro lascia una traccia.

Quel pomeriggio caldo di metà luglio, pochi giorni addietro, osservando il popolo delle corriere moderne, abbiamo osservato e "scoperto" due elementi particolari. La maggior parte dei viaggiatori erano giovani, intorno ai 20/25 anni e la maggior parte di loro, mentre erano in attesa, aveva il cellulare in mano e le cuffiette nelle orecchie mentre io avevo un quotidiano cartaceo che ancora non avevo finito di leggere. La mia corriera partiva alle18, ero di buon anticipo, come al solito, e ne ho approfittato per fare due battute con qualcuno. Il primo che mi è capitato a tiro era un ragazzone con un grosso zaino poggiato in terra. Ho approfittato di un frammento di tempo in cui si è mosso per bere dalla sua borraccia per porgli una domanda “Scusa il disturbo, ti posso chiedere cos stai ascoltando?”. Mi osserva con aria incuriosita e risponde “Si certo, un Podcast di Alessandro Barbero”. In verità me ne avevano già parlato pure i miei figli. Scambiamo ancora un paio di battute e mi sposto più avanti, verso altre banchine, accanto al bar. Vedo una coppia di ragazzi, tutti e due con cellulare e cuffie Bloetooth. Pongo la stessa domanda. Riposta “solitamente ascoltiamo Podcast, di vario genere”. Grazie! La mia “corriera” sta per partire. 

Il fenomeno Podcast era sotto i miei occhi, da anni, e non me ero accorto!

Il viaggio verso l’Umbria inizia e ne approfittiamo per sapere e capire. Allora, i Podcast sono una “invenzione” ormai quasi datata: nascono nel 2004 e da allora il fenomeno cresce costantemente. Nel 2025 in Italia sono stimati circa 15 milioni gli utenti che ne fanno uso quotidiano per circa 40 minuti al giorno. Mentre i Podcast, ovvero le piattaforme di distribuzione come Spotify, Amazon etc crescono i giornali quotidiani calano le vendite in modo inesorabile a circa 1,6 milioni di copie al giorno (dati Fieg a maggio 2026). I dati sull’età media sono impietosi: gli utenti Podcast ne hanno circa 25 mentre i lettori dei quotidiani over 50. Nota a margine: l’età media dei lettori dei quotidiani coincide, grosso modo, con quella di chi guarda la televisione: over 50 ... molto over.

Ma ciò che colpisce la riflessione si riferisce ad un tema trattato nei giorni scorsi: la “questione omerica” e il racconto, la narrazione orale. Viene da osservare che con la fenomenale diffusione dei podcast, sommariamente, stiamo attraversano (o forse tornando) alla diffusione del sapere con altri mezzi diversi dalla carta stampata. In questi giorni ne abbiamo scritto spesso e volentieri. L’Odissea, come tutti gli altri grandi poemi epici (non solo del mondo greco, ma anche del mondo sumero babilonese di Gilgames nel II sec. a.C., oppure della civiltà indiana con il Mahabharata del IV sec. a.C) nascono e si diffondono con la sola “voce narrante”, con i cantori che riportavano il testo orale che, via via, subiva variazioni o interpretazioni personali. Come pure abbiamo già scritto nei giorni scorsi, è stato necessario introdurre l’alfabeto fenicio per rendere l’Odissea (e l’Iliade) un testo scritto e universale, salvo poi dover interpretare le diverse traduzioni.

Mentre Bloggorai viaggiava, con la copia del giornale arraffazzonata e ormai già “vecchia” del giorno prima poggiato da un lato, ha preso le cuffie ed è entrato nel mondo dei podcast. Forse, anche Bloggorai potrebbe avere un futuro in questo viaggio. I lettori e le lettrici già ci sono e sono numerosi, chissà se si potranno trasformare in "ascoltatori"?

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martedì 21 luglio 2026

E' partito un treno carico di paura, incertezza e confusione

By Bloggorai ©

Oggi ci sono tanti argomenti da affrontare ma incombe una cappa di cemento e polvere che annebbia i ragionamenti e fa distogliere lo sguardo. Non è necessario consultare gli aruspici, non occorre guardare nei fondi delle tazze di caffè e tantomeno andare da un astrologo per intuire cosa sta succedendo: è sufficiente saper leggere e interpretare correttamente fatti e vicende sotto i nostri occhi.

A: è assolutamente evidente e scontato che da qui a breve (aprile o settembre) si andrà a votare.

B: è assolutamente evidente che, a differenza con le altre consultazioni politiche, questa volta ci giochiamo il futuro della nostra democrazia e degli assetti costituzionali.

C: è assolutamente evidente che questo Governo si giocherà il tutto per tutto per garantirsi la sua continuità e dunque portare a compimento il suo disegno di trasformazione sociale politica del Paese.

D: è assolutamente evidente che nell’arena della competizione politica non ci saranno solo i grandi temi della società e dell’economia ma anche la “sicurezza”, le migrazioni, le tecnologie, la politica internazionale etc. Come era facile prevedere il tema “sicurezza” ha assunto dimensioni di rilievo assoluto. Vedi quanto successo a Bologna con la morte di Fakir. 

E: è assolutamente evidente come in tale contesto la “narrazione” e quindi le tecniche di comunicazione, gli strumenti, i linguaggi e le piattaforme saranno centrali e strategiche.

F: è assolutamente evidente che la Rai “deve” partecipare a questo scontro epocale che si sta profilando. Questa Rai, questo Cda, per il Governo Meloni è e dovrà essere di più funzionale a questo quadro. Come sopra: vedi quanto successo con la morte di Fakir e la mancata messa in onda del servizio  sulla TgR.

G: è assolutamente evidente quindi che c’è connessione tra competizione politica e la  “narrazione” della Rai in ogni singolo aspetto, in ogni dettaglio.

H: è assolutamente evidente (a almeno a Bloggorai appare in tal modo) che l’opposizione di fronte a questo scenario complessivo appare in ritardo, carente di prospettiva, debole sul programma e alquanto confusa al suo interno (quanto deve essere “largo il campo”? Chi sarà il/la premier? Come verrà scelto?)

I : è assolutamente evidente che pure tra i partiti di maggioranza la situazione e gli equilibri sono pure alquanto complicati.

L: Infine, è assolutamente evidente che siamo solo all’inizio della campagna elettorale ed è lecito attendersi che potrebbe solo peggiorare.

Bene, ciò detto, che fare? Bloggorai non ha competenze, risorse ed energie per proporre proposte ma avverte intorno a sé, tra molti dei suoi lettori e delle sue lettrici, un forte senso di frustrazione e impotenza. 

Bloggorai si è occupato e si occupa ancora di Servizio Pubblico ed ha seguito attentamente la storia dettagliata e aggiornata, puntuale, della Rai e del Servizio Pubblico durante questi lunghi otto anni di pubblicazione. Mai però come in questo momento abbiamo assistito alla Caporetto devastante dell’opposizione: fallimento su tutti i fronti. È fallita la proposizione della riforma Rai con un inesistente dibattito pubblico  e il naufragio di emendamenti senza capo ne coda; è fallita l’inutile esperienza dei consiglieri con il “comunicato stampa del giorno dopo”; è fallita la strategia sulla Vigilanza Rai nonostante ben due richiami di Mattarella siamo al punto di partenza se non peggio. È fallita ogni velleità di essere presenti o partecipi ai grandi temi che interessano il Servizio Pubblico come l’IA, i Data Center per non dire del mutismo su Rai Way. Per non dire del fallimento ideativo, progettuale e propositivo sul piano editoriale e, ancor più grave, sul piano per l’informazione, ormai naufragata sotto i colpi delle appropriazioni indebite del genere “newsroom” o di RaiNews24 che prosegue a galleggiare dal basso di suoi ascolti da prefisso telefonico (domenica sera nell’intera giornata ha fatto lo 0,5% con poco meno di 60 mila telespettatori a fronte di circa 200 giornalisti impiegati. In qualsia altra Azienda di interesse pubblico con numeri del genere si sarebbe fatto altro.  Muti!  

C’è da essere alquanto preoccupati.

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sabato 18 luglio 2026

Il cavallo di Troia e il Cavallo di Viale Mazzini

By Bloggorai ©

Oggi non vi proporremo una recensione de L’Odissea di Nolan. Oggi non vi proporremo un giudizio “bello o brutto”. Oggi non ci preoccuperemo di valutare se e quanto il film di Nolan sia stato fedele o almeno vicino al racconto omerico. Oggi non ci preoccupiamo più di tanto se i protagonisti del racconto possono avere o meno i tratti o la postura degli eroi greci o se la sceneggiatura e i dialoghi possano essere riconducibili alle diverse “narrazioni” del testo omerico. Oggi vi proporremo solo alcune sommarie e brevissime notazioni a margine dopo aver passato una piacevole serata al fresco condizionato di una sala cinematografica romana.

A: avremmo pagato volentieri 50 cm in più al costo del biglietto per conoscere i motivi per cui un film del genere viene proposto nelle sale a metà luglio. All’uscita, alle 23, abbiamo chiesto al gestore quanti biglietti ha staccato: poche decine.

B: perché spendere una montagna di milioni di dollari per riprendere in pellicola 70 mm/15 fori quando poi in Italia bene che vada sopravvivono solo poche sale con il logo Imax e tecnologia digitale (a Roma solo UCI Cinemas a Porte) mentre nel classico in pellicola a 65 mm a Roma solo il Cinema Quattro Fontane? Il risultato è che eri sera abbiamo visto immagini pallide, nebbiose, senza profondità e vividezza di colori come era lecito attendersi per un film del genere.

C: il “racconto omerico” ad oltre 3000 anni di storia si ripropone sempre di grande attualità e il film di Nolan ne conferma alcuni passaggi essenziali. Il primo e a nostro avviso forse il più rilevante è la figura dello “straniero” e del dio che li protegge. Zeus è il re e il padre degli dei dell’Olimpo, è il dio che detta le leggi sacre dell’ospitalità ovvero la prima legge che gli dei dettano agli umani. A Roma Zeus diviene Giove ed è venerato sul colle più alto, il Campidoglio, come custode divino delle leggi dello stato. A Roma lo Stato si concentra nel Foro che nasce come mercato, come luogo di scambio di merci e persone, di idee e pensieri. La ricchezza di Roma nasce esattamente sul luogo dell’accoglienza e dello scambio. Accogliere e ospitare lo straniero è tutt’oggi il tema centrale del nostro dibattito politico. Lo “straniero” ovvero colui che “viene da fuori”, colui che parla altre lingue ed è portatore di altre visioni e di altre ragioni e religioni diventa la ricchezza, è la soluzione e non il problema.   

D: già da quando l’Odissea ci è stata proposta negli studi liceali siamo stati indotti a pensare che tutto avesse inizio dentro le mura di Troia dove viveva la bella Elena. Anche il film di Nolan non si discosta da questa lettura e, tant’è, che le prime immagini si riferiscono al cavallo spiaggiato sulle rive dei Dardanelli, di fronte alla collina di Hissarlik che fecero tanta gioia e gloria al suo scopritore, il tedesco Schleimann. E proprio in questo punto troviamo il secondo aspetto di grande attualità.  I greci, all’apice dello sviluppo della civiltà micenea, attaccarono i “turchi” di Troia non tanto e non solo per le belle chiome di Elena quanto perchè la città controllava lo stretto strategico dove passava gran parte del traffico navale diretto verso il Mar Nero. Più o meno il tema è lo stesso di oggi: governare il traffico di un punto fondamentale per i commerci, esattamente come avviene con lo stretto di Hormuz o di Panama. Il presunto “Omero” non ne fa cenno a questo aspetto ma possiamo bene immaginare che invece possa essere un valido motivo per aggredire Troia. Perché poi il “racconto” omerico ha preferito la versione romantica rispetto a quella economica è tutt’altra faccenda.    

 E: l’Odissea è un racconto nei tanti racconti dove nulla sembra come appare. “Ulisse è ancora vivo?” ripete spesso Penelope, la moglie regina che lo attende a Itaca. “Tanti viaggiatori raccontano storie e tanti di loro non conoscono la verità”. Già, tanti raccontano, tramandano storie e leggende dalle origini incerte e confuse: vai a sapere dove si cela la verità. E la stessa Itaca, rappresentata come grande potenza militare, in effetti è solo una piccola isola, magari collocata in un passaggio molto strategico.

F: l’incipit del film di Nolan è interessante: “Una flotta, una guerra, un uomo, un’idea, un inganno…”. Chi o cosa ci ritrovate nella sintesi moderna di questi termini? Non c’è bisogno di molta immaginazione: l’inganno e la guerra sono la chiave di lettura.

G: le prime immagini del film ci mostrano il cavallo di Troia semi sepolto sulla spiaggia di fronte a Troia. Per noi che lo abbiamo visto per anni, è stato facile tornare alla figura del cavallo morente o insorgente di Viale Mazzini.  Ancora ci chiediamo cosa ha voluto proporre lo scultore Messina: è il segno del declino o di una nuova vita per il quadrupede adagiato sul terreno. Certo, la Rai non è Troia e dentro il cavallo non ci sono gli astuti eroi greci ma solo qualche “consigliere” in attesa di far passare la nottata con la sua prossima scadenza.

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