mercoledì 24 giugno 2026

SOS: Overdose in corso ... aiuto !!!

By Bloggorai ©

Senso di capogiro, affanno, palpitazioni cardiache, stato confusionale, irritazioni cutanee, occhi appannati, sudore freddo e frequenza cardiaca irregolare. Per qualche istante ho temuto il classico e banale colpo di calore, nonostante l’aria condizionata. Una signora seduta al mio fianco con un bambino in braccio mi ha guardato e si è accorta che qualcosa non andava e stava per offrirmi l’acqua del biberon. Ho avuto la forza di alzarmi e dirigermi verso l’esterno e riprendere fiato. Cosa è successo? Abbiamo intuito che era in corso una grave crisi di “overdose”.

Nei giorni scorsi abbiamo aderito all’invito per la presentazione di un libro (ennesimo) sull’IA scritto da una lettrice di Bloggorai, nostra amica con la quale abbiamo polemizzato duramente in occasione del volume edito dall’Ufficio Studi Rai. Nel mentre uno dei presentatori raccontava in sintesi il contenuto del libro, mi sono risuonate tante parole, innumerevoli termini e concetti che ormai da mesi, da anni, stanno invadendo la nostra mente e i nostri pensieri. Mi hanno stordito !!! Tutta la sfera della conoscenza è invasa da questo tema con le due grandi variabili: l’IA è una minaccia o una opportunità per il genere umano? 

Nel mentre e nel quando si presentava il libro abbiamo avuto la curiosità di sapere quanti testi, in quel momento e in quella libreria, erano in vendita con l’acronimo “AI” o con i termini estesi “intelligenza artificiale”: con il conforto dei commessi e del loro Pc abbiamo stimato circa 1000 volumi. Per ulteriore conferma lo abbiamo chiesto anche a Gemini e ce ne dava molti di più. Sommati alla quantità di articoli di servizi giornalistici e reportage, approfondimenti e dibattiti di ogni genere, ci siamo resi conto che siamo in piena crisi di iper “abbondanza” ovvero di overdose di informazioni sull’AI presente e futura dove tutti sanno e pontificano di tutto (teniamo da parte il Papa, peraltro sostenendo con la sua prima e recente Enciclica il concetto più semplice, accessibile e comprensibile: “l'IA deve essere disarmata e liberata da logiche di esclusione e dominio. Secondo il Pontefice, la tecnologia non è neutrale e il suo sviluppo deve essere orientato al bene comune, ponendo sempre la dignità umana al centro”. Oltre questo concetto c’è poco da aggiungere o specificare, c'è il Demonio.

Oggi, quindi il tema è l’overdose di tutto: overdose di racconti e immagini di guerra, overdose di Trump e dei suoi alleati bombaroli e dronisti, overdose di Europa per un verso inetta e per altro complice, overdose di Telemeloni e di “vannaccismo”, overdose dei misteri di Garlasco e di cronaca nera, rosa o gialla, overdose di Tennis e Mondiali e overdose di calore asfissiante. Di tutto questo sappiamo tanto e sappiamo pure di sapere poco e quel poco che sappiamo è perennemente in dubbio. Tutto questo induce ansia, disagio, smarrimento e confusione ed è difficile trovare un valido antidoto.

Per arrivare ad una crisi di “abbondanza” a noi più vicina, siamo in piena crisi di overdose di Rai e di Servizio Pubblico. Se ne parli in giro tra amici, parenti e conoscenti di Vigilanza Rai, Riforma, Piani industriali o editoriali, programmi flop, ascolti o pubblicità etc etc ti guardano strano e vieni preso come un untore, uno spacciatore di sostanze malsane e, specie se ne parli ai “giovani” ti guardano stupiti con aria compassionevole e si immagina che pensano “Bloggorai e i suoi lettori hanno una certa età …”. E si capisce bene perché i telespettatori emigrano verso altre emittenti o piattaforme e invecchiano: tra repliche di repliche tra Montalbano, la principessa Sissi e Piedone lo sbirro e Rai Tre “picconata” e destinata all’estinzione con l’AD che se ne vanta senza che nessuno - nessuno - gli si opponga in modo frontale.

E in tutto questo quadro di overdose di tutto si avverte la mancanza di una materia prima fondamentale: l’intelligenza naturale, primordiale, della politica. Abbiamola sensazione che l'overdose di IA sia funzionale alla carenza di IN. Il Governo farnetica di successi sociali ed economici insistenti e si predispone alla prossima campagna elettorale mentre l’opposizione annaspa senza ancora un programma comune e si trova di fronte ad un bivio drammatico: allearsi con chiunque, cespuglietti e centristi vari, pur dibattere la destra oppure “ognuno per se” e rischiare di tenerci la Meloni al Governo e un La Russa al Quirinale? Da non dormirci la notte. 

E, per quanto riguarda la Rai che fare? Lasciarla andare al suo triste ed ineffabile destino ed ai comunicati stampa dei consiglieri del “giorno dopo” ormai abbarbicati e legati alla poltrona con l’Attack fino a scadenza mandato (e non solo i consiglieri: alla domanda sulle sue dimissioni dopo i due richiami di Mattarella la Floridia ha risposto “sarebbe una resa”. Ma una “resa” a chi più di quanto constatare che la guerra è finita ed hanno vinto loro???). Oppure cosa altro fare? La “politica” semplicemente, non se ne occupa. Ci raccontano che alla Schlein quando gli parlano di Rai gli viene un attacco di orticaria e lo stesso Conte, dicono, comincia a sbuffare, mentre AVS, tramite il suo portavoce sul Manifesto, ha chiesto le dimissioni ma, ovviamente, non se l’è filato nessuno, anzi. Tetragoni.  

Oggi Repubblica scrive di “occupazione militare dal Servizio Pubblico da parte del Governo”. Si tratta di un’operazione facile e comoda: Telemeloni ha le praterie sconfinate dove galoppare senza ostacoli. Fintanto che la presunta opposizione si limita ai “comunicati stampa del giorno dopo” la battaglia è persa prima ancora di essere iniziata. Oggi si legge della cancellazione di “Riserva Indiana” di Massini, di “Dilemmi” di Carofiglio, di “Via dei matti numero 0” di Bollani e così via. Questa volta il comunicato stampa del “giorno dopo” lo ha fatto Repubblica che almeno qualcuno forse la legge.

La destra, questa destra, questo AD e questo “presidente” facente funzioni con i suoi consiglieri hanno vinto a tavolino perché assente l’avversario. La crisi di “overdose” è sempre più acuta.

bloggorai@gmail.com

lunedì 22 giugno 2026

AUGURI !!!


BUON COMPLEANNO !!!

 

La "settimana calda dell'Ispettore Tibbs" tra Data Center e Tg1

 

By Bloggorai ©

Succede, spesso, che qualcuno o qualcosa che ci appare come “amico”, utile o necessario, si possa trasformare in qualcosa di segno opposto. Succede pure che qualcuno o qualcosa che ci appare come un “dispositivo di salvataggio”, al momento in cui sei indotto ad adoperarlo lo scopri “scaduto” o non più utile al suo scopo oppure già superato da un nuovo modello. Succede pure che di questo “qualcuno o qualcosa” ne possiamo avere bisogno.

Tutto questo ci porta alla settimana che sta per iniziare, calda e faticosa, contanti temi che ci interessano.

A: Data Center e IA: ormai se parla e scrive come la rucola che sta bene dovunque la metti. E, laddove per molti aspetti ti appare utile o necessaria, poi sotto sotto vieni a scoprire che ci sono pure tanti problemi connessi. I “dati” sono la materia prima dell’innovazione tecnologica e costituiscono il “cibo” dell’intelligenza artificiale. Questo cibo deve essere “cucinato” nei Data Center che necessitano di grandi quantità di energia e di acqua. Ieri sera, su Rai Tre, è andato in onda un secondo servizio su questi temi molto interessante (il primo è andato in onda lo scorso marzo). In Italia questo tema oggi è nel pieno della selvaggeria legislativa, un vuoto normativo dove galoppano indisturbati grandi gruppi immobiliari speculativi (comprano terreni agricoli a 1 e li rivendono a 30) come pure, per quelli esistenti che, di fatto, servono i 3 Big della gestione dati Microsoft, AWS (Amazon) e Google che, beninteso, i nostri “dati” se li vorrebbero gestire in casa “loro”. Nel frattempo Starlink pensa di mandare i Data Center in orbita satellitare. 

Rai e Rai Way su questo fronte sono a “carissimo amico … ti scrivo” ovvero tra il poco e il nulla, tra il niente e l’improbabile: esempio clamoroso è il famigerato Hyperscale di Pomezia. Una fantasia sospesa nel vuoto della quale nessuno è in grado di specificare costi, tempi e modelli logistici e clienti potenziali. Fantasie. Nel frattempo Rai si serve di Data Center esterni per i quali paga lauti compensi. Chi gestisce, dove sono e cosa succede con i “dati” raccolti da Rai (abbonamenti, visualizzazioni di Rai Play etc) nessuno è in grado di saperlo. O meglio, alcuni lo sanno e molto bene.

Verrebbe da ripetere il solito pensiero: nessuno se ne pre-occupa, e in particolare l’opposizione. Lasciamo perdere.

B: la civiltà delle immagini. Il Governo è in fibrillazione per mille buoni motivi e, tra questi, la crisi con gli Usa e con Trump in particolare. La crisi, ovviamente, è anzitutto sui contenuti ma anche sulle immagini che la raccontano. E la immagini del G7 di Evian ci raccontano tanto sulla postura, sul linguaggio del corpo e quindi della comunicazione politica della Meloni. Oltre a quella immagine canonica dove lei rivolge il “ditino” verso Trump che ha fatto molta presa sull' opinione pubblica USA MAGA, ce ne sono altre due significative: la prima è quando gli poggia leggermente la mano destra sul braccio “americano” e la seconda quando, alzandosi dal divanetto dove hanno discusso amabilmente, è lei che porge per prima la mano per salutarlo. È lei che prende l’iniziativa e lui la “tollera” e accoglie questi suoi gesti con l’arietta infastidita quasi a dire “se propri necessario…”. Tanto basta.

C: i mondiali di calcio. Passata la retorica a basso prezzo dell’esclusione dell’Italia ai mondiali (ce la siamo meritata tutta e da tanti anni) ora è la volta degli ascolti televisivi che, da alcuni, sono interpretati come un “salvagente” per gli ascolti Rai. A ben vedere, nell’intera giornata, Rai è costantemente sotto Mediaset e ancora sabato Rai era al 34% di share con 2,3 mln e Mediaset con il 27% e 2,6 mln di telespettatori e ieri, domenica, lo stesso con Rai al 34% e Mediaset al 37%. E meno male che c’è il “salvagente” Mondiali. Sempre sabato scorso, i geni del palinsesto, hanno mandato in onda “Piedone a Hong Kong” che ha comunque realizzato il 5% e 1 mln di telespettatori. Forse è questo genere, le repliche delle repliche, ovvero l’usato sicuro, il vero salvagente del Servizio Pubblico.

D: il Tg1 di destra e il racconto nazionale. Il suo direttore Chiocci non fa mistero della sua appartenenza politica e non omette di ringraziare chi lo ha imposto alla direzione del giornale. Lo fa a suo modo: impostando il Tg1 a immagine e somiglianza del “suo” governo: propone una linea editoriale molto concentrata su cronaca nera e costume, laddove invece i grandi temi sociali, economia e lavoro, sanità e istruzione etc sono sempre in secondo piano. Non disturbate il manovratore: l’invito è rivolto a tutti, compresa l’opposizione che quando si impegna a brutto muso riesce ad diffondere solo comunicati stampa del giorno dopo.

bloggorai@gmail.com

La "calda settimana dell'ispettore Tibbs" tra Data Center e Tg1

 

By Bloggorai ©

Succede, spesso, che qualcuno o qualcosa che ci appare come “amico”, utile o necessario, si possa trasformare in qualcosa di segno opposto. Succede pure che qualcuno o qualcosa che ci appare come un “dispositivo di salvataggio”, al momento in cui sei indotto ad adoperarlo lo scopri “scaduto” o non più utile al suo scopo oppure già superato da un nuovo modello. Succede pure che di questo “qualcuno o qualcosa” ne possiamo avere bisogno.

Tutto questo ci porta alla settimana che sta per iniziare, calda e faticosa, contanti temi che ci interessano.

A: Data Center e IA: ormai se parla e scrive come la rucola che sta bene dovunque la metti. E, laddove per molti aspetti ti appare utile o necessaria, poi sotto sotto vieni a scoprire che ci sono pure tanti problemi connessi. I “dati” sono la materia prima dell’innovazione tecnologica e costituiscono il “cibo” dell’intelligenza artificiale. Questo cibo deve essere “cucinato” nei Data Center che necessitano di grandi quantità di energia e di acqua. Ieri sera, su Rai Tre, è andato in onda un secondo servizio su questi temi molto interessante (il primo è andato in onda lo scorso marzo). In Italia questo tema oggi è nel pieno della selvaggeria legislativa, un vuoto normativo dove galoppano indisturbati grandi gruppi immobiliari speculativi (comprano terreni agricoli a 1 e li rivendono a 30) come pure, per quelli esistenti che, di fatto, servono i 3 Big della gestione dati Microsoft, AWS (Amazon) e Google che, beninteso, i nostri “dati” se li vorrebbero gestire in casa “loro”. Nel frattempo Starlink pensa di mandare i Data Center in orbita satellitare. 

Rai e Rai Way su questo fronte sono a “carissimo amico … ti scrivo” ovvero tra il poco e il nulla, tra il niente e l’improbabile: esempio clamoroso è il famigerato Hyperscale di Pomezia. Una fantasia sospesa nel vuoto della quale nessuno è in grado di specificare costi, tempi e modelli logistici e clienti potenziali. Fantasie. Nel frattempo Rai si serve di Data Center esterni per i quali paga lauti compensi. Chi gestisce, dove sono e cosa succede con i “dati” raccolti da Rai (abbonamenti, visualizzazioni di Rai Play etc) nessuno è in grado di saperlo. O meglio, alcuni lo sanno e molto bene.

Verrebbe da ripetere il solito pensiero: nessuno se ne pre-occupa, e in particolare l’opposizione. Lasciamo perdere.

B: la civiltà delle immagini. Il Governo è in fibrillazione per mille buoni motivi e, tra questi, la crisi con gli Usa e con Trump in particolare. La crisi, ovviamente, è anzitutto sui contenuti ma anche sulle immagini che la raccontano. E la immagini del G7 di Evian ci raccontano tanto sulla postura, sul linguaggio del corpo e quindi della comunicazione politica della Meloni. Oltre a quella immagine canonica dove lei rivolge il “ditino” verso Trump che ha fatto molta presa sull' opinione pubblica USA MAGA, ce ne sono altre due significative: la prima è quando gli poggia leggermente la mano destra sul braccio “americano” e la seconda quando, alzandosi dal divanetto dove hanno discusso amabilmente, è lei che porge per prima la mano per salutarlo. È lei che prende l’iniziativa e lui la “tollera” e accoglie questi suoi gesti con l’arietta infastidita quasi a dire “se propri necessario…”. Tanto basta.

C: i mondiali di calcio. Passata la retorica a basso prezzo dell’esclusione dell’Italia ai mondiali (ce la siamo meritata tutta e da tanti anni) ora è la volta degli ascolti televisivi che, da alcuni, sono interpretati come un “salvagente” per gli ascolti Rai. A ben vedere, nell’intera giornata, Rai è costantemente sotto Mediaset e ancora nei giorni scorsi Rai era al 34% di share con 2,3 mln e Mediaset con il 27% e 2,6 mln di telespettatori. E meno male che c’è il “salvagente” Mondiali. Sempre sabato scorso, i geni del palinsesto, hanno mandato in onda “Piedone a Hong Kong” che ha comunque realizzato il 5% e 1 mln di telespettatori. Forse è questo genere, le repliche delle repliche, ovvero l’usato sicuro, il vero salvagente del Servizio Pubblico.

D: il Tg1 di destra e il racconto nazionale. Il suo direttore Chiocci non fa mistero della sua appartenenza politica e non omette di ringraziare chi lo ha imposto alla direzione del giornale. Lo fa a suo modo: impostando il Tg1 a immagine e somiglianza del “suo” governo: propone una linea editoriale molto concentrata su cronaca nera e costume, laddove invece i grandi temi sociali, economia e lavoro, sanità e istruzione etc sono sempre in secondo piano. Non disturbate il manovratore: l’invito è rivolto a tutti, compresa l’opposizione che quando si impegna a brutto muso riesce ad diffondere solo comunicati stampa del giorno dopo.

bloggorai@gmail.com

La "calda settimana dell'ispettore Tibbs" tra Data Center e Tg1

By Bloggorai ©

Succede, spesso, che qualcuno o qualcosa che ci appare come “amico”, utile o necessario, si possa trasformare in qualcosa di segno opposto. Succede pure che qualcuno o qualcosa che ci appare come un “dispositivo di salvataggio”, al momento in cui sei indotto ad adoperarlo lo scopri “scaduto” o non più utile al suo scopo oppure già superato da un nuovo modello. Succede pure che di questo “qualcuno o qualcosa” ne possiamo avere bisogno.

Tutto questo ci porta alla settimana che sta per iniziare, calda e faticosa, contanti temi che ci interessano.

A: Data Center e IA: ormai se parla e scrive come la rucola che sta bene dovunque la metti. E, laddove per molti aspetti ti appare utile o necessaria, poi sotto sotto vieni a scoprire che ci sono pure tanti problemi connessi. I “dati” sono la materia prima dell’innovazione tecnologica e costituiscono il “cibo” dell’intelligenza artificiale. Questo cibo deve essere “cucinato” nei Data Center che necessitano di grandi quantità di energia e di acqua. Ieri sera, su Rai Tre, è andato in onda un secondo servizio su questi temi molto interessante (il primo è andato in onda lo scorso marzo). In Italia questo tema oggi è nel pieno della selvaggeria legislativa, un vuoto normativo dove galoppano indisturbati grandi gruppi immobiliari speculativi (comprano terreni agricoli a 1 e li rivendono a 30) come pure, per quelli esistenti che, di fatto, servono i 3 Big della gestione dati Microsoft, AWS (Amazon) e Google che, beninteso, i nostri “dati” se li vorrebbero gestire in casa “loro”. Nel frattempo Starlink pensa di mandare i Data Center in orbita satellitare. 

Rai e Rai Way su questo fronte sono a “carissimo amico … ti scrivo” ovvero tra il poco e il nulla, tra il niente e l’improbabile: esempio clamoroso è il famigerato Hyperscale di Pomezia. Una fantasia sospesa nel vuoto della quale nessuno è in grado di specificare costi, tempi e modelli logistici e clienti potenziali. Fantasie. Nel frattempo Rai si serve di Data Center esterni per i quali paga lauti compensi. Chi gestisce, dove sono e cosa succede con i “dati” raccolti da Rai (abbonamenti, visualizzazioni di Rai Play etc) nessuno è in grado di saperlo. O meglio, alcuni lo sanno e molto bene.

Verrebbe da ripetere il solito pensiero: nessuno se ne pre-occupa, e in particolare l’opposizione. Lasciamo perdere.

B: la civiltà delle immagini. Il Governo è in fibrillazione per mille buoni motivi e, tra questi, la crisi con gli Usa e con Trump in particolare. La crisi, ovviamente, è anzitutto sui contenuti ma anche sulle immagini che la raccontano. E la immagini del G7 di Evian ci raccontano tanto sulla postura, sul linguaggio del corpo e quindi della comunicazione politica della Meloni. Oltre a quella immagine canonica dove lei rivolge il “ditino” verso Trump che ha fatto molta presa sull' opinione pubblica USA MAGA, ce ne sono altre due significative: la prima è quando gli poggia leggermente la mano destra sul braccio “americano” e la seconda quando, alzandosi dal divanetto dove hanno discusso amabilmente, è lei che porge per prima la mano per salutarlo. È lei che prende l’iniziativa e lui la “tollera” e accoglie questi suoi gesti con l’arietta infastidita quasi a dire “se propri necessario…”. Tanto basta.

C: i mondiali di calcio. Passata la retorica a basso prezzo dell’esclusione dell’Italia ai mondiali (ce la siamo meritata tutta e da tanti anni) ora è la volta degli ascolti televisivi che, da alcuni, sono interpretati come un “salvagente” per gli ascolti Rai. A ben vedere, nell’intera giornata, Rai è costantemente sotto Mediaset e ancora nei giorni scorsi Rai era al 34% di share con 2,3 mln e Mediaset con il 27% e 2,6 mln di telespettatori. E meno male che c’è il “salvagente” Mondiali. Sempre sabato scorso, i geni del palinsesto, hanno mandato in onda “Piedone a Hong Kong” che ha comunque realizzato il 5% e 1 mln di telespettatori. Forse è questo genere, le repliche delle repliche, ovvero l’usato sicuro, il vero salvagente del Servizio Pubblico.

D: il Tg1 di destra e il racconto nazionale. Il suo direttore Chiocci non fa mistero della sua appartenenza politica e non omette di ringraziare chi lo ha imposto alla direzione del giornale. Lo fa a suo modo: impostando il Tg1 a immagine e somiglianza del “suo” governo: propone una linea editoriale molto concentrata su cronaca nera e costume, laddove invece i grandi temi sociali, economia e lavoro, sanità e istruzione etc sono sempre in secondo piano. Non disturbate il manovratore: l’invito è rivolto a tutti, compresa l’opposizione che quando si impegna a brutto muso riesce ad diffondere solo comunicati stampa del giorno dopo.

bloggorai@gmail.com

sabato 20 giugno 2026

RAI: dacci oggi la nostra picconata quotidiana (gratis)

By Bloggorai ©

Questa mattina, in verità, Bloggorai voleva dichiarare il “suo” sciopero. Questa mattina volevamo lasciare le lettrici e i lettori con solo quanto riporta Dagospia che riprende articoli di altri giornali che, a loro volta, succede, riprendono spunti di Bloggorai. Con una differenza assoluta e totale: i colleghi sono pagati (speriamo bene) e i giornali si vendono (cari) in edicola mentre Bloggorai è “aggratissss”.  Poi ci sono le tante “chat”.

Allora, anche Bloggorai gode del supporto di qualche “volenteroso”. Nonostante il “braccetto corto” di qualche consigliere (uno a caso, indifferenti, uno vale l'altro), direttore e "politico" che pure ci leggono attentamente se ne guardano bene da far circolare articoli e notizie come fosse veleno e mentre invece qualcuno è tanto prodigo a rilasciare comunicati stampa del giorno dopo, alla fin fine qualcosa gira e gli articoli che a molti danno fastidio giungono a destinazione.

Oggi è il turno de L’Espresso che titola a tutta pagina “DistruggeRai. Il Servizio Pubblico sprofonda e il vertice è contento ...calano ascolti e pubblicità mentre la concorrenza cresce “ etc etc etc…” Con tutto il rispetto e la stima per i colleghi che hanno scritto il primo pezzo (il secondo a seguire è titolato “Dove c’era la Terza Rete solo macerie”), il contenuto è più o meno una summa di quanto Bloggorai scrive tutti i giorni, da ben otto anni. Ogni giorno diamo notizie e commenti su quanto avviene dentro e fuori la Rai, riportando dati, numeri, dichiarazioni virgolettate e commenti di autorevoli esperti. Oggi l’Espresso fotografa e sintetizza tutto ciò che è abbondantemente noto: dal ruolo del DG & C (inteso come tutto il Cda), all’ingerenza del Governo passando per la grande truffa del Piano Immobiliare (votato all’unanimità) dove si può vendere per poi andare in affitto con il risultato che spendi di più di quanto incassi. Leggiamo “Per sette dei 15 immobili messi in vendita, e fra questi Palazzo Labia, è contemplata anche l’ipotesi di un lease-back. Con tale sistema chi compra potrebbe anche riaffittare alla Rai con un rendimento di tutto rispetto”.

Somiglia molto al giochetto di Rai Way che rende tanto agli azionisti (privati) quanto Rai paga per il suo lauto Contratto di Servizio per oltre 200 mln anno. Ci crediamo bene  che EiTowers, F2i e Mediaset siano interessati "all'affare" 

Il servizio de L’Espresso prosegue sullo sfracello di Rai Tre: ancora ieri sera è andata in onda l’ennesima replica di Sissi che, comunque, ha fatto il 5,6% con circa 800 mila telespettatori, quasi il doppio della Maggioni o di Monteleone. Nota bene: ieri per l’intera giornata RAI si è attestata al 34,7% con circa 2,3 mln mentre Mediaset ha raccolto il 40% con circa 2,7 mln. Magari conviene mandare in onda repliche di repliche. Diabolici.  

Ma se dopo le dichiarazioni di Rossi sulla sua rivendicazione (il “mio” successo sull’anomalia di RaiTre) nessuno (nessuno!) ha avuto la voglia, la forza e il coraggio di ingaggiare uno stuolo di avvocati, giuristi e costituzionalisti della prima e della seconda ora per verificare la sussistenza almeno del danno erariale, di cosa stiamo parlando?  

Ai consiglieri di opposizione (???) gli è stato ripetuto ancora una volta di tornare a casa (Vita nei giorni scorsi) e non hanno battuto un plissè. E che vuoi dire più? Rimangono solo i giochi di parole buoni per fare titoli: il prossimo è “SprofondeRai”.

Chiudiamo con il titolo del Fatto di oggi: “Giorgetti ha gettato la maschera: la Rai è e resta di governo”. Originale, come se fosse una cosa nuova, come se Giorgetti la maschera l’avesse indossata solo giovedì pomeriggio.

Forza, coraggio, al peggio non c’è mai fine.

Bloggorai@gmail.com

venerdì 19 giugno 2026

TELEMELONI per tutta la vita

By Bloggorai ©

Con grande rammarico, arrabbiatura e frustrazione, siamo costretti a ribadire quanto scriviamo da tempo: con questa opposizione, con questi consiglieri, ci terremo TeleMeloni per il resto della vita. È una “opposizione” inutile, irrilevante e inconsistente e capace solo, quando va bene, a fare un Comunicato stampa del giorno dopo, quando il danno è fatto e senza uno straccio di proposta e, con l’aggiunga di una sottile, diabolica e perfida presa in giro.

Solo fatti e poche chiacchere e vediamo tre soli grandi esempi recentissimi: A l’AD Rossi la settimana scorsa si è vantato per il “mio” successo per aver smantellato Rai Tre. Ci sarebbero i presupposti per arruolare uno stuolo di avvocati, illustri giuristi, costituzionalisti della prima e della seconda ora, e chiedere loro di verificare il possibile danno erariale a carico dell’Azienda. Altrimenti si poteva proporre uno straccio di mobilitazione di fronte al vecchio cavallo ormai definitivamente morente, un volantinaggio di fronte al Colosseo, un qualsiasi gesto visibile e tangibile che possa essere percepito come “opposizione” e invece NULLA, il vuoto allo stato puro e Rossi &C hanno gongolato e proseguito imperterriti e quella stessa settimana hanno prima mandato in onda la Principessa Sissi e il giorno successivo Piedone Lo Sbirro per poi chiudere in bellezza con “Linearossa”. E che cosa ha dichiarato il Consigliere Natale per “opporsi” a tanta roba: “Assieme ad un condivisibile rivendicazione del ruolo del Servizio Pubblico …”. Condivisibile? Cosa c’è da condividere con chi poi ha sostenuto e sostiene l’affossamento di Rai Tre? Cosa hanno in comune Rossi e Natale? Cosa li unisce e cosa invece li dovrebbe dividere?    

B la scorsa settimana si sono svolte la Vigilanza Rai e l’audizione di Giorgetti in VIII Senato. La prima assolutamente inutile: la sola cosa che doveva fare (affrontare e risolvere il problema presidente) non è stato nemmeno sfiorato mentre il Ministro ha dichiarato candido candido che l’EMFA è “compatibile” con la Legge Renzi attualmente in vigore. Tradotto in soldoni: la riforma rinviata alle calende greche. Anche in questo caso cosa ha fatto l’opposizione: una batteria di Comunicati stampa che non si è filato nessuno meritando, nel migliore dei casi, una riga virgolettata.  

C clamoroso: leggiamo su Repubblica che Simona Agnes, designata dal Governo come Presidente e magari pure di garanzia avere partecipato come plenipotenziaria di Forza Italia al  al “triunvirato” insieme a Fillini (FdI) e Morelli (Lega) per decidere le prossime nomine Rai. Per meno della metà di questa notizia ci sarebbe dovuta essere una fibrillazione atriale da pare di tutta l’opposizione messa insieme tanto da far occupare tutto un reparto di Pronto Soccorso. E’ la prova provata, la pistola fumante di tutta l’arroganza e la prepotenza di questo Governo sulla Rai. Era ed è un motivo più che sufficiente per rifiutarsi di partecipare ad un Cda anomalo, acefalo e con questa ingerenza esterna.

D E invece cosa succede? Succede che ieri alle 17,46 l’ANSA diffonde un comunicato stampa (sic) con dichiarazioni di Vincenzo Vita (AVS) che dice “Cosa deve accadere ancora nella Rai e sulla Rai perché le opposizioni si decidano finalmente ad alzare la voce e a promuovere forti iniziative di lotta? In tali azioni vi possono essere l'occupazione pacifica e simbolica delle commissioni parlamentari bloccate e le dimissioni dalle medesime laddove nulla si sblocchi…Insomma, che le opposizioni e i consiglieri di minoranza della Rai battano un colpo". Rinnovato appello caduto nel vuoto. Per tutta risposta, alle 19.40 arriva il “colpo” grosso, grosso assai, da far tremare i muri. Sempre l’ANSA batte un comunicato dove si legge “Le logiche politiche hanno pesato ben più delle ragioni editoriali: da qui il nostro no alle proposte dall'Ad Rossi per le direzioni di Tg2 e Rai Parlamento. Non è ovviamente in questione la caratura professionale dei due nomi prescelti, ma un percorso decisionale nel quale non ha avuto alcun rilievo la valutazione dei risultati conseguiti dalle due testate nell'ultimo triennio. Le modalità e i tempi della scelta indicano che a prevalere sono stati equilibri politici esterni al servizio pubblico, in vista delle prossime scadenze elettorali" firmato Alessandro di Majo e Roberto Natale. 

TeleMeloli ha iniziato a tremare e Rossi& C hanno avuto bisogno di un conforto spirituale di fronte a tanta protervia e aggressività. Oltre il danno la beffa: ma loro due come e da chi soso stati scelti, selezionati e insediati? Hanno vinto il Concorso Nazionale per Titoli e Meriti per due posti da Consigliere Rai oppure hanno vinto la candidatura al Gratta e Vinci?

Fa caldo, tanto caldo … ed è molto difficile andare avanti.

bloggorai@gmail.com