martedì 14 luglio 2026

E' giunto il tempo dei "veleni forti"

By Bloggorai ©

Riassunto e sintesi delle puntate precedenti:

A: Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci si conoscono da almeno 6 anni

B: una fotografia del 2023 li immortala attovagliati insieme ad un prelato

B: la bomba sotto casa di Ranucci esplode il 16 ottobre 2025: per i magistrati sarebbe noto il mandante e gli esecutori ma oscuro (ancora) il movente.

Prima, nel mezzo, durante e dopo queste date succede, si sente dire e si legge di tutto, il contrario di tutto e di più: indagini più o meno riservate, confidenze intime, illazioni, ricostruzioni più o meno dettagliate, supposizioni suggestive quanto assai velenose, pareri più o meno autorevoli che esprimono opinioni più o meno opinabili e, per non farci mancare nulla, si aggiungono le querele. In altre parole, un calderone fumante di tanta roba maleodorante dove tanti inzuppano volentieri un biscottino e dove però nessuno ne cava un pensiero strutturato e sensato.  

Morale della favola: Meloni & C gongolano. Rossi & C non fanno festa, sono apparentemente “prudenti” ma intanto portano a casa “un” o forse “il” risultato principale: Rai Tre è sull’orlo del tracollo geneticamente modificato e “pazienza” se i telespettatori emigrano verso La7 ipse dixit Rossi. 

L’obiettivo del missile a testata multipla, il giornalismo d’inchiesta del Servizio Pubblico, sembra essere stato raggiunto in pieno.

Osserviamo inoltre che molta parte della stampa italiana, non solo di destra, sembra aver assunto un atteggiamento che non lascia intravvedere molta “simpatia” o solidarietà per Ranucci o, come sostengono alcuni, per il “metodo Report”. Il Corriere e Repubblica grondano stille di veleno sufficienti ad uccidere un crotalo del Texas. Aggiungiamo inoltre che non ci sembra di cogliere soverchia energia solidale da parte del “campo più o meno largo”: fiducia della magistratura, prudenza e “staremo a vedere”.

Nel frattempo:

a: come abbiamo scritto e ribadiamo: la riforma Rai è in alto mare e ci rimarrà per chissà quanto tempo ancora. Abbiamo seri dubbi che possa andare in Aula entro la fine di questa legislatura.

b: questo Cda con questo presidente anomalo proseguono allegramente a fare e disfare a loro piacimento fino al probabile fine mandato (il compenso scorre tranquillo)

c: la Vigilanza Rai è svanita mentre tutti ne parlano, molti la invocano ma nessuno riesce a fare un passo avanti.

d: il resto del mondo (tecnologie, piattaforme, palinsesti, programmi e contenuti) va avanti velocemente e Rai langue mentre si appresta ad una nuova e triste stagione di “pacchi”, di repliche dei vari Montalbano o di “serate speciali” con un noto cantante neomelodico.  

Le vacanze sono vicine, occorre resistere, resistere, resistere. Finché ce la facciamo.

bloggorai@gmail.cm

lunedì 13 luglio 2026

Sulle barricate !!!

By Bloggorai ©

Fa caldo. La settimana che sta per iniziare sarà ancora impegnativa. La faccenda Lavitola/Ranucci occuperà giocoforza ancora molta attenzione. Da parte nostra, attrezziamo le barricate, scendiamo in trincea e prepariamo i sacchetti di sabbia.

Il campo di battaglia n. 1. Se si perde di vista il panorama, il contesto e le prospettive di quanto potrà succedere da oggi ai prossimi mesi, non si capisce nulla e il nemico si avvantaggia. La Meloni, questo governo, ha un obiettivo strategico inderogabile e assoluto: vincere le prossime elezioni e mettere un’ipoteca sulla prossima elezione del Presidente della Repubblica. Allo stesso tempo, l’opposizione ha l’obiettivo analogo e contrario: impedire che la destra possa vincere ancora e impedire ogni deriva autoritaria o presidenzialista. Tutte le battaglie tattiche si si svolgono oggi sono in funzione della grande battaglia del 2027.

Il campo di battaglia n. 2. Nel corso dei combattimenti verranno usate ogni tipo di armi, convenzionali e non convenzionali. Sarà una guerra politica ibrida dove le “armi” principali saranno i contenuti, i programmi elettorali, insieme però a nuovi strumenti subdoli, infidi e ingannevoli. Guai a sottovalutare questo aspetto. In questo campo di battaglia sarà anche importante decidere o influenzare il luogo e il tempo in cui si svolgeranno i combattimenti: questo Governo della Meloni tenterà in ogni modo di dettare l’agenda e quindi alzare polvere per distogliere lo sguardo e attirare le forze nemiche nel trabocchetto della distrazione.

Il campo di battaglia n. 3. Per quanto detto sopra nei primi campi di battaglia, è conseguente e subordinato che la Rai, il Servizio pubblico, Rai Tre e le trasmissioni di giornalismo di inchiesta sia tutto reso innocuo o almeno poco offensivo. Questa Rai, questo Servizio Pubblico e questa Rai Tre deve restare negli orticelli dell’intrattenimento leggero, delle repliche di Sissi o di Piedone lo sbirro, della cronaca nera diffusa di Garlasco, nelle varie confort zone di Sanremo e del gioco ludopatico dei pacchi. Rossi &C lo ha detto chiaro e tondo: Rai Tre deve cambiare i connotati e “pazienza” (ipse dixit) se si perdono telespettatori che emigrano verso La 7, ovvero la nuova Rai Tre. Ne consegue che dentro Rai Tre non ci devono essere “rotture narrative”. Report non è stato attaccato solo con la bomba a Ranucci, ma molto tempo prima con il taglio delle quattro puntate, con lo spostamento della messa in onda alla domenica e con i tagli di budget.

Su questo campo di battaglia, abbiamo perso: le “richieste di chiarimenti” del giorno dopo non hanno prodotto alcun risultato. La vicenda Lavitola/Ranucci è il colpo di grazia.

Arriviamo al punto: Bloggorai, insieme a tutti coloro che intendono queste vicende, ha intuito che qualcosa stava andando storto. Il mandante, il movente, il ristorante e i suoi commensali, il sondaggio e i retroscena più o meno velenosi (vedi il Corriere) alimentano il fumo negli occhi. Ora ci si chiede: è necessario e prioritario esprimere solidarietà a Ranucci. Si certo, lo facciamo proprio come lo abbiamo fatto in quel lontano pomeriggio in Piazza Santi Apostoli, quando però non sapevamo che Ranucci fosse grande amico di Lavitola. Il taglio delle quatto repliche estive di Report grida vendetta e opposizione, non foss’altro perché presuppone anche un danno economico aziendale.

Epperò, epperò, i conti non tornano ancora. Ci manca un elemento fondamentale e inderogabile per farceli tornare: spiegare compiutamente, dettagliatamente e francamente tutti i termini di questa amicizia con Lavitola. Vedi e rileggi bene quanto abbiamo scritto subito su Bloggorai lo scorso martedì 7 luglio, appena iniziata la vicenda   https://bloggorai.blogspot.com/2026/07/le-amicizie-pericolose-molto-pericolose.html?m=1 .

Se non si comprende, se non si “comunica” e si rende trasparente l’esatta natura, cultura e postura di questa “amicizia particolare” tra Lavitola e Ranucci, questa destra, questa Rai di Rossi&C avranno buon gioco a vincere questa ed altre battaglie. 

Il solo argomento sul quale si cerca di tenere il punto è fragile e facilmente controvertibile: la presunta “obbligatorietà” per un giornalista che fa inchieste di sporcarsi le mani con fonti equivoche, malfamate e impelagate fino al midollo in affari sporchi, sporchissimi. Vero ma solo in debita parte: poi ci si lava le mani e ci si tiene accuratemene a distanza: dall’utilizzare una fonte a diventarne grandi amici ce ne corre e non poco.

bloggorai@gmail.com

ps. Bloggorai, c'è sempre stato, c'è e ci sarà ancora sulle barricate ma oggi ci chiediamo chi sono gli altri che partecipano alla battaglia? 

domenica 12 luglio 2026

Attendiamo fiduciosi

By Bloggorai ©

Oggi ci prendiamo una giornata di riflessione e di approfondimento. Rinfreschiamo la memoria per riavvolgere il nastro dall’inizio, riprendiamogli appunti, sentiamo e scriviamo e chattiamo con amici, parenti e conoscenti e andiamo al Circolo Trattoristi della Bassa Val Tiberina per “sentire” l’aria che tira.

Bloggorai lo ammette: ha le idee alquanto confuse e non tutto ci appare per quanto sembra. Molti conti non tornano.

A: non ci torna il conto della facilità con cui questa destra, questo Governo, questa dirigenza Rai sta vincendo facile sulla vicenda Lavitola/Ranucci.

B: non ci torna il conto di quanto sappiamo e quanto leggiamo.

C: non ci torna il conto delle facili scorciatoie che siamo indotti a prendere.

Nel mentre e nel quando “la magistratura farà il suo corso” e in attesa di sapere e capire che relazione c’è tra mandante e movente, mentre siamo “prudenti” e attenti, siamo pure consapevoli che tutta questa storia ci sta distogliendo da temi di grande interesse che si stanno ponendo in secondo piano: la riforma Rai, la Vigilanza Rai, Rai Way e la prossima stagione televisiva dopo la presentazione di tutti i palinsesti in chiaro e in streaming.

Vedremo … vedremo…

bloggorai@gmail.com 

 

sabato 11 luglio 2026

La Tempesta ... più o meno perfetta

By Bloggorai ©

Del tutto casualmente, in un tardo e caldo pomeriggio di metà luglio, cercando disperatamente di mettere in ordine la libreria, è balzato agli occhi il dorsetto di una vecchia edizione de La Tempesta di Shakespeare. 

E' sembrato subito un titolo quanto mai appropriato per riassumere in sintesi i giorni che stiamo vivendo e una frase mi torna alla memoria: “L'inferno è vuoto e tutti i diavoli sono qui”. Ovviamente, il testo del Bardo è più noto per la citazione “Noi siam fatti della stessa sostanza di cui son fatti i nostri sogni, e la nostra breve vita è coronata da un sonno. Io sono agitato, mio caro …” (atto IV, scena I). La Tempesta è un’opera fantastica: tanto drammatica quanto surreale e, a tratti, comica e complottista ovvero tutti temi di grande attualità.  

Ma oggi non parliamo di sogni quanto invece di diavoli ovvero di diavolerie inimmaginabili. Difficile, infatti, immaginare il complesso e, appunto, diabolico intreccio politico al quale stiamo assistendo su ogni piano di nostro interesse. Sul piano internazionale, difficile immaginare l’avvento e le devastazioni in corso dell’era Trump e di quanto è capace di fare. Sul piano nazionale, difficile immaginare quale potrà essere il quadro politico che ci attende il prossimo anno con le variabili imprevedibili dei Vannacci da una parte e dei vari centristi o “moderati” dall’altra. Sul piano del Servizio Pubblico e della Rai non ne parliamo proprio: si sta realizzando la tempesta perfetta dove potrebbe affondare ogni speranza di salvataggio di una barca che prende acqua da tutte le parti.

Ieri abbiamo scritto che la faccenda Lavitola/Ranucci appare come un missile a testata multipla che “… colpisce tanti obiettivi, anche in modo differenziato nello spazio e nel tempo”. Ieri abbiamo pure scritto, tra i punti fermi di questa vicenda, che “G: Ranucci in Rai era in “sofferenza” da tempo: taglio di budget, riduzione di puntate e spostamento in altra giornata meno favorevole per dare posto ad altri personaggi (esterni alla Rai) prontissimi a prendere il suo posto qualora Ranucci non conducesse più Report” e il giorno prima abbiamo scritto che “Colpisci Report e colpisci una delle parti nobili della Rete e, seppure lo mantieni in onda, avvii un processo di delegittimazione strisciante …”.

Ebbene, una testata del missile è arrivata a destinazione (con le coordinate di puntamento fornite dai vari esponenti dei partiti di governo e dei giornali che li supportano): le repliche di Report previste per questa estate sono state sospese dalla Rai nonostante non ci sia alcun legame tra le due storie e che le indagini siano ancora in corso. È grave ma non ci sorprende più di tanto proprio per quanto abbiamo detto prima e ci riconduce a quanto abbiamo scritto in epoca non sospetta, quando abbiamo partecipato a Piazza Santi Apostoli a Roma per solidarizzare con Ranucci: la sua difesa andava fatta e irrobustita prima e non dopo. Le quatto puntate sottratte, i tagli di budget e lo spostamento di messa in onda andavano ottenute subito. Ora è tardi, forse troppo tardi: i soliti comunicati stampa del giorno dopo dove si chiedono “chiarimenti all’AD”.    

Un’altra testata di questo missile è indirizzata alla nostra sensibilità politica (non ci azzardiamo a definirla coscienza). Più passano le ore e più aumentano i dubbi, le incertezze e la confusione. Aumentano i commenti stupiti o sorpresi di chi “non sapevo …” o di chi “devo capire meglio…” o ancora di chi “non so cosa dire …”. Le dichiarazioni ufficiali, le interviste (ieri di Ranucci al Corriere e poi Lavitola al Tg1) non aiutano a fugare le incertezze. Stamattina il Corriere titola in prima pagina “Le riunioni in Rai con Lavitola in redazione”. Leggiamo attentamente: “Sono i giornalisti di Report a raccontare al Corriere di averlo visto bazzicare tre o quattro volte in redazione o sotto gli studi Rai”.

Vorremmo non crederci. Vorremmo credere che possa essere una “suggestione giornalistica”. Semmai invece fosse vero e verificato: che ci faceva Lavitola a Via Teulada? A che titolo era in redazione? Il Corriere riferisce di aver riscontrato il suo ingresso una sola volta, addirittura nel 2021.

Vorremmo chiudere in fretta, subito, questa brutta pagina e guardare oltre e, segnatamente ai mesi che aspettano prima delle elezioni. Vorremo essere prudenti e porci in “fiduciosa attesa dell’esito delle indagini” ma sappiamo bene, benissimo, che questa fiducia non è sempre ben riposta e che potrebbero essere tempi lunghi, lunghissimi, quanti ne bastano per far arrivare a destinazione tutti le altre testate esplosive del missile e produrre danni irreparabili.   

Abbiamo tanti altri argomenti di sui scrivere e, forse, un altro obiettivo del missile è proprio nel voler distogliere l’attenzione da altri temi che pure non sono meno rilevanti. Una sorta di “effetto Garlasco”.

bloggorai@gmail.com  

venerdì 10 luglio 2026

Trame oscure e torbidi complotti. Un possibile movente: il 2027 è dietro l'angolo

By Bloggorai ©

Il terreno sul quale siamo indotti a tornare sulla faccenda Lavitola/Ranucci è molto fangoso, paludoso e scivoloso.

C’è una sola semplice domanda che in questi giorni si pone con grande evidenza: Ranucci è vittima incolpevole di un grande complotto tipico e caratteristico italiano (calderone di marciume composto da servizi deviati, golpisti, fascisti, loggisti e criminalità organizzata etc ) oppure nel cadere nel trappolone ci ha messo qualcosa di suo, seppure “ingenuamente” o “volutamente” per dovere/volere utilizzare una “fonte” interessante? In altri termini, Ranucci è caduto nel trappolone “a sua insaputa”?

Riposizioniamo alcuni punti fermi.

A: Lavitola è un personaggio noto alle cronache politiche e giudiziarie da decenni.

B: Lavitola ha coltivato da sempre ambizioni e relazioni politiche importanti (da Craxi a Berlusconi).

C: Lavitola è considerato una “fonte” primaria: il suo ristorante è stato un crocevia di spioni, grembiulini, servizi deviati e giornalisti affamati di “notizie” più o meno riservate.

D: coltivare e seguire con attenzione “fonti” equivoche, pregiudicati, e implicate in sporche vicende può far parte del dovere giornalistico d’inchiesta. Non è obbligatorio "essere molto amici"

E: Lavitola e Ranucci sono "molto amici"

F: indebolire Ranucci o screditare lui e la sua trasmissione e il giornalismo d’inchiesta del Servizio Pubblico è un obiettivo della destra.  

G: Ranucci in Rai era in “sofferenza” da tempo: taglio di budget, riduzione di puntate e spostamento in altra giornata meno favorevole per dare posto ad altri personaggi (esterni alla Rai) prontissimi a prendere il suo posto qualora Ranucci non conducesse più Report.

H: le indagini finora hanno enfatizzato il mandante ma brancolano nel buio per il movente.

Punto.

Ora si apre un capitolo interessante. A quanto sembra, Lavitola (e forse non solo lui, oggi leggiamo dell’interesse di un “leader straniero”) era intenzionato a sostenere una “discesa in campo” di Ranucci per le prossime elezioni e stava commissionando sondaggi (Domani ora in edicola pubblica il testo) per sondare il gradimento di un “giornalista Rai”. Il Corriere oggi titola: "Il sondaggio di Lavitola su Ranucci. Cosi' ha tentato di creare un partito". 

Allora, passo indietro: correva l’anno 1983 e Jas Gawronski si candidò per il partito repubblicano in Europa dove venne eletto. Lo segui presto Alberto Michelini, direttore del Tg1, eletto nelle fila della DC. Dopo di loro seguirono tanti nomi illustri: Antonio Tajani, Augusto Minzolini, David Sassoli, Piero Badaloni, Lilli Gruber, Lucia Annunziata, Piero Marrazzo, Michele Santoro, Sandro Ruotolo tanti altri ancora e buon ultimo Gennaro Sangiuliano. Dunque, una nobile tradizione di volti televisivi Rai passati alla politica e non ci sarebbe nulla di strano o anomalo se pure Ranucci volesse seguire questo importante percorso. Anzi !!!

E seppure Ranucci ha detto e ribadito più volte e chiaramente che non era e non è interessato il tema rimane e delle intenzioni politiche di Lavitola e di quel sondaggio Ranucci ne era perfettamente a conoscenza. Alla specifica domanda che oggi il Corriere gli ha posto, la risposta non è stata molto persuasiva “Lavitola non aveva bisogno che lo scoraggiassi. Sapeva bene che non mi sarei candidato”. E aggiunge, rispondendo ad altra domanda se avesse subito un personaggio come Lavitola: “Non penso di averlo subito ma di averlo governato”. Se così fosse la faccenda del sondaggio non sarebbe partita e Ranucci avrebbe potuto “governare” Lavitola renderla una iniziativa impraticabile che invece è stata parzialmente praticata con autorevoli pareri di colleghi giornalisti.   

Ora la linea prevalente, l’atteggiamento diffuso è “prudenza”, “occorre fare chiarezza” oppure “vediamo le carte e attendiamo fiduciosi l’esito del lavoro degli inquirenti” oppure ancora “i fatti devono essere accertati dalla magistratura, non dai processi mediatici”. Tutto giusto, tutto vero, tutto condivisibile. 

Attenzione però: potrebbe non essere un semplice “processo mediatico” alla Garlasco (come l’ha definito ieri Mentana su La7) ma qualcosa di più che richiede uno sforzo di comprensione politica superiore ed immediato rispetto alla semplice “prudenza e attesa”.

Le elezioni 2027 sono dietro l’angolo e ribadiamo, forse, questa la vera matrice del movente ancora misterioso. Non c’è molto tempo da perdere.

bloggorai@gmail.com

giovedì 9 luglio 2026

Una bomba a testata multipla è in viaggio verso il 2027

By bloggorai ©

Dopo una amena passeggiata, dopo un inteso scambio di messaggi e telefonate, la lettura di giornali, e dopo un ottimo caffè ci stiamo facendo qualche idea sulla faccenda Lavitola/Ranucci che molti considerano ancora molto misteriosa quando invece qualcosa si inizia ad intravvedere.

Proponiamo tre possibili letture che, ovviamente, si possono anche incrociare tra loro. Proviamo ad immaginare queste tre letture come un missile a testata multipla: colpisce tanti obiettivi, anche in modo differenziato nello spazio e nel tempo. Il metodo che cerchiamo di usare in questi ragionamenti è molto semplice: a chi giova tutto questo? Chi avvantaggia e chi penalizza?

A: lettura politica. La “politica” anzitutto è sempre un’eccellente chiave di interpretazione di fenomeni complessi. Questi fenomeni, spesso, avvengono e si avvalgono di strumenti “delicati” dove si sconfina facilmente dagli ambiti privati e "personali" a quelli pubblici, appunto, politici. Non vi è ombra di dubbio che una parte politica, questi partiti di destra, questo Governo, possono trarre vantaggio dal vedere indebolito non tanto il personaggio Ranucci ma ciò che rappresenta: il giornalismo d’inchiesta che indaga, approfondisce e cerca di svelare verità occulte. Report e ciò che gli somiglia, ancor che proposto dalla Rai crea enormi fastidi per i sostanziosi interessi economici che va a intaccare. Guarda caso, questi interessi provengono prevalentemente da una parte sola. Indebolire la credibilità del giornalismo d’inchiesta pubblico può essere quell’ottimo “movente” che molti vanno cercando. Da non dimenticare che siamo alla vigilia di possibili elezioni anticipate.

Sub A: “"Buscar el levante por el poniente" ovvero il Governo Meloni ha assoluta necessità di distrarre l’attenzione verso altri problemi che non siano quelli reali che interessano il Paese. Questa vicenda gli si presenta su un piattino d’argento per distogliere lo sguardo pubblico proprio nel mentre e nel quando si dibatte di Legge elettorale ( e in subordine di Lege di riforma Rai).

Sub C: il quadro politico che si appresta a concorrere alle elezioni 2027 vede la presenza di “terzi incomodi” che gravitano in due aree: una estrema destra e una estrema centrista. In queste aree si aggirano personaggi “politici” che hanno avuto o che forse hanno ancora a che fare con Lavitola e altri suoi interlocutori assidui frequentatori del suo ristorane e non solo. Si intendeva colpire Ranucci con la bomba o Lavitola (e i suoi amici, ovvero le sue “fonti” ovvero gli avventori del suo ristorante) con la minaccia di una dura condanna al carcere?

B: lettura giudiziaria. La tentazione di addentrarci nei meandri delle indagini in corso è forte anche perché dai dettagli si può cogliere la coda velenosa. Ci limitiamo al minimo indispensabile. La bomba a Ranucci era un semplice “avvertimento” oppure una tentata strage come suppongono gli inquirenti? Troppi, tanti elementi non tornano anche agli occhi di semplici e inesperti “curiosi” di fatti di cronaca. Ne citiamo uno a caso: il detonatore e il tipo di esplosivo. Il primo, secondo gli inquirenti non era un Timer, un orologio programmato ad esplodere ad una certa ora ma invece si è trattato di un telecomando a distanza, del genere usato a Capaci. La differenza è notevole: nel primo caso gli effetti dell’esplosione potevano essere casuali, nel secondo caso chi ha azionato il pulsante sapeva esattamente quali conseguenze ci sarebbero state in quel preciso momento. Il tipo di esplosivo: se voleva essere un semplice “avvertimento” di tipo para mafioso che dir si voglia, era sufficiente un petardo da fuochi artificiali di quelli che si vendono illegalmente sotto Capodanno. E invece, dicono gli inquirenti, è stato utilizzato esplosivo da cava, ovvero qualcosa di più devastante e micidiale. Tant’è che il reato supposto è stato innalzato a tentata strage.

Sub B: mandante e movente. Per gli inquirenti il primo è noto e il secondo ancora oscuro. Appare difficile immaginare che i due termini non siano connessi tra loro. Sul primo sappiamo quasi tutto mentre sul secondo è calato un muro di cemento armato.

C: lettura televisiva. Tra le tre possibili letture è forse la meno rilevante però non meno interessante per un riflesso indiretto e subordinato della vicenda. Rai Tre in primo luogo è il luogo principale del conflitto in corso dentro e fuori la Rai. L’AD Rossi ha rivendicato la sua mutazione genetica e il conseguente impoverimento editoriale ed economico. Dopo quanto poi ha affermato ad Ancona (“pazienza…”) forse lo sporco lavoro di demolire RaiTre non è ancora terminato. Colpisci Report e colpisci una delle parti nobili della Rete e, seppure lo mantieni in onda, avvii un processo di delegittimazione strisciante che culmina con la riproposizione di avanzi di cantina. RaiTre è il luogo deputato del giornalismo d’inchiesta tipico e caratteristico del Servizio Pubblico. Come ha detto Corsini, direttore approfondimento, la trasmissione rimane e vedremo chi la condurrà. Già: chi la condurrà? Qualora non fosse ancora Ranucci chi potrebbe succedergli? Un nome in particolare, sempre tra gli “amici” di Ranucci sembra stia scaldando i motori.

Veleno e tossine

By Bloggorai ©

“Ma bomba o non bomba noi arriveremo a Roma, malgrado voi…” A.V.

Un nido di vespe, infestato da calabroni e circondato da vipere: vietato avvicinarsi e sperare che questi simpatici animaletti possano avere un atteggiamento amichevole verso gli umani. Eppure, eppure, fanno parte “dell’ambiente” e appartengono ad un ecosistema dove assumono un ruolo importante, seppure fastidioso e pericoloso. Basta saperlo e non confonderli con innocenti farfalle o simpatici orbettini-

Bloggorai lo ammette: fatica a scrivere su questo tema. Anche noi siamo attenti e “prudenti” e “fiduciosi che la Magistratura faccia il proprio lavoro” (oddio, mica poi tanto, visti gli storici precedenti). Abbiamo partecipato, sostenuto e difeso non tanto e non solo la persona Ranucci quanto più sosteniamo e difendiamo un inviolabile diritto a sapere e conoscere attraverso il Servizio Pubblico e l’inderogabile dovere di un giornalista a porre domande, sollevare dubbi, e cercare verità. Se Lavitola è stato o meno il mandante della bomba sotto casa di Ranucci e quale che sia il movente (posto che i due elementi sono in assoluto legame tra loro) saranno i magistrati a dirlo.

Noi ci limitiamo a ribadire, ad osservare e riportare quanto sappiamo su un solo elemento derimente: il personaggio Lavitola con tutta la sua storia fino a che punto si può considerare un “amico affettuoso incapace a farmi del male” come sostiene Ranucci. Fino a che punto il famigerato ristorante di Monteverde si può considerare solo un piacevole luogo dove mangiare pesce fresco e non un trafficatissimo crocevia di faccendieri, trafficoni, spioni, agenti più o meno segreti o deviati, grembiulini di varia foggia o noti prelati, giornalisti con il pelo sullo stomaco in caccia di notizie riservate o di succosi retroscena?

Su questo argomento, per ora, siamo costretti a fermarci qui: troppa carne al fuoco, troppa polvere negli occhi e soprattutto necessario chiarire bene il contesto politico perché è del tutto evidente che non si può derubricare la faccenda a “pericolose relazioni personali e professionali” o a cercare colpevoli solo tra quattro scalzacani. C’è tanto ancora da sapere e ci sono tanti di più da scoprire. Tanti personaggi che appaiono nell'ombra. Ribadiamo: nulla avviene mai per caso.

Invece abbiamo intenzione di chiudere un capitolo: non chiedere più le dimissioni dei due consiglieri di Majo e Natale. Ci siamo resi conto che si tratta di una proposta inutile, irrilevante e perditempo. Se rimangono in meno a puntellare o sorvegliare (il giorno dopo) questo Cda, questi Rossi&C non cambia assolutamente nulla: il Cda Rai può fare benissimo a meno di loro (ci sono esperienza con un Cda con tre soli componenti). Del resto, stiamo ancora cercando di capire per cosa, per quali iniziative o per quali risultati finora la loro presenza passerà alla storia della Rai. Tutto il resto è solo fumo, come quello che ha segnato la nota esperienza della “società civile” in Cda Rai.

bloggorai@gmail.com