Nel nostro immaginario Album della Civiltà delle immagini succede spesso
che sono più le “figurine” mancanti che quelle già “acquisite”. Per certi aspetti
succede quello che è successo nel lontano 1963-64 quando nella mitica collezione
delle figurine dei calciatori Panini mancava l’introvabile Pizzaballa, mitico
portiere prima dell’Atalanta e poi della Roma.
Allora succede che in questo nostro immaginifico Album si
avverte con un certo fastidio e malumore il vuoto lasciato da figurine che pure
dovrebbero esserci per forza, per loro collocazione ed esistenza in vita
naturale. Ne elenchiamo qualcuna.
La notizia. Succede, spesso,
che l’immagine ovvero la “notizia” del giorno svanisce ed evapora annegata tra
un funerale di uno stilista, la cronaca nera e una manciata di sano gossip. Allora,
ieri è uscita fuori la notizia secondo cui un giudice, Aldo Tirone di Alessandria,
ha rivelato che nel suo Pc sarebbe installato un software, esattamente
denominato ECM (Microsoft Endpoint Configuration Manager), ovvero un software
in grado di “spiare” i magistrati a loro insaputa. Insomma, una vicenda che
basterebbe la metà per fare intervenire il Presidente della Repubblica (che
presiede il CSM) e richiedere l’intervento dei Carabinieri. Insomma, uno
notizia che meriterebbe almeno qualche occhiello in prima pagina. E invece? Succede
che solo Repubblica gli dedica uno spazio di poco inferiore a quello dedicato a
Trump? Perché questa “immagine” scompare dalle prime pagine di tutti gli altri giornali?
I manifestanti. Che fine hanno fatto le immagini di
milioni di persone che neimesi scorsi manifestavano contro il genocidio dei palestinesi a Gaza?
In quel momento, sembrava che il Paese, l’Europa intera, fosse scossa da un
fremito di “opposizione” e forte indignazione per le immagini di donne, anziani
e bambini brutalmente trucidati dall’esercito di Israele. Dopo di che, è
arrivata la “pace” di Trump e dei suoi sodali che ora per “ricostruire” le loro
macerie da loro stesse create vogliono pure essere pagati. E tutto tace. La nuova
“figurina” di questa opposizione è svanita nel nulla. Sembra essere tutto evaporato.
Dall’Europa dei “volenterosi” ai “dialoganti” alla Von Den Lyden. Dai progressisti
ai pacifisti sembrano essere tutti vittima del trumpismo dilagante.
Gli “oppositori”. Vedi sopra. A Roma, in Italia, in Europa
e nel resto del mondo nessuno sembra più “scomporsi” di fronte all’arroganza e
alla prepotenza del trumpismo dilagante. Ieri ha fatto colpo a Davos il discorso
del leader canadese Mark Karney: “ … i nostri valori, come il rispetto dei
diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la solidarietà, la sovranità e
l’integrità territoriale dei vari Stati. Il potere di chi ha meno potere
comincia dall’onestà. Sembra che ogni giorno ci venga ricordato che viviamo
in un’epoca di rivalità tra grandi potenze, che l’ordine internazionale basato
sulle regole sta svanendo, che i forti fanno ciò che possono e i deboli
subiscono ciò che devono…E di fronte a questa logica, c’è una forte tendenza da
parte dei Paesi ad adeguarsi per andare avanti, ad accomodarsi, a evitare
problemi, a sperare che la conformità garantisca sicurezza. Ebbene, non sarà
così ... se non siamo al tavolo, siamo nel menu” (qui il testo integrale
Ha detto più lui in pochi minuti che tutti i leader progressisti europei in
tanti giorni, settimane e mesi.
La Meloni e il suo governo continuano a rimanere stabili nei
consensi. E, già che ci siamo, che fine ha fatto l’immagine degli “oppositori”
dentro e fuori la Rai? Dentro l’ex Viale Mazzini, da tempo, avevamo perso le
tracce. Il Cda, o quello che rimane, monco o acefalo pro tempore che dir si voglia,
sopravvive a se stesso in attesa di una riforma dimenticata o di un EMFA ormai
disatteso e abbandonato nei cassetti polverosi. Il taglio di 10 milioni della
recente Legge di bilancio non si poteva fare. Qualcuno si è opposto o sollevato
obiezioni? La famigerata “iniziativa parlamentare FORTE” di dicembre si è poi
rivelata in un palloncino bucato: oggi i partiti di opposizione sono stati ricevuti
al Senato da La Russa che, supponiamo, potrà esercitare una lieve “moral suasion”
e non si capisce bene verso chi: verso i “suoi” partiti che ancora intendono sostenere
la Agnes come presidente oppure verso i partiti di opposizione che non sanno come
uscire dalla trappola in cui sono caduti?
La Rai. Appunto. La “figurona” del Servizio Pubblico è ormai
rara e preziosa. Non passa giorno che il bollettino dello sfascio (con o senza “s”)
non riporta notizie devastanti. Ieri sera è andato inonda su Rai Uno lo
speciale di Porta a Porta con grande dovizia di mezzi e risorse economiche. È successo
che per oltre 180 minuti di messa in onda ha realizzato il 7,07% con un netto di
951 mila telespettatori. Nella storia della rete ammiraglia da tempo non si registrava
una catastrofe del genere. Chissà se nel Cda di stamattina qualcuno ha posto il
problemino o richiesto “chiarimenti” almeno sui costi (in genere dicono che “faranno
sapere”).
Un’altra gustosa “figurona” che interessa la Rai e che
verosimilmente sarà molto richiesta nei prossimi giorni è quella che la vede
direttamente e indirettamente coinvolta e interessata alla nota vicenda Corona/Signorini.
Si tratta di una brutale e volgare guerra per bande, tra ricattati e
ricattatori, tra faccende intime di “virtù nascoste”. E cosa c’entra la Rai e il
Servizio Pubblico nel dare sponda e offrire visibilità a tali “figurine”? C’entra
… c’entra ... sostengono i bene informati: tra ricattati e ricattatori c’è
guazza per molti.
Ps. nella posta dei lettori merita una citazione per quanto sostenuto da uno di loro (molto attento e qualificato) sul post di ieri : “ … il miracolo è mantenere 9 milioni di spettatori nel giorno medio sul broadcasting lineare a fronte di un'offerta complessiva molto ampia dove gli operatori streaming hanno un potere economico notevolmente superiore a tutto il mondo broadcasting che lo stanno usando per acquisire tutto il di scibile sul mercato. Perdere il 3% nell'ultimo anno ed il 15% in 5 anni è un successo non una sconfitta, anzi, visto che gli operatori streaming sono sul mercato da tempo, mi aspetto a breve un azzeramento delle perdite… Cosa diversa è il confronto Rai - Mediaset, tutto interno ai broadcasters nazionali. Si assiste ad un riposizionamento legato alle capacità innovative delle due aziende. Mediaset ha una visione mentre Rai no”. Già. Mediaset ha una visione. Mediaset è un’Azienda, Rai no.
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