Nella teoria della narrazione, gli attanti sono le categorie astratte che muovono la storia. Un singolo personaggio può ricoprire più ruoli attanziali, così come un attante può essere incarnato da un oggetto, un'idea o un gruppo di persone. (modello Greimas)
Provate ad immaginare la vicenda Lavitola Ranucci come una grande scena teatrale.
In primo piano assoluto e illuminato c'e' solo lui, Lavitola, con accanto il lungo, noto ed ingombrante fardello di "faccendiere" al soldo del migliore offerente.
In secondo piano la sua vittima, Ranucci, frastornato e "sedotto" dal carnefice.
Su un piano laterale dietro Lavitola su aggirano i suoi presunti complici: per la procura gli esecutori materiali della bomba.
Accanto a Lavitola, leggermente spostati, in ombra, si trovano personaggi solo apparentemente minori ma invece sostanzialmente rilevanti e si chiamano Paolo Mieli, prima firma del Corriere della Sera e Stefano Cappellini, attuale direttore di Repubblica.
Nella trama disegnata dalla Procura si evienzia chiaramente il "progetto politico": sostenere un possibile ingresso in campo di Ranucci (con quale partito?).
Una parte fondamentale ovvero un passaggio cruciale sarebbe un "questionario" per pesare la candidatura Ranucci e i due "attanti" Mieli e Cappellini sembrano assumere in questo passaggio un ruolo molto attivo.
Ieri un Dagoreport di Dagospia riassume perfettamente la loro partecipazione alla stesura della trama. Da leggere con grande attenzione:
https://www.dagospia.com/politica/chat-ranucci-lavitola-pozzo-fondo-ci-chicche-dall-ordinanza-483369
Si pone la domanda cruciale: "C’è infatti una questione, che per ovvi motivi è stata poco affrontata dai giornaloni: perché il due volte direttore del "Corriere della sera", Paolo Mieli, e il vicedirettore, oggi direttore ad interim di "Repubblica", Stefano Cappellini si sono messi a fare, come dopolavoro, gli ''advisor'' per un sondaggio di un ex galeotto come Lavitola?" .
Già, perche' i due più importanti quotidiani nazionali compaiono con le le loro prime figure in questa torbida ed oscura vicenda in un ruolo dove si legge che i due, Mieli e Cappellini "....dalle fitte chat la collaborazione e' effettiva, non limitata a suggerimenti o chiacchere da bar...' scrive Dagospia riprendendo le carte della Procura. Aggiungiamo una domanda: lo facevano a gratis???
Riporta infine Dago "Nell’ordinanza con cui il Gip di Roma ha disposto il carcere per Lavitola, cercando la parola chiave “Cappellini”, escono 23 risultati. La “keyword” Mieli, invece, 9 volte".
Poniamo che lo facessero a beneficenza per il "caro Valterino..." ipse dixit Mieli, quale era il loro interesse a supportare il disegno politico di Lavitola? Su questo aspetto Corriere &C se ne guardano bene da scrivere una riga mentre abbondano di citazioni "finti interne rai" sul finto Comitato Etico.
Rimane un punto centrale che per ora è l'unico che ci consente di leggere la trama della vicenda: l'ordinanza della Procura e le trascrizioni delle tante chat dove i due citati compaiono spesso e volentieri.
Tutto il resto e' tutto e solo complotto ai danni di Ranucci e Report. Scrive La Stampa di oggi "Rossi offrirà la testa di Ranucci alla Meloni... Un gesto che potrebbe aiutarlo ad essere riconfermato al suo posto".
Tutto torna, comprese le dichiarazioni di Salvini "Coloro che sono coinvolti in questa vicenda dovrebbero fare un passo indietro".
Magari non si riferiva a Ranucci ma forse anche a Mieli e Cappellini.
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Ps il vaporetto dal continente arriva tardi. Aspettiamo notizie.


