Gli italiani non sono solo Eroi, Santi, navigatori,
esploratori, mangiatori di pasta e suonatori di mandolino. Sono pure alquanto smemorati
o, perlomeno, "indotti" alla distrazione. Ogni “sostanza” mediatica va bene in
grado di sollevare polvere negli occhi: da Sinner che ieri ha occupato quasi tutta
la prima pagina del Corriere (e 3 interne in apertura) a Garlasco che ormai è divenuto
il racconto criminale del Paese.
Sicché, i formidabili strumenti di distrazione di massa sono consolidati e funzionano sempre benissimo e la Rai talvolta ne è maestra. Come quando l’Ad Rossi si lamenta perché
il tema del giornalismo d’inchiesta cancerogeno” avrebbe offuscato i dati
economici da lui vantati.
Sicché, c’è un grande mistero ancora in corso che, verosimile,
sarà destinato ad entrare nella caverna buia e profonda dei grandi complotti
italiani: il “caso” Minetti. Nessuno ne parla più, non ci sono “giornalisti
d’inchiesta” Rai e non solo che seguono il caso. E’ stato tirato un muro di cemento
armato di silenzio con i tondini di acciaio da 18, granitico. Quel poco che
nei giorni scorsi è trapelato era tutto frutto dei “pompieri” tesi a dire che è
andato tutto bene, la grazia alla Minetti era legittima.
Ma i conti non tornano. Torniamo al 18 febbraio scorso quando
il Presidente Mattarella firma la grazia. Però si viene a sapere solo dopo 2
mesi con uno “scoop” congiunto tra Rai Tre e il Fatto Quotidiano (??? Ancora
ci chiediamo come è stato possibile, da dove è venuta l’ispirazione) e il Colle
l’11 aprile diffonde un comunicato “La concessione dell’atto di clemenza – in
favore del quale si è espresso il competente Procuratore generale della Corte
d’appello in un ampio parere - si è fondata anche sulle gravi condizioni di
salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di
assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati. La
normativa a tutela dei dati sensibili dei minori non consente di rendere noti
dettagli sulle condizioni di salute del minore”. Poteva finire lì e invece le
notizia cominciano a diffondersi tanto che, il 27 aprile si legge “L’ufficio
stampa del Quirinale comunica che la Presidenza della Repubblica ha inviato, in
data odierna, la seguente lettera al Ministero della Giustizia:
«In riferimento al decreto di concessione della grazia alla
signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta
favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle
conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi
rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente
prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie
informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo
di stampa". Attenzione: “ … con cortese urgenza…” ovvero rare volte il Colle ha
usato questa formula.
C’è puzza di bruciato e qualcuno comincia ad agitarsi: ci
sono in ballo la credibilità e autorevolezza di ben tre istituzioni fondamentali
della democrazia: lo stesso Quirinale, il ministro della Giustizia (il Governo)
e la Magistratura. Si aggiungano pure i “delicati” rapporti politici interni alla
maggioranza di governo. C’è materiale a sufficienza per cercare di mettere
tutto nel dimenticatoio. Forse, qualcuno ha commesso un errore: chi manovra questo
mistero e perché? Arriva il Reggimento Pompieri Motorizzati e si legge che “… fonti
del Quirinale fanno sapere che il Presidente ha ritenuto necessario chiedere
- d'intesa con il Ministero della Giustizia - che gli organi giudiziari ne
accertassero il fondamento”.
Cosa è successo da
allora? La “cortese urgenza” poi divenuta “intesa con il Ministero” che fine
ha fatto? A che punto sono le indagini? Perché tutto questo silenzio che pure
illumina scenari importanti? Molti conti non tornano. Ad esempio, nei giorni
scorsi è ripreso il processo “Ruby Ter” e si leggono titoli con “È un processo
a Berlusconi”. La battaglia politica infuria, le elezioni sono sempre più
vicine e da ora in poi tutte le armi sono ammesse, comprese quelle molto, molto
misteriose. Ed è verosimile che qualcuna tra queste sia indirizzata verso il Colle
come pure verso Arcore.
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