Contromano, senza tanta voglia e pure con un certo fastidio ma
ci tocca farlo anche perché nessuno lo ha fatto e ci sembra invece doveroso
farlo. Volevamo parlare d'altro, altri temi e altri argomenti forse più interessanti ma non potevamo far passare inosservato quello che è successo ieri.
Premessa: un’immagine sta al racconto come i pedali stanno ad una bicicletta: viaggiano insieme. Le immagini hanno il potere evocativo, in un solo istante, di rendere una sintesi perfetta del fatto, della notizia. Allora, è successo che il marito della ministra Roccella è scomparso drammaticamente nelle acque del Lago di Vico. La notizia è importante è deve essere adeguatamente riportata e seguita. Se non che la Rai manda ben 5 (cinque) inviati a seguire il fatto e fare le dirette per le rispettive testate: Tg1, Tg2, Tg3, TgR e non poteva mancare RaiNews24.
Come si può commentare una foto del genere? Cosa si può dire di fronte a tanta protervia
sullo spreco di risorse pubbliche? Vedi foto:
Non lo vogliono i giornalisti Rai e le loro rappresentanze sindacali, l’Usigrai per prima che, a suo tempo ebbe un ruolo non secondario nell’affossamento del Piano Verdelli. Di quella pagina oscura sono noti nomi e cognomi, fatti e misfatti, di tutti coloro che fecero carte false per ostacolarlo (consiglieri e giornalisti) e che dopo hanno avuto fortunate carriere.
Dopo il Piano Verdelli uno strato di cemento armato è colato sull’argomento e nessuno ha avuto la voglia, la forza e il coraggio di riaprire il discorso. Clamoroso ( e vergognoso) l’esempio della “newsroom aziendale” che da sola consentirebbe l’efficienza del lavoro delle redazioni e un risparmio enorme. Nulla. Silenzio. Dopo che in rete è circolata l’immagine dei microfoni di Rai di fronte al prefetto di Viterbo, ci aspettavamo una riga di “comunicato stampa del giorno dopo” da parte di un consigliere a caso, magari uno di quelli che ha avuto tante responsabilità tra i giornalisti Rai. Muto.
La stessa politica, magari quella di “opposizione” avrebbe potuto
alzare un ciglio, fare una battuta, una smorfietta. Niente, silenzio. Tenetevi Telemeloni e
risparmiateci la lamentela sulla “riforma Rai” e l'EMFA disatteso che, come era facilmente
prevedibile, giace nel fresco dei cassetti in Parlamento.
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