“Eravamo io, Gabriel Garcia Marquez, Sergio Leone, Muhammad
Ali e Robert De Niro a cena insieme a Roma nel 1982” poi aggiornato con “Eravamo
Io, Fidel, Paco Pena, Teofilo Stevenson, Compay Segundo, Juantorena, Sotomayor,
Maradona, Cassius Clay, Mario e Pippo Santonastaso, Simeoni, Mennea, Mats Wilander,
Roscoe Tanner, Dino Meneghin”. La prima citazione è originale del compianto Gianni Minà, la seconda artefatta
dall’intelligenza naturale che si usava molto a quei tempi. Forse oggi un po’
meno.
Ci torna in mente questa situazione quando leggiamo di qualcuno
che si incontra, per fini più o meno nobili. Oggi c’è il G7 ad Evian ed il tema
è sempre e solo uno: la guerra e i connessi traffici economici. Tutti gli altri
mali del mondo possono attendere. Scatenano le guerre da soli, violano ogni diritto
internazionale e poi, allegramente, come se nulla fosse, siedono intorno ad un tavolo,
felici e sorridenti come se nulla fosse. Hanno fatto un buco, aperto una
voragine, ed ora cercano di metterci una pezza e la chiameranno pace. Hanno spianato
Gaza e massacrato decine di migliaia di palestinesi ma se ne sono dimenticati, come
se nulla fosse avvenuto.
Bene, chiudiamo, almeno per pochi giorni, la triste vicenda di un fidanzamento che non vuole diventare matrimonio: quello tra Rai Way e Ei Towers. Abbiamo usato nel titolo di oggi una parafrasi di Vasco Pratolini: perfetta per sintetizzare la situazione. Ieri era prevista la chiusura del MoU che avrebbe dovuto definire il dossier una volta per tutte, dopo anni, tanti anni, di “vorrei e non vorrei”.
Abbiamo scritto e ne siamo tutt’ora convinti che, nonostante le melliflue e amorose dichiarazioni di intenti “ ’ste nozze non s’hanno da fare” per tanti buoni motivi che abbiamo illustrato più volte. Formalmente tutti le vorrebbero ed i “razionali” finanziari ci sono tutti (ieri il titolo è calato del 3,5%) ma, sostanzialmente, nessuno fa un passo avanti per portarle a termine. I nodi appaiono insuperabili: non solo i differenti contratti di servizio che legano rispettivamente Rai Way a Rai e Ei Towers a F2i ma, per quanto sappiamo da tempo, rimane sotto traccia il problema della governance della futura società delle torri che, nel determinato conteso normativo, rimane una grande incognita. Attenzione non si tratta solo di “cornice” legislativa ma di persone, ovvero di chi (sostanzialmente a quale “quota” politica” appartiene) potrebbe essere nominato a fare cosa e in che rapporto proporzionale tra le parti. Ci dicono che, sotto sotto, non ci sia proprio un gran feeling su questo fronte: nessuno si fida di nessuno e nessuno è in grado di fornire garanzie. la recente riconferma di Cecatto a Rai Way, dicono... dicono, non sembra essere stata vista con buon occhio, da tate parti oltre la sua personale che si mantiene il pingue compenso di oltre 500 mila euro anno, il doppio del suo "proprietario". Nessuno poi dimentica che nel backstage della trattativa c’è la riforma Rai e della sua governance, nonché del ruolo e peso del MEF, attuale “garante” del possibile accordo. Il MEF "è" la Lega e F2i "è" Forza Italia.
Ieri, al termine di una lunga giornata di serrate
trattative, sul filo di lana, poco prima di mezzanotte, hanno deciso di rinviare
tutto ulteriormente, ovvero hanno deciso di non decidere, una formula classica usata
nei momenti critici quando non si sa come cavarsela. Leggiamo stamattina dal Sole24
a firma Andrea Biondi che “Tempi supplementari per tentare il matrimonio fra
Rai Way ed Ei Towers. Altri quindici giorni di trattative fra Rai da una parte
e F2i e Mfe dall’altra per tentare l’accordo”. Sono ormai quasi 12 anni che si “tenta”
di trovare un accordo. Tanti.
Rimanete sintonizzati, in giornata ci sarà un secondo post.
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