ATTENZIONE: il blog di oggi è dedicato a “beghe Rai” e
pertanto chi intende proseguire la lettura lo fa a suo rischio e pericolo. Sospendiamo, relativamente e per poco, la pubblicazione delle “figurine” dell’Album sulla Civiltà delle Immagini
2026. Beninteso: anche il Servizio Pubblico partecipa a definire l’immagine del
Paese ed è difficile non tenerne conto.
Ieri vi abbiamo anticipato qualche “chicca” su quanto avviene dentro e fuori Via Severo (Viale Mazzini è ormai un lontano ricordo). La prima "chicca" ha iniziato a circolare da tempo ma solo domenica scorsa ha preso una relativa consistenza. La “notizia” sarebbe che la Agnes, presidente indicata dal Governo ma non ratificata in Vigilanza, potrebbe “dirigersi” verso altre destinazioni ovvero, alcuni sostengono, verso la Presidenza di Terna. Semplice Gossip? Forse che si ma forse che no. Abbiamo cercato di sapere e di capire e abbiamo chiesto. Una nostra fonte molto autorevole e molto bene informata in ambito governativo per poco ci toglie il saluto. “Non se ne parla proprio! Balle!!!”. In altri “ambienti", invece la notizia viene ritenuta attendibile e fondata ma da considerarsi “ … molto riservata, lavoro sottotraccia” ci dicono. Come stanno le cose? I punti fermi sono A manca poco più di un anno alla fine del mandato di questo Cda B poche, compresa l’opposizione, sembrano avere grande entusiasmo all’idea di cambiare le carte in tavola. C la partita eventuale della “successione” della candidata Agnes non è per nulla facile: il nuovo nome che dovrebbe uscire fuori dal cilindro deve avere un placet anzitutto dalla Maggioranza che poi lo dovrebbe necessariamente concordare con l’opposizione. E non è per niente facile, specie in questo momento di forte fibrillazione esattamente tra la coalizione di Governo e, segnatamente, con la Lega di Salvini che vedrebbe il “suo” uomo Marano ricondotto al suo ruolo di “consigliere semplice”.
Tutto molto complicato: ad
esempio, qualora avvenisse una manovra del genere, lo stesso Marano, forse, si dovrebbe
dimettere da Presidente di Confindustria RadioTv, carica che, forse, non avrebbe
potuto ricoprire (ma nessuno ha sollevato il problema) come pure lo stesso la Agnes dall'EBU. E poi infine, questo un vero big problem, ci troviamo proprio di fronte a due scadenze rilevanti sul percorso
Rai: le prossime Olimpiadi invernali e il Festival di Sanremo. Chi si mette a
mescolare le carte proprio ora? Naaaaaa ... la notizia della Agnes che esce da
Rai sembra una bufala utile … a chi?
Già, Marano, dedichiamo un attimo di attenzione. Il personaggio,
notoriamente, è considerato un “vecchio volpone” dei corridoi Rai e dintorni
(vedi Rai Pubblicità, vedi Rai Way, vedi Piano Immobiliare). Gode di tante
simpatie ma anche foriero di qualche malmostio. Abbiamo letto tante volte del presunto
e smentito “fastidio” dell’AD Rossi. Tanto per dire: di Marano si legge che “Nomine
e conflitto d’interessi, Marano mette nei guai la Rai - Per il consigliere
vicino alla Lega incarico dirigenziale in Milano-Cortina: tratta spot con
l’azienda di cui è presidente ad interim” a firma Giovanna Vitale dello scorso
giugno 2025. Sono compatibili i due incarichi? Chi lo ha verificato? “Oste, com’è
il vino?”… “E’ booonooo … è booonooo”. Le strutture, gli organi incaricati di controllare
e verificare sono molti: lo stesso Cda, la Corte dei Conti, e financo l’Organismo
Anticorruzione Rai. Piccola “chicca” a margine: lo scorso dicembre 2025 il Cda
ha ridefinito il vertice di questo Organismo e chi ti hanno nominato alla presidenza?
Un certo avvocato Ruben Esposito. Viene citato in questo articolo: leggete per
credere: https://www.dirittiglobali.it/2013/01/massoneria-quegli-uomini-in-nero-nascosti-tra-politica-e-affari/
A chi riporta questa struttura? Al Presidente Rai e chi è l’attuale
presidente Rai? A chi indovina offriamo un caffè dalla signora napoletana al
solito posto.
Morale della favola: i consiglieri Rai, compresi quelli del “prima
la riforma e poi le nomine” possono stare tranquilli, sereni. Il 2027 è dietro
l’angolo.
A proposito di consiglieri e, in particolare, ai 2+1. Ieri è
“esploso” il caso di Barbareschi su Rai Tre che se l’è presa con Ranucci di
Report e del consulente Bellavia. Nota a margine: la trasmissione è un format
in coproduzione con Ballandi: ma l’Azienda non è proprio in grado di realizzare
in casa un prodotto così banale e semplice senza dover pagare un coproduttore? No.
Banalmente, uso privato di mezzo pubblico: basterebbe la metà per cacciarlo in
buona compagnia di un certo Cerno che, con i soldi Rai, fa lo stesso. E che ti
scrivono i consiglieri Rai 2+1? Leggiamo: “Crediamo che stavolta sia necessario
che il vertice ricordi ai collaboratori la fondamentale regola che 'non si
sputa nel piatto in cui si mangia'". Così in una nota tre consiglieri di
amministrazione della Rai, Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto
Natale”. Che brivido di paura devono avere avuto a Via Severo. Un severo monito
per “ricordare” la fondamentale regola del “non sputare nel piatto in cui si mangia”.
Almeno un po' di buna educazione Santa Pace!!! Non c’è più la Rai di una
volta!!! Quella di Viale Mazzini.
E veniamo infine all’immagine del
Paese per come ce la racconta la Rai. Ieri sera è andata in onda su RaiUno “la
Preside” la “dramedy” ovvero la fiction di attualità drammatica basato su una
storia vera del liceo di Caivano alla periferia di Napoli. Repubblica oggi la
definisce “un atto dovuto inattaccabile”. Forse, invece, qualche osservazione si
dovrà pur fare. Non sappiamo ancora quanto avrà riscosso successo dei telespettatori
ma possiamo anticiparvi che, a nostro modesto giudizio, molti aspetti “narrativi”
non reggono gran che. Didascalico, prevedibile, scopiazzato nello stile da “Un
posto al sole” al “Maresciallo Rocca”, personaggi stereotipi e dialoghi inconsistenti.
Moraleggiante e “governativo” al punto giusto condito nientepopodimenoche da “Nessun
dorma”. “Deve tornare la legalità … e qui comando io” disse imperiosa la
Preside di Caivano. Con i capelli biondi, of course, proprio come la vera
Preside di Caivano. Fiction si, ma basata su una storia vera.
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