mercoledì 18 marzo 2026

La Civiltà delle Immagini 2026 - n.23: la guerra per conto del loro "dio" (minuscolo)

By Bloggorai ©

Questa notte il tormento, il primo cruccio esistenziale è stato: quale “figurina” merita di essere incollata nell’Album sulla Civiltà delle Immagini 2026 - marzo? I temi prevalenti sono due: la guerra falsa e bugiarda degli USA ispirata da Israele contro l’Iran e il prossimo referendum sulla giustizia ispirato e voluto dalla Meloni e dai suoi alleati. Sul primo cruccio la notizia è "Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana"... Joe Kent dixit.

Il secondo cruccio, forse più drammatico, è stato invece sapere che ne sarà dell’eredità di Raffaela Carrà ora che è stato “scoperto” il suo figlio adottivo?  Per i biografi di Bloggorai: anche il sottoscritto, in tenera età ha avuto un tentativo di adozione da parte di una ricchissima famiglia di armatori genovesi. Chissà perché non è andata in porto. Un giorno qualcuno lo scoprirà. Per la cronaca: la notizia della Carrà è sparita dalle prime pagine e gli italiani, il Paese intero è tenuto all’oscuro della vicenda. È grave: saremo costretti a leggere e sapere solo di Garlasco e di referendum ... che papere!!!

La guerra, come drammaticamente noto, propone le “solite” immagini di morte, devastazione e distruzione. Nei giorni scorsi ne abbiamo conservata una con la coda di un missile conficcato nel terreno contornato da pecore al pascolo, giusto per ricordare che dietro tanta IA, bombe laser e droni, ci sono sempre e solo persone, esseri umani, come le 175 bambine di Minab, colpite e uccise da una bomba americana “per errore di puntamento”. Allora ecco che ci si è posta una domanda: chi “ispira” queste azioni, quale disegno mentale, oltre che di interesse economico geopolitico, rende queste azioni possibili e concrete? Forse una “ispirazione divina”? Loro credono in un "dio" particolare? Vediamo:




Queste sono immagini di “pastori” che pregano e benedicono Trump e i suoi deliri, forse una fonte delle sue ispirazioni belliche e, a loro dire per come le citano, bibliche.

Questa invece la vignetta del noto Giannelli sul Corriere dello scorso 15 marzo. Il riferimento è agli “Yesmen of America”. Ma, a nostro giudizio, manca qualcosa/qualcuno o qualcosa è posto in modo errato ... cosa? Provate ad indovinare.

Per quanto riguarda invece una “figurina” sul referendum siamo in alto mare: le sole che ci appaiono significative sono quelle della Meloni che appare e scompare come Maga Magò una volta con un suo video autoprodotto da diffondere via social, un’altra volta sugli schermi di Radio RTL, un’altra volta ancora con un monologo su Rete 4 e infine nei giorni scorsi con Fedez su un certo “Pulp Broadcast” (ignoriamo beatamente di cosa si tratta). Osserviamo che se ne guarda bene da andare sugli schermi del Servizio Pubblico dove, almeno per decenza formale, dovrebbe avere una specie di contraddittorio. Ora non si capisce se non va sugli schermi Rai perché la considera anche lei “irrilevante” o ininfluente oppure perché ritiene che sia ancora in mano al “nemico” nonostante i suoi uomini e donne piazzati in bella posta.

Proviamo a supporre che sia buona la prima ipotesi che gli viene supportata dai numeri impietosi che ormai non fanno quasi più notizia: la Rai è sotto Mediaset in modo costante. Ieri lo Studio Frasi ha reso noti i dati (elaborati su Auditel) dello scorso anno e questo il quadretto che ne esce:


Dunque, oramai Rai è “sotto” da tempo, da alcuni anni a questa parte la tendenza è costante: diminuisce la platea complessiva ma per Rai diminuisce ancora di più mentre invecchiano progressivamente i suoi telespettatori ai quali si continua a dare in pasto (notturno) le rimasuglie della cantina dell’ex Teatro delle Vittorie (vedi il prossimo Canzonissima).   

Domani è previso un Cda Rai dove ci potrebbero essere nomine.  Ci sono due temi sottesi: anzitutto chi si dovrà nominare dove per fare cosa e poi un tema, ripetiamo, di assoluto e primario rilievo strategico: il prossimo futuro di Rai Way. Oggi alcuni giornali strombazzano la notizia di un nuovo Data Center che si aprirà (tra due anni) nei pressi di Roma. Per farne cosa e con quali clienti non è dato sapere. La notizia più importane però è tenuta accuratamente nascosta. Chi sarà il successore dell’attuale AD Cecatto quando il prossimo 28 aprile ci sarà il Cda di Rai Way che dovrà decidere la nuova governance? Saranno le “cose” (ovvero la politica) che faranno le persone o saranno le persone che poi “faranno le cose” ovvero la fusione/cessione con Ei Towers? Per quanto ne sappiamo ed abbiamo avuto conferma da Mediaset scalpitano, sono da tempi prontissimi a dare il via all’operazione. Non è lo stesso all’ex Viale Mazzini: brancolano nel buio tra nomi e candidature antagoniste e contrapposte, la guerra per bande infuria, da anni e non si vedono, per ora, segnali di pace.  Si, però … ma …  tra i nomi che girano ci sono due fanciulle, una delle quali era nota per la sua appartenenza all’area PD, mentre l’altra godrebbe di un forte “supporto” politico di area FdI che vorrebbe entrare nella partita dell’operazione RaiWay con una persona di sua fiducia. La ragazza è ambiziosa. La partita è complicata assai.

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martedì 17 marzo 2026

Segreti, crimini, sesso e bugie in famiglia e in TV: i nuovi mostri

By Bloggorai ©

Bloggorai soffre, da tanti anni, di disturbi del sonno. Succede, spesso, di svegliarsi nel cuore della notte, solitamente intorno alle 3. In quei momenti, dopo varie giravolte nel letto come un serpente, o mi alzo e vedo la Tv o mi metto la cuffia e ascolto la radio. Oppure, rimango immobile e mi arrovello il cervello con qualche dubbio esistenziale. La notte appena conclusa è stata micidiale: un incubo mi si parava dinnanzi. Quanti figli segreti, illegittimi, adottati o sconosciuti ci sono nel mondo o tra i miei amici o tra le lettrici e i lettori di Bloggorai? Quanti segreti inconfessabili si celano dietro e dentro le famiglie, siano pure composte da una sola persona? Fino a ieri sera si pensava che solo Maradona, Einstein, Mitterand, Franco Califano o Steven Spielberg avessero segreti di famiglia nell’armadio. E invece no!!!

E invece, con un sobbalzo, ieri sera, alle 19.56 abbiamo scoperto dai titoli del Tg1 che pure Raffaella Carrà aveva un figlio adottivo di cui non sapeva nulla nessuno. Ma porcaccia la miseria, con tutti i giornalisti investigativi che ci sono in giro, in Rai, con tutte le trasmissioni di approfondimento giornalistico, nessuno si è preso mai la briga di indagare e farci sapere qualcosa sulla vita privata di Raffa nazionale? Doppio porcaccia la miseria, ci stanno trapanando tutto il trapanabile con Garlasco e nessuno ha avuto mai il dubbio che invece c’era una notizia del genere sottotraccia? Triplo porcaccia la miseria : il Tg7 di Mentana, il mio preferito, ci scassa tutto lo scassabile con guerre, referendum e politica varia e non ha detto una parola sul segreto di Raffaella. Pazzesco, un buco giornalistico clamoroso, una svista imperdonabile. Nemmeno il Quarto Segreto Fatima ha avuto lo stesso trattamento. Scorriamo le prime pagine dei giornali di oggi: il Corriere (il mio preferito!!!) gli dedica una grandissima foto in prima pagina e, per di più, un fondo di Gramellini sullo stesso argomento! Fenomenale Corriere! Bravo!!! Il giornalismo è una cosa seria ed è anche giusto, ogni tanto, alleggerire il clima da tante notizie nefaste che girano … e che diamine!!! Degli altri quotidiani, Repubblica relega la notizia in fondo della prima e il Messaggero, Libero e Resto del Carlino sparano una grande foto della Raffa nazionale. Che goduria al pensiero che da oggi in poi sul figlio di Raffa ci camperanno di rendita tutte le trasmissioni di intrattenimento giornalistico del Servizio Pubblico. Basta con la dittatura del solo Garlasco!!!! Infine, quadruplo porcaccia la miseria: ci dicono che nella corposa rassegna stampa Rai di oggi non un solo articolo riporta la notiziona del figlio segreto di Raffaella: Azienda ingrata, servizio pubblico con le minuscole, ignobile!!! Vergogna!!!

Mumble ... mumble…nel cuore della notte vengono in mente tanti pensieri. Un ricordo personale: mio padre, un giorno lontano, mi disse: “Hai una sorella segreta che vive in Veneto, ma tua madre non vuole che si sappia”. I miei genitori si sono poi portati via questo segreto con la loro scomparsa. Un giorno si potrà scrivere: "Scoperta una sorella illegittima di Bloggorai!!!" Ed ecco allora che il tema “segreti in famiglia” diventa un argomento importante. E, riflettendo e mettendo insieme tanti pezzi, si compone un filone di riflessione che merita interesse mediatico: la famiglia e i suoi segreti.  

Lo spunto ci viene da una notizia di questi giorni: una coppia di genitori, arrestati, facevano traffico di materiale pedopornografico di immagini dei propri figli. Sorprendente? Scandaloso? Non più di tanto.  

Dio, Patria e Famiglia. Questa triade religiosa, etica e culturale della destra, nostrana e globale, ne ha fatto la sua bandiera identitaria e, in particolare, sulla “difesa della Famiglia” ha costruito maldestri tentativi di difesa da pericoli incombenti specie dal suo esterno (magistratura o migranti pericolosi e insidiosi, fa lo stesso): il Presidente del Senato, La Russa, incontra “la famiglia del bosco”.

Nella storia della cronaca buia, nera o grigia che dir si voglia, antica o recente, si avvertono due tratti ricorrenti ed evidenti. Il primo è il suo ambito prevalente, dove gli episodi o le vicende si formano, maturano, si svolgono e si concludono con esito drammatico: la famiglia. Il secondo è la sfera di interesse ovvero il “clima” sociale, culturale e religioso in cui avvengono: il sesso.

Dentro la “famiglia” si forma il primo approccio alle relazioni umane dove anzitutto la “violenza” è un elemento importante: i genitori con la sculacciata o lo scapaccione del “… quando ci vuole ci vuole” oppure “se lo è meritato” oppure ancora “me lo ha tirato dalle mani”. E poi, in parallelo, il mondo complesso e spesso omertoso della sessualità spiegata o ignorata in famiglia: da “i bambini li porta la cicogna” per finire a “Sei ancora troppo piccolo/a per saper certe cose”. Non è un caso che questo Governo ha voluto impedire l’avvio dell'educazione sessuale nella scuola.

Senza scomodare oltremodo le antologie del crimine moderno è sufficiente elencare i casi più rilevanti e significativi degli ultimi decenni dove Famiglia, crimine e sesso si coniugano spesso: dalla scomparsa di Emanuela Orlandi con ancora sconosciuti i possibili torbidi retroscena che puntualmente emergono ai vari casi “Erika e Omar, orrore a Novi Ligure. Il delitto di Cogne. Pietro Maso a caccia dei soldi dei genitori. Benno Neumair, un figlio “difficile”. La confessione di Ferdinando Carretta. L’omicidio di Saman Abbas Il misterioso delitto di Avetrana. Il controverso caso di Alex Pompa” come elencati in un interessante saggio dal titolo, appunto, “Delitti di famiglia” di Bruno De Stefano con il sottotitolo “Gelosia ossessiva, invidia, denaro, tradimenti, abbandoni, depressione, follia: gli omicidi all’interno del nucleo familiare sono sempre più numerosi”. Da questo elenco ne mancano tanti altri che vedono i due elementi di cui sopra variamente intersecati tra loro (Famiglia e sesso) dove il più noto e contemporaneo di cui si dibatte molto in Tv è il caso Garlasco.

Per non dire dei femminicidi che nel 2025 ha raggiunto la cifra di 97 (dati Viminale) donne uccise prevalentemente in ambito familiare. Secondo l’ISTAT “… sono i partner con cui la donna ha una relazione al momento della morte (coniugi, conviventi, fidanzati) a compiere il maggior numero degli omicidi nella coppia (il 47,4%), mentre sono il 6,0% gli ex partner (ex coniugi, ex conviventi, ex fidanzati)”. Inoltre, sempre l’ISTAT, ci dice che “…Sono circa 6 milioni e 400mila (il 31,9%) le donne che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale a partire dai 16 anni di età: il 18,8% (circa 3 milioni e 764mila) ha subito violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali”. Non sappiamo nulla di quanto avviene al di sotto di quella età censita dall'ISTAT dove certamente ci sarebbe molto da indagare.

E la televisione, il Servizio Pubblico, come racconta queste vicende? In epoca recente, nel 2023 e per due stagioni ha avuto inizio la serie di documentari di Rai Due con il titolo, appunto, “Delitti in famiglia” a cura di Stefano Nazzi. Poi nulla più. L’argomento non sembra godere di particolare attenzione specie se rivolto ad indagare i segreti inconfessabili che si celano dietro le famiglie solo apparentemente “normali”, le stesse dove si celano i mostri nelle forme di parenti, genitori, nonni, zii e insospettabili amici di famiglia.

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lunedì 16 marzo 2026

RAI: la battaglia dopo l'altra (perduta) con il nemico dentro di noi

By Bloggorai ©

“ … non ci sarà mai una battaglia finale. È sempre una battaglia dopo l'altra” (Angela Davis). Questo titolo non solo ha vinto ieri l’Oscar come miglior film del 2025. Non è solo un film capolavoro ma esprime compiutamente il cosiddetto “mainstream” geopolitico contemporaneo e, allo stesso tempo, descrive la perenne condizione umana. Oggi più che nel recente passato, si combatte “una battaglia dopo l’altra” e sono molti coloro che ci inducono a credere che sarà così per sempre, all’infinito, nella perenne rincorsa ad avere armi sempre più letali del possibile avversario. Si arriva al paradosso secondo cui in nome della “pace” si scatena una guerra, sia pure falsa e bugiarda come quella attuale e come le precedenti scatenate e sostenute dai Paesi Occidentali con gli USA a tirare le fila con i loro complici ed alleati.  

Anche ognuno di noi, nel suo piccolo e nelle specifiche circostanze, combatte una costante “battaglia dopo l’altra” di ogni genere, pubblica o privata che sia.  

Anche la Rai, il Servizio Pubblico, combatte la sua “battaglia dopo l’altra” dove però l’esito sembra scontato: è destinato alla sconfitta perenne oppure, nel migliore dei casi, uscirne con le ossa rotte, ridimensionata e subordinata. Non c’è scampo e lo abbiamo scritto da tempo. 

Vi possiamo dire che certamente Bloggorai legge costantemente Aldo Grasso sul Corriere, del quale spesso non condividiamo le sue osservazioni, mentre non sappiamo se Aldo Grasso legge Bloggorai. Vi possiamo dire certamente che condividiamo un teorema di fondo con due punti essenziali: “...La Rai ha smarrito completamente la sua missione di servizio pubblico, e non da oggi, né solo con questo governo. Già da tempo. … Il vero problema della televisione attuale è che ha una classe dirigente di rara modestia, dal punto di vista televisivo. In passato, anche quando c’era lottizzazione politica, ai vertici arrivavano persone con esperienza e capacità. Oggi vedo un livello di improvvisazione e dilettantismo che non avevo mai visto prima...”. Questo si legge in una sua intervista all’Huffington Post dei giorni scorsi con il titolo “È la peggiore Rai di sempre". 

Ci torna in mente il titolo di un articolo comparso su La Stampa alcuni giorni addietro “Se la Rai dei dilettanti allo sbaraglio prova a rilanciarsi con Canzonissima”. Già, “dilettanti allo sbaraglio” e ce ne sono molti in questa Azienda dove un manutentore di fotocopie può diventare “grande capo” solo perché ha avuto la fortuna di incontrare un mentore di “destra destra” che lo ha sostenuto e dove un DG ex AD ritiene che il piano editoriale Rai è superato (la famigerata e inattuata “riforma per generi”) e, ciononostante, vanno avanti lo stesso.

Tutto si lega, appunto, in una “battaglia dopo l’altra” che da decenni è iniziata e non fornisce segni di essere prossima a terminare. Anzi. L’inizio di questa perenne sconfitta è datato esattamente quando il virus della “democristianitudine” si è diffuso e radicato nel tessuto molle ma sano dell’Azienda, quello dove insieme ad “un democristiano e un socialista ce n’era uno bravo e quello da solo tirava la carretta”.  Di “bravi” in Rai ce ne sono e ce n’erano molti. Questo “virus” tuttavia è stato ed è tuttora democratico e trasversale: colpisce tutti indistintamente e spinge verso il baratro dell’inconsistenza ovvero della “peggiore Rai di sempre”. E gli autori di allora, gli artefici e i responsabili di questa Caporetto del Servizio Pubblico sono ancora tra noi insieme, intorno dentro e fuori, e in buona compagnia ai “dilettanti allo sbaraglio” che oggi dirigono la Rai e che non sanno più a che Santo votarsi se non ripescando le solite anticaglie ammuffite dalla cantina dell’ex teatro delle Vittorie.  

Tanto per rimanere “sul pezzo”: oggi lo Studio Frasi di Francesco Siliato rende noti i dati (fonte Auditel) degli ascolti dei canali all news sulla guerra in Iran: Rai News24 si conferma il fanalino di coda dell’informazione per seguito di pubblico e credibilità mentre si conferma la crescita di SkyTg24 Sky Italia.

Vedi

Lo scriviamo da anni e da anni il tema dell’offerta editoriale del Servizio Pubblico sull’informazione è beatamente ignorato e non solo da Telemeloni. Anzi. Sono anni che scriviamo che RaiNews24 registra ascolti da prefisso telefonico (ancora ieri nell’intera giornata ha fatto lo 0,51% di share) pur impiegando oltre 200 giornalisti. È un buco nero, una voragine di risorse che ostinatamente si vuole mantenere in vita senza che nessuno paghi pegno per le inefficienze del presente e per gli errori compiuti sin dalla sua nascita. Quando succede che si perde una “battaglia dopo l’altra” è necessario pure guardarsi alle spalle per capire e sapere se il nemico è anche dento o dietro di noi.

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sabato 14 marzo 2026

La "democristianitudine"

By Bloggorai ©

Non scriviamo tutto ciò che sappiamo, ma sappiamo bene tutto ciò che scriviamo!

Le stagioni, grosso modo, si rincorrono perennemente quasi uguali tra loro. Le stagioni, grosso modo, si lambiscono tra loro, si confondono e mescolano i giorni in cui parte (o termina) l’una o parte (o termina) l’altra.

Le stagioni quindi possono essere una metafora perfetta per descrivere la mutevolezza delle faccende umane. Le “cose” cambiano insieme alle persone e non è mai sempre ben chiaro se sono le cose a cambiare prima delle persone o viceversa. Sono le persone che si adattano alle “cose” o sono le “cose” che si configurano alle persone e, in qualche modo, le precedono?

Parliamo di “democristianitudine” come fenomeno, come sindrome perfida e sottile, che si diffonde nell’aria come il primo profumo della stagione che cambia. È un virus, uno stato dell’anima, un pensiero profondo che si insinua dentro, nelle viscere, e cambia le “cose”. Ovvero, induce a cambiare la postura che ognuno assume nei confronti delle “cose”. Come la primavera, propone un leggero stato di torpore, di intorpidimento mentale e rende tutto più leggero ed evanescente, sobrio, moderato, dialogante e interlocutorio. Smorza le fregole estremiste e di opposizione dura e pura per lasciare spazio alle “aperture”, alle domande flebili, al dibattito pacato e al confronto sereno. In questo marasma, in questa palude ci si perde e si muta il “pelo”, ci si adatta e ci si conforma alle circostanze.    

Parliamo di Rai. Nei giorni scorsi, come appunto spesso succede, sono comparsi i soliti articoli sul prossimo “totonomine” ovvero il prossimo “valzer delle nomine”. Vedi Lisa di Giuseppe su Domani (https://www.editorialedomani.it/politica/italia/rai-ciannamea-palinsesti-nomine-n8me7xag oppure https://lespresso.it/c/televisione/2026/3/11/rai-marzo-caputo-risorse-umane-felice-ventura-capiredattori-tg2/60589 come pure ieri Il Fatto, a firma Gianluca Roselli, con il titolo "Rai, FdI va caccia di tre poltone ...". Solo per oggi non facciamo nomi. Oggi però il Sole 24 a forma Andrea Biondi pubblica un articolo che ci aiuta nella riflessione.

Bloggorai stesso ne ha scritto più volte. La nuova stagione di nomine è alle porte come l’arrivo della primavera: ci sarà certamente ma nessuno è in grado di dire con certezza quando avverrà, di che tipo e quanto peso avrà. Come per il cambio di stagione, si tratta di un passaggio che lascia tracce e quest’anno le tracce saranno più profonde ed incisive: saranno quelle che prepareranno la grande stagione del prossimo anno, il 2027 dietro l’angolo. Per questo meritano attenzione particolare.

Il “quando” possibile lo sappiamo: nel prossimo Cda del 19, prima del referendum. Ci appare però improbabile, conoscendo i “polli”, che qualcuno voglia o possa anticipare gli sviluppi politici che ci potranno essere all’indomani dell’esito referendario. Tant’è.  Il “come” e il segno che avranno è più complesso da decifrare. Ci sono da tenere in conto tre livelli in qualche modo tra loro comunicanti: il primo è nazionale con il rinnovo al vertice delle grandi consociate e partecipate dallo Stato. Il malloppo è grosso assai. Il secondo livello è quello Rai istituzionale: c’è sempre in ballo la nomina del presidente e la stabilità di questo Cda fino alla sua naturale decadenza (appunto, tra poco più di un anno). Il terzo livello è quello della “cucina”, ovvero di direzioni più o meno pesanti ovvero più o meno dotate di un budget consistente o di poteri operativi consistenti (vedi nuovo AD di RaiWay, con il modico compenso di oltre 500 mila euro, poi Risorse umane, poi palinsesto etc).

E’ proprio di Rai Way che dobbiamo parlare perché forse è il livello più rilevante, quello intorno al quale si giocano partite politiche molto complesse tra Lega &C. ma non solo. Il titolo del pezzo del Sole è “Rai Way ed Ei Towers, trattative sulla fusione verso un’ulteriore proroga”. Si riferisce allo slittamento del MoU (Memorandum of Understanding, giunto ormai al terzo rinvio e la partita è in corso dal 2016). La parte più interessante dell’articolo è certamente “… in questo quadro il dossier va avanti ma con passo cauto. La proroga servirebbe, così, ad evitare uno strappo e a tenere aperto un negoziato che nessuno, almeno per ora, vuole far saltare…”. Ecco il punto sul quale Bloggorai è tornato tante volte: il negoziato è fermo alla governance della futura società delle Torri e nello specifico lo è ancora più proprio oggi alla vigilia dell’uscita di scena dell’AD Cecatto (nonostante sembra che voglia fare carte false per rimanere  e ci crediamo bene ... con quel modico compenso!). In sintesi: Ei Towers/Mediaset da tempo, da anni, sono pronti, Rai no! E non sono pronti per tanti buoni motivi molti dei quali che si riconducono, appunto, alla “democristianitudine”.

Ne parleremo ancora: c’è molto da dire.

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giovedì 12 marzo 2026

La Grande Bugia

By Bloggorai ©

La bugia come strumento di lotta politica, militare e financo religiosa è da sempre parte intrinseca della storia umana. Non scomodiamo Tucidite, Sant'Agostino e Sun Tzu. Bugia, falsità, menzogna, inganno e sotterfugio sono le variabili che accompagnano solitamente ogni conflitto e, spesso, succede che ne costituiscono il presupposto, il punto di partenza e di arrivo, la trama organica della sua conduzione. I termini non sono però equivalenti: la bugia e la menzogna indicano due “stati mentali” diversi e si utilizza l’una o l’altra in circostanze e necessità differenti.  

Ecco allora che la “verità” raccontata dalla televisione assume uno spessore rilevante nella formazione del consenso politico e le componenti del racconto, la loro miscelazione e l’odine di evidenza definiscono il perimetro entro il quale si confondono, appunto, bugie e menzogne o, in una ulteriore eccezione, le omissioni.

Ai telespettatori, o lettori, spetta poi l’arduo compito di ricomporre i tasselli, mettere in ordine le sequenze e inserire nel giusto contesto. In questi giorni stiamo vivendo l’ennesima “guerra bugiarda” e il pubblico è costretto a districarsi nei meandri dell’informazione televisiva tra lo scorrimento continuo di immagini di droni, di missili e di voragini causate dalle esplosioni. Ennesima “guerra bugiarda” perché difficile dimenticare la guerra del Vietnam dove gli USA sono intervenuti a seguito della “menzogna del Tonchino”del 1964 quando venne inventata la storia di un presunto attacco vietnamita al cacciatorpediniere USS Maddox poi rivelatosi una balla. La Guerra in Medio Oriente ancora come ennesima bugia perché difficile dimenticare la guerra in Afghanistan durata oltre 20 anni scatenata perché gli Usa ritenevano i mujaeddin responsabili delle Torri gemelle quando era noto che gli autori erano di Al Quaeda. Dopo averli foraggiati in funzione anti Russia gli USA sono tornati al punto di partenza: il 21 agosto 2021 i talebani sono tornati a Kabul esattamente dove li avevano trovati. La Guerra in Medio Oriente ancora come ennesima bugia perché difficile dimenticare la guerra in Iraq dove Colin Powell è entrato nella storia delle Nazioni Unite per aver mostrato un cartone animato per sostenere che Saddam Hussein possedeva armi di distruzione di massa salvo poi non trovare nemmeno una mazzafionda. E ora e ancora la Guerra in Medio Oriente ancora come ennesima bugia perché difficile dimenticare che gli stessi USA avevano sostenuto di aver annientato il potenziale atomico iraniano con i bombardamenti mirati dei mesi precedenti salvo poi dover sostenere che erano in procinto di avere la Bomba mentre i loro stessi servizi segreti, la CIA, hanno sostenuto il contrario. Mentono sapendo di mentire ma lo svelamento della bugia e la menzogna non trovano sempre spazio adeguato nella comunicazione pubblica. Anzi, diventano esse stesse uno strumento di guerra.

Ieri sul Sole 24 Ore è comparso, a firma Andra Biondi, un articolo molto interessante con il titolo “Guerra in Medio Oriente: ascolti record per tg e siti” dove si legge “Una corsa alle notizie spingendo in alto ascolti di canali all news telegiornali e siti web: eccolo l'effetto dell'attacco di USA e Israele all'Iran che ha mandato in fiamme il Medio Oriente dal 28 febbraio scorso e i numeri riproducono, algebricamente, quello che in fondo è un riflesso condizionato che attraversa l'Italia, e non solo, ogni volta che la storia accelera bruscamente. È il riflesso di ricerca di una bussola in grado di mettere ordine nel caos. In questo quadro, i dati disegnano i contorni di una sorta di migrazione nei momenti critici verso i canali della mediazione giornalistica professionale percepiti come un “bene rifugio” in una fase di incertezza globale. Prova ne è anche il ringiovanimento dell'età di chi si è trovato davanti allo schermo TV”. 

Ecco allora che si pone il problema della credibilità, dell’attendibilità, dell’informazione pubblica, della RAI e del Servizio Pubblico che deve svolgere. La prossima settimana si voterà per il referendum sulla giustizia voluto dal Governo Meloni dove non ci sarà alcuno spazio per i “distinguo”, per il dibattito “nel merito” o per altre amene e sottili disquisizioni. Sarà battaglia sul SI o sul NO e non sul “forse”. Sarà battaglia a favore o contro il Governo Meloni, questa destra maldestra e arruffona spesso bugiarda. Ed ecco allora che la Rai prende posizione con la sua artiglieria pesante esattamente sul fronte dell’informazione con i vari Cerno su Rai Due, con il sempiterno e inamovibile Vespa su RaiUno o con un Salvo Sottile su Rai Tre. Un consigliere, uno solo, a caso perché gli altri li abbiamo persi per strada, ieri ha scritto che “ … la Rai sta sbandando vistosamente negli spazi giornalistici…”. Per evitare lo sbandamento ci sarebbe uno strumento forse efficace se usato per tempo: il ricorso all’AgCom. Magari ci potrà essere un esito dopo il24, a urne aperte e quindi inutile, però intanto si solleva e si pone il problema di “violazione” e non di “sbandamento”. Sono due termini differenti e implicano una “postura” differente”.

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mercoledì 11 marzo 2026

La Primavera RAI

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Non scriviamo tutto ciò che sappiamo, ma sappiamo bene tutto ciò che scriviamo!

Ascolti day Time 2025? Bocciati!

Ascolti Sanremo 2026? Bocciati (risultato peggiore degli ultimi anni)! vedi https://www.eurofestivalnews.com/storico-ascolti-festival-di-sanremo/

Ascolti dopo Sanremo ed Olimpiadi invernali? Bocciati! Ritorno alla “normalità ovvero sotto Mediaset!

Dibattito in Senato Riforma Rai prevista lo scorso 3 marzo? Rinviata a d.d.d.! 

Audizione in Vigilanza AD Rossi prevista ieri 11 marzo? Rinviata a d.d.d come Bloggorai aveva previsto e scritto in epoca non sospetta (dicono, forse, il prossimo 25 marzo ma non ci crede nessuno)!

Nuova trasmissione “giornalistica” targata destra destra con Tommaso Cerno? Ennesimo fallimento oltre che offesa al buon senso politico!

Rai Digiltal Media Company (of course NON di Servizio Pubblico, ci mancherebbe)? Svanita nel nulla progettuale e finanziario!

Piano editoriale per l’informazione? Inesistente e sono molti ad esserne felici!

Piano immobiliare? Infarcito di errori ed orrori: vedi nuova sede ex Mazzini, vedi vendita sede di Venezia, vedi la storiaccia brutta brutta di Milano Corso Sempione tra conflitti di interesse e pessimo investimento etcetcetc.

Rai Way e la possibile vendita/fusione con Ei Towers? Una bufala infinita che dura da oltre 10 anni. Con il ricavato dell’operazione si doveva sostenere il Piano Industriale Rai (previsti inizialmente 190 mln, poi ridotti a 120). Ora è in scadenza l’AD Cecatto prossimo alla pensione, quota Lega, compenso oltre 500 mila euro anno, ed è caccia all’uomo o donna (ce ne sono be due) per la successione. Si tratta di un "bocconcino" politico molto appetito, molto assai. chi se lo pappa? Con chi si dovrà spartire? Chi parteciperà al banchetto? E' solo una partita interna ai partiti di Governo oppure qualche altro ne vuole far parte? Lui Cecatto, dicono, vorrebbe tanto essere confermato (ci crediamo bene). Girano i nomi ma la partita, as usual, è solo ed eminentemente politica: Giorgetti ha le antenne dritte e le trappole innestate.

A proposito di Digital Media Company: qualcuno sa cosa sta progettando il nuovo CTO? Qualcuno sa qualcosa della CDN? È o dovrebbe essere un pilastro tecnologico di assoluto rilievo strategico per un’Azienda che vuole o deve competere con il nuovo mercato. Ad oggi, Rai continua a pagare un costo molto elevato al fornitore Akamay. Ma qualcuno si pone il problema se conviene o meno averne una proprietaria (come vorrebbe fare Rai Way)? Ci dice un nostro autorevole esperto “La CDN costa, richiede un settore specifico con aggiornamenti tecnologici continui, alti investimenti. Non solo, deve fare tratte remunerative e tratte non remunerative. Ha un senso industriale se hai un parco clienti vasto che ripaga i costi! Cosa diversa è fare lo switch off del DTT e satellite verso la rete. Allora si, serve anche la CDN proprietaria anche se devi ridurre a 1/4 o forse meno gli introiti e la forza lavoro, con ascolti abbondantemente sotto il milione di utenti nel minuto medio giornaliero (l’amr-D)”.  

In soldoni e a farla breve. Il Servizio Pubblico “tira a Campari”: prospetta il suo sviluppo con i soli ascolti di Sanremo, di trasmissioni traballanti infarcite di cronaca nera (Garlasco) o di repliche di fiction. Tutto il resto è noia, non gioia, aspettando le margheritine fresche di primavera. E le "stelle" (i consiglieri di opposizione) stanno a guardare aspettando Godot.

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martedì 10 marzo 2026

Il Servizio Pubblico Radiotelevisivo ... della frutta e della verdura

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Non scriviamo tutto ciò che sappiamo ma sappiamo tutto ciò che scriviamo

Forse, siamo alla frutta, ovvero alla canna del gas ovvero di fronte al binario dal quale è partito l’ultimo treno per Marienbad dove è trascorso l’ultimo anno. Passata la “sbornia” delle Olimpiadi invernali e del “successo” di Sanremo (non adeguatamente festeggiato con comunicati stampa di un consigliere a caso esaltante) si torna ora alla sua banale quotidianità tra un Garlasco e una fiction riciclata. La Rai, il Servizio Pubblico si sta perdendo nella nebbia della sua irrilevanza editoriale, politica e culturale. Se poi fai notare questi pensierini a qualcuno esegeta del ruolo della Rai e del Servizio Pubblico ti guardano male e ti tolgono il saluto, specie se poi aggiungi che tutto questo non è colpa o responsabilità solo di Telemeloni ma di tanti altri, amici, compagni e conoscenti, che hanno avuto grandi responsabilità ma non lo vogliono ammettere nemmeno sotto tortura. Ha dichiarato ieri Antonio Nicita (PD): “Quando si pensa che si sia raggiunto il punto più basso Telemeloni supera se stessa”. Abbiamo speranza. C’è ancora molto da vedere.

Però, tanto per intenderci: te la prendi con Telemeloni se durante la trasmissione di punta di Rai Uno in prima serata (quella che sostiene e diffonde il virus malefico della ludopatia) per reggere la concorrenza di Mediaset si sono inventati la presenza di una avvenente ballerina che ad un certo punto si presenta con un costumino striminzito ai limiti del vedo/non vedo e poi, proprio l’8 marzo, sul profilo X RaiOfficial si diffonde una sua foto accompagnata da una didascalia dove si legge “Attenzione ️ Queste immagini potrebbero urtare la vostra sensibilità e anche il vostro apparato cardiorespiratorio”. Poco dopo il testo è stato rimosso ma il danno è fatto e la certezza del dovere di servizio pubblico è stato violato ed offeso. Tanto per intenderci: la “ballerina” è sempre lì e il gioco dei pacchi va in onda da anni, tanti anni e nessun consigliere si è mai scandalizzato.

Te la prendi solo con Telemeloni se oggi leggiamo che “Auditel 2025. Mediaset è prima”. Italia Oggi pubblica il report annuale Auditel dove si legge che “Mediaset archivia il 2025 con il 37,5% di share nelle 24 ore e Rai il 35,7%, meno dell'anno precedente con gli Europei di calcio e Olimpiadi”. Gli ascolti non sono tutto nella vita della Rai ma sono tanto per non tenerne conto. Specie se gli ascolti sono parametrati ai suoi obblighi istituzionali: educare, informare e divertire. Rai, da tempo, non è in grado di produrre autonomamente quasi nulla e pure quando ci prova (concorsi interni per idee ovvero la vecchia Serra Creativa) non ne porta a casa una buona. E pure quando si inventa un “nuovo spazio giornalistico” non trova una risorsa interna in grado di andare in onda (vedi il Cerno della situazione su Rai Due al modico costo di 11 Mila euro a puntata).  

Te la prendi solo con Telemeloni se la Rai da decenni non ha un progetto editoriale per l’informazione? Oltre 2000 giornalisti e 8 testate (di cui una da sola, RaiNews 24, ne occupa circa 200 con ascolti intorno allo 0,6%)?

Te la prendi solo con Telemeloni se la Rai non riesce a tappare i buchi, le voragini, aperte da decenni di inefficienze e gestioni dissennate nonostante i costanti richiami della Corte dei Conti. Esempio fresco fresco (questo certo Made in Telemeloni): la Rai ha indetto una gara (valore poco meno di un milione di euro) per valutare “ … un servizio di analisi e congruità delle produzioni audiovisive…” ovvero determinare se chi vince le gare su acquisti, produzioni o co produzioni siano “ragionevolmente a costi di mercato”. Surreale.

Te la prendi solo con Telemeloni se dopo decenni di allarme sull’amianto a Viale Mazzini è stata necessaria una determinazione delle Autorità sanitarie per far sgombrare il palazzo e andare di gran carriera in quella specie di Centro Commerciale di Via Severo? Dopo la pubblicazione del nostro Post sull’argomento ci sono giunte altre notarelle degne di nota. La più interessante è quella che ci riferisce l’intenzione di “chiudere” il palazzo il venerdì al fine di risparmiare costi di gestione. Fenomenale. Poi, dettagli insignificanti: per prendere un ascensore devi fare la fila, come pure gli spazi “sociali” sono quasi “estratti a sorte”. Ci è stata proposta una domanda: chi e perché ha tanto spinto per quella sede? Chi e perché ha spinto tanto per l’operazione di Milano? Chi e perché spinge tanto per la vendita dei “gioielli di famiglia” di Venezia e Fiorenze? Per quanto riguarda la nuova sede Rai di Via Severo “Sono state sottoposte ai vertici diverse soluzioni, poi hanno deciso loro. Con quali criteri non è dato sapere. Comunque, meglio non parlarne, qualcuno si offende e se la prende a male” ci ha detto una nostra fonte. Bloggorai la storia, forse, almeno in parte la conosce e la racconterà, a partire del nome della persona che ha, che ha avuto e che forse avrà ancora tanto successo nel futuro della Rai, di questa Rai (non inspiegabile, anzi, spiegabilissimo e tutto nel solco di “non è solo Telemeloni”).

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