sabato 2 maggio 2026

l'Affare Minetti è un Mistero di Serie A o un Mistero di Serie B? Complotto o scherzetto?

By Bloggorai ©

C’è qualcosa di marcio … e non solo in Danimarca. Manteniamo il punto sulla vicenda “grazia Minetti”: ci appare troppo rilevante e gravida di conseguenze per essere classificata di “serie B”. Anzitutto: in che categoria di “misteri” politici viene collocata? Tanto per capirci: ieri a partire dal Corriere, la vicenda Minetti nella cronologia delle pagine arriva ben dopo Garlasco come pure nei Tg la notizia è pressoché scomparsa o posta ben in secondo o ultimo piano. E pure, da quando è stata riportata la prima volta, ieri invece  è apparsa subito evidente una “bizzarria”: dall’inizio di questa vicenda il Quirinale ha parlato attraverso comunicati ufficiali mentre ieri si cita una generica “fonte” che trasudava moderazione: “Doverosi nuovi accertamenti decisi d'intesa con il ministero della Giustizia…  Adesso è doveroso - conclude la fonte - che si attenda con rispetto il sollecito svolgimento di queste verifiche da parte della Magistratura” cfr dal Corriere. Siamo passati nel giro di pochi giorni da “… voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza …” all’”attesa con rispetto”. Qualcosa è cambiato.

Eppure, eppure, si tratta di una vicenda dalle possibili conseguenze potenzialmente devastanti: se Mattarella richiede, dopo aver già concesso la grazia, “…informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa” appare del tutto evidente che perlomeno possa aver avuto il legittimo sospetto che qualcosa non tornasse. E, semmai fosse verificato che qualcosa è andato storto, difficile supporre che tutto possa tornare come prima e che nessuno paghi pegno, fossero pure i giornalisti che ne hanno dato notizia. Posto, infine, che il potere di grazia per il Presidente è una facoltà, non un obbligo, e si legge che “… Il Presidente concede abitualmente la grazia” ma non ha alcun vincolo, vedi nota del Quirinale sull’art. 87 della Costituzione: https://www.quirinale.it/it/pagine/potere-grazia .

In seguito a quanto abbiamo potuto confrontare (grazie alle lettrici e ai lettori “solitamente molto bene informati”) proseguiamo a porre domande:

A: è un “complotto “di destra o di sinistra? Di destra qualora fosse indirizzato a colpire Mattarella per indebolirlo in vista di quanto potrà accadere da ora fino alle prossime elezioni (con il rischio che si possa anticiparle e che quindi Mattarella possa sciogliere le Camere). ovvero, un è “complotto” di sinistra qualora si volesse colpire anzitutto Nordio e, di conseguenza, il governo di cui fa parte per indurlo alle dimissioni?

B: è un “complotto” generico contro la magistratura, in questo caso presunta colpevole di non aver svolto gli accertamenti necessari per la richiesta della grazia?

C: è un “complotto” interno ai partiti di destra, magari contro la nuova “era” dei giovani berlusconiani smaniosi di smarcarsi dalla Meloni?     

D: è un “complotto” di vendette incrociate, tra bande interne alle istituzioni?

E: è un “complotto” passe partuot, buono per tutte le stagioni utile a tutti?

F: e la Rai, in tutto questo “complotto” cosa c’entra? La “notizia” l’ha sollevata per prima il Fatto Quotidiano e, curiosamente, l’ha ripresa per prima solo Rai Tre o viceversa? Non è del tutto chiara la gestione di uno scoop in condominio. Nell’uno o nell’altro caso è bizzarro osservare come ci sia entrata di mezzo una trasmissione di “intrattenimento” domenicale e non una testata giornalistica del Servizio Pubblico.

Se oggi, dopo tanto clamore dei giorni scorsi, stanno intervenendo i “pompieri”, sembra dire solo che la notizia era “forte” ed è necessario spegnerla subito, prima che possa fare danni.

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venerdì 1 maggio 2026

Poker Minetti e il "mazziere" RAI: chi è il "pollo" della partita?

By Bloggorai ©

Se mai tra le lettrici e i lettori ci fosse chi ha frequentato, in modo più o meno professionale, i tavoli di Poker (tradizionale) dovrebbe conoscere bene una regola non scritta quanto fondamentale: se dopo il primo giro di tavolo, cinque o sei mani, ancora non hai capito chi è il “pollo” allora è verosimile supporre che il “pollo” sei tu.

In questa complicatissima e misteriosissima vicenda della grazia alla Minetti si mescolano tante vicende che, fatalmente, dovranno giungere ad una necessaria conclusione: qualcuno potrebbe lasciarci le penne e costretto ad abbandonare il tavolo.

Dopo il nostro post di ieri pomeriggio, abbiamo ascoltato e letto tanti pareri e ci stiamo facendo un’idea, forse ancora sommaria ma credibile. Il presupposto è la consapevolezza di trovarci a quasi un’anno dalle prossime elezioni politiche. Per la destra si tratta di un “all in” ovvero un dentro o fuori: o la Meloni riesce a tenere il punto oppure è spacciata. Si tratta di una partita delicatissima dove le due squadre in campo, governo e opposizione, non sono ancora formate e preparate, sulla tattica e sulla strategia. Questa, forse la vera posta in palio.

Riprendiamo i punti fermi:

A: non è una “banale” vicenda giudiziaria dove, una volta ricomposte e riviste le tessere del puzzle tutto torna come prima.

B: non è un gioco a somma zero: qualcuno vince e qualcuno perde

C: non è un solo e semplice gioco di “vendette” interne a qualche Istituzione, piccola o grande che sia, o un partito, piccolo o grande che sia.

D: non è solo “disattenzione” o superficialità di qualche ufficio, piccolo o grande che sia.

E: la Minetti è solo un “pretesto” ovvero una “miccia” accesa e studiata a tavolino: difficile o quasi impossibile supporre che non se ne conoscesse la portata politica dell’atto di clemenza del Quirinale.

Allora, chi è il “pollo” di questa vicenda? Chi sono i “pollaroli”? a quale mercato si vuole vendere il “prodotto”? chi sono i possibili acquirenti?

Torniamo alla 5a domanda che abbiamo posto ieri: l’AD Rai, Giampaolo Rossi, o il presidente protempore o facente funzioni Antonio Marano, erano stati informati preventivamente che Rai Tre, in “bizzarra” quanto stretta sintonia con il Fatto Quotidiano, sabato 11 aprile stavano per sganciare la “notizia”? In altre parole, una “certa” Rai ha partecipato al tavolo di Poker? E’ verosimile che lo abbiamo saputo e, in tal caso, cosa hanno fatto?

L’idea che ci siamo fatti, al netto delle opinioni che abbiamo raccolto, è che alla trama e al complotto, una “certa” Rai abbia preso parte attiva nel confezionare una “testata multipla” i cui effetti devastanti potrebbero essere utili a molti. Ovvero: non c’è un solo “pollo” e ci sono tanti “pollaroli”.

Cambiamo pagina: ieri è comparso sul Sole un articolo a firma Andrea Biondi sul tema Rai Way. Si tratta di un argomento che lambisce fortemente quello dei “piani” (industriale, immobiliare ed editoriale) tutti strettamente intrecciati tra loro. Leggiamo “ Se però entro metà giugno – data che è il risultato della terza modifica al memorandum d’intesa del 19 dicembre 2024, già prorogato il 26 settembre 2025 e poi a fine marzo scorso – non saranno sciolti i nodi ancora aperti, il dossier, a quanto ricostruito dal Sole 24 Ore, correrebbe il serio rischio di essere archiviato” …” La cautela maggiore sembrerebbe comunque essere sul fronte Rai. Ogni modifica del perimetro porta del resto con sé domande su rapporti di lavoro, contratto collettivo, consolidamento e controllo”. Per quanto sappiamo e abbiamo potuto riscontrare la parola chiave è esattamente quest’ultima e non riguarda solo Rai: il “controllo” della futura società, ovvero la governance. abbiamo già scritto e lo ribadiamo: la partita RAi Way non si chiuderà poichè mancano ancora i presupposti "politici" prima ancora che finanziari o industriali. 

Tutto torna, anche il “caso” Minetti, indirettamente e molto alla lontana, si riflette anche su questa storia. Dobbiamo solo attendere.

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giovedì 30 aprile 2026

RAI e Minetti: due più due non fa sempre quattro

By Bloggorai ©

Anche Bloggorai, nel suo piccolo, si pone qualche domanda e, non sapendo bene leggere e scrivere, le gira alle lettrici e ai lettori più “esperti”. Anzitutto ricapitoliamo.

A: tutto inizia sabato 11 aprile pomeriggio quando si diffonde lo “scoop” di “Mi manda Rai Tre” condotto da Federico Ruffo sulla grazia concessa da Mattarella alla Minetti. La domanda, banale, che molti (non tutti) si pongono è: perché si è saputo solo tempo dopo?

B: 11 Aprile 2026, il Fatto Quotidiano titola “Nicole Minetti graziata da Mattarella e Nordio” a firma Thomas Mackinson.

C: lo stesso giorno viene diffusa una nota del Quirinale:  

“In riferimento alla vicenda della grazia conferita a Nicòle Minetti, l’Ufficio stampa del Quirinale precisa quanto segue:

La concessione dell’atto di clemenza – in favore del quale si è espresso il competente Procuratore generale della Corte d’appello in un ampio parere - si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati.

La normativa a tutela dei dati sensibili dei minori non consente di rendere noti dettagli sulle condizioni di salute del minore” datata 11 aprile.

D: passano alcuni giorni e il Fatto prosegue a pubblicare articoli

E: il 27 aprile il Quirinale rende noto un comunicato:

“L’ufficio stampa del Quirinale comunica che la Presidenza della Repubblica ha inviato, in data odierna, la seguente lettera al Ministero della Giustizia:

«In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa.»

Il resto è cronaca di questi giorni e di queste ore.

Domande:

1: non sembra alquanto “bizzarra” la sintonia tra Rai Tre e Il Fatto Quotidiano?

2: chi ha avuto “interesse” a fare uscire la notizia che lo stesso Quirinale ha voluto tenere riservata al fine di tutelare i dati sensibili del minore?

3: se non ci fosse stato lo “scoop” avremmo mai saputo la notizia?

4: la "cortese urgenza" richiesta dal Quirinale che tempi prevede?

5: l’AD e il Cda Rai erano a conoscenza della rilevanza politica dello “scoop” di Rai Tre?

6: le domande fondamentali: chi si vuole colpire, ovvero quale è la trama sottesa a tutta questa vicenda?? Mattarella o il Governo? o ci sono altri "obiettivi"???

Bloggorai può contare di tante lettici e lettori molto esperti.

bloggorai@gmail.com

ps. Abbiamo da poco ricevuto un articolo molto interessante pubblicato oggi sul Foglio a firma Salvatore Merlo con tre ipotesi molto, molto suggestive.

Le Idi di Aprile: il grande Mistero RAI

By Bloggorai ©

Così come alle Idi di marzo, giorno 19 del 44 a.C, con l’assassinio di Cesare è cambiata la storia di Roma, alle Idi di aprile, il 19 aprile del 2013, con la bocciatura di Prodi alla presidenza della Repubblica è cambiata la storia Italiana e, di conseguenza e in debita proporzione, la Storia della Rai.

Tra i due grandi eventi però corre una differenza enorme: i congiurati contro Cesare che sferrarono le 30 coltellate erano noti, tra i primi Bruto e Cassio, mentre i congiurati contro Prodi (tutti nell’area progressista) sono tutt’ora tutti ignoti. Dopo oltre 13 anni non un nome ha mai ammesso la sua partecipazione alla congiura. È rimasto tutt’ora uno dei più grandi misteri politici nazionali che nessuno ha voglia di ricordare. C’è molta letteratura, molti indiziati e sospettati (tra i principali Matteo Renzi) ma nessun nome è mai stato confermato.

Eppure, da quella data in poi, sono avvenuti altri “misteri” e sviluppate vicende che, segnatamente, hanno impattato molto sulla Rai, su questa Rai. Rimettiamo in ordine. A gennaio 2014 si dimette il Governo Letta e il 22 febbraio si insedia il Governo Renzi. Si mette subito al lavoro sul Servizio Pubblico e il 31 luglio 2014 il Senato approva il testo della “sua riforma” poi entrata in vigore il 31 dicembre successivo, la n. 220. Poco prima però, il 18 gennaio, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi si incontrano e sottoscrivo il famigerato “Patto del Nazareno” (mai del tutto svelato). Passa quasi un anno e il 5 agosto 2015 si rinnova il Cda e il governo Renzi nomina Monica Maggioni presidente e Antonio Campo dall’Orto primo AD con la nuova legge (poi gli succederà Orfeo). Doppia parentesi: anche sulle dimissioni di CdO si potrebbe scrivere un romanzo.

Arriviamo al Grande Mistero dell’Informazione Rai. Proprio lo stesso CdO chiama Carlo Verdelli come “consulente” per la comunicazione e gli affida l’incarico di predisporre un “piano editoriale”. L’iniziativa non è gradita al VII piano di Viale Mazzini e, sembra, in particolare ala Maggioni. Il “piano Verdelli” è completato a novembre 2016 ma è segretissimo. Mica tanto segreto: il 27 novembre L’Espresso pubblica ampli stralci prima ancora che il Cda lo avesse esaminato. A gennaio il Piano Verdelli è bocciato. Max Grande su Il Foglio scrive “…  la presidente Maggioni: indicata a suo tempo da Forza Italia per quel ruolo, si è da tempo molto legata ad Angelino Alfano e ha provato anche a cercare sponde nei pezzi grossi del Pd a Palazzo Chigi. …In molti ormai in Rai sospettano per esempio che sia stata lei a passare al settimanale l’Espresso la bozza del piano per l'informazione con l’obiettivo di mettere in difficoltà il suo estensore Carlo Verdelli e forse anche il direttore generale Campo Dall’Orto”. Lei smentisce: “Tralascio dunque le insensate chiacchiere di corridoio per rispondere solo alla falsità grave secondo cui io avrei consegnato il cosiddetto "piano Verdelli". L’audit interno finalizzato a trovare il colpevole non ha mai portato a nulla. Non è stato trovato l’esecutore materiale ma nemmeno l’oggetto del crimine: il ”Piano Verdelli” nella sua completezza è rimasto un mistero. 

     

Non sarà Bloggorai a svelarlo (anche se abbiamo molti ragionevoli e fondati sospetti) ma lo terremo come punto fermo per capire come e perché siamo giunti ad oggi, ai tanti “piani” di cui si parla (industriale, immobiliare e editoriale). Curiosità: ci hanno raccontato che quando in Rai si parla di “piani” uno è bizzarro assai: il cosiddetto “piano Maggioni” di Via Goiran, che, paradossale, ora è in vendita tra i 15 cespiti da alienare.

La storia continua e torna sempre ai punti di partenza. E' un grande film e non è vero che siamo ai titoli di coda. 

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mercoledì 29 aprile 2026

La RAI: un Film italiano

Oggi Bloggorai aveva in preparazione un post "particolare" quando invece ha letto un titolo di un autorevole quotidiano "La Rai è ai titoli di coda" che merita un filo di attenzione.

Chi è appassionato di cinema sa bene che per comprendere un film non è sufficiente leggere solo i "titoli di coda" ma è necessario almeno conoscere i titoli di testa, la regia, la sceneggiatura e i protagonisti. 

Il film sulla Rai è iniziato tanto tempo addietro e senza andare troppo lontano è sufficiente ricordare il 5 agosto 2024.

Da otto anni Bloggorai questo film lo descrive giorno per giorno e spesso abbiamo anticipato come potrebbe finire. Lo abbiamo fatto e lo facciamo con la recondita speranza, forse anche vana, che possa iniziare un nuovo film di tutt'altro genere.

Ad oggi non si vede nessuno in grado di scrivere un nuovo testo filmico. In un contesto politico di elevata fibrillazione, sia nella maggioranza ma pure nell'opposizione, potrebbe non essere sufficiente "... ripartire da un tavolo..." quanto invece rimescolare le carte, trovare una nuova idea narrativa del prossimo Servizio Pubblico e qualcuno in grado di tenere in mano una telecamera o cinepresa che dir si voglia. 

Bloggorai@gmail.com


Ps: siamo in viaggio... più tardi speriamo nel post previsto 

martedì 28 aprile 2026

Attendere prego ... misteri in arrivo!

Teatro delle Vittorie: arrivata la prima proposta ufficiale di interesse (pubblico) !!!

By Bloggorai ©

Come noto, con la chiusura della sede storica della Rai di Viale Mazzini è andato svanito, disperso e allontanato, un prezioso patrimonio del Servizio Pubblico: la sua Biblioteca che ora, bene che vada, sarà trasferita sulla Via Salaria, difficile da raggiungere e frequentare.

Ora, oggi, le notizie sullo scellerato “Piano Immobiliare” Rai (del quale parleremo molto ancora) hanno acceso particolare attenzione sul Teatro delle Vittorie, altro patrimonio di inestimabile valore oltre la brutale valutazione “commerciale”: si tratta di un “monumento” artistico inalienabile di storia e cultura nazionale.

Oggi è stata diffusa la notizia di Fiorello che ha coinvolto Vincenzo Mollica che, a sua volta, ha lanciato un appello: “Mi piacerebbe che al suo posto nascesse un Museo del Varietà”. 

Lo raccogliamo, lo rilanciamo e lo ampliamo per proporre la trasformazione del Delle Vittorie in una sorta di “Casa della Televisione Italiana” ovvero un Centro di documentazione, studio, consultazione di teche, memoria, aula per convegni etc. 

Forse non potrà contenere tutto il patrimonio cartaceo della storica biblioteca ma potrebbe ospitare anche postazioni di lavoro per studenti, ricercatori e appassionati del settore.

Abbiamo letto di una stima di circa 7,5 mln di euro. Si potrebbe ipotizzare una specie di “azionariato pubblico” con soci fondatori (istituzioni e altre tv) e soci sostenitori (privati cittadini).

Una iniziativa del genere è sostenibile? Non siamo in grado di rispondere in termini economici ma lo siamo in termini sociali e culturali: si, è sostenibile!

Non è facile ma si può fare, ci si può provare! Il primo passo è convincere la Rai e il suo Cda. Il 22 maggio è vicino.

Bloggorai@gmail.com 

ps. se qualcuno ha contatti con Fiorello e condivide, please, può far girare? grazie!