mercoledì 2 settembre 2026

La lunga, buia e tempestosa notte della RAI

By Bloggorai ©

A che punto è la notte della Rai e del Servizio Pubblico? Profondo nero, buio, nebbia, silenzio e l’autunno è alle porte. È una lunga notte iniziata da mesi, da anni ormai: dal quel fatidico 25 settembre 2024 quando, grazie ad una scelta scellerata di AVS e M5S, venne dato il via libera a questo Cda di Rossi&C in cambio di una “calendarizzazione” di una riforma che nessuno ha ancora mai visto e con seri dubbi che la si possa vedere in tempi ragionevolmente brevi. Attenzione, se mai ci sarà una riforma, sarà una riforma targata Meloni &C.  Da quel giorno, da quel pomeriggio, la luce si è spenta ed è scesa la notte “nera” sulla Rai.

Da allora nulla è stato più prima: questi due anni, questo Cda tutto intero, passerà alla Storia per gli ascolti in progressivo disfacimento, piani industriali ammuffiti, piano immobiliare farlocco, piano editoriale sull’informazione inesistente, due presidenti in carica (Agnes e Marano), conti traballanti e i vincoli dell’EMFA ignorati. Gli mancano solo le cavallette e la peste bubbonica.

Come abbiamo scritto e ribadiamo: non sono stati nemmeno capaci di chiudere l’accordo per Rai Way e ora chiudono in bellezza con lo sporco affare di Report. Hanno preso a modello lo schema Trump: hanno iniziato una guerra e non sanno più come uscirne. Rossi & C potevano fare tante cose ma hanno fatto la peggiore, la più autolesionista. A meno che fosse una strategia ben ponderata poiché il risultato finale sarà comunque a loro vantaggio: picconata ulteriormente Rai Tre, pressoché demolito Report e Ranucci fuori dalle palle! 

Missione compiuta e ora Rossi può passare all’incasso con una sua ricandidatura al nuovo Cda per i prossimi 4 anni o con una candidatura parlamentare nel 2027. La Meloni è riconoscente con i suoi amici. Nota accessoria: il 30 settembre si dovrebbe togliere dimezzo un suo “fastidioso” vicino: l’attuale DG Roberto Sergio che dovrebbe andare in pensione dalla Rai ma non da Tele San Marino dove pure la Rai lo ha insediato.    

E ora che potrà succedere sul “caso” Report? Ci sono diverse possibilità.

A: la Rai tiene duro e va avanti sulla sua strada

B: La Rai cede e rivede le sue posizioni e accetta la trattativa.

C: La Rai congela tutto, attende gli sviluppi e poi si vedrà.

Ipotesi A: verosimile che non abbiano la voglia, la forza e il coraggio di ammettere la stratosferica minchiata fatta con l’estromissione di Ranucci senza uno straccio di motivazione o di accusa a suo carico (il Corriere ha riportato “opacità e interferenze” … sic!!!). Due mesi di farloccagini del cosiddetto Comitato Etico hanno prodotto due fiocchetti di neve. Verosimile che possano andare in pellegrinaggio a qualche noto santuario per pregare che non ci siano in giro nei Tribunali del lavoro romani “giudici compiacenti” o “zecche commmuniste” che possano dare ragione a Ranucci e farlo reintegrare con provvedimento d’urgenza ex Art. 700 CPC. Semmai fosse, intanto il conduttore ritorna al suo posto e poi la causa civile potrebbe svilupparsi in altra sede giudiziaria con altri tempi. Dicono, pare, sembra che il “triumvirato” Rossi-Ventura-Spadafora abbiano abbassato un po’ le penne.

Ipotesi B: da non escludere a priori, anche se molto improbabile che siano tanto astuti e acuti da capire l’aria che tira e intuire che saggezza e prudenza dovrebbero indurre a più miti consigli. La trattativa implica, giocoforza, che le due parti cedano qualcosa: cosa potrebbe cedere la Rai? La scelta dei due conduttori ha aggiunto la ciliegina sulla torta: una pezza peggio del buco. Però, dovranno valutare attentamente: perdere la redazione di Report o esporsi ancora a lungo al fuoco incrociato di tutta l’opposizione richiede spalle larghe e loro non sembrano averne gran che. Certo, non sarà facile dover ammettere “Scusate, ci siamo sbagliati. Rivediamoci e vogliamoci bene per la salute della Rai”.

Ipotesi C: in genere è la scelta più saggia ma solo in genere. Succede speso invece che le scelte avvengano sotto spinte emotive e irrazionali. Succede pure che poi ci si possa ravvedere. Rossi & C sanno di non aver vinto del tutto e sanno di non poter perdere. Anche da Palazzo Chigi arrivano timidi segnalini di “prudenza”.  

Se mai dovessimo aprire un “ReportScommesse” punteremmo un baiocco sull’ipotesi 3. Ipotesi rischiosa ma vantaggiosa: può succedere di tutto e meglio attendere. Vedremo, siamo solo all’inizio.

Torniamo per ora al “caso mediatico” del Corriere della Sera e sulla sua “particolarissima” attenzione sul “caso Ranucci” e non tanto sul “caso Lavitola”. Ci chiediamo sempre perché a Via Solferino, quando sorge il sole, il suo direttore, le sue firme più importanti (tra le quali spicca di luce propria quella di Paolo Mieli che ora cercano in tutti modi di far dimenticare il suo “relativo e distaccato” coinvolgimento sulla “manovra Lavitola”) si vedono, si scambiano messaggi e decidono che il “caso Ranucci” debba meritare tanta attenzione più delle guerre in corso, dell'economia o financo della cronaca nera?  Ancora non riusciamo a trovare una risposta “non banale” ma qualche ipotesi la abbiamo in serbo. Chissà, forse al Corriere sanno cose che noi non sappiamo? Il Corriere non riporta solo “notizie” o riferisce “fonti”, non sono solo “cronisti”: la quantità e la qualità degli articoli, il loro posizionamento in pagina e la loro titolazione costituisco la “narrazione” ovvero il “main stream” al quale il Corriere fornisce linfa vitale che poi alimenta il circuito: vedi Dagospia ieri sera alle 20.15. Non paghi della “cronaca” si aggiungono autorevoli commentatori (Polito, Grasso etc) e questa “narrazione” è tutta in una sola direzione: Ranucci è colpevole, a prescindere, a priori in modo “opaco e con interferenze”.  I loro lettori hanno dato segnali di grande apprezzamento per come il Corriere segue la faccenda? hanno aumentato il numero di copie vendute in edicola? 

Abbiamo ripescato, a caso, la rassegna del 18 agosto scorso: il Corriere dedica due pagine con sei articoli, Repubblica e la Stampa un solo articolo e il Messaggero (!!!) quattro. Come pure da non dimenticare il famigerato articolo dei giorni scorsi sule Corriere, anonimo, tutto incentrato su una “… questione che interessa Libero”.  Non riusciamo a farcene ragione: perché il Corriere ha dedicato tanto spazio ad un tema pressoché irrilevante e che "interessa Libero" ???    

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martedì 1 settembre 2026

Governo, Rai e "fenomeni mediatici": il gioco truccato delle tre carte

By Bloggorai ©

“Lo scetticismo non è una filosofia è pratica di vita. Essere scettici significa essere costantemente allerta nei confronti di ogni opinione e teoria, sospendere il giudizio sulle cose non chiare e continuare ad indagare la complessità del mondo, tenendo presente il parere degli esperti senza però tradire le nostre impressioni e reazioni personali. Oggi essere scettici può davvero aiutarci” M.L. Chiesara, Sette brevi lezioni sullo scetticismo

Notoriamente, Bloggorai è sempre molto scettico su tutto, a prescindere, a priori. La “fiducia” viene considerata un bene raro e prezioso e non si concede facilmente a tutti. Forse, questo è il motivo del suo “successo”: dopo oltre 8 anni ininterrotti di pubblicazione, le lettrici e i lettori continuano a crescere come in questi giorni. Buon segno: lo scetticismo paga.  

Come vi abbiamo accennato, c’è anzitutto il “caso Lavitola”, poi c’è il “caso Ranucci” e infine il “caso Mediatico” sulla intera vicenda Lavitola Ranucci: rare volte nella storia del giornalismo italiano si è vista tanta produzione di carta stampa, siti web e trasmissioni radio -televisive sullo stesso argomento. E c’è pure il caso del “gioco delle tre carte” dove si cerca costantemente di invertire una carta/caso con un’altra. Talvolta il gioco riesce, talvolta no.

Nel “caso Mediatico” poi si producono due derive: la prima interessa, ovviamente la Rai, mentre la seconda deriva ci sembra riguardare prevalentemente l’editore Cairo e, in subordine, i quotidiani di altri gruppi editoriali notoriamente filogovernativi. 

Ormai sembra fuori dubbio e palesemente evidente che all’interno del Gruppo Cairo ci sia una scissione “narrativa” evidente: quello che monta il Corriere la mattina, lo smonta La7 la sera con la trasmissione In Onda con Marianna Aprile e Luca Telese. Se il Corriere la mattina riporta fedelmente le “voci” da dentro l’ex Viale Mazzini, queste stesse “voci” vengono poi annullate alla sera dopo il Tg di Mentana. Se il Corriere, come ieri mattina, titola su presunte “opacità e interferenze” di Lavitola su Ranucci, fornendo la “giustificazione” alla sua rimozione da Report, la sera si chiarisce bene che queste motivazioni la Rai non le ha fornite perché anzitutto non ne ha e poi perché “secretate” dal famigerato Comitato Etico a corrente alternata (funziona solo a piacimento dell’AD). E pure questa mattina il Corriere ha svolto il suo “compitino”: trovare la pistola fumante che accusa e affossa definitivamente Ranucci, ovvero le prove della “collaborazione” di Lavitola con Report ovvero con Ranucci e titola: “Lavitola interferì su Report? I Pm avviano nuove inchieste”. Si legge che nelle informative dei carabinieri si leggono note di Lavitola su Report. Interessante !!! Come pure il titolo di ieri “Opacità e interferenze” senza specificarne e dettagliarne una che sia una. L'"opacimetro" giornalistico non è ancora stato inventato.

La congiunzione astrale, la formidabile armada tra Corriere, il Triumvirato Rai e altri giornali di corredo (compreso Dagospia) sembra funzionare: il main stream ovvero la “narrazione” la conducono loro ma … ma… qualcosa non sembra funzionare e un filo sottile di scetticismo sembra calare pure da quelle parti quando devono prendere atto che il Triumvirato Rai non ne azzecca mezza di una e il rischio di una Caporetto politico narrativa si profila all’orizzonte. Non sia mai detto che Ranucci trovi un "giudice a Berlino" o magari più vicino, a Viale Giulio Cesare, che gli possa dare ragione ... Bloggorai è scettico ma, non si sa mai. Semmai fosse, il diverimento è assicurato.

Un capitolo a parte merita il “caso Mieli”, prima firma del Corriere, anch’esso felicemente apparecchiato sulla tavola di Lavitola con le “vongole sgusciate” e serenamente coinvolto, più o meno a sua insaputa, al piano mefistofelico del faccendiere per il sondaggio su Ranucci candidato alle prossime elezioni. Ciononostante, Mieli compare una sera si e l’altra pure a pontificare sul caso Lavitola come se lui fosse stato da un’altra parte, come se niente fosse avvenuto.  

Se non che a Rossi-Ventura-Spadafora parte la trebisonda e senza un briciolo di buon senso e senza fornire alcuna spiegazione emettono il verdetto, il Governo sembra contento e poi si vedrà. Fanno gran pipì fuori dal vasino. Hanno grande fretta di chiudere la partita: le elezioni incombono. Se non che, si inventano due “giovani conduttori” il cui grande merito sarebbe quello di aver vinto la Scuola di giornalismo Rai di Perugia: acciperbacco !!! Se non che si viene a leggere che la “brava” Giulia Presutti sarebbe una frequentatrice più o meno assidua del ristorante di Lavitola e il “bravo” Piervincenzi avrebbe ottenuto un finanziamento di47 mila euro dal nientepopodimenoche Renato Brunetta attraverso il CNEL. Of course, il condizionale è d’obbligo e lo scetticismo è la nostra chiave di lettura. A priori, a prescindere, sono "bravi" come scrive qualche solito professore di giornalismo senza concorso.

Settembre è appena cominciato.

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lunedì 31 agosto 2026

La battaglia è appena cominciata e nessuno farà prigionieri

By Bloggorai

«Cesare, guardati da Bruto; sta' attento a Cassio; non avvicinarti a Casca; tieni d'occhio Cinna; non fidarti di Trebonio; fa' attenzione a Metello Cimbro; Decio Bruto non ti ama; hai fatto torto a Caio Ligario. Questi uomini han soltanto un proposito, ed è diretto contro Cesare.»

Lo abbiamo scritto altre volte: tre piccoli libri non dovrebbero mai mancare nella biblioteca di chi si occupa di politica: il Giulio Cesare di Shakespeare, il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa e L’arte della Guerra di Sun Tzu.

Come in tutte le “case normali” talvolta succede che sia necessario “fare ordine”. Si tratta di rimettere le cose sparse al loro posto, dare una spolveratina, ritrovare qualche oggetto perduto e così via e, con l’occasione, gettare qualcosa non più utile o necessaria.

Come in tutte le “cose normali” talvolta succede che sia necessario “fare ordine” e quindi cercare un senso a questa vicenda Lavitola-Ranucci che si fatica a trovare quale esso sia.

Allora, i punti fermi, granitici, sono 3: il primo è rigorosamente giudiziario ovvero il 16 ottobre scorso quattro scalzacani mettono una bomba davanti casa di Ranucci e Lavitola confessa di essere lui il mandante. Il secondo è personale politico: perché Ranucci frequentava e intratteneva amichevoli relazioni con Lavitola? Il terzo punto è strettamente editoriale e quindi politico anch’esso e interessa anzitutto la Rai congiuntamente con i “fenomeni” mediatici che la sostengono, ovvero il Corriere della Sera in primo luogo (ne parleremo a lungo sulla loro "narrazione" della vicenda).  

Andiamo con ordine e semplifichiamo: punto n.1 la Procura sta lavorando e il solo piano di attività è definire ruolo, competenze e responsabilità dei presunti autori e mandati dell’attentato a Ranucci: “Lasciamo lavorare i magistrati e attendiamo”. Punto n. 2: alla domanda su Lavitola anche noi non abbiamo una risposta compiuta e quelle che abbiamo non ci piacciono. Ce la vedremo in seguito. Punto. 3: la Rai e i “fenomeni mediatici” ovvero politici sono ora il perno, il centro focale di questa nuova fase.

La domanda cruciale è: cosa ne sarà di Report posto che ora, oggi, la trasmissione di punta sul giornalismo di inchiesta di RaiTre, di tutta la Rai è divenuta giocoforza inscindibile dal suo conduttore e dalla sua redazione. Muovi un tassello, come il gioco della torre, e viene giù tutto. Ed è forse proprio questo ciò che si voleva (Rossi dixit).

Definiamo pure il contesto: in primo luogo c’è la prossima scadenza elettorale. Sarà questo l’epicentro della battaglia politica. Se non si coglie questo punto, tutto il resto appare fragile ed effimero. Se concordiamo su questo punto, dovremmo poi concordare che l’esito della battaglia si giocherà sul filo di lana, forse per pochi punti percentuali di differenza tra i due schieramenti. Da dove verranno i voti necessari a scalzare la Meloni, chi sarà l’ago della bilancia? A destra certamente Vannacci e a sinistra? Seguiamo il ragionamento: quella manciata di voti andrà raggranellata punto a punto, in ogni modo possibile e uno strumento fondamentale, la rete a strascico, potrà essere la Rai. Ne consegue che, ora più che mai, il controllo ferreo e totale sul Servizio Pubblico è e sarà sempre più la Missione Totale affidata a Rossi &C.

Ecco allora che togliere di mezzo Report e Ranucci, oltre che proseguire la picconatura di RaiTre diventa obiettivo strategico di Meloni &C. A questa manovra, si affianca quella a tenaglia, “istituzionale”: la prossima riforma della Rai targata Governo. A giorni riprenderanno i lavori al Senato e potrebbe anche darsi che si possa andare in Aula entro le prossime settimane, ottobre forse. Il mandato, l’obiettivo strategico della destra è chiaro: blindare la Rai per i prossimi 4 anni. In vista c’è pure il rinnovo del Presidente della Repubblica: non scherziamo ragionano a Palazzo Chigi con la Meloni possibile candidata.

Ci sono poi altri elementi di contesto editoriale (da noi definita sabbia negli occhi) che non vanno sottovalutati e sottaciuti: l’Azienda Rai è invia di disfacimento progressivo e inesorabile. Questo Cda di destra passerà come pietra miliare della nuova era di ascolti che crollano, inefficienze e vaghezze sui vari Piani immobiliari, editoriali (quello inesistente sull’informazione) e tecnologico (la Digital Media Company non sanno nemmeno cosa sia e non sono stati capaci manco di chiudere il decennale contenzioso su Rai Way necessario a trovare le risorse per sostenerla). Questo Cda, tutto intero, non ha uno straccio di idea, di proposta o di visione del Servizio Pubblico e si attacca ora alla canna del gas pur di distogliere l’attenzione dai suoi fondamentali problemi.  

E veniamo ora alla deriva del “caso Ranucci” o "metodo Report" (come al Corriere piace titolare così dimenticando la rilevanza primigenia del “caso Lavitola”). Allora, riassumendo telegraficamente, il “triumvirato Rossi-Ventura-Stadafora emette il “verdetto” a loro insindacabile e segretissimo criterio: fuori Ranucci e il Governo gongola. 

Ma i Tre geni dell’ex Viale Mazzini fanno qualche piccolo passo falso che ha un precedente: si affidano completamente al famigerato “comitato Etico”. Un Bluff di cui il Corriere ha reso sempre dettagliatamente conto. E questo Comitato fornisce al Triumvirato le carte (segrete e pure alquanto farlocche) per mettere alla porta Ranucci. Chiunque abbia un minimo di buon senso e di capacità di intendere si chiede quali siano le motivazioni o le prove per sostenere le accuse che, appunto, financo nel Comunicato stampa Rai, non esistono e, ovviamente, non vengono menzionate. Non hanno nulla in mano e il bluff corre il rischio di fallire miseramente.

Ieri il Corriere, prontamente, corre in soccorso della Rai e titola “Le accuse della Rai a Ranucci: opacità e interferenze”. Fenomenale: quello che non fa la Rai ufficialmente lo fa il Corriere ufficiosamente. Non ci dice però come si misura l’opacità? Quale è il livello “sopportabile” e verificabile di opacità non è dato sapere. E le interferenze? Quali sono? Dove e quando sono avvenute? Chi le ha verificate? Con questi due termini, semmai ci sarà un Giudice a Viale Giulio Cesare (tribulale del Lavoro) chiamato a decidere sul futuro prossimo venturo di Ranucci, magari ricorrendo all’art.700 del CPC, siamo pronti a scommettere, ci metterebbe un fiato a decidere.

Qualcuno, come abbiamo scritto ieri, ha fatto tanta pipì fuori dal vasino cercando di correre ai ripari proponendo e imponendo d’imperio due nomi alla conduzione di Report che non hanno ricevuto esattamente una “calda accoglienza”. Ora però non sanno come ripulire. Il trappolone prende forma: tra nuovi e nuove clienti del ristorante di Lavitola e amici di amici (Corsini, noto per le sue frequentazioni all’Atreju di Fratelli d’Italia) la battaglia ora si dispone come scontro frontale: la Rai sembra non intenzionata a recedere dai suoi passi e la redazione di Report è pronta a fare i bagagli. Non è un gioco a somma zero: qualcuno si dovrà rompere qualche osso: Rossi o Ranucci. Come ha scritto Lisa di Giuseppe su Domani: “L’ostinazione della Rai sui due nomi dimostra altro” ovvero “à la guerre comme à la guerre”.

In tutto questo poi, nei giorni scorsi, abbiamo letto cose e vicende politiche e umane che non ci piacciono nemmeno un po'. Abbiamo letto della nuova conduttrice di Report designata da Rossi&C (dicono che sia “brava” ed ha pure vinto il concorso alla scuola Rai di Perugia, manco fosse la BBC) che oltre che essere anch’essa cliente” del ristorante di Lavitola sia “vicino” ad un noto consigliere Rai.

Abbiamo pure letto che i due nomi designati da Rossi& C siamo stati in qualche modo “telefonati” con due dei tre partiti dell’opposizione. Non ci vogliamo credere, per ora. Ma il tasso di fiducia nei confronti di tanti amici, parenti e conoscenti è talmente scarso da farci ritenere legittimo ogni dubbio. Oggi leggiamo che la Floridia, ex presidente della Vigilanza, ha smentito ogni suo coinvolgimento nella presunta trattativa. Cerchiamo ancora di capire e di sapere. Siamo solo all’inizio della battaglia dove nessuno farà prigionieri.

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domenica 30 agosto 2026

RAI & C: lavori in corso

By Bloggorai

Abbiamo una grandissima impressione, quasi una certezza, che molti stanno facendo pipì fuori dal vasino. Molti l'hanno già fatta e non sanno come rimediare, altri continuano a farla con convinzione altri ancora la fanno e sembra che non se ne rendono conto.

Intanto, da parte nostra, precisiamo che il "caso" di cui si dibatte in queste ore, in questi giorni, è anzitutto e in primo luogo il "caso Lavitola" e solo in subordine si tratta del "caso Ranucci" come invece al Corriere  piace scrivere ovvero proporre la "loro" narrazione ovvero rafforzare e influenzare il loro "main stream". Se poi la Magistratura dovesse accertare responsabilità specifiche a carico di Ranucci ed eventuale collaborazione con Lavitola per realizzare servizi giornalistici su commissione ne riparliamo.

Comunque, certo è che il Corriere sta brillando di luce propria su questa vicenda a tal punto da diventare un "caso mediatico" parallelo. 

Oggi ci dedichiamo a sapere, capire, dibattere e riflettere.

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sabato 29 agosto 2026

Sfascio Rai: Governo&C godono e brindano

By Bloggorai

"Siamo in presenza di due tipi di contraddizioni sociali: le contraddizioni tra noi e i nostri nemici e le contraddizioni nel popolo. Si tratta di due tipi di contraddizione completamente diversi. Le prime antagoniste e irrisolvibili, le seconde possono essere sanate”   

“Finalmente, ci siamo tolti Ranucci e forse anche Report fuori dalla palle!!!” questa in larga sintesi il coro dei giubilanti per il verdetto emesso dal Triumvirato Rossi&C. 

La Russa, Salvini, Donzelli e tutto il fior da fiore del Governo hanno esultato e i loro giornali amici e sodali gongolano. Alla Storia passerà questa pagina e ora hai voglia rimettere in piedi i cocci, se mai fosse possibile. Se mai avesse inizio la battaglia legale di Ranucci, accettiamo scommesse: il conduttore vince a piene mani e Rossi&C lo hanno messo nel conto, tanto semmai fosse non saranno loro a pagare. Bloggorai invece pagherà il biglietto per essere presente in Aula a Viale Giulio Cesare, sede del Tribunale Civile. Nei giorni scorsi abbiamo letto che a Rossi potrebbe venire offerto un prestigioso paracadute come deputato o addirittura senatore: il giusto premio per tanto impegno. Ci sembra giusto, se lo merita.

Oggi c’è poco da dire o commentare: Rossi&C stanno da una parte e Bloggorai sta dall’altra. Se il governo brinda a prosecco e noccioline, Bloggorai no. Se i consiglieri di “opposizione” comunicano il giorno dopo che  “Resta inteso che ci dissociamo da ogni conseguenza, legale ed economica, che potrà provocare questa scelta dissennata, adottata senza il minimo coinvolgimento del CdA” noi riteniamo che il solo e rilevante atto politico di dissenso e opposizione siano le dimissioni immediate di Natale e di Majo, sbattendola porta e presentando il conto di questa gestione dissennata a partire proprio da RaiTre, ovvero la terza “vittima “ della sentenza di Rossi&C dopo Ranucci e Report. Abbiamo richiesto sommariamente un confronto sugli ascolti della terza rete negli ultimi tre anni (2023-25) e i numeri non mentono: sono emigrati centinaia di migliaia di telespettatori, ovvero quegli stessi che Rossi ha rivendicato come il “mio” successo. Sarebbe stato già sufficiente questo elemento per fare causa a Rossi per danno erariale, per dimettersi dal Cda da parte di di Majo e Natale.   

Da tempo abbiamo perso fiducia nei loro confronti e se oggi siamo arrivati a questo punto, se oggi Rossi & C si permettono di fare e disfare a loro piacimento e insindacabile giudizio è anche perché non hanno mai incontrato una opposizione forte e dura dentro e fuori la Rai. L’opposizione tutta intera ha cincischiato in attesa della quanto mai fantomatica riforma che semmai fosse avrebbe la targa tutta del Governo. Oggi, inoltre, invocare l’applicazione tardiva e retroattiva dell’EMFA o sperare nella riforma Rai potrebbe apparire come una beffa: il Governo e “questa” Rai i giochi li hanno fatti e le elezioni si avvicinano. Per ora, Amen!

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venerdì 28 agosto 2026

FLASH: La dichiarazione di Guerra è stata consegnata ...

By Bloggorai

“Volemo fa’ a guera? Bene, allora famo a ‘guera”

Come previsto, auspicato, annunciato, ampiamente  sostenuto e desiderato da molti, da tanti, questa sera ci sarà un grande brindisi a Prosecco e noccioline.

La Rai ha deciso, Rossi & C. hanno deciso, il Governo ha deciso: fuori Ranucci da Report. Così hanno deciso a loro insindacabile giudizio. Noi siamo noi e voi non siete un ... (omissis, da Il Marchese del Grillo). La Rai è di destra e voi no, of course! Noi abbiamo la Rai e voi no. Noi, o meglio “io”, abbiamo deciso di picconare Rai Tre anche oltre Report e voi potete solo protestare, magari nell’insistente Vigilanza Rai oppure con un bel Comunicato Stampa di qualche Consigliere del giorno dopo.

Già, i capitani coraggiosi del Triumvirato per una singolarissima coincidenza hanno deciso il verdetto contro Ranucci proprio il giorno dopo il clamoroso “scoop” del Tg1. Chissà se tre le righe di Tavares, il factotum di Lavitola, c’era un messaggio occulto e chi voleva capire ha capito? Chissà?  

Comunque, le chiacchere stanno a zero: Missione Compiuta e la “formidabile armada” dei partiti di destra fortemente sostenuta dalle ammiraglie dei principali quotidiani di destra in buona compagnia di quelli di centro e con qualche aiutino di “centro sinistra” hanno portato a casa lo scalpo di Ranucci. Sono stati capaci di imporre il loro “main stream” ribaltando il racconto: Ranucci da vittima dell’attentato a soggetto pericoloso e poco credibile. Per ora è così. Per ora. Però, si sa, le storie sono lunghe e bisogna saperle raccontare.

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La Rai sta in vacanza e il Tg1 va in Camerun a fare un finto scoop

By Bloggorai

Questo Cda Rai, tutto intero, questo Governo che lo sostiene e lo alimenta, meriterebbero un Premio Speciale o almeno una citazione di merito all’Accademia dei Lincei, una proposta di Legion d’Onore o una attestazione della Croce Rossa, o qualcosa di simile.

Ci stanno mettendo tutta la migliore buona volontà per picconare quel poco che restava della credibilità e fiducia che la Rai e il Servizio Pubblico avevano conquistato nel corso di lunghi decenni. Non ne azzeccano mezza di una e si azzardano in avventure spericolate dalle quali non sanno come uscirne. Su Ranucci e Report annaspano nella confusione più totale senza uno straccio di prova a suo carico per giustificare un qualsivoglia provvedimento. 

L’ultima di ieri sera è stata grossa assai assai. Intorno alle 19,45 si viene a sapere da Dagospia che il Tg1 manderà in onda un’intervista a Tavares, il presunto anello di congiungimento tra Lavitola e i presunti esecutori e dello stesso considerato “factotum”. Nota bene, in quel momento si stavano concludendo gli interrogatori degli stessi presunti esecutori. Secondo nota bene: a quell’ora le redazioni dei quotidiani cartacei sono già chiuse e lo “scoop” oggi non lo riprende quasi nessuno. 

Allora, come noto, il Tavares è molto “atteso” dai giudici romani che indagano sulla bomba a Ranucci e lui, nonostante sia “attivamente” ricercato” se ne sta tranquillo e beato a frequentare palestre in Camerun. Bizzarria. Fatto sta che il Tg1 lo rintraccia, come ma soprattutto quando, non è dato sapere e sarebbe molto importante questo dettaglio. Il servizio da idea che il redattore, mostrato mentre si imbarca sull’aereo per Mogadiscio, si dà tanto da fare a cercarlo in città finché, misteriosamente, verrebbe rintracciato dallo stesso Tavares. Va beh … dettagli (ma forse anche no).

E veniamo al dunque, al cuore dello “scoop”: Tavares non dice rigorosamente nulla su nulla e, in particolare su Lavitola, sulle indagini e ancor più in particolare sul “dottore” ovvero la chiave di volta di tutta la vicenda. Il “dottore” non può essere lo stesso Lavitola ma qualcuno sopra di lui, è il misterioso “mister X” ovvero l’innominabile che sembra tirare i fili della vicenda. Uno "scoop" senza una notizia !!!??? 

E' possibile pure che invece Tavares non dice rigorosamente nulla ma sostanzialmente dice tante cose: non sono latitante e semmai lo fossi andrei in Russia dove ho tanti amici. Ma la cosa più importante che lascia intendere Tavares, implicitamente, è che lui potrebbe anche tornare in Italia e parlare, vuotare il sacco. Gli esperti della materia conoscono bene questo linguaggio: io so che tu sai che noi sappiamo e chi vuol capire capisce. Il secondo messaggio implicito alla “scoop” riguarda i nostri servizi di intelligence. È possibile che al Tg1 sia concesso fare quello che ai Servizi non è dato sapere? È possibile che questa “intervista” senza data venga diffusa esattamente pochi minuti dopo la conclusione dell’interrogatorio dei due presunti esecutori?  Tutto è possibile e conferma che il Tg1 inzuppa volentieri il biscotto nel calderone del grande mistero di questa vicenda. Nulla avviene mai per caso.

Intanto riportiamo il titolo del Sole 24 Ore a firma Andra Biondi: “Ascolti televisivi dell’estate. Mediaset davanti alla Rai” dove si legge che “Numeri. Dietro i quali c’è una differenza di strategia. Mediaset ha deciso di non mandare in vacanza il nocciolo della sua offerta … la Rai, al contrario, ha contato in particolare sulla forza degli avvenimenti sportivi, lasciando molto spazio alle repliche. E non è bastato.” In soldoni, Mediaset non è andata in vacanza e la Rai si. Punto, a capo.    

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