Ai comuni mortali, ai cittadini “diversamente giovani”
felici ospiti di Villa Arzilla come pure ai “giovani” veri non appartiene la
possibilità di comprendere le caratteristiche della genialità. Forse, qualche
possibilità la possono avere coloro che appartengono alla “medietà”, i
quarantenni o giù di lì. Il genio, o la “genia”, infatti, si annida nei meandri
delle forme e delle apparenze, si confonde nei dettagli e si mescola nella
magnificenza della grande opera d’arte. Il genio trasforma e manipola la
banalità in eccezionalità, l’ordinario con l’inconsueto, la balla con la bolla,
il dettaglio con il generale.
Ebbene ne siamo pienamente convinti, alla Rai si aggirano uno
o più geni, folletti eterei di sesso indefinito, in grado di proporre e
produrre livelli di creatività televisiva da Servizio Pubblico di rara e
raffinata bellezza. Oppure, al contrario, si aggirano spettri malevoli, congiurati
affamati di trame e complotti, gentaglia che “rema contro”???
Ieri sera è andato in onda su Rai Uno il film Pretty Woman, uscito
nelle sale nel 1992 e diffuso sula prima rete per ben 33 (dicasi trentatre)
volte e l’ultima è stata lo scorso maggio quando ha raccolto 2,6 mln con il
15,8 di share. Pochino che però talvolta a qualcuno fa venire un sorrisetto del
genere “abbiamo battuto la concorrenza”.
Domande: A, non hanno di meglio o di diverso da proporre? B,
Stanno raschiando il fondo del barile? C, Sono pienamente consapevoli della pochezza dell'offerta e si
accontentano di quello che riescono ad ottenere? D, è una scelta editoriale pianificata
(la sera precedente replica di Montalbano) per una settimana di magra? E, è una
scelta editoriale pianificata con la speranza che i “giovani” di Villa Arzilla
sono andati a dormire oppure non ricordano bene di che film si tratta?
Fatto sta che Auditel stamattina ci ha detto che Pretty
Woman ieri sera ha rinfrescato la memoria a circa 2,6 milioni di persone pari
al 13,6% di share. Non sono poche, non sono tante per una tarda serata di Rai Uno,
mentre il suo “rampollo” dei pacchi De Martino su Rai Due richiamava l’attenzione di
altrettante 2 mln di persone con il 9,7 di share e su Rai Tre l’inossidabile Chi
l’ha visto chiamava a raccolta i fedelissimi telespettatori con 1,3 mln e l’8,1%
di share. Vale sempre la pena ricordare un dato importante: l’ascolto totale
sulle 24 ore che vede Rai con un ascolto medio di circa 3 mln e lo share al 37,5%
mentre Mediaset vede poco più con circa 3,1 mln e il 38%.
In altro Post ragioneremo sulla “fine della prima serata” ovvero
sulle diverse fasce orarie di inizio delle programmazioni: nei giorni scorsi è
stato lanciato un appello dal produttore, appunto, di Montalbano, Carlo degli
Esposti: “Le fiction iniziano troppo tardi e allontanano gli spettatori dalla
tv generalista”. Interessante.
Comunque, per completare
il quadro degli ascolti, può essere interessante riepilogare il Report Auditel
Standard Digitale per la settimana 29 marzo – 4 aprile dove leggiamo:
LS (Legitimate
Streams): Mediaset 213.000 K, Rai 81.679 K
TTS (Totale Tempo Speso per ore): Mediaset 20.782 K, Rai 18.886
ASD (Average Stream Duration): Rai 22'43” e Mediaset 11’,
38”
Per quanto siamo in grado di intendere, i parametri più interessanti
sono: il TTS è il più rilevante dal punto di vista della remuneratività pubblicitaria:
più tempo l’utente è esposto alla visione e più è permeabile alla ricezione del
messaggio pubblicitario. Poi c’è il LS ovvero il numero di stream, ovvero le
visualizzazioni di un contenuto per un tempo minimo di 0,5 secondi.
Come ci siamo detti tante volte, i numeri dicono tanto ma
non dicono tutto e però quello che ci dicono non è irrilevante.
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