domenica 1 novembre 2026

Il Regalo di Natale (che non è il consigliere)

By Bloggorai ©

Tranquilli, sereni, pacati … sobri ma anzitutto rassegnati. Lo andiamo scrivendo da tempo: questa Rai, questo Servizio Pubblico è inevitabilmente, lentamente e inesorabilmente destinato all’estinzione o, bene che vada, ad assumere un ruolo subordinato, marginale e residuale nel panorama mediatico. Se proprio vogliamo essere ottimisti magari proviamo ad immaginarlo "diverso". 

Sono numerose le variabili che intervengono a segnare il suo destino: in primo luogo quella politica tutta intera, universale e generalista, ovvero nessuno sa bene cosa farne di una Rai, di un Servizio Pubblico, come quello che abbiamo conosciuto in passato e ancor più quello che stiamo conoscendo adesso. In altri termini: come dovrà essere nel suo prossimo futuro? La seconda variabile è di natura economica: la “baracca” non regge il rapporto tra risorse di cui dispone, impegni di spesa e prodotto fornito. La terza variabile è di natura tecnologia: la famigerata e fantasticata Digital Media Company costa e (vedi sopra) e mentre il mercato corre con investimenti in innovazione e sviluppo la Rai arranca per temersi a galla. Infine, l’ultima variante è di natura demografica: il pubblico di questa Rai è sempre più “over” mentre il resto del mondo è “under” ovvero questo Servizio Pubblico si rivolge prevalentemente agli ospiti di Villa Arzilla e non è più in grado di intercettare il pubblico giovane.

In questo panorama sconfortante, nei giorni scorsi, ci siamo soffermati a leggere le novità contenute nella nuova Legge di Bilancio 2027 proposta del Governo. Tra le tante scelleratezze che vi sono contenute, ci è venuto in mente che manca qualcosa: il canone Rai per il prossimo anno rimarrà invariato a 90 euro o verrà ridotto a 70? In altre parole, ci sarà da attendersi un regalo di Natale (che non sarà le tanto auspicate e richieste dimissioni del consigliere di opposizione) o no?

Ci siamo incuriositi e così abbiamo spulciato e fatto qualche verifica. È venuto fuori un emendamento al testo di riforma della Rai, firmato dai parlamentari di Forza Italia Claudio Fazzone e Roberto Rosso, e approvato lo scorso 23 settembre in VIII Commissione Senato, con il quale si prevede che “…  per garantire l'adeguatezza, la sostenibilità e la prevedibilità delle risorse finanziarie necessarie a coprire il costo di fornitura del servizio, l'eventuale variazione negativa del canone di abbonamento è condizionata al reperimento di altre corrispondenti forme compensative di finanziamento pubblico da riconoscere alla società concessionaria”. Gli alleati di Governo (Lega, of course) hanno esultato: “Prendiamo quindi atto con soddisfazione che anche Forza Italia è finalmente salita sul Carroccio nella battaglia per il taglio del canone - dicono i parlamentari in Vigilanza -. La riduzione del canone deve essere reale, concreta e sostenibile, attraverso una maggiore efficienza della Rai" (ANSA del 22/9).

Vi abbiamo già riferito di una manifestazione in difesa del canone Tv che si è svolta a Praga nei giorni scorsi. Riproponiamo la domanda: semmai il Governo proponesse la riduzione del canone, qualcuno sarebbe disponibile ad organizzare una manifestazione davanti al cavallo di Viale Mazzini per sostenere il suo mantenimento?

Il tema è rimasto sottotraccia ed è verosimile che ci rimarrà fino agli ultimi giorni utili per approvare la nuova Legge di Bilancio, considerando che invece il testo di Riforma andrà in Aula il prossimo 26 in prima lettura.

Nostre fonti ci riferiscono di vaghi quanto sotterranei “lavori in corso” tra maggioranza e opposizione dove dentro c’è tutto e c’è niente ovvero in primo luogo la Vigilanza. Chi scambia cosa? Perché la maggioranza che ha i numeri in Parlamento per essere autosufficiente dovrebbe “trattare” con chi e e su cosa?

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giovedì 29 ottobre 2026

La Resa, quasi incondizionata

By Bloggorai ©

Care lettrici, cari lettori…

Ogni tanto anche Bloggorai si arrende e si mette in pausa. Ci arrendiamo di fronte al nulla che avanza e al vuoto che ci circonda. Ci arrendiamo di fronte ad un nemico soverchiante in numero ed intensità di fuoco. Che vuoi scrivere di Bruno Vespa o degli ascolti di Rai Tre o dei titoli del Tg1 sul tema “sicurezza”? Ci arrendiamo di fronte alla pigrizia, alla cialtronaggine e al pressapochismo che ci circonda. Ci arrendiamo di fronte agli innumerevoli convegni, agli incontri, ai dibattiti a scoppio ritardato dove si mescola l’acqua fresca ripassata in padella (con relatori e “professori” ultra ottantenni che usano Televideo). Ci arrendiamo di fronte al solito “Il problema è un altro” oppure al noioso e ripetitivo “si però … faremo, vedremo, ci incontreremo etc etc”. Ci arrendiamo quando siamo costretti a constatare che, voltandoci, non abbiamo più amici alle spalle e soprattutto non intravvediamo il VII cavalleria che potrà venire in soccorso. Gli amici alle spalle non ci sono non perché sono diventati cattivi ma solo perché, da tempo (26 settembre 2024), si sono arresi prima ancora di combattere.

Ci arrendiamo quando dobbiamo ammettere di non avere un futuro dietro le nostre spalle, ovvero non abbiamo proprio un futuro, almeno per quanto riguarda la Rai e il Servizio Pubblico e quel poco che si intravvede non appare proprio come un’alba radiosa di sviluppo e prosperità ma un vago e sommesso dissolvimento dove solo i rispettabili e onorevolissimi ospiti di Villa Arzilla potranno assistere inermi. La Rai è da tempo senza Presidente e la Vigilanza Rai è svanita nel nulla, nonostante due richiami del Presidente della Repubblica. Sappiamo solo che, forse, si dovrà applicare l’EMFA che qualora applicato (e non sarà applicato con questa riforma) impatterà sui criteri di nomina degli amministratori e sulla certezza delle risorse. Nessuno, invece, si cura e si pre-occupa di sapere, di riflettere, di capire o di proporre “cosa” dovrà essere la Rai, ovvero ciò che sarà in grado di proporre di produrre, con quali risorse e in quale contesto.

Bloggorai, ormai da oltre 8 anni consecutivi, si occupa prevalentemente di Rai e di Servizio Pubblico e ci arrendiamo quando dobbiamo osservare che questo ambito è ormai genericamente considerato residuale, irrilevante e subordinato ovvero di scarsa rilevanza ovvero non interessa quasi più nulla a nessuno. In questi giorni, ci riferiscono, anche la Rassegna Stampa distribuita ai pochi fedelissimi interni alla Rai non contiene pressoché nulla meritevole di nota. In questi giorni si prepara lo “sbarco” in Aula della riforma Rai per come il Governo Meloni l’ha disegnata a sua immagine e somiglianza. Se passa, come è verosimile che sia, si manterrà la presa sulla Rai di questa destra per i prossimi 4 (quattro) anni e magari con gli stessi personaggi che oggi la stanno conducendo lentamente e inesorabilmente verso l’estinzione. Con il silenzio complice degli attuali consiglieri di opposizione capaci solo di chiedere il giorno dopo i famigerati “chiarimenti” o “informazioni” o “accesso gli atti” o meglio ancora “un segnale concreto a questo vertice” davanti al crollo degli ascolti. Tutto puntualmente negato: “faranno sapere”.   

Anche Bloggorai “farà sapere”.

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martedì 27 ottobre 2026

Frutta, verdura, TIR e carri armati

By Bloggorai ©

Chiunque sia solito frequentare mercati, quali che essi siano, conosce bene una legge fondamentale: il “banco” deve essere ricco, attraente e ben frequentato. Il “banco” ha una sua fisionomia, una sua vita propria che lo rende più o meno interessante se vengono rispettate alcune condizioni. La prima è che deve essere, appunto, ricco e ben fornito di merce sempre fresca. La seconda è che il “banco” sia ben confezionato, organizzato e facilmente riconoscibile e distinguibile. La terza condizione è che sia “frequentato” ovvero che ci siano già persone intente all’acquisto. In altre parole, a parità di prezzi, di qualità della merce e di condizioni ambientali, il “banco” dove già c’è gente è più attraente di quello dove non c’è nessuno. Quest’ultima regola vale ancor più per gli esercizi commerciali del genere ristoranti o pizzerie: un locale che si presenta vuoto risulta meno attraente per il pubblico che invece è più attratto da uno simile ma già affollato.

In questi giorni, il “mercato” della politica ha offerto sottocosto, in svendita a prezzi di saldo, una quantità esorbitante di immagini di scontri, vetrine sfasciate e giovani incappucciati a Milano come a Parigi. Tutta “merce” a basso costo di produzione ed alta rendita elettorale: il Governo Meloni ci ha inzuppato il biscotto a piene mani. Le immagini delle vetrine sfasciate, delle strade devastate arricchiscono il “banco” della “sicurezza” che, notoriamente, trova grande riscontro politico, specie in vista delle prossime consultazioni elettorali. Il “mercato” parallelo di televisioni e giornali hanno fatto largo uso di questa merce e riempito pagine di inchiostro e allorquando non c’erano video o fotografie lo spazio è stato riempito da commenti e interviste in quantità industriale. Il Corriere della Sera di domenica scorsa ha dedicato le prime 9 (nove) pagine sull’argomento.

Ora, il tema è il valore politico di questa merce. Occupare largo spazio di un Tg o di un quotidiano con le vetrine infrante e i giovani incappucciati con abbondante accompagnamento di esperti (solitamente ultrasettantenni) che dibattono di “giovani” (solitamente ignorati o invisibili e quando vanno in trasmissione, vedi Bruno Vespa, vengono insultati o derisi) consente, banalmente, di distogliere lo sguardo da altri problemi, ovvero altra “merce” più impegnativa e costosa nonché difficile da maneggiare. Il “disagio giovanile” (eufemismo) delle periferie urbane, la sanità allo sbando, l’istruzione senza fondi e investimenti richiedono un impegno “audiovisivo” complesso e costoso. Si aggiunga pure che “questi” giovani sfasciavetrine sono a rendita zero cioè politicamente irrilevanti e invisibili: non sono riconducibili ad un partito o ad uno schieramento, non votano e non partecipano ad alcuna dinamica sociale in quanto non computabili al mercato del lavoro e dello studio. In altri termini: le immagini degli scontri a Milano rendono politicamente di più di quelle dei TIR fermi sulle autostrade laddove la loro pericolosità sociale si risolve subito con qualche centinaio di milioni.  A proposito di “mezzi” di trasporto: si è parlato e visto molto sull’impiego dei parà della Folgore a Milano ma non si sono visti i loro carri armati (o blindati che dir si voglia) cioè i famigerati Lince. Forse c’era troppa “merce” sul banco, da maneggiare con prudenza. Da non dimenticare il sindaco di Milano Sala e il titolo "Da sinistra dico si ai militari. Ma serve un piano adolescenti". Dicono si da sinistra ma pure da destra. 

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P.s. Ci riferiscono che la Rai in questi giorni è sparita dai radar della stampa quotidiana: i soli articoli che ne parlano riguardano Fiorello, Alida Valli e Domenica In.

lunedì 26 ottobre 2026

Un "rumore" mostruoso

By Bloggorai ©

S’ode cupo e lontano un rumore profondo… 
E il cielo e la terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparve sparve d’un tratto;
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.

"Il lampo" di Giovanni Pascoli.

Care lettrici, cari lettori … qui non c’è solo un rumore profondo: ce ne sono tanti e sono minacciosi.

Il primo rumore, cupo e vicino, viene dalla politica, viene da questo Governo e da quello che ci potrà essere dopo le elezioni del 2027. Sarà un anno molto cupo. Resisterà la Meloni, o chi per lei, che potrà poi candidarsi alla Presidenza della Repubblica? Ce la farà il “campo largo” a rompere l’accerchiamento?

Il secondo rumore, vasto e rabbioso, viene dal mondo reale, dalle persone a disagio, dallo stato disastroso dell’economia, della sanità, dell’istruzione, dell’ambiente. È un rumore minaccioso e incombente, immediato e tangibile seppure sottotraccia che, talvolta, emerge. 

Un terzo rumore compare all’orizzonte internazionale e si diffonde tra  guerre in corso e guerre minacciate, tra aumento delle spese militari e timori atomici.

Il quarto rumore, cupo e sinistro, arriva dall’inusitata velocità e violenza con la quale l’IA ci sta circondando. Non c’è ambito del fare o del sapere umano che non ne sia invaso, nel bene e nel male. C’è da temere o da gioire per i vantaggi che ci può recare? La dobbiamo gestire o subire?

Un “rumorino” subordinato ma non meno avvertito è quello dei Data Center. Dovunque, nel mondo, cresce e si diffonde un vasto movimento “NO Data Center”: troppo invasivi, troppa energia per alimentarli, troppa acqua necessaria a raffreddarli e troppo suolo consumato.

Il quinto rumore, soffuso e diffuso, riguarda il destino prossimo venturo della Rai e del Servizio Pubblico radiotelevisivo. Ieri si è diffusa la notizia di una manifestazione a “ …  Praga per protestare contro l'abolizione del canone radiotelevisivo, accusando il governo (di estrema destra) di soffocare la libertà di stampa”. Ci siamo subito chiesti: e semmai questo Governo, in tutto o in parte, volesse abolire il canone Rai chi e come sarebbe disposto a proporre una “grande manifestazione” di protesta per difenderlo? Difendere cosa e perché? Lo stato dell’arte, con la riforma Rai alle porte (in Aula alla fine di novembre), prevede che “… l'ammontare del canone di abbonamento di cui al primo periodo non può subire una variazione negativa se non in presenza di condizioni eccezionali debitamente motivate, che comportino la riduzione delle esigenze di finanziamento. Ogni variazione in riduzione deve essere accompagnata da una relazione tecnica trasparente e verificabile, redatta secondo criteri oggettivi e coerenti con gli obblighi europei in materia di pluralismo, indipendenza editoriale e stabilità economica delle emittenti pubbliche. In ogni caso, qualunque variazione in negativo dell'ammontare del canone non può superare il 5 per cento rispetto all'importo dell'anno precedente». Ovvero: il canone Rai non può certo aumentare ma può diminuire e chi lo decide se e quanto? Il Governo stesso. Tutto questo, in adempienza a quanto disposto dal famigerato EMFA che impone (art. 5) “Gli Stati membri devono assicurare risorse finanziarie sufficienti e stabili per consentire ai media pubblici di svolgere la loro missione” insieme a alla nomina dei vertici con “… procedure trasparenti, aperte, efficaci e non discriminatorie”. L’EMFA, in soldoni, intende tutelare l’autonomia dei Servizi Pubblici dalle ingerenze della “politica” e dei Governi di turno (e la nuova riforma proposta da questo Governo NON lo fa) ma non dice nulla sul vincolo che pure si dovrebbe porre tra risorse e missione del Servizio Pubblico. Quale potrebbe e dovrebbe essere il nuovo contratto secondo il quale gli italiani devono pagare il canone obbligatorio per avere in cambio cosa? Anche nel “campo largo” questo tema non sembra essere molto chiaro: negli emendamenti presentati in VIII Commissione Senato a luglio abbiamo prima letto “Il finanziamento del servizio pubblico generale radiotelevisivo è assicurato dallo stanziamento di risorse statali determinate sulla scorta degli oneri sostenuti nell'anno solare precedente …” e subito dopo (art. 6.3,b) “… Per l'assolvimento della Missione la RAI - Radiotelevisione italiana S.p.a. riceve sulla base di un contratto di Attività e Risorse a base quinquennale e scorrevole anno per anno, il gettito dell'imposta di scopo denominata canone di abbonamento …”.  Un "contratto" di Attività e Risorse??? Grande confusione sotto il cielo ma la situazione non è eccellente.

Il rumore si avvicina e sarà sempre più cupo quanto confuso e minaccioso.

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domenica 25 ottobre 2026

La guerra dei mondi

By Bloggorai ©

In questi giorni, in queste ore, le immagini televisive rappresentano un solo mondo e su quelle immagini si vuole costruire il consenso politico. La “sicurezza” paga? Però, intanto, il Paese reale è questo:

Nel 2025 si stimano poco più di 2,1 milioni di famiglie in povertà assoluta; l’incidenza, pari all’8,0% sul totale delle famiglie residenti, risulta stabile rispetto al 2024. Gli individui in povertà assoluta sono oltre 5,4 milioni, rappresentano il 9,3% del totale dei residenti, quota che risulta anch’essa stabile rispetto a quella dell’anno precedente (ISTAT, ottobre 2026)

L'87% ritiene che guerre e conflitti internazionali contribuiscano all'aumento dei prezzi, l'80% cita la situazione dell'economia globale e il 73% le politiche governative nazionali. (IPSOS, ottobre 2026)

Secondo il XVI Rapporto "Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia" - online da oggi sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e su Integrazionemigranti.gov.it - nel 2025 erano cittadini stranieri quasi 2,6 milioni di occupati, il 10,7% del totale, e la componente straniera ha trainato la crescita complessiva degli occupati: gli extra Ue sono aumentati del 3,6%, i comunitari dell’1,2% e gli italiani dello 0,5%. (Min. Lavoro e Politiche sociali aprile 2026)

Disagio giovanile, il 49,4% degli adolescenti soffre di ansia o depressione. (Sole 24 Ore, maggio 2024).

Benessere emotivo e futuro: Circa un terzo dei giovanissimi guarda al futuro con timore, mentre il 41,3% lo affronta con fiducia e curiosità. Inoltre, il 34,2% immagina il proprio futuro all'estero. La soddisfazione generale per la vita ha subito un calo strutturale dopo gli anni della pandemia, scendendo dal 56,9% (2019) al 52,3% (2021).

Povertà e condizioni materiali: Circa il 26,7% dei minori di 16 anni si trova a rischio di povertà o esclusione sociale (con picchi del 43,6% nel Mezzogiorno), e quasi il 14% vive in condizioni di povertà assoluta.

Disoccupazione giovanile: Il tasso di disoccupazione per i più giovani si attesta intorno al 15,1% (ISTAT dati aggiornati al maggio2026)

Particolarmente preoccupante appare la dimensione della salute mentale: circa il 49% della popolazione accusa disagi psicologici, il disagio giovanile riguarda circa il 16% degli adolescenti e delle adolescenti, e quasi un giovane su cinque nella fascia 18-34 anni, oltre 850mila persone, sono attualmente seguite dai Dipartimenti di Salute Mentale. (ASVIS, ottobre 2026)

Il 40% degli studenti non utilizza ormai più libri di testo, e si prepara su slide, appunti tratti da registrazioni delle lezioni, sintesi e schemi spesso trasmessi da compagni, di cui è ignota la fonte. Non sappiamo ancora quale effetto avrà la IA generativa sullo studio, ma tutto fa pensare che non sarà lieve…

Il 50% degli insegnanti universitari non sia interessato ad aggiornarsi sulla didattica. La cosa non stupisce, se è vero che la disponibilità al cambiamento tende in generale a calare con l’età professionale, che nei ranghi dell’Accademia raggiunge 57,5 anni di media fra gli ordinari, 51 fra gli associati e 40 fra i ricercatori confermati. Né sembra che le cose possano mutare, se si osservano le risorse pubbliche decrescenti, che ostacolano il ricambio, le procedure e i tempi di reclutamento, che obbligano i giovani a lunghe permanenze defatiganti in posizioni precarie, spingendo i migliori fra loro a battere alte strade, nel privato o fuori dai confini nazionali…

Il grado di internazionalizzazione dei nostri atenei è del 3,6%. Il 9% della Francia, l’11,2 della Germania e l’8,3 della media Ue (Le sfide del sistema universitario, Il Mulino, maggio 2026).

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sabato 24 ottobre 2026

Un Tranquillo Week End di Paura in diretta Tv

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Nel mentre e nel quando sui colli della Bassa Val Tiberina tra i "braccianti" amici, parenti e conoscenti si raccolgono le olive con il metodo tradizionale e al Circolo Trattoristi si prende il caffè e si scambiano quattro chiacchere, c'è tanto da dire, da dibattere e da riflettere. 

La prima immagine che ci viene in mente è di ieri mattina sul Corriere in apertura abbiamo letto: intervista a Beppe Sala “Da sinistra dico sì ai militari. Ma serve un piano adolescenti”. La "sinistra  dice "si ai militari in piazza"??? Boh !!! chi è di destra e chi di sinistra? Poi, ieri sera, in apertura del Tg3 delle 19, un lunghissimo piano sequenza di due militari armati come fossero in guerra che camminano guardinghi in Piazza Dumo a Milano e, sullo sfondo i carri armati Lince mentre i parà del Battaglione Folgore fanno un “sopraluogo” in Galleria per capire se e come potranno intervenire. Parà della Folgore? Si, avete letto bene.

Oggi, come titolano alcuni quotidiani, potrebbe essere un “pomeriggio di un giorno da cani” in Francia e in Italia e sarà interessante vedere il racconto televisivo.

Tra gli argomenti da segnalare e tenere a mente ci sono:

A: si avvicina la grande battaglia delle frequenze tv: a maggio 2027 scadono quelle a 2 Gb indispensabili per le connessioni con i satelliti. non è robetta da poco conto

B: l’AgCom ha stimato che il valore complessivo del SIC (sistema Integrato della Comunicazioni, ex Legge Gasparri) è stimato in 21,8 miliardi ovvero quasi un punto di PIL ed è aumentato del 7% circa sull’anno precedente (2024) ovvero cresce più il SIC che l’economia nazionale nel suo complesso. In questo processo, per la prima volta, la quota di mercato più rilevante è occupata da Google che ha scalzato Rai al secondo posto.

C: a proposito di mercato audiovisivo: confermiamo il totale disinteresse del media nazionali per il MipCom di Cannes da poco concluso, forse il più importante in Europa: abbiamo raccolto la testimonianza di un nostro lettore che vi ha partecipato e ve la proporremo: ci sono spunti di grande interesse.

D: l’Espresso ha pubblicato un dossier importante sui Data Center e l’IA con il titolo “Chi terrà in mano i fili dell’IA”. Ce ne siamo già occupati e ce ne occuperemo ancora. In particolare ci interessa il tema Rai Way e i suoi Edge center e il progettato Hyperscale di Pomezia.

E: l’arroganza del potere: non può passare inosservato o sottovalutato quanto avvenuto nello studio di Porta a Porta con Vespa nella sua forma più arrogante e vigliacca mentre inveisce contro una giovane studente. Il problema, come al solito, non è solo Vespa ma di chi lo consente, chi non fa nulla per fermarlo.

F: a proposito di chi non fa nulla, nei giorni scorsi abbiamo letto l’ennesimo comunicato stampa del giorno dopo a firma dei tre consiglieri Natale, di Maio e Di Pietro che, constatati gli ascolti rovinosi di Rai Due e Rai Tre, chiedono al  “vertice” ovvero a loro stessi di dare “… un segno concreto di consapevolezza della gravità della crisi…”. Ribadiamo ancora una volta (insieme da altri): dimettetevi per non essere complici e partecipi di questa crisi. Quale altro “segno concreto” immaginate che possa darvi Rossi&C ???

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venerdì 23 ottobre 2026

OliveRAI

 Oggi Bloggorai raccoglie le olive. Fitta nebbia in Val Tiberina. 

Ci sono tante cosa da commentare. rimanete sintonizzati, il Post arriverà a fine giornata