giovedì 25 giugno 2026

La RAI è ormai fuori dal centro del Villaggio

By Bloggorai ©

E’ trascorso un anno, nove mesi e spicci giorni da quando si è insediato questo CdA. Sono trascorsi quattro mesi dall’approvazione in Cda delle linee guida del piano editoriale. Sono trascorsi ormai tanti mesi da quando ai dipendenti Rai è stata soppressa la Rassegna Stampa e limitata a soli 240 nomi accuratamente selezionati. È trascorso tempo, tanto tempo, da quando si voleva fare del palazzo Rai una “casa di vetro” ovvero dove tutto fosse trasparente, accessibile e verificabile non solo in termini istituzionali (Vigilanza, AgCom, Corte dei Conti) ma anche da parte di chi paga il canone.

È passato tempo e ne passa ancora da quando un fatto, una notizia o un evento accade a quando si viene a sapere, a quando entra in circolazione. Non tutti si possono permettere di comprare i giornali in edicola, sempre più costosi, e giocoforza le notizia o le informazioni transitano in altro modo: le chat e i “social”.

Ecco allora che stamattina, alle 07.51, si diffonde sulle nostre chat un articolo intervista su La Stampa a Roberto Natale, consigliere Rai. Bloggorai ha una “certa” ed è probabile che la memoria possa fargli brutti scherzi, ma non ricordiamo che mai prima il “consigliere del giorno dopo” abbia avuto premura di diffondere o far circolare, seppure in via riservata, articoli di giornali interessanti, rilevanti o addirittura fondamentali, come ad esempio l’intervista al suo AD Rossi rilasciata giorni addietro su Il Foglio. Non parliamo di documentazione, materiale di studio o altro non vincolato al segreto aziendale. Se la memoria non ci inganna, pressoché nulla.

Se non che, questa mattina, appunto, La Stampa pubblica la “sua” intervista dove leggiamo perle di saggezza imperdibili e ormai dimenticate: “Bisogna andare incontro a quella parte di pubblico oggi disorientata … la risposta alle nostre domande in Cda è stata che non era possibile criticare le azioni del Governo dato che è un azionista Rai…” e infine chiude con un proclama politico clamoroso “Il denaro tolto (i famigerati 10 milioni) alla Rai va restituito”. Palazzo Chigi e Rossi& C tremano. Con tutta la stima (comincia a scarseggiare) ma questa intervista ci appare inutile, irrilevante e fuorviante. Non abbiamo letto una sola parola con un senso compiuto politico e progettuale ovvero esattamente ciò di cui si avverte il maggior bisogno. Non abbiamo letto una sola parola che possa far e pensare che si possa e si deve fare qualcosa per arginare questa destra in questa Rai: ha citato il ricorso della Tarantola: non è vietato proporre, verificare la fattibilità e fare altri ricorsi. Non è vietato fare il consigliere di “opposizione” ovvero rappresentare in Cda quella parte di opposizione che non vuole arrendersi e ci sono mille modi per farlo, compreso far circolare informazioni, notizie e temi il giorno prima e non il giorno dopo. Oggi leggiamo che la Rai vuole togliere la tutela legale Rai a Ranucci sul caso Minetti: supponiamo che si poteva e doveva sapere prima. Supponiamo che si poteva e doveva intervenire prima e non dopo.

Ci sono temi e problemi di ben altra natura e rilevanza come, ad esempio, cominciare a ragionare sulla centralità, sul ruolo e la natura della Rai e del Servizio Pubblico nell’attuale sistema mediatico. La Rai e questo Servizio Pubblico sono solo una pare e oggi forse quella meno rilevante di tutto il resto: informazione, educazione e intrattenimento viaggiano e si producono e si diffondono in altri modi, su altre piattaforme e altri device diversi dal televisore. La Rai e il Servizio Pubblico da tempo non sono più al centro del Villaggio. Quello che ne rimane è un “soggetto editoriale per molti aspetti simile ai concorrenti commerciali” che si rivolge ad un pubblico ormai in via di estinzione demografica: quando saranno esauriti gli “over X” basta, finito, si chiude baracca e burattini.

Molti di noi, generazione ormai “over X” sta smantellando e dopo di noi non vediamo una nuova generazione di persone che si occuperanno di “Servizio Pubblico Radiotelevisivo”. Le stesse lettrici e lettori di Bloggorai si rivolgono sempre più ad altro, ad altri temi, ad altri contenuti, ad altre televisioni, ad altri modi di essere e fare “servizio pubblico”. Noi, per informarci alle 20 di ogni sera, vediamo il Tg de La 7. Nei giorni scorsi il Tg1 ha aperto per circa 5 minuti con la notizia delle bambine scomparse e il Tg de La 7 con la politica estera e nazionale.

bloggorai@gmail.com 

 

mercoledì 24 giugno 2026

SOS: Overdose in corso ... aiuto !!!

By Bloggorai ©

Senso di capogiro, affanno, palpitazioni cardiache, stato confusionale, irritazioni cutanee, occhi appannati, sudore freddo e frequenza cardiaca irregolare. Per qualche istante ho temuto il classico e banale colpo di calore, nonostante l’aria condizionata. Una signora seduta al mio fianco con un bambino in braccio mi ha guardato e si è accorta che qualcosa non andava e stava per offrirmi l’acqua del biberon. Ho avuto la forza di alzarmi e dirigermi verso l’esterno e riprendere fiato. Cosa è successo? Abbiamo intuito che era in corso una grave crisi di “overdose”.

Nei giorni scorsi abbiamo aderito all’invito per la presentazione di un libro (ennesimo) sull’IA scritto da una lettrice di Bloggorai, nostra amica con la quale abbiamo polemizzato duramente in occasione del volume edito dall’Ufficio Studi Rai. Nel mentre uno dei presentatori raccontava in sintesi il contenuto del libro, mi sono risuonate tante parole, innumerevoli termini e concetti che ormai da mesi, da anni, stanno invadendo la nostra mente e i nostri pensieri. Mi hanno stordito !!! Tutta la sfera della conoscenza è invasa da questo tema con le due grandi variabili: l’IA è una minaccia o una opportunità per il genere umano? 

Nel mentre e nel quando si presentava il libro abbiamo avuto la curiosità di sapere quanti testi, in quel momento e in quella libreria, erano in vendita con l’acronimo “AI” o con i termini estesi “intelligenza artificiale”: con il conforto dei commessi e del loro Pc abbiamo stimato circa 1000 volumi. Per ulteriore conferma lo abbiamo chiesto anche a Gemini e ce ne dava molti di più. Sommati alla quantità di articoli di servizi giornalistici e reportage, approfondimenti e dibattiti di ogni genere, ci siamo resi conto che siamo in piena crisi di iper “abbondanza” ovvero di overdose di informazioni sull’AI presente e futura dove tutti sanno e pontificano di tutto (teniamo da parte il Papa, peraltro sostenendo con la sua prima e recente Enciclica il concetto più semplice, accessibile e comprensibile: “l'IA deve essere disarmata e liberata da logiche di esclusione e dominio. Secondo il Pontefice, la tecnologia non è neutrale e il suo sviluppo deve essere orientato al bene comune, ponendo sempre la dignità umana al centro”. Oltre questo concetto c’è poco da aggiungere o specificare, c'è il Demonio.

Oggi, quindi il tema è l’overdose di tutto: overdose di racconti e immagini di guerra, overdose di Trump e dei suoi alleati bombaroli e dronisti, overdose di Europa per un verso inetta e per altro complice, overdose di Telemeloni e di “vannaccismo”, overdose dei misteri di Garlasco e di cronaca nera, rosa o gialla, overdose di Tennis e Mondiali e overdose di calore asfissiante. Di tutto questo sappiamo tanto e sappiamo pure di sapere poco e quel poco che sappiamo è perennemente in dubbio. Tutto questo induce ansia, disagio, smarrimento e confusione ed è difficile trovare un valido antidoto.

Per arrivare ad una crisi di “abbondanza” a noi più vicina, siamo in piena crisi di overdose di Rai e di Servizio Pubblico. Se ne parli in giro tra amici, parenti e conoscenti di Vigilanza Rai, Riforma, Piani industriali o editoriali, programmi flop, ascolti o pubblicità etc etc ti guardano strano e vieni preso come un untore, uno spacciatore di sostanze malsane e, specie se ne parli ai “giovani” ti guardano stupiti con aria compassionevole e si immagina che pensano “Bloggorai e i suoi lettori hanno una certa età …”. E si capisce bene perché i telespettatori emigrano verso altre emittenti o piattaforme e invecchiano: tra repliche di repliche tra Montalbano, la principessa Sissi e Piedone lo sbirro e Rai Tre “picconata” e destinata all’estinzione con l’AD che se ne vanta senza che nessuno - nessuno - gli si opponga in modo frontale.

E in tutto questo quadro di overdose di tutto si avverte la mancanza di una materia prima fondamentale: l’intelligenza naturale, primordiale, della politica. Abbiamola sensazione che l'overdose di IA sia funzionale alla carenza di IN. Il Governo farnetica di successi sociali ed economici insistenti e si predispone alla prossima campagna elettorale mentre l’opposizione annaspa senza ancora un programma comune e si trova di fronte ad un bivio drammatico: allearsi con chiunque, cespuglietti e centristi vari, pur dibattere la destra oppure “ognuno per se” e rischiare di tenerci la Meloni al Governo e un La Russa al Quirinale? Da non dormirci la notte. 

E, per quanto riguarda la Rai che fare? Lasciarla andare al suo triste ed ineffabile destino ed ai comunicati stampa dei consiglieri del “giorno dopo” ormai abbarbicati e legati alla poltrona con l’Attack fino a scadenza mandato (e non solo i consiglieri: alla domanda sulle sue dimissioni dopo i due richiami di Mattarella la Floridia ha risposto “sarebbe una resa”. Ma una “resa” a chi più di quanto constatare che la guerra è finita ed hanno vinto loro???). Oppure cosa altro fare? La “politica” semplicemente, non se ne occupa. Ci raccontano che alla Schlein quando gli parlano di Rai gli viene un attacco di orticaria e lo stesso Conte, dicono, comincia a sbuffare, mentre AVS, tramite il suo portavoce sul Manifesto, ha chiesto le dimissioni ma, ovviamente, non se l’è filato nessuno, anzi. Tetragoni.  

Oggi Repubblica scrive di “occupazione militare dal Servizio Pubblico da parte del Governo”. Si tratta di un’operazione facile e comoda: Telemeloni ha le praterie sconfinate dove galoppare senza ostacoli. Fintanto che la presunta opposizione si limita ai “comunicati stampa del giorno dopo” la battaglia è persa prima ancora di essere iniziata. Oggi si legge della cancellazione di “Riserva Indiana” di Massini, di “Dilemmi” di Carofiglio, di “Via dei matti numero 0” di Bollani e così via. Questa volta il comunicato stampa del “giorno dopo” lo ha fatto Repubblica che almeno qualcuno forse la legge.

La destra, questa destra, questo AD e questo “presidente” facente funzioni con i suoi consiglieri hanno vinto a tavolino perché assente l’avversario. La crisi di “overdose” è sempre più acuta.

bloggorai@gmail.com

lunedì 22 giugno 2026

AUGURI !!!


BUON COMPLEANNO !!!

 

La "settimana calda dell'Ispettore Tibbs" tra Data Center e Tg1

 

By Bloggorai ©

Succede, spesso, che qualcuno o qualcosa che ci appare come “amico”, utile o necessario, si possa trasformare in qualcosa di segno opposto. Succede pure che qualcuno o qualcosa che ci appare come un “dispositivo di salvataggio”, al momento in cui sei indotto ad adoperarlo lo scopri “scaduto” o non più utile al suo scopo oppure già superato da un nuovo modello. Succede pure che di questo “qualcuno o qualcosa” ne possiamo avere bisogno.

Tutto questo ci porta alla settimana che sta per iniziare, calda e faticosa, contanti temi che ci interessano.

A: Data Center e IA: ormai se parla e scrive come la rucola che sta bene dovunque la metti. E, laddove per molti aspetti ti appare utile o necessaria, poi sotto sotto vieni a scoprire che ci sono pure tanti problemi connessi. I “dati” sono la materia prima dell’innovazione tecnologica e costituiscono il “cibo” dell’intelligenza artificiale. Questo cibo deve essere “cucinato” nei Data Center che necessitano di grandi quantità di energia e di acqua. Ieri sera, su Rai Tre, è andato in onda un secondo servizio su questi temi molto interessante (il primo è andato in onda lo scorso marzo). In Italia questo tema oggi è nel pieno della selvaggeria legislativa, un vuoto normativo dove galoppano indisturbati grandi gruppi immobiliari speculativi (comprano terreni agricoli a 1 e li rivendono a 30) come pure, per quelli esistenti che, di fatto, servono i 3 Big della gestione dati Microsoft, AWS (Amazon) e Google che, beninteso, i nostri “dati” se li vorrebbero gestire in casa “loro”. Nel frattempo Starlink pensa di mandare i Data Center in orbita satellitare. 

Rai e Rai Way su questo fronte sono a “carissimo amico … ti scrivo” ovvero tra il poco e il nulla, tra il niente e l’improbabile: esempio clamoroso è il famigerato Hyperscale di Pomezia. Una fantasia sospesa nel vuoto della quale nessuno è in grado di specificare costi, tempi e modelli logistici e clienti potenziali. Fantasie. Nel frattempo Rai si serve di Data Center esterni per i quali paga lauti compensi. Chi gestisce, dove sono e cosa succede con i “dati” raccolti da Rai (abbonamenti, visualizzazioni di Rai Play etc) nessuno è in grado di saperlo. O meglio, alcuni lo sanno e molto bene.

Verrebbe da ripetere il solito pensiero: nessuno se ne pre-occupa, e in particolare l’opposizione. Lasciamo perdere.

B: la civiltà delle immagini. Il Governo è in fibrillazione per mille buoni motivi e, tra questi, la crisi con gli Usa e con Trump in particolare. La crisi, ovviamente, è anzitutto sui contenuti ma anche sulle immagini che la raccontano. E la immagini del G7 di Evian ci raccontano tanto sulla postura, sul linguaggio del corpo e quindi della comunicazione politica della Meloni. Oltre a quella immagine canonica dove lei rivolge il “ditino” verso Trump che ha fatto molta presa sull' opinione pubblica USA MAGA, ce ne sono altre due significative: la prima è quando gli poggia leggermente la mano destra sul braccio “americano” e la seconda quando, alzandosi dal divanetto dove hanno discusso amabilmente, è lei che porge per prima la mano per salutarlo. È lei che prende l’iniziativa e lui la “tollera” e accoglie questi suoi gesti con l’arietta infastidita quasi a dire “se propri necessario…”. Tanto basta.

C: i mondiali di calcio. Passata la retorica a basso prezzo dell’esclusione dell’Italia ai mondiali (ce la siamo meritata tutta e da tanti anni) ora è la volta degli ascolti televisivi che, da alcuni, sono interpretati come un “salvagente” per gli ascolti Rai. A ben vedere, nell’intera giornata, Rai è costantemente sotto Mediaset e ancora sabato Rai era al 34% di share con 2,3 mln e Mediaset con il 27% e 2,6 mln di telespettatori e ieri, domenica, lo stesso con Rai al 34% e Mediaset al 37%. E meno male che c’è il “salvagente” Mondiali. Sempre sabato scorso, i geni del palinsesto, hanno mandato in onda “Piedone a Hong Kong” che ha comunque realizzato il 5% e 1 mln di telespettatori. Forse è questo genere, le repliche delle repliche, ovvero l’usato sicuro, il vero salvagente del Servizio Pubblico.

D: il Tg1 di destra e il racconto nazionale. Il suo direttore Chiocci non fa mistero della sua appartenenza politica e non omette di ringraziare chi lo ha imposto alla direzione del giornale. Lo fa a suo modo: impostando il Tg1 a immagine e somiglianza del “suo” governo: propone una linea editoriale molto concentrata su cronaca nera e costume, laddove invece i grandi temi sociali, economia e lavoro, sanità e istruzione etc sono sempre in secondo piano. Non disturbate il manovratore: l’invito è rivolto a tutti, compresa l’opposizione che quando si impegna a brutto muso riesce ad diffondere solo comunicati stampa del giorno dopo.

bloggorai@gmail.com

La "calda settimana dell'ispettore Tibbs" tra Data Center e Tg1

 

By Bloggorai ©

Succede, spesso, che qualcuno o qualcosa che ci appare come “amico”, utile o necessario, si possa trasformare in qualcosa di segno opposto. Succede pure che qualcuno o qualcosa che ci appare come un “dispositivo di salvataggio”, al momento in cui sei indotto ad adoperarlo lo scopri “scaduto” o non più utile al suo scopo oppure già superato da un nuovo modello. Succede pure che di questo “qualcuno o qualcosa” ne possiamo avere bisogno.

Tutto questo ci porta alla settimana che sta per iniziare, calda e faticosa, contanti temi che ci interessano.

A: Data Center e IA: ormai se parla e scrive come la rucola che sta bene dovunque la metti. E, laddove per molti aspetti ti appare utile o necessaria, poi sotto sotto vieni a scoprire che ci sono pure tanti problemi connessi. I “dati” sono la materia prima dell’innovazione tecnologica e costituiscono il “cibo” dell’intelligenza artificiale. Questo cibo deve essere “cucinato” nei Data Center che necessitano di grandi quantità di energia e di acqua. Ieri sera, su Rai Tre, è andato in onda un secondo servizio su questi temi molto interessante (il primo è andato in onda lo scorso marzo). In Italia questo tema oggi è nel pieno della selvaggeria legislativa, un vuoto normativo dove galoppano indisturbati grandi gruppi immobiliari speculativi (comprano terreni agricoli a 1 e li rivendono a 30) come pure, per quelli esistenti che, di fatto, servono i 3 Big della gestione dati Microsoft, AWS (Amazon) e Google che, beninteso, i nostri “dati” se li vorrebbero gestire in casa “loro”. Nel frattempo Starlink pensa di mandare i Data Center in orbita satellitare. 

Rai e Rai Way su questo fronte sono a “carissimo amico … ti scrivo” ovvero tra il poco e il nulla, tra il niente e l’improbabile: esempio clamoroso è il famigerato Hyperscale di Pomezia. Una fantasia sospesa nel vuoto della quale nessuno è in grado di specificare costi, tempi e modelli logistici e clienti potenziali. Fantasie. Nel frattempo Rai si serve di Data Center esterni per i quali paga lauti compensi. Chi gestisce, dove sono e cosa succede con i “dati” raccolti da Rai (abbonamenti, visualizzazioni di Rai Play etc) nessuno è in grado di saperlo. O meglio, alcuni lo sanno e molto bene.

Verrebbe da ripetere il solito pensiero: nessuno se ne pre-occupa, e in particolare l’opposizione. Lasciamo perdere.

B: la civiltà delle immagini. Il Governo è in fibrillazione per mille buoni motivi e, tra questi, la crisi con gli Usa e con Trump in particolare. La crisi, ovviamente, è anzitutto sui contenuti ma anche sulle immagini che la raccontano. E la immagini del G7 di Evian ci raccontano tanto sulla postura, sul linguaggio del corpo e quindi della comunicazione politica della Meloni. Oltre a quella immagine canonica dove lei rivolge il “ditino” verso Trump che ha fatto molta presa sull' opinione pubblica USA MAGA, ce ne sono altre due significative: la prima è quando gli poggia leggermente la mano destra sul braccio “americano” e la seconda quando, alzandosi dal divanetto dove hanno discusso amabilmente, è lei che porge per prima la mano per salutarlo. È lei che prende l’iniziativa e lui la “tollera” e accoglie questi suoi gesti con l’arietta infastidita quasi a dire “se propri necessario…”. Tanto basta.

C: i mondiali di calcio. Passata la retorica a basso prezzo dell’esclusione dell’Italia ai mondiali (ce la siamo meritata tutta e da tanti anni) ora è la volta degli ascolti televisivi che, da alcuni, sono interpretati come un “salvagente” per gli ascolti Rai. A ben vedere, nell’intera giornata, Rai è costantemente sotto Mediaset e ancora nei giorni scorsi Rai era al 34% di share con 2,3 mln e Mediaset con il 27% e 2,6 mln di telespettatori. E meno male che c’è il “salvagente” Mondiali. Sempre sabato scorso, i geni del palinsesto, hanno mandato in onda “Piedone a Hong Kong” che ha comunque realizzato il 5% e 1 mln di telespettatori. Forse è questo genere, le repliche delle repliche, ovvero l’usato sicuro, il vero salvagente del Servizio Pubblico.

D: il Tg1 di destra e il racconto nazionale. Il suo direttore Chiocci non fa mistero della sua appartenenza politica e non omette di ringraziare chi lo ha imposto alla direzione del giornale. Lo fa a suo modo: impostando il Tg1 a immagine e somiglianza del “suo” governo: propone una linea editoriale molto concentrata su cronaca nera e costume, laddove invece i grandi temi sociali, economia e lavoro, sanità e istruzione etc sono sempre in secondo piano. Non disturbate il manovratore: l’invito è rivolto a tutti, compresa l’opposizione che quando si impegna a brutto muso riesce ad diffondere solo comunicati stampa del giorno dopo.

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La "calda settimana dell'ispettore Tibbs" tra Data Center e Tg1

By Bloggorai ©

Succede, spesso, che qualcuno o qualcosa che ci appare come “amico”, utile o necessario, si possa trasformare in qualcosa di segno opposto. Succede pure che qualcuno o qualcosa che ci appare come un “dispositivo di salvataggio”, al momento in cui sei indotto ad adoperarlo lo scopri “scaduto” o non più utile al suo scopo oppure già superato da un nuovo modello. Succede pure che di questo “qualcuno o qualcosa” ne possiamo avere bisogno.

Tutto questo ci porta alla settimana che sta per iniziare, calda e faticosa, contanti temi che ci interessano.

A: Data Center e IA: ormai se parla e scrive come la rucola che sta bene dovunque la metti. E, laddove per molti aspetti ti appare utile o necessaria, poi sotto sotto vieni a scoprire che ci sono pure tanti problemi connessi. I “dati” sono la materia prima dell’innovazione tecnologica e costituiscono il “cibo” dell’intelligenza artificiale. Questo cibo deve essere “cucinato” nei Data Center che necessitano di grandi quantità di energia e di acqua. Ieri sera, su Rai Tre, è andato in onda un secondo servizio su questi temi molto interessante (il primo è andato in onda lo scorso marzo). In Italia questo tema oggi è nel pieno della selvaggeria legislativa, un vuoto normativo dove galoppano indisturbati grandi gruppi immobiliari speculativi (comprano terreni agricoli a 1 e li rivendono a 30) come pure, per quelli esistenti che, di fatto, servono i 3 Big della gestione dati Microsoft, AWS (Amazon) e Google che, beninteso, i nostri “dati” se li vorrebbero gestire in casa “loro”. Nel frattempo Starlink pensa di mandare i Data Center in orbita satellitare. 

Rai e Rai Way su questo fronte sono a “carissimo amico … ti scrivo” ovvero tra il poco e il nulla, tra il niente e l’improbabile: esempio clamoroso è il famigerato Hyperscale di Pomezia. Una fantasia sospesa nel vuoto della quale nessuno è in grado di specificare costi, tempi e modelli logistici e clienti potenziali. Fantasie. Nel frattempo Rai si serve di Data Center esterni per i quali paga lauti compensi. Chi gestisce, dove sono e cosa succede con i “dati” raccolti da Rai (abbonamenti, visualizzazioni di Rai Play etc) nessuno è in grado di saperlo. O meglio, alcuni lo sanno e molto bene.

Verrebbe da ripetere il solito pensiero: nessuno se ne pre-occupa, e in particolare l’opposizione. Lasciamo perdere.

B: la civiltà delle immagini. Il Governo è in fibrillazione per mille buoni motivi e, tra questi, la crisi con gli Usa e con Trump in particolare. La crisi, ovviamente, è anzitutto sui contenuti ma anche sulle immagini che la raccontano. E la immagini del G7 di Evian ci raccontano tanto sulla postura, sul linguaggio del corpo e quindi della comunicazione politica della Meloni. Oltre a quella immagine canonica dove lei rivolge il “ditino” verso Trump che ha fatto molta presa sull' opinione pubblica USA MAGA, ce ne sono altre due significative: la prima è quando gli poggia leggermente la mano destra sul braccio “americano” e la seconda quando, alzandosi dal divanetto dove hanno discusso amabilmente, è lei che porge per prima la mano per salutarlo. È lei che prende l’iniziativa e lui la “tollera” e accoglie questi suoi gesti con l’arietta infastidita quasi a dire “se propri necessario…”. Tanto basta.

C: i mondiali di calcio. Passata la retorica a basso prezzo dell’esclusione dell’Italia ai mondiali (ce la siamo meritata tutta e da tanti anni) ora è la volta degli ascolti televisivi che, da alcuni, sono interpretati come un “salvagente” per gli ascolti Rai. A ben vedere, nell’intera giornata, Rai è costantemente sotto Mediaset e ancora nei giorni scorsi Rai era al 34% di share con 2,3 mln e Mediaset con il 27% e 2,6 mln di telespettatori. E meno male che c’è il “salvagente” Mondiali. Sempre sabato scorso, i geni del palinsesto, hanno mandato in onda “Piedone a Hong Kong” che ha comunque realizzato il 5% e 1 mln di telespettatori. Forse è questo genere, le repliche delle repliche, ovvero l’usato sicuro, il vero salvagente del Servizio Pubblico.

D: il Tg1 di destra e il racconto nazionale. Il suo direttore Chiocci non fa mistero della sua appartenenza politica e non omette di ringraziare chi lo ha imposto alla direzione del giornale. Lo fa a suo modo: impostando il Tg1 a immagine e somiglianza del “suo” governo: propone una linea editoriale molto concentrata su cronaca nera e costume, laddove invece i grandi temi sociali, economia e lavoro, sanità e istruzione etc sono sempre in secondo piano. Non disturbate il manovratore: l’invito è rivolto a tutti, compresa l’opposizione che quando si impegna a brutto muso riesce ad diffondere solo comunicati stampa del giorno dopo.

bloggorai@gmail.com

sabato 20 giugno 2026

RAI: dacci oggi la nostra picconata quotidiana (gratis)

By Bloggorai ©

Questa mattina, in verità, Bloggorai voleva dichiarare il “suo” sciopero. Questa mattina volevamo lasciare le lettrici e i lettori con solo quanto riporta Dagospia che riprende articoli di altri giornali che, a loro volta, succede, riprendono spunti di Bloggorai. Con una differenza assoluta e totale: i colleghi sono pagati (speriamo bene) e i giornali si vendono (cari) in edicola mentre Bloggorai è “aggratissss”.  Poi ci sono le tante “chat”.

Allora, anche Bloggorai gode del supporto di qualche “volenteroso”. Nonostante il “braccetto corto” di qualche consigliere (uno a caso, indifferenti, uno vale l'altro), direttore e "politico" che pure ci leggono attentamente se ne guardano bene da far circolare articoli e notizie come fosse veleno e mentre invece qualcuno è tanto prodigo a rilasciare comunicati stampa del giorno dopo, alla fin fine qualcosa gira e gli articoli che a molti danno fastidio giungono a destinazione.

Oggi è il turno de L’Espresso che titola a tutta pagina “DistruggeRai. Il Servizio Pubblico sprofonda e il vertice è contento ...calano ascolti e pubblicità mentre la concorrenza cresce “ etc etc etc…” Con tutto il rispetto e la stima per i colleghi che hanno scritto il primo pezzo (il secondo a seguire è titolato “Dove c’era la Terza Rete solo macerie”), il contenuto è più o meno una summa di quanto Bloggorai scrive tutti i giorni, da ben otto anni. Ogni giorno diamo notizie e commenti su quanto avviene dentro e fuori la Rai, riportando dati, numeri, dichiarazioni virgolettate e commenti di autorevoli esperti. Oggi l’Espresso fotografa e sintetizza tutto ciò che è abbondantemente noto: dal ruolo del DG & C (inteso come tutto il Cda), all’ingerenza del Governo passando per la grande truffa del Piano Immobiliare (votato all’unanimità) dove si può vendere per poi andare in affitto con il risultato che spendi di più di quanto incassi. Leggiamo “Per sette dei 15 immobili messi in vendita, e fra questi Palazzo Labia, è contemplata anche l’ipotesi di un lease-back. Con tale sistema chi compra potrebbe anche riaffittare alla Rai con un rendimento di tutto rispetto”.

Somiglia molto al giochetto di Rai Way che rende tanto agli azionisti (privati) quanto Rai paga per il suo lauto Contratto di Servizio per oltre 200 mln anno. Ci crediamo bene  che EiTowers, F2i e Mediaset siano interessati "all'affare" 

Il servizio de L’Espresso prosegue sullo sfracello di Rai Tre: ancora ieri sera è andata in onda l’ennesima replica di Sissi che, comunque, ha fatto il 5,6% con circa 800 mila telespettatori, quasi il doppio della Maggioni o di Monteleone. Nota bene: ieri per l’intera giornata RAI si è attestata al 34,7% con circa 2,3 mln mentre Mediaset ha raccolto il 40% con circa 2,7 mln. Magari conviene mandare in onda repliche di repliche. Diabolici.  

Ma se dopo le dichiarazioni di Rossi sulla sua rivendicazione (il “mio” successo sull’anomalia di RaiTre) nessuno (nessuno!) ha avuto la voglia, la forza e il coraggio di ingaggiare uno stuolo di avvocati, giuristi e costituzionalisti della prima e della seconda ora per verificare la sussistenza almeno del danno erariale, di cosa stiamo parlando?  

Ai consiglieri di opposizione (???) gli è stato ripetuto ancora una volta di tornare a casa (Vita nei giorni scorsi) e non hanno battuto un plissè. E che vuoi dire più? Rimangono solo i giochi di parole buoni per fare titoli: il prossimo è “SprofondeRai”.

Chiudiamo con il titolo del Fatto di oggi: “Giorgetti ha gettato la maschera: la Rai è e resta di governo”. Originale, come se fosse una cosa nuova, come se Giorgetti la maschera l’avesse indossata solo giovedì pomeriggio.

Forza, coraggio, al peggio non c’è mai fine.

Bloggorai@gmail.com