domenica 19 gennaio 2020

Fantascienza e palude


Questa mattina le dita sulla tastiera sono più pesanti del solito. Siamo costretti ad invischiarci in qualcosa di paludoso e nebbioso, quasi fantascientifico. I dietrologi e i terrapiattisti di tutto il mondo sono scatenati.

Lo abbiamo scritto nei giorni scorsi: le macerie delle risse al settimo piano di Viale Mazzini, prima in Vigilanza sulla questione misteriosissima della presunta truffa con la mail indirizzata a Foa e poi nell’ultimo Cda, non sono state rimosse … qualcuno ha pensato che potevano tornare utili. Abbiamo pure scritto che sarà difficile immaginare l’applicazione del Piano industriale con questi presupposti.  

Ieri è comparso su Dagospia un curioso articolo. Viene citato Foa “"Forte irritazione per scelta eticamente inaccettabile. Amadeus riporti il Festival nella giusta dimensione." E poi si legge: “Perché Foa interviene solo dopo aver scoperto il riferimento a Salvini nella nuova canzone di Cally? Il rapper è assistito da Mn Comunicazioni, una società che gode della stima di Salini, finita nel mirino nelle scorse settimane quando era stata inizialmente scelta per l'ufficio stampa del Festival. Un modo dunque per colpire l'ad?”.
Capito bene?  Si … forse … speriamo di no!

Come al solito, il problema sta sempre nel Quartier Generale. Chi ha scelto il direttore artistico? Chi ha scelto gli ospiti da invitare? Chi ha visionato i testi? Ovviamente, tutte anime candide, compresi quelli che c’erano prima. Ha ragione il rapper di oggi quando sostiene di essere in buona compagnia di altri suoi colleghi che lo hanno preceduto sul palco dell’Ariston. Non si può certo dire che siamo stati da meno di lui e tutti sapevano, tutti hanno taciuto, prima durante e dopo. Leggiamo da La Stampa, a firma Luca Dondoni: “«L'artista è contro il sessismo e ovviamente - sembra banale dirlo, ma non lo è - contro la violenza sulle donne. Non capiamo se la polemica sia musicale o politica: della sua partecipazione si ha notizia dal 31 dicembre e tutti i suoi testi sono disponibili sul web. Mentre del testo di No Grazie e delle sue rime anti populiste si è venuti a conoscenza solo il 16 gennaio. Il giorno dopo, si accende la polemica». Intanto ieri Junior Cally ha fatto la sua prima prova al Teatro Ariston di Sanremo. Era tranquillo ma dispiaciuto che il brano fosse oscurato dalla polemica sulla sua produzione passata. «Produzione che - fa notare il suo entourage - contiene immagini violente, che caratterizzano tutto un filone del rap a cui appartengono altri artisti italiani e internazionali, da Eminem a Sferaebbasta, a Salmo. Un fenomeno che va considerato al pari di altri prodotti di fiction con linguaggio esplicito e violento. Si tratta appunto di fiction non di realtà». Nella sua stessa situazione infatti si potrebbero trovare almeno altri quattro artisti coinvolti nel festival, Marco Masini, Achille Lauro, i Pinguini Tattici Nucleari e Myss Keta. Tutti infatti hanno nel loro repertorio brani che raccontano scene violente, sessiste o inneggianti alla droga”.

Qual è dunque il problema? Molto semplice: sperare che si possa andare avanti e non indietro, che si possa “cambiare” il racconto del Paese attraverso immagini che non siano di una fiction che della violenza fanno sempre e comunque la cifra narrativa prevalente.

Nel frattempo, abbiamo capito che:
      A)     Per usare un eufemismo, la Rai è nel pallone
      B)      Per usare un eufemismo, non sanno che pesci prendere e come fanno sbagliano     
      C)      A Viale Mazzini i misteri si accavallano e si infittiscono e molti tacciono
     D)   Sanremo è Sanremo? no !!! non è e non dovrebbe essere così. Sul suo palco non si dovrebbero sacrificare la dignità e i diritti delle persone per mezzo dollaro di ascolti.
     E)    Siamo alla vigilia di altre risse: domenica prossima si vota in Emilia, poi il 30 convocato un Cda dove, forse … forse… si potrebbero fare altre nomine ai Tg (sembra che sia stato raggiunto un accodo politico)
      F)      Salini potrebbe essere convocato dall’Azionista Gualtieri

Vedremo … vedremo …
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