lunedì 6 gennaio 2020

7 gennaio 2020


C’è qualcosa di strano in Danimarca … o meglio … a Viale Mazzini. Durante questi giorni una buona parte di tutta la televisione si è presa una pausa di vacanza. Con una differenza: mentre per le commerciali, governate dalla logica del profitto, può avere tutta la sua dignità spassarsela al mare o sulla neve, per il Servizio Pubblico NO! Quale potrebbe essere, infatti, un valido motivo per sospendere trasmissioni di servizio come, ad esempio, Cartabianca (unico contenitore giornalistico di prima serata) come pure Chi l’ha visto? Non si spiega a chi paga il canone per 365 giorni l’anno che durante le vacanze di Natale conduttori, giornalisti, tecnici e compagnia cantando vadano in ferie e che in sostituzione debbano vedere per forza i cartoni animati o varie amenità.

Ascolti: chi avesse mai avuto voglia di guardare, anche solo per pochi minuti, la diretta Tv da Potenza condotta da Amadeus avrebbe capito subito perché il pubblico dei giovani scappa da Rai1. Basta guardare il cast degli artisti con “volti nuovi” come Orietta Berti, Fausto Leali, Albano e Romina Power e Malgioglio. Risultato semplice semplice: sono volati via oltre 800 mila telespettatori. Scusate se è poco. Però, ci dice un autorevole esperto “Rai nel 2019 perde qualcosina … nulla di eclatante”.

Ancora a proposito di ascolti: l’Ufficio Stampa di Mediaset rilascia un comunicato dove si legge che “il bilancio annuale Auditel 2019 (dal 30 dicembre 2018 al 28 dicembre 2019) registra un miglioramento dell’audience Mediaset in tutte le principali fasce del palinsesto”.  A parte il fatto che il bilancio Auditel per lo scorso anno non è stato ancora pubblicato, l’osservazione è interessante se confrontata con il comunicato Rai: “Il successo degli ascolti Rai anche nel 2019, che con 18 programmi di Rai1 occupa altrettante posizioni (e di queste tutte le prime 17) della classifica top 20 dei programmi dell'anno appena trascorso". Da notare che le prime dieci posizioni di questa classifica sono occupate da Montalbano, Sanremo, partite di calcio: il minimo sindacale. Sugli ascolti Fiction Rai è certamente forte, se poi si vuole guardare cosa c’è dentro, cosa si racconta con la fiction Rai si apre un altro discorso.

Andiamo avanti. Lo scorso 27 dicembre, il solito bene informato Aldo Fontanarosa su la Repubblica, titola il suo articolo: “Quirinale in allarme: ora basta proroghe per AgCom e Privacy”. Da tempo lo abbiamo scritto. È grave che il principale organo di garanzia sulle telecomunicazioni, in un momento così delicato, sia in proroga e vorremmo aggiungere che è pure grave che l’allarme venga lanciato con questo ritardo. Aggiungiamo ancora (e pure questo lo abbiamo scritto) che non è meno grave la mancata nomina del sottosegretario alle TLC.

Nei giorni scorsi Michele Anzaldi si lamentava che non ci fossero risposte dal TAR sul ricorso presentato dalla consigliera Rita Borioni a proposito della presunta illiceità  della nomina di Marcello Foa come presidente Rai. La risposta è arrivata: ricorso bocciato, per la giustizia amministrativa la doppia votazione in Vigilanza non fa emergere profili di invalidità e quindi, per ora, Foa, rimane in carica. Punto e a capo … tanto alla scadenza dal mandato manca poco più di un anno.
Ieri è scoppiata la grana della cartina del Medio Oriente sbagliata mandata in onda dal Tg1 dove si sono invertite le aree di influenza tra sciiti e sunniti. Qual è il problema? Nessuno. La Rai, da sempre, fa grande fatica a premiare chi  è capace e punire chi sbaglia. Speriamo solo che non se la prendano con il tecnico della grafica.

Ora è la volta dell’invito di Jula Jebreal a Sanremo che ha fatto insorgere i sovranisti di turno. Afferma i Ministro Patuanelli (MISE): "Non si vuole trasformare il Festival in tribuna politica, ma si opera una scelta di "esclusione politica preventiva" poi  attacca il Pd, con una "Rai ormai allo sbando, senza alcun controllo da parte dei vertici. Si dimettano tutti e chiedano scusa". La resa dei conti, più volte annunciata, potrebbe ora essere alle porte” (da Giovanna Vitale su Repubblica di oggi). Come ha scritto Franco Renato sul Corriere “Il timore era che si parlasse di politica e non sia mai che al telespettatore di Rai1 addormentato gli venga un colpo”.

Da tenere bene a mente: Andrea Sechi su Italia Oggi del 4 gennaio: “Tv:  al via il grande cambiamento”. Seguiremo il tema con particolare attenzione.

Chiudiamo con una proposta di lettura interessante: si tratta di un articolo sul Sole 24 Ore comparso il 3 gennaio, firmato da Ian Bremner dal titolo “AMAZON E APPLE, DUE VISION GEOPOLITICHE CONTRAPPOSTE. Serve tecnologia destinata ai cittadini che chiedono più intervento pubblico. Apple e Amazon sono due aziende con modelli di business strategici basati su visioni del mondo per molti aspetti antitetiche. Quello di Apple risponde a una logica economica, quello di Amazon a una logica geopolitica”.

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