giovedì 3 aprile 2025

RAI: con questa opposizione non vinceremo mai

by Bloggorai ©

“Con questi dirigenti non vinceremo mai!”

(auguri a Nanni Moretti: già nel 2002 aveva visto lungo)

Come volevasi dimostrare 1: Ieri la Camera ha bocciato una mozione dell’opposizione con la quale si chiedeva al Governo di impegnarsi a favorire un iter parlamentare finalizzato alla riforma della governance Rai in adempimento dell’EMFA in vigore dal prossimo 8 agosto.  Già da quando è stata presentata la mozione ci siamo chiesti: perché, che senso ha e quali obiettivi persegue? Qualcuno riteneva che i partiti di Governo avrebbero potuto votarla? Con tutta la buona volontà ma non si capisce proprio il progetto politico, la strategia perseguita. Per quale dannato motivo la maggioranza avrebbe dovuto votare una risoluzione contraria ai loro interessi? Come ormai sembra evidente, questo Governo non ha alcuna intenzione di modificare le carte in tavola: stanno benissimo così e presumono di rimanerci ancora a lungo. Ieri abbiamo riportato quanto ci hanno riferito diverse fonti: un “pensiero” di Marano, doppio presidente: Rai facente funzioni e CRTV effettivo, secondo il quale di riforme e di presidenza se ne parlerà in autunno. Aggiungiamo noi: se tutto va bene ed abbiamo seri dubbi che possa andare bene, se ne parlerà non tanto in autunno ma il prossimo anno.

Torniamo all’opposizione. Se PD, M5S e AVS avessero voluto dare una forte spinta all’applicazione dell’EMFA avevano un’occasione d’oro che invece è stata brutalmente sprecata. Era sufficiente mantenere il principio “prima la riforma e poi le nomine” tante volte enunciato ad agosto e settembre e non votare questo Cda per mettere il governo con le spalle al muro e fargli assumere la responsabilità di un grave strappo istituzionale. Invece sappiamo bene come è andata a finire. Inoltre, si continua a legare il tema presidenza con quello della riforma, è necessario ricordare che nessuno, nessuno, si pone il problema di capire di quale riforma stiamo parlando. Ripetiamo ancora una volta: tra le 7 (sette) depositate al Senato ce ne sono 4 (quattro) firmate dall’opposizione e, ripetiamo ancora una volta, il termine EMFA non viene mai citato (salvo quella della senatrice Bevilacqua dello scorso settembre) come pure il termine canone giace dimenticato nella polvere.

Bene, ormai è andata così ma ora visto ed accertato che la situazione è bloccata, rimaneva (e rimane) una sola carta in tavola per far saltare il tavolo e veniamo al punto seguente.

Come volevasi dimostrare 2: come largamente prevedibile, ieri sera la Vigilanza Rai non ha potuto votare la ratifica del presidente. La maggioranza si ostina con la Agnes e l’opposizione non la voterà mai. Punto. La presidente Floridia nei giorni scorsi ha invocato l’intervento del Presidente della Repubblica Mattarella. Non siamo esperti di diritto costituzionale, ma grossomodo, se ci fossero gli estremi di un intervento del genere è verosimile supporre che ci sarebbe già stato e se quindi non lo ha ancora fatto evidentemente non si ravvedono i presupposti. Cosa potrebbe fare Mattarella? Una “moral suasion” del genere “Cari ragazzi, mettetevi d’accordo e fate sto/a presidente!!”.

In buona sostanza: ormai palesemente inutile la pantomima delle convocazioni della Vigilanza fintanto che la trattativa non si sblocca e, al momento, non si intravvede nessuna possibilità che si possa sbloccare con le carte ferme in tavola. Occorre pensare ad altro, di più forte e incisivo o un cambio radicale di strategia da parte dell’opposizione. Ad esempio, ma ce ne potrebbero essere altri, far saltare il tavolo e una ipotesi è quella formulata dall’Usigrai e sostenuta da Bloggorai: chiedere le dimissioni di tutto il cda RAI e, in particolare, dei due consiglieri proposti da 5S e AVS. Vista l’arroganza del governo su questo tema, che si lasci a loro la responsabilità di quanto potrà avvenire. 

Dopo quanto successo ancora ieri, non si vede nessuna buona argomentazione per comprendere e sostenere ancora la presenza di di Majo e Natale in questo Cda.  

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mercoledì 2 aprile 2025

RAI: i suoi polli e le sue volpi mentre i telespettatori invecchiano

 

by Bloggorai ©

Assemblea di volpi ... strage di galline!

Cominciamo da ieri. Il Sole, a firma Andrea Biondi, ha pubblicato una lunga e interessante intervista ad Antonio Marano, “presidente” anziano/facente funzioni Rai e, contemporaneamente, presidente effettivo di Confindustria RadioTV (CRTV). E già balza subito all’attenzione una leggera (eufemismo) anomalia: l’organizzazione imprenditoriale associa tutti i broadcasters nazional e quindi anche tutti i diretti concorrenti della Rai. È ragionevole presumere che gli interessi, le strategie e gli obiettivi non siano del tutto omogenei tra i diversi soggetti interessati e che quindi, ad esempio Rai e Mediaset perseguano progetti diversi e financo contrapposti tra loro (ad esempio la raccolta pubblicitaria). Come si possano “tutelare” e conciliare tutte le parti in causa a noi pare un mistero. Tant’è che lo stesso Marano ieri, appunto, mette le mani avanti e dichiara secco “Non parliamo di Rai” ed aggiunge poi una frasetta sibillina e significativa: “Aspettiamo che la Commissione di Vigilanza nomini Simona Agnes”.

Già, è meglio così, meglio per lui non parlare di Rai. Ora però, è noto a tutti che Marano è considerato un “vecchio volpone” e profondo conoscitore delle faccende Rai e che quindi conosce bene i suoi polli e il suo pollaio, nonché le altre volpi che gli girano intorno. Sa bene, benissimo, quindi che la nomina della Agnes non c’è e non ci sarà per molto tempo ancora. Lo sa, o dovrebbe sapere, talmente bene che, sembra, pare, dicono e così ci riferiscono, che già da qualche tempo si è lasciato “sfuggire” un suo “personale” convincimento: la nomina (e vedremo se sarà la Agnes) semmai avvenisse potrà esser solo in autunno e contestuale alla presentazione di un progetto di riforma della Rai presentata dal Governo (che ancora in Commissione Senato non esiste). Marano però, forse, è informato pure del fatto che la “famigerata” riforma Rai è in altissimo mare e che difficilmente potrà avere una sembianza pure in autunno. Ad essere ottimisti, una volta calendarizzate le audizioni e, forse, perfezionato un testo da “larghe intese” (ed è tutto dire) in grado di reggere un vasto consenso parlamentare (altrimenti che riforma sarebbe?) se tutto va bene, se ne parlerà nel prossimo anno, ovvero alla vigilia del voto politico e del rinnovo della Concessione RAI del 2027. Blogorai lo ha scritto per tempo non sospetto.  Le proposte attuali, come abbiamo scritto più volte, oramai sono vecchie e superate dall’EMFA che, non a caso, non viene mai citato e che pure entrerà pienamente in vigore dal prossimo luglio. Ci sembra assai complicato che, semmai fosse verosimile, la “visione” autunnale di Marano possa prendere forma. Magari, nel frattempo, si potrebbero affacciare altre ipotesi (guarda un pò!) come quella anticipata dal leghista Candiani nei giorni scorsi “Tajani, basta con Agnes. Il presidente Rai è Antonio Marano”. Forza Italia ha fatto sapere che non è d’accordo e che la Agnes rimane candidata. Però, chi vuole capire capisce e questa sera si capirà di più: è stata anticipata la Vigilanza per l’ennesimo tentativo di votazione sulla presidenza. Vedremo.

Veniamo ad oggi. La Rai non è una televisione per giovani e questo ormai lo sappiamo da tempo. Per certi aspetti, qualcuno nell’ex Viale Mazzini (in attesa di poter dire Viale C. Colombo) è un progettista editoriale avveduto ed informato: è verosimile supporre che legge ogni anno il Report ISTAT sulla situazione demografica del Paese e adegua e conforma ad esso l’offerta di Servizio Pubblico radiotelevisivo. Gli ultimi dati, pubblicati nei giorni scorsi, ci dicono in poche parole che gli italiani sono sempre di meno e sono sempre più “adulti”. Aumentano i giovani italiani, qualificati e laureati, che fuggono all’estero e più o meno dello stesso numero aumentano le persone di altre nazionalità residenti nel nostro Paese. Aumentano il numero delle famiglie che però, al 36%, sono costituite da una sola persona e, in parallelo, diminuiscono i matrimoni e il tasso di fecondità. C’è tanto da riflettere in questi brevissimi tratti ma sufficienti per porli in relazione a quello che passa il “convento” Rai.

Il complesso dell’offerta editoriale Rai è rivolta sostanzialmente ad un pubblico “maturo”: alla fine dello scorso anno circa l’85% del suo pubblico è composto da over 45 di cui ben il 55% over 65 (dati Auditel dicembre 2024). Si capisce bene allora la scelta di programmare fiction su Peppino di Capri e intrattenimento del calibro di “The Voice Senior” oppure “Ne vedremo delle belle”. Si capisce ben poi perché la Stampa ha titolato nei giorni scorsi “Il Primato di Rai Uno” dove si legge che è tale perché la rete regge da sola il 63% il primato del primetime dove, per inciso, la trasmissione di punta è il gioco dei pacchi. Tradotto in soldoni: quella che vorrebbero che fosse le Digital Media Company del prossimo futuro si regge grazie a questa offerta editoriale, a questo pubblico, concentrato prevalentemente su una sola rete. Non parliamo delle altre reti, di RaiDue in particolare, dove per sbaglio abbiamo visto l’altra sera la trasmissione della Marcuzzi: una tragedia pagata cara con un ascolto di poco superiore al 3%.

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P.s. Avvertite la Sciarelli: chi ha visto i consiglieri Rai di “opposizione”???  

 

martedì 1 aprile 2025

RAI studia se stessa con l'Intelligenza Artificiale

by Bloggorai ©

Quali sono i temi, i problemi, di assoluto interesse per l’umanità intera? La pace certamente, poi i diritti universali (lavoro, salute, istruzione), poi ancora il benessere sociale, l’ambiente e, infine, l’Intelligenza Artificiale. Bloggorai si occupa di Rai e di Servizio Pubblico e, giocoforza, ha ritenuto utile e interessante cercare di capire come l’Azienda declina questa tema di assoluto rilievo strategico anzitutto al suo interno e, di conseguenza, verso i suoi naturali interlocutori, ovvero i telespettatori.

Nei giorni scorsi abbiamo iniziato un piccolo “viaggio” con tre post sull’IA della Rai che però abbiamo dovuto interrompere perché, del tutto casualmente, siamo venuti a sapere che nei mesi scorsi è stato pubblicato un corposo volume (444 pagine) con il titolo “Trasformazione Digitale e Intelligenza Artificiale” edito dall’Ufficio Studi Rai diretto da Francesco Giorgino. Accipicchia!!! Lo abbiamo cercato subito e, non senza qualche difficoltà, lo abbiamo trovato.

Bloggorai crede di possedere tanti vizi e poche virtù. Tra i primi ce n’è uno fastidioso e consiste nel fatto che ogni qualvolta che gli capita un libro tra le mani corre subito alla pagina finale mentre tra le seconde c’è una certa capacità di lettura molto veloce. 

Prima ancora di leggerlo per intero (ci vorrà tempo e attenzione) e sfogliandolo rapidamente ci siamo posti subito qualche domanda. A chi è diretto? Chi sono i suoi destinatari/lettori? A cosa serve? Possiamo immaginare che non si tratta di un impegno editoriale destinato alla sola “accademia” ovvero riflessioni empiree sulle “mappe e sulle sfide” ma che debba rivolgersi necessariamente ai “media di Servizio Pubblico” e, supponiamo, segnatamente, alla Rai, a questo Servizio Pubblico. Insomma, a farla breve, una specie di “strumento di lavoro” utile e necessario appunto a “declinare” i temi e problemi dell’IA all’interno di questa Rai, di questo Servizio Pubblico. A quanto sembra, ad una prima e sommaria lettura, non è così.

Allora, premesso che Bloggorai ha passato quasi 40 anni della sua vita dentro e intorno alla Rai e dunque, tutto sommato, più o meno, ha incontrato e conosciuto tante persone, molte delle quali lavorano ancora in Rai. Abbiamo chiesto subito a tanti di loro: conoscete questo lavoro? Ne siete stati informati? Qualcuno vi ha detto che con soli 20.90 euro (più spedizione) vi arriva a casa? Nulla. Facce assorte e meditabonde ma quasi nessuno, nessuno salvo i diretti interessati, ne sapeva qualcosa. Abbiamo poi provato a cercare uno straccio di Comunicato dell’Ufficio Stampa … nulla. Stamattina però veniamo a sapere che a dicembre scorso è stato presentato ad una recente manifestazione editoriale. Peccato, non lo abbiamo saputo, non ci saremmo persi un’occasione del genere.

Abbiamo poi cercato di immaginare che un tema, un lavoro frutto di tanto impegno e tale rilievo strategico sia oggetto di una poderosa campagna di informazione a partire dall’interno della Rai dove, teoricamente, operano molti diretti interessati all’argomento. Ci siamo immaginati che sia stato offerto in edizione gratuita, magari solo in PDF, a tutti i dipendenti e pensionati oppure in “offerta speciale” agli abbonati al canone, oppure sia stato organizzato un bel convegno/tavola rotonda/dibattito/confronto o anche un semplice “zoom” aperto a tutti e magari invitando personaggi di rilievo, ad esempio Padre Benanti o Andrea Stroppa (per Musk sarebbe stato un po' complicato… bisognava sentire prima la Meloni). Niente di tutto questo. Il pregevole e poderoso volume dell’Ufficio Studi sembra essere pressoché clandestino e pure nelle principali librerie di Roma occorre ordinarlo (oppure c’è sempre Amazon). Provate poi a cercare una sinossi su Google e se trovate qualcosa, please, fate sapere.

Poi, abbiamo cercato di capire e sapere se questo impegnativo lavoro sia stato in qualche modo “coordinato” con le altre strutture Aziendali che, direttamente o indirettamente si occupano dello stesso tema, in primo luogo con il Coordinamento Iniziative Strategiche diretto da Paola Marchesini, all’interno del quale “dovrebbe” essere operativo un tavolo di lavoro su questo argomento. Abbiamo cercato ma non ci siamo riusciti: non sappiamo con certezza se il tavolo esiste ancora e se ha elaborato qualcosa di significativo, nonostante il tema IA sia un “obbligo” previsto dal recente Contratto di Servizio e, ovviamente, non sappiamo se mai questo “coordinamento” con l’Ufficio Studi sia mai avvenuto. Chissà, forse … magari qualcuno leggendo questo Post ci farà sapere.

Poi ancora, sempre a questo proposito, ci siamo chiesti: chi lo ha scritto? Chi sono gli autori di tanto impegno e, ovviamente, il primo che siamo andati a vedere è lo stesso Giorgino. Leggiamo la sua biografia a pag. 52: ci sono 5 righe della sua storia professionale dentro la Rai e 15 righe per quella maturata fuori e si legge che “Ha insegnato per oltre 15 anni all’Università di Roma “La Sapienza” prima di approdare nel 2016 in Luiss”. Complimenti, non deve essere facile conciliare l’intensa attività professionale dentro la Rai con quella non meno impegnativa in prestigiosi Atenei. Questo però è un nostro limite. Di tutti gli altri, autorevoli e prestigiosi accademici di chiara fama, conosciamo bene solo la rilevante esperienza e storia di Mario Morcellini, già commissario Agcom.

Avvertiamo però, sfogliando ancora velocemente il volume, che manca qualcuno, manca qualcosa. Manca proprio la Rai, manca proprio “questo Servizio Pubblico” manca esattamene la declinazione su questa Azienza, oggi, nella sua impellente immediatezza. 

Allora, abbiamo scoperto che a pag. 39 viene citato “… un interessante lavoro fatto dal Centro Ricerche, Innovazione Tecnologia e Sperimentazione (CRITS) della Rai e come ricorda Montagnuolo …”. Di lui e del suo “interessante lavoro” però si legge solo il riferimento bibliografico del 2020 e nulla più. Allora Bloggorai vuole dare una mano citando un paio di suoi contributi più recenti: lo scorso marzo 2024 “Maurizio Montagnuolo ha presentato “Advancing Media Intelligence: The Face Management Framework (FMF) for automated annotation and diversity analysis for Public Service Media”, descrivendo un sistema per gestire l’annotazione automatica di personalità televisive, grazie all’utilizzo di basi di dati pubbliche” nell’ambito del Data Technology Seminar 2024 e proprio il mese scorso “Revolutionizing video content analysis: unleashing the power of AI microservices”. Succede, il volume è stato chiuso a luglio 2024.

Poi ancora, a pag. 233, leggiamo “Nonostante l‘AI sia una tecnologia, è l’elemento umano a essere spesso più carente e problematico rispetto alle soluzioni tecniche”… quanta saggezza in così poche parole. E a seguire nello stesso capitolo, veniamo a sapere che, per quanto i riguarda i SP europei, per l’Italia vengono solo citati all'interno di uno schema Stefano Ciccotti, CTO e Gino Alberico, direttore R&D. A questo punto, sarebbe lecito attendersi che almeno uno dei due possa aver trovato se non adeguata ospitalità in qualche pagina di tanto volume almeno qualche nota su la “mappa delle sfide Rai”. Niente ... nada … nisba. 

Il cielo di questa “mappa” dell’Ufficio Studi Rai non cade su questa terra. Semplicemente, le “sfide” Rai di oggi, contingenti ed immediate, financo quelle imposte dal Contratto di Servizio, quelle della famigerata “Digital Media Company” non sembrano proprio declinate. Ci piacerebbe applicare l’IA per cercare quante volte il termine “Rai” sia stato usato all’interno del volume.

Chiudiamo dalla fine del volume, come vi abbiamo detto prima e andiamo a pag.443 dove leggiamo: “…come dice Giorgino, è fondamentale coniugare la missione pubblica con i grandi temi dell’innovazione del Paese”. Già … proprio come “dice Giorgino”. Un sentito ringraziamento per tanto impegno. Con queste premesse ci piacerebbe molto impegnarci a leggerlo ma, ci sia consentito, non sarà facile. Richiede molta fatica ed impegno che con i tempi che corrono è merce rara da usare, con prudenza: non leggere è un’arte, come sostenevano Fruttero e Lucentini.

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