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Quali sono i temi, i problemi, di assoluto interesse per l’umanità
intera? La pace certamente, poi i diritti universali (lavoro, salute, istruzione),
poi ancora il benessere sociale, l’ambiente e, infine, l’Intelligenza
Artificiale. Bloggorai si occupa di Rai e di Servizio Pubblico e, giocoforza,
ha ritenuto utile e interessante cercare di capire come l’Azienda declina
questa tema di assoluto rilievo strategico anzitutto al suo interno e, di conseguenza,
verso i suoi naturali interlocutori, ovvero i telespettatori.
Nei giorni scorsi abbiamo iniziato un piccolo “viaggio” con
tre post sull’IA della Rai che però abbiamo dovuto interrompere perché, del
tutto casualmente, siamo venuti a sapere che nei mesi scorsi è stato pubblicato
un corposo volume (444 pagine) con il titolo “Trasformazione Digitale e
Intelligenza Artificiale” edito dall’Ufficio Studi Rai diretto da Francesco
Giorgino. Accipicchia!!! Lo abbiamo cercato subito e, non senza qualche
difficoltà, lo abbiamo trovato.
Bloggorai crede di possedere tanti vizi e poche virtù. Tra i
primi ce n’è uno fastidioso e consiste nel fatto che ogni qualvolta che gli
capita un libro tra le mani corre subito alla pagina finale mentre tra le
seconde c’è una certa capacità di lettura molto veloce.
Prima ancora di leggerlo per intero (ci vorrà tempo e attenzione) e sfogliandolo rapidamente ci
siamo posti subito qualche domanda. A chi è diretto? Chi sono i suoi
destinatari/lettori? A cosa serve? Possiamo immaginare che non si tratta di un
impegno editoriale destinato alla sola “accademia” ovvero riflessioni empiree
sulle “mappe e sulle sfide” ma che debba rivolgersi necessariamente ai “media
di Servizio Pubblico” e, supponiamo, segnatamente, alla Rai, a questo Servizio
Pubblico. Insomma, a farla breve, una specie di “strumento di lavoro” utile
e necessario appunto a “declinare” i temi e problemi dell’IA all’interno di questa
Rai, di questo Servizio Pubblico. A quanto sembra, ad una prima e sommaria
lettura, non è così.
Allora, premesso che Bloggorai ha passato quasi 40 anni
della sua vita dentro e intorno alla Rai e dunque, tutto sommato, più o meno,
ha incontrato e conosciuto tante persone, molte delle quali lavorano ancora in
Rai. Abbiamo chiesto subito a tanti di loro: conoscete questo lavoro? Ne siete
stati informati? Qualcuno vi ha detto che con soli 20.90 euro (più spedizione)
vi arriva a casa? Nulla. Facce assorte e meditabonde ma quasi nessuno, nessuno
salvo i diretti interessati, ne sapeva qualcosa. Abbiamo poi provato a cercare
uno straccio di Comunicato dell’Ufficio Stampa … nulla. Stamattina però veniamo
a sapere che a dicembre scorso è stato presentato ad una recente manifestazione
editoriale. Peccato, non lo abbiamo saputo, non ci saremmo persi un’occasione
del genere.
Abbiamo poi cercato di immaginare che un tema, un lavoro frutto
di tanto impegno e tale rilievo strategico sia oggetto di una poderosa campagna
di informazione a partire dall’interno della Rai dove, teoricamente, operano molti
diretti interessati all’argomento. Ci siamo immaginati che sia stato offerto
in edizione gratuita, magari solo in PDF, a tutti i dipendenti e pensionati
oppure in “offerta speciale” agli abbonati al canone, oppure sia stato
organizzato un bel convegno/tavola rotonda/dibattito/confronto o anche un semplice
“zoom” aperto a tutti e magari invitando personaggi di rilievo, ad esempio Padre
Benanti o Andrea Stroppa (per Musk sarebbe stato un po' complicato… bisognava
sentire prima la Meloni). Niente di tutto questo. Il pregevole e poderoso volume
dell’Ufficio Studi sembra essere pressoché clandestino e pure nelle principali
librerie di Roma occorre ordinarlo (oppure c’è sempre Amazon). Provate poi a cercare una sinossi su Google e se trovate qualcosa, please, fate sapere.
Poi, abbiamo cercato di capire e sapere se questo impegnativo
lavoro sia stato in qualche modo “coordinato” con le altre strutture Aziendali che,
direttamente o indirettamente si occupano dello stesso tema, in primo luogo con
il Coordinamento Iniziative Strategiche diretto da Paola Marchesini, all’interno
del quale “dovrebbe” essere operativo un tavolo di lavoro su questo argomento. Abbiamo
cercato ma non ci siamo riusciti: non sappiamo con certezza se il tavolo esiste
ancora e se ha elaborato qualcosa di significativo, nonostante il tema IA sia
un “obbligo” previsto dal recente Contratto di Servizio e, ovviamente, non sappiamo
se mai questo “coordinamento” con l’Ufficio Studi sia mai avvenuto. Chissà,
forse … magari qualcuno leggendo questo Post ci farà sapere.
Poi ancora, sempre a questo proposito, ci siamo chiesti: chi
lo ha scritto? Chi sono gli autori di tanto impegno e, ovviamente, il primo che
siamo andati a vedere è lo stesso Giorgino. Leggiamo la sua biografia a pag.
52: ci sono 5 righe della sua storia professionale dentro la Rai e 15 righe per
quella maturata fuori e si legge che “Ha insegnato per oltre 15 anni
all’Università di Roma “La Sapienza” prima di approdare nel 2016 in Luiss”.
Complimenti, non deve essere facile conciliare l’intensa attività professionale
dentro la Rai con quella non meno impegnativa in prestigiosi Atenei. Questo però è un nostro limite. Di tutti gli
altri, autorevoli e prestigiosi accademici di chiara fama, conosciamo bene solo
la rilevante esperienza e storia di Mario Morcellini, già commissario Agcom.
Avvertiamo però, sfogliando ancora velocemente il volume,
che manca qualcuno, manca qualcosa. Manca proprio la Rai, manca proprio “questo
Servizio Pubblico” manca esattamene la declinazione su questa Azienza, oggi,
nella sua impellente immediatezza.
Allora, abbiamo scoperto che a pag. 39
viene citato “… un interessante lavoro fatto dal Centro Ricerche, Innovazione
Tecnologia e Sperimentazione (CRITS) della Rai e come ricorda Montagnuolo …”.
Di lui e del suo “interessante lavoro” però si legge solo il riferimento
bibliografico del 2020 e nulla più. Allora Bloggorai vuole dare una mano
citando un paio di suoi contributi più recenti: lo scorso marzo 2024 “Maurizio
Montagnuolo ha presentato “Advancing Media Intelligence: The Face
Management Framework (FMF) for automated annotation and diversity analysis for
Public Service Media”, descrivendo un sistema per gestire l’annotazione automatica
di personalità televisive, grazie all’utilizzo di basi di dati pubbliche”
nell’ambito del Data Technology Seminar 2024 e proprio il mese scorso
“Revolutionizing video content analysis: unleashing the power of AI
microservices”. Succede, il volume è stato chiuso a luglio 2024.
Poi ancora, a pag. 233, leggiamo “Nonostante
l‘AI sia una tecnologia, è l’elemento umano a essere spesso più carente e
problematico rispetto alle soluzioni tecniche”… quanta saggezza in così
poche parole. E a seguire nello stesso capitolo, veniamo a sapere che, per
quanto i riguarda i SP europei, per l’Italia vengono solo citati all'interno di uno schema Stefano
Ciccotti, CTO e Gino Alberico, direttore R&D. A questo punto, sarebbe
lecito attendersi che almeno uno dei due possa aver trovato se non adeguata ospitalità
in qualche pagina di tanto volume almeno qualche nota su la “mappa delle sfide
Rai”. Niente ... nada … nisba.
Il cielo di questa “mappa” dell’Ufficio Studi
Rai non cade su questa terra. Semplicemente, le “sfide” Rai di oggi, contingenti
ed immediate, financo quelle imposte dal Contratto di Servizio, quelle della
famigerata “Digital Media Company” non sembrano proprio declinate. Ci piacerebbe
applicare l’IA per cercare quante volte il termine “Rai” sia stato usato all’interno
del volume.
Chiudiamo dalla fine del volume, come vi abbiamo detto prima
e andiamo a pag.443 dove leggiamo: “…come dice Giorgino, è fondamentale
coniugare la missione pubblica con i grandi temi dell’innovazione del Paese”.
Già … proprio come “dice Giorgino”. Un sentito ringraziamento per tanto
impegno. Con queste premesse ci piacerebbe molto impegnarci a leggerlo ma, ci
sia consentito, non sarà facile. Richiede molta fatica ed impegno che con i
tempi che corrono è merce rara da usare, con prudenza: non leggere è un’arte, come
sostenevano Fruttero e Lucentini.
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