Non scriviamo tutto ciò che sappiamo, ma sappiamo bene tutto
ciò che scriviamo.
Questo post è indirizzato ai “raiotici” puri e duri. Prendetevela
comoda se siete interessati, la prenderemo molto alla larga e inizieremo da
lontano per arrivare al sodo.
Bloggorai, da giovanetto, era appassionato di cinema e non si
è fatto mancare nulla. Dal “triangolo delle Bermude” composto dai tre cinema romani
d’essai ovvero Rialto, Farnese e Nuovo Olimpia alle maratone di Massenzio con l’indimenticabile
Napoleon di Abel Gance sotto il Colosseo della durata di quasi quattro ore. Siamo
avvezzi a rimanere incollati di fronte ad uno schermo per molto tempo.
Ieri sera, come vi avevamo annunciato, è avvenuta l’audizione
dell’AD Rai, Giampaolo Rossi, accompagnato dal suo capo staff (!) Di Gregorio e
dal direttore Risorse Umane Ventura durata esattamente 2 ore e 37 minuti. Ce la
siamo sorbita per intero. Iniziamo questo lungo racconto da quest'ultimo e, precisamente,
da un lontano giugno 2022, quando Prima Comunicazione pubblica una foto dei
giardinetti sotto Viale Mazzini con alcuni dirigenti e si riconoscono Mario Orfeo
(ora direttore di Repubblica ex ex tante cose dentro e fuori la Rai), Marcello Ciannamea
con la mascherina (quota Lega e da poco nominato potente direttore della Distribuzione),
Stefano Coletta (dicono, forse, quota PD e però molto vicino all’AD Rossi, recentemente
avrebbe detto in pubblico di “essere stanco e voler andare in pensione”),Marco Brancadoro
(ex CFO) e, appunto, di spalle, è stato riconosciuto il Felice Ventura di cui sopra.
Dicono di lui, in questi giorni, in queste ore, che “ambisce” e gestisce tante
cose. Vedremo.
La foto è entrata nell’album di famiglia della Rai: è stata
ed è tutt’ora la quintessenza, la sintesi perfetta, di come si gestiscono le “cose”.
Queste “cose” sono note e familiari: trame e complotti, bande l’una conto l’altra
armate fino ai denti che non fanno prigionieri, tutt’al più trattano, appunto,
sottobanco o meglio ai giardinetti.
Veniamo a ieri sera. L’incontro in Vigilanza, ci dicono, non
inizia nel migliore di modi: c’è nervosismo specie tra i partiti di maggioranza.
Si risente il colpo del referendum, manca Gasparri (ed è tutto dire). Anche nel
giro del “filosofo di Colle Oppio”, dicono, si sente un soffietto sul collo. Con
chi ce l’aveva la Meloni dopo la sberla del voto quando ha detto che “Da
oggi non copro più nessuno, chi sbaglia paga”. Magari, ha pensato qualcuno che
ha le antenne molto sensibili verso Via della Scrofa, vuoi vedere che ha
messo gli occhi sulla Rai e che, magari, lei (ma non solo lei, vedi pure a
Palazzo Chigi) ritiene una “certa” Rai che possa avere avuto qualche responsabilità
nella disfatta referendaria??? E non si riferiva all’opposizione. Il
Messaggero oggi scrive “La poltrona più a rischio sembra essere quella di Giampaolo
Rossi ma non sarebbe la sola …”.
Per quanto abbiamo potuto intuire e sapere, la sensazione è
fondata: “I nostri hanno fatto poco e male, e poi Giorgia non si fida molto di alcuni
di loro, almeno non più”. Di chi esattamente chiediamo noi? “lasciamo perdere…”
ci ha sussurrato sottovoce fina fina un nostro contatto.
Ecco allora che Rossi& C si presenta ieri sera in Vigilanza, atteso da tempo, con un simpatico papiello tutto colorato e pimpante ricco di dati, figure e numeroni.
Acciperbacco, i commissari stupefatti da tanta solerzia lo hanno
sfogliato per poi ascoltare un “fiume di parole” ovvero di numeri snocciolati
dall’AD Rai. A Bloggorai è venuto uno stranguglione: e se fosse tutto come la
racconta lui, allora non abbiamo capito nulla della vita e questi quasi otto
anni di Blog sono trascorsi invano. Se il famigerato Marziano di cui abbiamo scritto
tante volte fosse arrivato improvvisamente ieri sera a farci sorpresa e avesse ascoltato
Rossi&C anche lui sarebbe caduto infartuato: una Rai del genere non esiste
al mondo, accorrono da ogni dove dell’orbe terracqueo a copiarci, a vedere come
siamo fatti, a Sanremo c'è la fila di"spioni"! Porca miseria. Ci è sfuggito qualcosa.
Fatto sta che Rossi& hanno mitragliato raso terra cioè, in
sintesi: Piano industriale e sviluppo digitale … prevede oltre 100
milioni di investimenti (2024–2026) per integrare tv lineare, digitale e
servizi on demand. Si investe inoltre in AI responsabile, digitalizzazione
delle Teche (già 320.000 pellicole convertite) e modernizzazione tecnologica di
studi, sedi e infrastrutture. Piano immobiliare …È stato avviato il più
ampio progetto di riqualificazione immobiliare mai realizzato dalla Rai, con
risparmi stimati in oltre 10 milioni annui dal 2032. Rai Way…Presentato
il progetto di un hyperscale data center a Pomezia, infrastruttura strategica
per la sovranità digitale nazionale. Audiovisivo La Rai conferma la
centralità nel settore audiovisivo italiano: 880 milioni investiti nel triennio
in fiction, cinema, documentari e animazione; Rai Cinema produce 200 film in
tre anni con 190 partner; leadership nella fiction (570 milioni investiti, 111
titoli); documentari (223 nella stagione 2024–2025) e animazione (90 milioni
investiti). Sport La Rai resta la casa dello sport nazionale, con 1,1
miliardi investiti in diritti 2021–2026. Nel 2025 ha trasmesso quasi 10.000 ore
di sport. Ascolti ed eventi La platea tv cala, ma la Rai punta sulla
qualità e sui grandi eventi. Risorse economiche La Rai opera con risorse
inferiori a quelle dei principali broadcaster europei, canone non aggiornato
all’inflazione e limiti di affollamento pubblicitario, ma garantisce l’offerta
multipiattaforma più ampia in Europa. Risorse umane Il capitale umano è
considerato centrale. Offerta informativa La Rai è il broadcaster
pubblico europeo con la maggiore offerta informativa.
Conclusione: Le trasformazioni avviate dimostrano una
Rai dinamica, innovativa e centrale per il settore audiovisivo nazionale. Pur
in un contesto complesso, l’azienda continua a garantire pluralismo, qualità,
accesso, memoria e identità, raggiungendo oltre l’80% degli italiani ogni
settimana. Ipse dixit Rossi&C
Rossi & C meritavano un applauso che quegli ingrati parlamentari
invece non gli hanno meritato. Anzi. Non sarà certo Bloggorai, oggi, a fare (solo per
oggi) le pulci, il controcanto a tanta gloria. Ci limitiamo però ad un solo punto
che merita attenzione particolare: Rai Way.
Durante l’audizione, il cellulare ha squillato più volte mente
arrivavano messaggi su WhatsApp e tutti chiedevano lumi sulla possibilità che
oggi pomeriggio il Cda Rai potesse “indicare” il nome da proporre all’Assemblea
degli azionisti di RAi Way del prossimo 28 aprile per la successione all’attuale
AD Cecatto. Ieri sera Rossi ha ricordato che tra pochi giorni, il 30, scade l’impegno
del MoU con Ei Towers per la definizione delle prossime tappe sul progetto di fusione/cessione.
Alla domanda in merito del senatore Bergesio (Lega) è stato risposto che “per
motivi di riservatezza” non si può dire nulla. Bloggorai nei giorni scorsi lo ha
scritto chiaro e tondo: per quanto ci è dato sapere e valutare, l’operazione è
rinviata a tempo indeterminato e sarebbe “strano” assai che proprio sul tasto
più delicato dell’operazione, ovvero la governance della futura società venisse
in parte ipotecata con un nome Rai, ovvero di colei di cui si sente parlare,
ovvero Paola Sciommeri, insidiata, si sente parlare, da Stefania Cinque, attuale
Dirigente strategico di Rai Way, dicono autorevolmente sostenuta in quota FdI,
e, sempre dicono, candidata di transizione al fine di raffreddare le ambizioni
leghiste sul dossier delle torri che invece sta tanto a cuore a Mediaset. Consigliamo
di rileggere attentamente quando abbiamo scritto lo scorso 19 marzo https://bloggorai.blogspot.com/2026/03/oggi-rai-way-la-madre-e-il-padre-di.html . Comunque, tutto è possibile. Vedremo.
Ma l’assedio alla poltrona di Rai Way è ambitissima anche
perché politicissima e pagatissima (oltre 500 mila) vede anche altri
autorevolissimi ambiziosi concorrenti interni tra i quali un evergreen che
conosce bene la quotata: Roberto Sergio, già suo ex presidente. E, ci dicono, perché
poi escludere lo stesso Ventura? Già, perché escluderlo? Ma, sembra, che qualcuno
voglia fare i conti senza l’oste e gli osti sono anzitutto gli azionisti, ovvero
i famigerati “fondi” (quelli che ogni tanto scrivono direttamente a Palazzo Chigi,
vedi precedenti con Draghi) che controllano il pacchetto di minoranza e poi l’altro
“oste” ovvero Ei Towers con il quale, prima o poi si dovrà decidere se fare
queste nozze o meno, dopo oltre dieci anni di “fidanzamento”. E se venisse fuori
che qualcuno (?) sta pensando ad un nome esterno? E se venisse fuori che questa
Opa di Poste su TIM potesse interessare anche Rai Way e il “polo delle torri”? E
se questa mezza bufala dell’investimento di Rai Way per l’Hyperscale di 400
milioni fosse solo fumo negli occhi a favore di Mediaset (come ha detto ieri
sera la senatrice Bevilacqua dopo aver puntualmente snocciolato numeriche inchiodano
Rossi&C)? Da ricordare che Rossi ha dichiarato “I tempi e i costi del
progetto sono in evoluzione, strettamente legati alla quantità di investimenti
che stiamo proponendo di fare” (ANSA del 17/3). Per curiosità quanti di voi
sapevano che Poste.it “manda in onda” un proprio Tg? E semmai avvenisse la
fusione e si creasse una “infrastruttura nazionale” PosTim con un proprio Tg di
tali dimensioni diffuso in streaming cosa potrebbe succedere al già tribolante
Tg1 che, dati AgCom 2026, ha perso negli ultimi anni qualche milione di
telespettatori? E semmai fosse, questo ipotetico TG PostTim di quale Hyperscale
si servirebbe? Di quello di Pomezia??? Sembra che il Marziano di cui sopra si
sta reimbarcando sulla sua astronave per tornare a casa. Forse un po’ deluso.
Bloggorai@gmail.com
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