giovedì 26 marzo 2026

RAI: ieri sera, oggi e domani ... cose dell'altro mondo

By Bloggorai ©

Non scriviamo tutto ciò che sappiamo, ma sappiamo bene tutto ciò che scriviamo.

Questo post è indirizzato ai “raiotici” puri e duri. Prendetevela comoda se siete interessati, la prenderemo molto alla larga e inizieremo da lontano per arrivare al sodo.

Bloggorai, da giovanetto, era appassionato di cinema e non si è fatto mancare nulla. Dal “triangolo delle Bermude” composto dai tre cinema romani d’essai ovvero Rialto, Farnese e Nuovo Olimpia alle maratone di Massenzio con l’indimenticabile Napoleon di Abel Gance sotto il Colosseo della durata di quasi quattro ore. Siamo avvezzi a rimanere incollati di fronte ad uno schermo per molto tempo.

Ieri sera, come vi avevamo annunciato, è avvenuta l’audizione dell’AD Rai, Giampaolo Rossi, accompagnato dal suo capo staff (!) Di Gregorio e dal direttore Risorse Umane Ventura durata esattamente 2 ore e 37 minuti. Ce la siamo sorbita per intero. Iniziamo questo lungo racconto da quest'ultimo e, precisamente, da un lontano giugno 2022, quando Prima Comunicazione pubblica una foto dei giardinetti sotto Viale Mazzini con alcuni dirigenti e si riconoscono Mario Orfeo (ora direttore di Repubblica ex ex tante cose dentro e fuori la Rai), Marcello Ciannamea con la mascherina (quota Lega e da poco nominato potente direttore della Distribuzione), Stefano Coletta (dicono, forse, quota PD e però molto vicino all’AD Rossi, recentemente avrebbe detto in pubblico di “essere stanco e voler andare in pensione”),Marco Brancadoro (ex CFO) e, appunto, di spalle, è stato riconosciuto il Felice Ventura di cui sopra. Dicono di lui, in questi giorni, in queste ore, che “ambisce” e gestisce tante cose. Vedremo.

La foto è entrata nell’album di famiglia della Rai: è stata ed è tutt’ora la quintessenza, la sintesi perfetta, di come si gestiscono le “cose”. Queste “cose” sono note e familiari: trame e complotti, bande l’una conto l’altra armate fino ai denti che non fanno prigionieri, tutt’al più trattano, appunto, sottobanco o meglio ai giardinetti.  

Veniamo a ieri sera. L’incontro in Vigilanza, ci dicono, non inizia nel migliore di modi: c’è nervosismo specie tra i partiti di maggioranza. Si risente il colpo del referendum, manca Gasparri (ed è tutto dire). Anche nel giro del “filosofo di Colle Oppio”, dicono, si sente un soffietto sul collo. Con chi ce l’aveva la Meloni dopo la sberla del voto quando ha detto che “Da oggi non copro più nessuno, chi sbaglia paga”. Magari, ha pensato qualcuno che ha le antenne molto sensibili verso Via della Scrofa, vuoi vedere che ha messo gli occhi sulla Rai e che, magari, lei (ma non solo lei, vedi pure a Palazzo Chigi) ritiene una “certa” Rai che possa avere avuto qualche responsabilità nella disfatta referendaria??? E non si riferiva all’opposizione. Il Messaggero oggi scrive “La poltrona più a rischio sembra essere quella di Giampaolo Rossi ma non sarebbe la sola …”.

Per quanto abbiamo potuto intuire e sapere, la sensazione è fondata: “I nostri hanno fatto poco e male, e poi Giorgia non si fida molto di alcuni di loro, almeno non più”. Di chi esattamente chiediamo noi? “lasciamo perdere…” ci ha sussurrato sottovoce fina fina un nostro contatto.

Ecco allora che Rossi& C si presenta ieri sera in Vigilanza, atteso da tempo, con un simpatico papiello tutto colorato e pimpante ricco di dati, figure e numeroni. 

Acciperbacco, i commissari stupefatti da tanta solerzia lo hanno sfogliato per poi ascoltare un “fiume di parole” ovvero di numeri snocciolati dall’AD Rai. A Bloggorai è venuto uno stranguglione: e se fosse tutto come la racconta lui, allora non abbiamo capito nulla della vita e questi quasi otto anni di Blog sono trascorsi invano. Se il famigerato Marziano di cui abbiamo scritto tante volte fosse arrivato improvvisamente ieri sera a farci sorpresa e avesse ascoltato Rossi&C anche lui sarebbe caduto infartuato: una Rai del genere non esiste al mondo, accorrono da ogni dove dell’orbe terracqueo a copiarci, a vedere come siamo fatti, a Sanremo c'è la fila di"spioni"! Porca miseria. Ci è sfuggito qualcosa.

Fatto sta che Rossi& hanno mitragliato raso terra cioè, in sintesi: Piano industriale e sviluppo digitale … prevede oltre 100 milioni di investimenti (2024–2026) per integrare tv lineare, digitale e servizi on demand. Si investe inoltre in AI responsabile, digitalizzazione delle Teche (già 320.000 pellicole convertite) e modernizzazione tecnologica di studi, sedi e infrastrutture. Piano immobiliare …È stato avviato il più ampio progetto di riqualificazione immobiliare mai realizzato dalla Rai, con risparmi stimati in oltre 10 milioni annui dal 2032. Rai Way…Presentato il progetto di un hyperscale data center a Pomezia, infrastruttura strategica per la sovranità digitale nazionale. Audiovisivo La Rai conferma la centralità nel settore audiovisivo italiano: 880 milioni investiti nel triennio in fiction, cinema, documentari e animazione; Rai Cinema produce 200 film in tre anni con 190 partner; leadership nella fiction (570 milioni investiti, 111 titoli); documentari (223 nella stagione 2024–2025) e animazione (90 milioni investiti). Sport La Rai resta la casa dello sport nazionale, con 1,1 miliardi investiti in diritti 2021–2026. Nel 2025 ha trasmesso quasi 10.000 ore di sport. Ascolti ed eventi La platea tv cala, ma la Rai punta sulla qualità e sui grandi eventi. Risorse economiche La Rai opera con risorse inferiori a quelle dei principali broadcaster europei, canone non aggiornato all’inflazione e limiti di affollamento pubblicitario, ma garantisce l’offerta multipiattaforma più ampia in Europa. Risorse umane Il capitale umano è considerato centrale. Offerta informativa La Rai è il broadcaster pubblico europeo con la maggiore offerta informativa.

Conclusione: Le trasformazioni avviate dimostrano una Rai dinamica, innovativa e centrale per il settore audiovisivo nazionale. Pur in un contesto complesso, l’azienda continua a garantire pluralismo, qualità, accesso, memoria e identità, raggiungendo oltre l’80% degli italiani ogni settimana. Ipse dixit Rossi&C

Rossi & C meritavano un applauso che quegli ingrati parlamentari invece non gli hanno meritato. Anzi. Non sarà certo Bloggorai, oggi, a fare (solo per oggi) le pulci, il controcanto a tanta gloria. Ci limitiamo però ad un solo punto che merita attenzione particolare: Rai Way.

Durante l’audizione, il cellulare ha squillato più volte mente arrivavano messaggi su WhatsApp e tutti chiedevano lumi sulla possibilità che oggi pomeriggio il Cda Rai potesse “indicare” il nome da proporre all’Assemblea degli azionisti di RAi Way del prossimo 28 aprile per la successione all’attuale AD Cecatto. Ieri sera Rossi ha ricordato che tra pochi giorni, il 30, scade l’impegno del MoU con Ei Towers per la definizione delle prossime tappe sul progetto di fusione/cessione. Alla domanda in merito del senatore Bergesio (Lega) è stato risposto che “per motivi di riservatezza” non si può dire nulla. Bloggorai nei giorni scorsi lo ha scritto chiaro e tondo: per quanto ci è dato sapere e valutare, l’operazione è rinviata a tempo indeterminato e sarebbe “strano” assai che proprio sul tasto più delicato dell’operazione, ovvero la governance della futura società venisse in parte ipotecata con un nome Rai, ovvero di colei di cui si sente parlare, ovvero Paola Sciommeri, insidiata, si sente parlare, da Stefania Cinque, attuale Dirigente strategico di Rai Way, dicono autorevolmente sostenuta in quota FdI, e, sempre dicono, candidata di transizione al fine di raffreddare le ambizioni leghiste sul dossier delle torri che invece sta tanto a cuore a Mediaset. Consigliamo di rileggere attentamente quando abbiamo scritto lo scorso 19 marzo https://bloggorai.blogspot.com/2026/03/oggi-rai-way-la-madre-e-il-padre-di.html . Comunque, tutto è possibile. Vedremo.

Ma l’assedio alla poltrona di Rai Way è ambitissima anche perché politicissima e pagatissima (oltre 500 mila) vede anche altri autorevolissimi ambiziosi concorrenti interni tra i quali un evergreen che conosce bene la quotata: Roberto Sergio, già suo ex presidente. E, ci dicono, perché poi escludere lo stesso Ventura? Già, perché escluderlo? Ma, sembra, che qualcuno voglia fare i conti senza l’oste e gli osti sono anzitutto gli azionisti, ovvero i famigerati “fondi” (quelli che ogni tanto scrivono direttamente a Palazzo Chigi, vedi precedenti con Draghi) che controllano il pacchetto di minoranza e poi l’altro “oste” ovvero Ei Towers con il quale, prima o poi si dovrà decidere se fare queste nozze o meno, dopo oltre dieci anni di “fidanzamento”. E se venisse fuori che qualcuno (?) sta pensando ad un nome esterno? E se venisse fuori che questa Opa di Poste su TIM potesse interessare anche Rai Way e il “polo delle torri”? E se questa mezza bufala dell’investimento di Rai Way per l’Hyperscale di 400 milioni fosse solo fumo negli occhi a favore di Mediaset (come ha detto ieri sera la senatrice Bevilacqua dopo aver puntualmente snocciolato numeriche inchiodano Rossi&C)? Da ricordare che Rossi ha dichiarato “I tempi e i costi del progetto sono in evoluzione, strettamente legati alla quantità di investimenti che stiamo proponendo di fare” (ANSA del 17/3). Per curiosità quanti di voi sapevano che Poste.it “manda in onda” un proprio Tg? E semmai avvenisse la fusione e si creasse una “infrastruttura nazionale” PosTim con un proprio Tg di tali dimensioni diffuso in streaming cosa potrebbe succedere al già tribolante Tg1 che, dati AgCom 2026, ha perso negli ultimi anni qualche milione di telespettatori? E semmai fosse, questo ipotetico TG PostTim di quale Hyperscale si servirebbe? Di quello di Pomezia??? Sembra che il Marziano di cui sopra si sta reimbarcando sulla sua astronave per tornare a casa. Forse un po’ deluso.

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