mercoledì 18 gennaio 2023

Il racconto della Mafia in televisione




ATTENZIONE: questa immagine è stata generata da una AI! Nessun fotografo o grafico ha creato nulla: è solo una risposta ad una query molto semplice: dammi una immagine relativa a "mafioso" e "televisione" e l' AI me ne ha proposte quattro e questa la migliore.
Ne parleremo ancora! 

La notizia del giorno sulla Rai è che non ci sono notizie meritevoli di nota. Ci stiamo abituando: quello che passa il convento sono solo avanzi di notizie ripassate in padella. Robetta del tipo l’articolo di oggi sul Il Foglio con questo titolo e occhiello: “Rai Gaza Flop, conduttori e Cda contro Fuortes (che si rafforza). Vigilanza out. Meloni che fa?”. L’articolo è fiocco e senza una notizia degna di attenzione ma è significativo perché sintetizza perfettamente il quadro: vuoto assoluto. Comunque la risposta all’interrogativo che pone è semplice, forte e chiaro: la Meloni non fa nulla per il solo semplice fatto che non sa cosa fare. Il caso della Vigilanza è clamoroso: hanno rinunciato/rinviato a nominarla non tanto e non solo perché non raggiungono un accordo politico tra Governo e opposizione ma anche perché l’opposizione non sa che pesci prendere. Inoltre perché, seppure venisse nominata domattina, non saprebbe da che parte iniziare a lavorare. Il Contratto di Servizio è fermo alle “normali interlocuzioni” in bozze tra Viale Mazzini e il MiMit che vanno e vengono, in attesa di capire quale “senso” ovvero quale “missione” assegnare al nuovo Servizio pubblico prossimo venturo che, sia sempre sottolineato, nessuno, nessuno ha in mente quale possa o debba essere. Il rinvio di 6/8 mesi è solo un piccolo “dettaglio” tecnico che maschera il meccanismo inceppato. Ne consegue che pure a Viale Mazzini, semplicemente, sono nel guado, nella palude dell’incertezza e delle difficoltà. Il Governo ha ben altro da pensare: vedi il tema della Rete unica. Annaspano nel buio dell’incertezza e confusione. Se non riescono a risolvere una grana del genere, con che lucidità possono affrontare la grana Rai? Spoil System? Cambio al vertice del Cda Rai? ma perché? Quale può essere il guadagno per Meloni &C sostituire ora Fuortes &C con Rossi? Nessuno: vanno benissimo quelli che ci stanno. Quelli che ci stanno, da parte loro, che interesse hanno a darsi da fare? Nessuno: per loro va benissimo gestire l’ordinaria amministrazione facendo i dovuti scongiuri che le cose non possano andare peggio di come potrebbero andare se la Grande Battaglia di Villa Arzilla dovesse mai cominciare veramente con Sanremo. Non sia mai detto ma se anche la metà dell’artiglieria di Cologno Monzese dovesse sparare anche solo con le cerbottane farebbero un danno significativo ai corifei dell’ascolto record del Festival. L’esempio della De Filippi che potrebbe andare contro la serata finale dell’Ariston è significativo: solitamente supera il 30% degli ascolti e se quella sera dovesse fare anche solo la metà si tratterebbe di un numero importante. Vedremo.

Bene. In questi giorni, in queste ore, la notizia del giorno è quella dell’arresto del capo mafioso Messina Denaro. Si sono diverse “letture” della vicenda. La prima è certamente di tipo giudiziario con tutte le sue derive storiche (depistaggi, inefficienze, ruoli di servizi occulti etc). La seconda è di tipo politico: perché avviene solo ora dopo che per trenta anni il mafioso era sotto il naso di tutti mentre nessuno se n’era accorto? Si tratta di una notizia “neutra” oppure “giova” al Governo di turno? È spendibile politicamente e sostiene il consenso politico o è indifferente? Sarebbe interessante sapere quanto riscuote attenzione nell’elettorato tra gli argomenti prevalenti di interesse. Infine c’è la lettura mediatica. L’abbondanza di immagini fatti, dettagli e circostanze è certamente proporzionata alla caratura della notizia ma non è affatto chiaro il “tono” del racconto, la qualità della narrazione. È un argomento da seguire con interesse.

Chiudiamo con un aggiornamento di note a margine sul caso Minoli: per quanto abbiamo saputo la vicenda non ha una versione “giudiziaria” sulle specifico di Mixer quanto più su La Storia siamo noi. Non ci sarebbe un “contenzioso” tra il conduttore e la Rai sul tema ma solo uno “scambio di lettere”. Ci è stato fatto notare che il problema sorge in epoca di Governo di destra Berlusconi (Masi DG) e ritorna con un governo di destra. La Storia si ripete.

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