Care lettrici, cari lettori ... come va? A casa, tutti bene?
La primavera è ormai in pieno sviluppo. Tutto bene, benino, insomma, vedremo. Le
elezioni comunali tra poco ci diranno qualcosa sullo stato di salute del
Governo Meloni e dei suoi amministratori locali. La situazione internazionale traballa
ma ce la caveremo.
In attesa del nuovo giorno, della nuova alba che sta per
arrivare leggiamo con “divertito stupore” (ipse dixit AD Rai) quanto avviene
dentro e intorno al Servizio Pubblico Radiotelevisivo prossimo venturo. Che succede?
Nulla, rigorosamente nulla che valga la pena trattare. Non ci sono notizie di
rilievo.
Di cosa allora dovremmo parlare? Dello strabiliante comunicato stampa
con il quale si magnifica che “Chiudiamo l’esercizio 2025 con un risultato
netto consolidato positivo per 9,3 milioni di euro” … e poi aggiunge “Stiamo lavorando per la Rai
del futuro; continuiamo a farlo con l’umiltà necessaria a fronteggiare i grandi
cambiamenti, quella che Chesterton definiva «la madre dei giganti», segreto di
ogni successo”. Sempre per la famosa e comoda proprietà transitiva applicata nel caso del giornalismo d'inchiesta cancerogeno: se “l’umiltà”
è la madre dei giganti, i figli dovrebbero essere parimenti “umili”. Che dire:
Rossi è un vero filosofo, pragmatico e con un alto senso civico e un astutillo ingegnere politico. Il fatto
che provenga dalla mitica sezione di “Colle Oppio” (noto per la Domus Aurea, la
casa di Nerone ed è tutto dire a proposito di simboli) e per la contemporanea frequentazione con Giorgia Meloni ai tempi
del Fronte della Gioventù è del tutto irrilevante, contano i fatti di oggi (leggi di lui quanto scritto da Antonella Baccaro nel
lontano ottobre 2024: https://www.corriere.it/politica/24_ottobre_01/rai-giampaolo-rossi-il-manager-appassionato-di-boxe-conobbi-meloni-difendendo-colle-oppio-4eb91513-d692-4b11-9e3c-559a9a290xlk.shtml
.
Ora, con questo fantasmagorico risultato economico, cosa ci
si può attendere per il domani (si proprio domani) prossimo venturo? Allora il canone
potrà diminuire come “alcuni” chiedono? Si potranno mandare ancora in onda
programmi che durano “L'espace d'une petite nuit”? Si potranno rinnovare ancora
i contratti di lavoro al ribasso? Si potrà evitare la noia di razionalizzare i “contratti
artistici” di ex direttori? Proseguire con le repliche di Montalbano, la
Principessa Sissi e Pretty Woman fino al logoramento delle pellicole? E così via
trulallero trullalà.
Però, dobbiamo esprimere grande solidarietà a Rossi&C: i
soliti malpensanti hanno pensato bene di attribuirgli una parola che lui non ha
mai pronunciato lo scorso 19 maggio, Report, con il solo scopo di offuscare la
notizia sui conti. I soliti “commmmunisti” e per di più complottisti!!!
Se ci volessimo attenere solo ai libri contabili ci sarebbe da scrivere un capitolo dell’Enciclopedia Treccani ma, si sa, Bloggorai con i numeri non se la cava gran che bene. Allora ci limitiamo a considerazioni oltre i numeri che, come noto, dicono tanto ma non dicono tutto. Un attento lettore, capace ed esperto del tema, ha detto “Tutti i bilanci sono geneticamente falsi, ovvero una funzione variabile dalle valutazioni degli amministratori. Il problema non è sapere come stanno i conti ma le prospettive, la visione del business dell’Azienda”.
Quale che sia questa "visione" non è dato sapere. Giocoforza Rossi & C, in questo specifico momento della loro
storia, devono suonare le trombe: ne vale la loro continuità, la loro
sopravvivenza o la loro resistenza almeno fino a fine mandato, cioè a quel 2027
dietro l’angolo salvo che … salvo che qualcuno possa o voglia rimescolare le
carte in tavola con la riforma (della quale saremo costretti a riparlarne
presto, prestissimo). Rossi & C da tempo suonano e cantano la solita litania
della Digital Media Company della quale però non si ravvedono tracce tangibili.
Sono anni, forse oltre un decennio, che se ne sente parlare (abbiamo trovato le
tracce di un progetto di Gubitosi senza mai far capire o sapere di cosa si
tratta se non una vaga e generica dichiarazione di buona volontà. Peraltro,
senza mai specificare correttamente che si dovrebbe trattare di una DMC di “servizio
pubblico”. Cosa è o cosa dovrebbe essere? Da che parte inizia e verso dove si dirige?
Con quali strumenti e con quali risorse cioè con quale Piano di attuazione e
programmazione? Rossi &C continuano a parlare di Piano Industriale e Piano Immobiliare
ma di Piano sull’informazione Rai non dicono una virgola, uno buffetto o un “pensiero
laterale”.
Come dicono i grandi pensatori? “Primum vivere, deinde
philosophari” e domani sarà un altro giorno ... preparate grande scorta di
prosecco e pizza del fornaio: ce ne vorrà assai per i prossimi tre giorni.
bloggorai@gmail.com









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