martedì 1 settembre 2026

Governo, Rai e "fenomeni mediatici": il gioco truccato delle tre carte

By Bloggorai ©

“Lo scetticismo non è una filosofia è pratica di vita. Essere scettici significa essere costantemente allerta nei confronti di ogni opinione e teoria, sospendere il giudizio sulle cose non chiare e continuare ad indagare la complessità del mondo, tenendo presente il parere degli esperti senza però tradire le nostre impressioni e reazioni personali. Oggi essere scettici può davvero aiutarci” M.L. Chiesara, Sette brevi lezioni sullo scetticismo

Notoriamente, Bloggorai è sempre molto scettico su tutto, a prescindere, a priori. La “fiducia” viene considerata un bene raro e prezioso e non si concede facilmente a tutti. Forse, questo è il motivo del suo “successo”: dopo oltre 8 anni ininterrotti di pubblicazione, le lettrici e i lettori continuano a crescere come in questi giorni. Buon segno: lo scetticismo paga.  

Come vi abbiamo accennato, c’è anzitutto il “caso Lavitola”, poi c’è il “caso Ranucci” e infine il “caso Mediatico” sulla intera vicenda Lavitola Ranucci: rare volte nella storia del giornalismo italiano si è vista tanta produzione di carta stampa, siti web e trasmissioni radio -televisive sullo stesso argomento. E c’è pure il caso del “gioco delle tre carte” dove si cerca costantemente di invertire una carta/caso con un’altra. Talvolta il gioco riesce, talvolta no.

Nel “caso Mediatico” poi si producono due derive: la prima interessa, ovviamente la Rai, mentre la seconda deriva ci sembra riguardare prevalentemente l’editore Cairo e, in subordine, i quotidiani di altri gruppi editoriali notoriamente filogovernativi. 

Ormai sembra fuori dubbio e palesemente evidente che all’interno del Gruppo Cairo ci sia una scissione “narrativa” evidente: quello che monta il Corriere la mattina, lo smonta La7 la sera con la trasmissione In Onda con Marianna Aprile e Luca Telese. Se il Corriere la mattina riporta fedelmente le “voci” da dentro l’ex Viale Mazzini, queste stesse “voci” vengono poi annullate alla sera dopo il Tg di Mentana. Se il Corriere, come ieri mattina, titola su presunte “opacità e interferenze” di Lavitola su Ranucci, fornendo la “giustificazione” alla sua rimozione da Report, la sera si chiarisce bene che queste motivazioni la Rai non le ha fornite perché anzitutto non ne ha e poi perché “secretate” dal famigerato Comitato Etico a corrente alternata (funziona solo a piacimento dell’AD). E pure questa mattina il Corriere ha svolto il suo “compitino”: trovare la pistola fumante che accusa e affossa definitivamente Ranucci, ovvero le prove della “collaborazione” di Lavitola con Report ovvero con Ranucci e titola: “Lavitola interferì su Report? I Pm avviano nuove inchieste”. Si legge che nelle informative dei carabinieri si leggono note di Lavitola su Report. Interessante !!! Come pure il titolo di ieri “Opacità e interferenze” senza specificarne e dettagliarne una che sia una. L'"opacimetro" giornalistico non è ancora stato inventato.

La congiunzione astrale, la formidabile armada tra Corriere, il Triumvirato Rai e altri giornali di corredo (compreso Dagospia) sembra funzionare: il main stream ovvero la “narrazione” la conducono loro ma … ma… qualcosa non sembra funzionare e un filo sottile di scetticismo sembra calare pure da quelle parti quando devono prendere atto che il Triumvirato Rai non ne azzecca mezza di una e il rischio di una Caporetto politico narrativa si profila all’orizzonte. Non sia mai detto che Ranucci trovi un "giudice a Berlino" o magari più vicino, a Viale Giulio Cesare, che gli possa dare ragione ... Bloggorai è scettico ma, non si sa mai. Semmai fosse, il diverimento è assicurato.

Un capitolo a parte merita il “caso Mieli”, prima firma del Corriere, anch’esso felicemente apparecchiato sulla tavola di Lavitola con le “vongole sgusciate” e serenamente coinvolto, più o meno a sua insaputa, al piano mefistofelico del faccendiere per il sondaggio su Ranucci candidato alle prossime elezioni. Ciononostante, Mieli compare una sera si e l’altra pure a pontificare sul caso Lavitola come se lui fosse stato da un’altra parte, come se niente fosse avvenuto.  

Se non che a Rossi-Ventura-Spadafora parte la trebisonda e senza un briciolo di buon senso e senza fornire alcuna spiegazione emettono il verdetto, il Governo sembra contento e poi si vedrà. Fanno gran pipì fuori dal vasino. Hanno grande fretta di chiudere la partita: le elezioni incombono. Se non che, si inventano due “giovani conduttori” il cui grande merito sarebbe quello di aver vinto la Scuola di giornalismo Rai di Perugia: acciperbacco !!! Se non che si viene a leggere che la “brava” Giulia Presutti sarebbe una frequentatrice più o meno assidua del ristorante di Lavitola e il “bravo” Piervincenzi avrebbe ottenuto un finanziamento di47 mila euro dal nientepopodimenoche Renato Brunetta attraverso il CNEL. Of course, il condizionale è d’obbligo e lo scetticismo è la nostra chiave di lettura. A priori, a prescindere, sono "bravi" come scrive qualche solito professore di giornalismo senza concorso.

Settembre è appena cominciato.

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lunedì 31 agosto 2026

La battaglia è appena cominciata e nessuno farà prigionieri

By Bloggorai

«Cesare, guardati da Bruto; sta' attento a Cassio; non avvicinarti a Casca; tieni d'occhio Cinna; non fidarti di Trebonio; fa' attenzione a Metello Cimbro; Decio Bruto non ti ama; hai fatto torto a Caio Ligario. Questi uomini han soltanto un proposito, ed è diretto contro Cesare.»

Lo abbiamo scritto altre volte: tre piccoli libri non dovrebbero mai mancare nella biblioteca di chi si occupa di politica: il Giulio Cesare di Shakespeare, il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa e L’arte della Guerra di Sun Tzu.

Come in tutte le “case normali” talvolta succede che sia necessario “fare ordine”. Si tratta di rimettere le cose sparse al loro posto, dare una spolveratina, ritrovare qualche oggetto perduto e così via e, con l’occasione, gettare qualcosa non più utile o necessaria.

Come in tutte le “cose normali” talvolta succede che sia necessario “fare ordine” e quindi cercare un senso a questa vicenda Lavitola-Ranucci che si fatica a trovare quale esso sia.

Allora, i punti fermi, granitici, sono 3: il primo è rigorosamente giudiziario ovvero il 16 ottobre scorso quattro scalzacani mettono una bomba davanti casa di Ranucci e Lavitola confessa di essere lui il mandante. Il secondo è personale politico: perché Ranucci frequentava e intratteneva amichevoli relazioni con Lavitola? Il terzo punto è strettamente editoriale e quindi politico anch’esso e interessa anzitutto la Rai congiuntamente con i “fenomeni” mediatici che la sostengono, ovvero il Corriere della Sera in primo luogo (ne parleremo a lungo sulla loro "narrazione" della vicenda).  

Andiamo con ordine e semplifichiamo: punto n.1 la Procura sta lavorando e il solo piano di attività è definire ruolo, competenze e responsabilità dei presunti autori e mandati dell’attentato a Ranucci: “Lasciamo lavorare i magistrati e attendiamo”. Punto n. 2: alla domanda su Lavitola anche noi non abbiamo una risposta compiuta e quelle che abbiamo non ci piacciono. Ce la vedremo in seguito. Punto. 3: la Rai e i “fenomeni mediatici” ovvero politici sono ora il perno, il centro focale di questa nuova fase.

La domanda cruciale è: cosa ne sarà di Report posto che ora, oggi, la trasmissione di punta sul giornalismo di inchiesta di RaiTre, di tutta la Rai è divenuta giocoforza inscindibile dal suo conduttore e dalla sua redazione. Muovi un tassello, come il gioco della torre, e viene giù tutto. Ed è forse proprio questo ciò che si voleva (Rossi dixit).

Definiamo pure il contesto: in primo luogo c’è la prossima scadenza elettorale. Sarà questo l’epicentro della battaglia politica. Se non si coglie questo punto, tutto il resto appare fragile ed effimero. Se concordiamo su questo punto, dovremmo poi concordare che l’esito della battaglia si giocherà sul filo di lana, forse per pochi punti percentuali di differenza tra i due schieramenti. Da dove verranno i voti necessari a scalzare la Meloni, chi sarà l’ago della bilancia? A destra certamente Vannacci e a sinistra? Seguiamo il ragionamento: quella manciata di voti andrà raggranellata punto a punto, in ogni modo possibile e uno strumento fondamentale, la rete a strascico, potrà essere la Rai. Ne consegue che, ora più che mai, il controllo ferreo e totale sul Servizio Pubblico è e sarà sempre più la Missione Totale affidata a Rossi &C.

Ecco allora che togliere di mezzo Report e Ranucci, oltre che proseguire la picconatura di RaiTre diventa obiettivo strategico di Meloni &C. A questa manovra, si affianca quella a tenaglia, “istituzionale”: la prossima riforma della Rai targata Governo. A giorni riprenderanno i lavori al Senato e potrebbe anche darsi che si possa andare in Aula entro le prossime settimane, ottobre forse. Il mandato, l’obiettivo strategico della destra è chiaro: blindare la Rai per i prossimi 4 anni. In vista c’è pure il rinnovo del Presidente della Repubblica: non scherziamo ragionano a Palazzo Chigi con la Meloni possibile candidata.

Ci sono poi altri elementi di contesto editoriale (da noi definita sabbia negli occhi) che non vanno sottovalutati e sottaciuti: l’Azienda Rai è invia di disfacimento progressivo e inesorabile. Questo Cda di destra passerà come pietra miliare della nuova era di ascolti che crollano, inefficienze e vaghezze sui vari Piani immobiliari, editoriali (quello inesistente sull’informazione) e tecnologico (la Digital Media Company non sanno nemmeno cosa sia e non sono stati capaci manco di chiudere il decennale contenzioso su Rai Way necessario a trovare le risorse per sostenerla). Questo Cda, tutto intero, non ha uno straccio di idea, di proposta o di visione del Servizio Pubblico e si attacca ora alla canna del gas pur di distogliere l’attenzione dai suoi fondamentali problemi.  

E veniamo ora alla deriva del “caso Ranucci” o "metodo Report" (come al Corriere piace titolare così dimenticando la rilevanza primigenia del “caso Lavitola”). Allora, riassumendo telegraficamente, il “triumvirato Rossi-Ventura-Stadafora emette il “verdetto” a loro insindacabile e segretissimo criterio: fuori Ranucci e il Governo gongola. 

Ma i Tre geni dell’ex Viale Mazzini fanno qualche piccolo passo falso che ha un precedente: si affidano completamente al famigerato “comitato Etico”. Un Bluff di cui il Corriere ha reso sempre dettagliatamente conto. E questo Comitato fornisce al Triumvirato le carte (segrete e pure alquanto farlocche) per mettere alla porta Ranucci. Chiunque abbia un minimo di buon senso e di capacità di intendere si chiede quali siano le motivazioni o le prove per sostenere le accuse che, appunto, financo nel Comunicato stampa Rai, non esistono e, ovviamente, non vengono menzionate. Non hanno nulla in mano e il bluff corre il rischio di fallire miseramente.

Ieri il Corriere, prontamente, corre in soccorso della Rai e titola “Le accuse della Rai a Ranucci: opacità e interferenze”. Fenomenale: quello che non fa la Rai ufficialmente lo fa il Corriere ufficiosamente. Non ci dice però come si misura l’opacità? Quale è il livello “sopportabile” e verificabile di opacità non è dato sapere. E le interferenze? Quali sono? Dove e quando sono avvenute? Chi le ha verificate? Con questi due termini, semmai ci sarà un Giudice a Viale Giulio Cesare (tribulale del Lavoro) chiamato a decidere sul futuro prossimo venturo di Ranucci, magari ricorrendo all’art.700 del CPC, siamo pronti a scommettere, ci metterebbe un fiato a decidere.

Qualcuno, come abbiamo scritto ieri, ha fatto tanta pipì fuori dal vasino cercando di correre ai ripari proponendo e imponendo d’imperio due nomi alla conduzione di Report che non hanno ricevuto esattamente una “calda accoglienza”. Ora però non sanno come ripulire. Il trappolone prende forma: tra nuovi e nuove clienti del ristorante di Lavitola e amici di amici (Corsini, noto per le sue frequentazioni all’Atreju di Fratelli d’Italia) la battaglia ora si dispone come scontro frontale: la Rai sembra non intenzionata a recedere dai suoi passi e la redazione di Report è pronta a fare i bagagli. Non è un gioco a somma zero: qualcuno si dovrà rompere qualche osso: Rossi o Ranucci. Come ha scritto Lisa di Giuseppe su Domani: “L’ostinazione della Rai sui due nomi dimostra altro” ovvero “à la guerre comme à la guerre”.

In tutto questo poi, nei giorni scorsi, abbiamo letto cose e vicende politiche e umane che non ci piacciono nemmeno un po'. Abbiamo letto della nuova conduttrice di Report designata da Rossi&C (dicono che sia “brava” ed ha pure vinto il concorso alla scuola Rai di Perugia, manco fosse la BBC) che oltre che essere anch’essa cliente” del ristorante di Lavitola sia “vicino” ad un noto consigliere Rai.

Abbiamo pure letto che i due nomi designati da Rossi& C siamo stati in qualche modo “telefonati” con due dei tre partiti dell’opposizione. Non ci vogliamo credere, per ora. Ma il tasso di fiducia nei confronti di tanti amici, parenti e conoscenti è talmente scarso da farci ritenere legittimo ogni dubbio. Oggi leggiamo che la Floridia, ex presidente della Vigilanza, ha smentito ogni suo coinvolgimento nella presunta trattativa. Cerchiamo ancora di capire e di sapere. Siamo solo all’inizio della battaglia dove nessuno farà prigionieri.

bloggorai@gmail.com

domenica 30 agosto 2026

RAI & C: lavori in corso

By Bloggorai

Abbiamo una grandissima impressione, quasi una certezza, che molti stanno facendo pipì fuori dal vasino. Molti l'hanno già fatta e non sanno come rimediare, altri continuano a farla con convinzione altri ancora la fanno e sembra che non se ne rendono conto.

Intanto, da parte nostra, precisiamo che il "caso" di cui si dibatte in queste ore, in questi giorni, è anzitutto e in primo luogo il "caso Lavitola" e solo in subordine si tratta del "caso Ranucci" come invece al Corriere  piace scrivere ovvero proporre la "loro" narrazione ovvero rafforzare e influenzare il loro "main stream". Se poi la Magistratura dovesse accertare responsabilità specifiche a carico di Ranucci ed eventuale collaborazione con Lavitola per realizzare servizi giornalistici su commissione ne riparliamo.

Comunque, certo è che il Corriere sta brillando di luce propria su questa vicenda a tal punto da diventare un "caso mediatico" parallelo. 

Oggi ci dedichiamo a sapere, capire, dibattere e riflettere.

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sabato 29 agosto 2026

Sfascio Rai: Governo&C godono e brindano

By Bloggorai

"Siamo in presenza di due tipi di contraddizioni sociali: le contraddizioni tra noi e i nostri nemici e le contraddizioni nel popolo. Si tratta di due tipi di contraddizione completamente diversi. Le prime antagoniste e irrisolvibili, le seconde possono essere sanate”   

“Finalmente, ci siamo tolti Ranucci e forse anche Report fuori dalla palle!!!” questa in larga sintesi il coro dei giubilanti per il verdetto emesso dal Triumvirato Rossi&C. 

La Russa, Salvini, Donzelli e tutto il fior da fiore del Governo hanno esultato e i loro giornali amici e sodali gongolano. Alla Storia passerà questa pagina e ora hai voglia rimettere in piedi i cocci, se mai fosse possibile. Se mai avesse inizio la battaglia legale di Ranucci, accettiamo scommesse: il conduttore vince a piene mani e Rossi&C lo hanno messo nel conto, tanto semmai fosse non saranno loro a pagare. Bloggorai invece pagherà il biglietto per essere presente in Aula a Viale Giulio Cesare, sede del Tribunale Civile. Nei giorni scorsi abbiamo letto che a Rossi potrebbe venire offerto un prestigioso paracadute come deputato o addirittura senatore: il giusto premio per tanto impegno. Ci sembra giusto, se lo merita.

Oggi c’è poco da dire o commentare: Rossi&C stanno da una parte e Bloggorai sta dall’altra. Se il governo brinda a prosecco e noccioline, Bloggorai no. Se i consiglieri di “opposizione” comunicano il giorno dopo che  “Resta inteso che ci dissociamo da ogni conseguenza, legale ed economica, che potrà provocare questa scelta dissennata, adottata senza il minimo coinvolgimento del CdA” noi riteniamo che il solo e rilevante atto politico di dissenso e opposizione siano le dimissioni immediate di Natale e di Majo, sbattendola porta e presentando il conto di questa gestione dissennata a partire proprio da RaiTre, ovvero la terza “vittima “ della sentenza di Rossi&C dopo Ranucci e Report. Abbiamo richiesto sommariamente un confronto sugli ascolti della terza rete negli ultimi tre anni (2023-25) e i numeri non mentono: sono emigrati centinaia di migliaia di telespettatori, ovvero quegli stessi che Rossi ha rivendicato come il “mio” successo. Sarebbe stato già sufficiente questo elemento per fare causa a Rossi per danno erariale, per dimettersi dal Cda da parte di di Majo e Natale.   

Da tempo abbiamo perso fiducia nei loro confronti e se oggi siamo arrivati a questo punto, se oggi Rossi & C si permettono di fare e disfare a loro piacimento e insindacabile giudizio è anche perché non hanno mai incontrato una opposizione forte e dura dentro e fuori la Rai. L’opposizione tutta intera ha cincischiato in attesa della quanto mai fantomatica riforma che semmai fosse avrebbe la targa tutta del Governo. Oggi, inoltre, invocare l’applicazione tardiva e retroattiva dell’EMFA o sperare nella riforma Rai potrebbe apparire come una beffa: il Governo e “questa” Rai i giochi li hanno fatti e le elezioni si avvicinano. Per ora, Amen!

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venerdì 28 agosto 2026

FLASH: La dichiarazione di Guerra è stata consegnata ...

By Bloggorai

“Volemo fa’ a guera? Bene, allora famo a ‘guera”

Come previsto, auspicato, annunciato, ampiamente  sostenuto e desiderato da molti, da tanti, questa sera ci sarà un grande brindisi a Prosecco e noccioline.

La Rai ha deciso, Rossi & C. hanno deciso, il Governo ha deciso: fuori Ranucci da Report. Così hanno deciso a loro insindacabile giudizio. Noi siamo noi e voi non siete un ... (omissis, da Il Marchese del Grillo). La Rai è di destra e voi no, of course! Noi abbiamo la Rai e voi no. Noi, o meglio “io”, abbiamo deciso di picconare Rai Tre anche oltre Report e voi potete solo protestare, magari nell’insistente Vigilanza Rai oppure con un bel Comunicato Stampa di qualche Consigliere del giorno dopo.

Già, i capitani coraggiosi del Triumvirato per una singolarissima coincidenza hanno deciso il verdetto contro Ranucci proprio il giorno dopo il clamoroso “scoop” del Tg1. Chissà se tre le righe di Tavares, il factotum di Lavitola, c’era un messaggio occulto e chi voleva capire ha capito? Chissà?  

Comunque, le chiacchere stanno a zero: Missione Compiuta e la “formidabile armada” dei partiti di destra fortemente sostenuta dalle ammiraglie dei principali quotidiani di destra in buona compagnia di quelli di centro e con qualche aiutino di “centro sinistra” hanno portato a casa lo scalpo di Ranucci. Sono stati capaci di imporre il loro “main stream” ribaltando il racconto: Ranucci da vittima dell’attentato a soggetto pericoloso e poco credibile. Per ora è così. Per ora. Però, si sa, le storie sono lunghe e bisogna saperle raccontare.

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La Rai sta in vacanza e il Tg1 va in Camerun a fare un finto scoop

By Bloggorai

Questo Cda Rai, tutto intero, questo Governo che lo sostiene e lo alimenta, meriterebbero un Premio Speciale o almeno una citazione di merito all’Accademia dei Lincei, una proposta di Legion d’Onore o una attestazione della Croce Rossa, o qualcosa di simile.

Ci stanno mettendo tutta la migliore buona volontà per picconare quel poco che restava della credibilità e fiducia che la Rai e il Servizio Pubblico avevano conquistato nel corso di lunghi decenni. Non ne azzeccano mezza di una e si azzardano in avventure spericolate dalle quali non sanno come uscirne. Su Ranucci e Report annaspano nella confusione più totale senza uno straccio di prova a suo carico per giustificare un qualsivoglia provvedimento. 

L’ultima di ieri sera è stata grossa assai assai. Intorno alle 19,45 si viene a sapere da Dagospia che il Tg1 manderà in onda un’intervista a Tavares, il presunto anello di congiungimento tra Lavitola e i presunti esecutori e dello stesso considerato “factotum”. Nota bene, in quel momento si stavano concludendo gli interrogatori degli stessi presunti esecutori. Secondo nota bene: a quell’ora le redazioni dei quotidiani cartacei sono già chiuse e lo “scoop” oggi non lo riprende quasi nessuno. 

Allora, come noto, il Tavares è molto “atteso” dai giudici romani che indagano sulla bomba a Ranucci e lui, nonostante sia “attivamente” ricercato” se ne sta tranquillo e beato a frequentare palestre in Camerun. Bizzarria. Fatto sta che il Tg1 lo rintraccia, come ma soprattutto quando, non è dato sapere e sarebbe molto importante questo dettaglio. Il servizio da idea che il redattore, mostrato mentre si imbarca sull’aereo per Mogadiscio, si dà tanto da fare a cercarlo in città finché, misteriosamente, verrebbe rintracciato dallo stesso Tavares. Va beh … dettagli (ma forse anche no).

E veniamo al dunque, al cuore dello “scoop”: Tavares non dice rigorosamente nulla su nulla e, in particolare su Lavitola, sulle indagini e ancor più in particolare sul “dottore” ovvero la chiave di volta di tutta la vicenda. Il “dottore” non può essere lo stesso Lavitola ma qualcuno sopra di lui, è il misterioso “mister X” ovvero l’innominabile che sembra tirare i fili della vicenda. Uno "scoop" senza una notizia !!!??? 

E' possibile pure che invece Tavares non dice rigorosamente nulla ma sostanzialmente dice tante cose: non sono latitante e semmai lo fossi andrei in Russia dove ho tanti amici. Ma la cosa più importante che lascia intendere Tavares, implicitamente, è che lui potrebbe anche tornare in Italia e parlare, vuotare il sacco. Gli esperti della materia conoscono bene questo linguaggio: io so che tu sai che noi sappiamo e chi vuol capire capisce. Il secondo messaggio implicito alla “scoop” riguarda i nostri servizi di intelligence. È possibile che al Tg1 sia concesso fare quello che ai Servizi non è dato sapere? È possibile che questa “intervista” senza data venga diffusa esattamente pochi minuti dopo la conclusione dell’interrogatorio dei due presunti esecutori?  Tutto è possibile e conferma che il Tg1 inzuppa volentieri il biscotto nel calderone del grande mistero di questa vicenda. Nulla avviene mai per caso.

Intanto riportiamo il titolo del Sole 24 Ore a firma Andra Biondi: “Ascolti televisivi dell’estate. Mediaset davanti alla Rai” dove si legge che “Numeri. Dietro i quali c’è una differenza di strategia. Mediaset ha deciso di non mandare in vacanza il nocciolo della sua offerta … la Rai, al contrario, ha contato in particolare sulla forza degli avvenimenti sportivi, lasciando molto spazio alle repliche. E non è bastato.” In soldoni, Mediaset non è andata in vacanza e la Rai si. Punto, a capo.    

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giovedì 27 agosto 2026

RAI e Ranucci: fenomeni misteriosi

© by Bloggorai

Nel nostro bizzarro Paese avvengono spesso Fenomeni Politici Mediatici di Tipo Sconosciuto, altrimenti conosciuti come “misteri”, catalogati nella cartellina “complotti” e con soggetto “Mister X”.

Andiamo con ordine: Fenomeno n. 1. Nei giorni scorsi il coro della stampa giurava in modo pressoché unanime che martedì 25 il triunvirato Rai composto da Rossi-Ventura-Spadafora e saggiamente “ispirato” dal cosiddetto Comitato Etico avrebbe emesso la sentenza contro Ranucci, definitiva, inappellabile e segreta. Segreta manco per idea perché le “fonti” interne Rai hanno fatto sapere per filo e per segno i presunti “capi di imputazione” sollevati dal Comitato Etico, alcuni dei quali risalenti ad anni addietro. Fuffa allo stato puro, il vuoto pneumatico che ha consentito a molti, il Corriere in testa, di dedicare pagine intere alla vicenda. Non c’è uno straccio di prova che Ranucci possa aver confezionato qualche servizio di Report su commissione di Lavitola, non c’è alcun procedimento giudiziario in corso, non c’è nulla! Eppure, quel pomeriggio di martedì molti, compreso Bloggorai, erano in attesa di un’Agenzia che riportasse il verdetto del Triunvirato. Come potete bene immaginare, dopo quasi 40 anni di frequentazioni dell’ambiente, anche Bloggorai ha qualche “fonte” ancora attiva. Intorno alle 15 di martedì cominciano a girare messaggi e arriva una telefonata: “Sono nel pallone … non sanno che fare, sono nel terrore di sbagliare e da Palazzo Chigi non sono arrivati segnali”. Questo un punto chiave: i partiti di governo, questo Cda Rai e i giornali che li sostengono non hanno una exit strategy contro Ranucci proprio come Trump con l’Iran cioè hanno iniziato una guerra che non sanno come terminare, consapevoli che potrebbero non vincere in pieno e si attaccano alla canna del gas pur di trovare argomenti per loro utili a sostenere la causa.

Sicché, alle 16.22 Dagospia lancia “LA RAI HA DECISO DI RIMUOVERE SIGFRIDO RANUCCI DALLA CONDUZIONE DI “REPORT” – È LA POSIZIONE DELL'AD GIAMPAOLO ROSSI, DOPO IL PARERE DEL COMITATO ETICO”. Apriti cielo! E qui inizia il Fenomeno Politico Mediatico di Tipo Sconosciuto: la notizia di Dagospia avrebbe fatto saltare il banco e il triunvirato avrebbe deciso di rinviare. Una “vulgata” racconta di forte pressione di PD e M5S. Non ci sembra sostenibile. Ci sembra e ci risulta invece un’altra vulgata: nelle fila avverse a Ranucci, qualcuno comincia a temere un micidiale autogol: se non emergono prove concrete a carico del conduttore ci potranno essere forti dolori di pancia, meglio attendere. Morale del Fenomeno Politico Mediatico di Tipo Sconosciuto: è sufficiente un lancio di Dagospia per far saltare il tavolo del Triunvirato. È sufficiente questo per mostrare la loro fragilità: se avessero già deciso e se avessero argomenti convincenti, come ampiamente strombazzato, lo avrebbero comunicato senza esitazione. Punto.

Fenomeno n. 2. Come vi abbiamo scritto più volte nei giorni scorsi, abbiamo osservato un Fenomeno Politico Mediatico di Tipo Sconosciuto che negli ultimi giorni si sta accentuando il ruolo del Corriere della Sera. Mentre gli altri principali quotidiani nazionali (La Repubblica e La Stampa e tralasciamo gli altri che se ne occupano per conto del Governo), il Corriere brilla per una sua luce propria e ieri ne ha dato una clamorosa prova provata. Dopo aver dedicato ben due pagine (nemmeno una guerra in corso ha avuto tanto spazio), nella seconda in basso a pag.15 è comparso un “articolo” con il titolo “Davanti casa senza assicurazione. Il dettaglio su un’auto del giornalista” senza firma. Leggiamo attentamente incuriositi da tanta attenzione sull’argomento e veniamo a scoprire che si tratta di una “… questione che interessa Libero...” ovvero uno dei giornali più attivi nella campagna anti Ranucci/Report. Ovvero, il Corriere si prende la briga di riprendere e rilanciare con evidenza una “notizia” tratta da Libero. Fenomenale e inspiegabile.  

Fenomeno n. 3. Il tema soppressione del Canale 57 dove si trasmetteva Rai Scuola per far posto ad “Italiana” sovranista e governativa è l’ennesima prova provata, la pistola fumante dello stato confusionale in cui versa questo Cda tutto intero. Il Comunicato stampa diffuso dalla Rai nei giorni scorsi cerca dimettere una pezza più piccola del buco che vorrebbe coprire: lo spostamento di Rai Scuola su Rai Play è già in corso da tempo e non c’è nessuna “evoluzione” come hanno scritto: vedi https://www.raiscuola.rai.it/ e dunque rimane solo l’intenzione togliere Rai Scuola dalla diffusione lineare terrestre universale e generalista del Canale 57. E non c’è, non c’è stata almeno finora per quanto a noi noto, nessuna campagna di “comunicazione” sul tema.  Ma ciò che appare pure grave è che la vicenda fosse nota già da mesi, dai primi dello scorso luglio (vedi post di ieri), e solo ora “qualcuno” se ne accorge e grida allo scandalo. Una riflessione attenta e precisa sull’argomento la propone il Foglio, a firma Enrico Bucci, dove si legge “Per alcuni utenti il nuovo servizio potrà Certamente diventare migliore e più facile da usare; per gli spettatori che oggi raggiungono Rai Scuola attraverso il televisore una possibilità di accesso viene semplicemente eliminata … Il comunicato (Rai) prova poi ad usare gli ascolti contro il canale ricordando lo 0,14% di share del 2024 lo 0.13 del 2025 e la flessione dei primi mesi del 2026 per concludere questi dati mostrerebbero i limiti della televisione lineare come strumento per raggiungere in modo ampio sistematico il pubblico scolastico. Qui il problema non è più soltanto la presentazione è il ragionamento. Uno share calcolato sull'intera platea televisiva dice quale frazione di quella platea sta guardando Rai Scuola non misura la capacità di raggiungere il pubblico scolastico per affermare quest'ultima cosa servirebbero dati sulla penetrazione fra studenti e insegnanti e un confronto con quella ottenuta attraverso RaiPlay il comunicato non li fornisce”.

Questa Rai, questo Cda non fornisce più nulla.

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mercoledì 26 agosto 2026

La Rai e la "Scuola" di filosofia sul caso Lavitola Ranucci

By Bloggorai ©

Care lettrici, cari lettori …

Ogni tanto, per capirci bene e andare avanti, è necessario mettere le cose in ordine e in chiaro.

Nei giorni scorsi abbiamo scritto perché ritemiamo “questa” Rai ovvero “questo” Servizio Pubblico ovvero “questo” Cda tutto intero (compresi i consiglieri del giorno dopo) ormai in via di estinzione e con ragionevoli dubbi che qualcuno possa salvare qualcosa. Se qualcuno invece ha segnali contrari faccia un fischio.

Bene, ieri ci si siamo soffermati sui “canali tematici Rai” la somma dei quali (10) raccoglie una manciata di telespettatori e assorbe una montagna di risorse, in particolare la sola testata RaiNews24 con oltre 200 giornalisti per fare mediamente lo 0,6% di share. Un’Azienda normale o li razionalizza e li valorizza adeguatamente come peraltro sarebbe d’obbligo o li chiude. La via di mezzo, quella attuale della pura sopravvivenza, è solo uno sperpero di denaro pubblico senza capo né coda.

Allora in queste ore si è levata la polemica sulla chiusura di Rai Scuola (appunto, un obbligo di Contratto di servizio). Al solito: tardiva e irrilevante. Rimettiamo in ordine le date: lo scorso 18 giugno il Cda Rai affronta il tema. Emerge e si approva all’unanimità la proposta di dedicare il Canale 57 (dove si trova appunto Rai Scuola) a Rai Territori (con grande goduria dei sovranisti di casa nostra). In quella sede, sembra, si riferisce in Cda che verrà fatta adeguata campagna di comunicazione sull’impegno Rai per la scuola: mai vista. Il 3 luglio esce un Comunicato stampa Rai dove si annuncia la nascita di “canale Territorio” ora denominato “Italiana” ma non si dice una parola su Rai Scuola. Nei giorni scorsi il quotidiano Domani lancia la pietra nello stagno con il titolo “Via Rai Scuola. Al suo posto l’Italia che piace a destra” a firma Christian Raimo e Bloggorai lo riprende e lo rilancia. Ieri, alle 14.14, l’ANSA titola “Natale (Cda), colpevole silenzio azienda su Rai Scuola, informare su nuovo progetto”. Poco dopo, alle 15 e 14, la Rai come si dice a Roma è presa con il “sorcio in bocca” e diffonde un comunicato pomposo e arioso con il titolo “Rai Scuola evolve: più digitale, più accessibile, più vicina agli studenti”. Acqua fresca in pan bagnato, ovvero il nulla. Ovvero il nulla dove si sta lentamente e inesorabilmente consumando la dissoluzione di questa Rai, di questo Servizio Pubblico e di questo Cda complice e partecipe di questo processo.

Andiamo avanti e mettiamo le carte in tavola sulla vicenda Lavitola Ranucci. Tra le nostre lettrici e i nostri lettori ci sono tanti diversi punti di vista e ci sono coloro che “Ranucci non lo sopporto e Report andrebbe chiuso” oppure “Difendiamo Report e il giornalismo d’inchiesta e poi su Ranucci vedremo” come pure ci sono coloro che “Ranucci oggi è Report e Report oggi è Ranucci” e “Il Governo Meloni vuole la testa di Ranucci” e la dissoluzione di RaiTre (come rivendicato dal “mio” AD Rossi).

Il solo punto fermo granitico, indubitabile e colossale è che a carico di Ranucci non c’è nulla!!! La sua “amicizia” con Lavitola è discutibile ma non è, per ora, un reato. Non c’è uno straccio di prova o indizio di presunta colpevolezza a suo carico per quanto finora avvenuto e accertato dalla Magistratura. Ieri sera, su La 7, il conduttore ha detto chiaro e tondo “Se hanno la coscienza pulita, mi spostano loro”.  

PUNTO. E le stesse notazioni (fintamente “segrete” perché largamente riportate) emerse del cosiddetto Comitato Etico non valgono un soldo bucato: se ci sono fatti, circostanze ed evidenze su un possibile coinvolgimento di Lavitola nei servizi mandati in onda da Report, ne siamo certi, già sarebbero emersi e la Rai già avrebbe provveduto con un provvedimento disciplinare. Con tutte le “fonti” interne Rai che parlano come canarini bastava un fiato per far emergere una qualsiasi “prova provata” ovvero la pistola fumante con la quale inchiodare Ranucci e invece hanno dovuto riesumare vicende lontano negli anni peraltro senza alcun riscontro fattuale.

Doppio PUNTO. E l’incertezza, la titubanza, il timore e la confusione in cui si muove il “triunvirato Rossi-Ventura-Spadafora” ne è prova provata: se avessero avuto una soluzione, lo scalpo di Ranucci da offrire sul piatto dei giornali di Governo che sostengono la sua decapitazione, non avrebbero avuto esitazione e già da ieri, come annunciato, avrebbero emesso il verdetto. 

Il balbettio confuso sulle tre possibili soluzioni da offrire a Ranucci in cambio della sua “rinuncia” alla conduzione di Report (la Scuola di Giornalismo di Perugia, il Tg3 o RaiNews24) è solo fumo negli occhi. La banale ed evidente verità è che non sanno che pesci prendere, consapevoli che qualsia scelta faranno la faranno male. Le elezioni sono alle porte. Oggi leggiamo di una possibile candidatura di Rossi nelle fila di Fratelli d’Italia. Semmai fosse vero, una ventata di “filosofia” da quelle parti forse gli recherà beneficio.

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martedì 25 agosto 2026

Dall'alba al tramonto: la Rai e il Corriere della Sera

© by Bloggorai

Vedi post precedente! Con integrazione sul tema canali tematici. Vedi articolo su Domani con il titolo “Via Rai Scuola. Al suo posto l’Italia che piace a destra” a firma Christian Raimo.

L’alba è passata da un pezzo e i giornali sono arrivati ma il buio rimane fitto. C’è poco da guardare in ogni direzione.

Proseguiamo lo spunto di riflessioni su la Rai, il Servizio Pubblico e il suo futuro. Anzitutto “questa” Rai e “questo” Cda tutto intero da tenere ben distinti da quella che potrebbe essere un’altra Rai e un altro Servizio Pubblico giacché è giocoforza che così dovrà essere necessariamente. Grosso modo, il solco del possibile mutamento, almeno per una parte, è tracciato su due binari paralleli e convergenti: l’EMFA e la conseguente “riforma” in discussione al Senato. Si punta ad una nuova “governance” e ad un modello di finanziamento stabile e certo ma pressoché nulla si dice sulla sua missione, sui suoi compiti, sui suoi ambiti tecnologici. Cosa potrà o dovrà essere la “nuova” Rai e il Servizio Pubblico prossimo venturo non è dato sapere e sembra poco interessare al dibattito politico, anche nel cosiddetto “campo largo”.

“Quella” o meglio “questa” Rai è finita o è invia di estinzione e questo Cda ne è l’esecutore testamentario. A suo tempo lo abbiamo definito come frutto avvelenato di un albero malato. Lo confermiamo. Cda, nota bene, da quasi due anni senza presidente ovvero con “due presidenti”: uno designato dal Governo (Agnes) e uno nominato dallo stesso Cda (Marano) senza che nessuno si fosse preso la briga di verificare la legittimità giuridica di tale situazione.

In questi ultimi anni si è certificata la progressiva erosione del suo pubblico, della sua capacità progettuale, del suo impoverimento tecnologico e della ormai cronica fragilità finanziaria. Gli ascolti tentennanno e si affievoliscono tra i successi di Sanremo e le innumerevoli repliche di Montalbano nel mentre e nel quando l’AD Rossi rivendica il “mio” successo nell’aver ceduto buona parte del pubblico di Rai Tre verso La 7. Le “nuove idee” editoriali arrancano tra flip e flop affidati ad “amici” sicuri e le “fiction” ormai appaltate alla “narrazione” governativa. Tecnologie? Vedi oggi articolo sul Sole con il titolo “Le Piattaforme online erodono il mercato delle Tv e puntano al sorpasso” a firma Andrea Biondi.

La famigerata “Digital Media Company” non sanno nemmeno cosa mai potrà essere e non c’è un soldo in cassa per poterla sostenere: era necessario chiudere il deal di Rai Way e non sono stati capaci nemmeno di fare quello. Hanno lanciato una strampalata idea di Hyperscale a Pomezia senza sapere chi potranno essere i clienti e chi potrà sostenere i costi (420 milioni). Passeranno alla storia per il “piano immobiliare” ovvero per aver ceduto i gioielli di famiglia (Delle Vittorie e Palazzo Labia a Venezia) per non dire della scelerata operazione di Milano. E coì via trotterellando e arrivando a questi giorni, a queste ore.

Oggi il “triunvirato” composto dall’AD Rossi, dal capo delle Risorse Umane Felice Ventura e dal capo degli affari Legali Spatafora si riuniranno per emettere il “verdetto” contro Ranucci. Sarà secretato come segrete saranno le prove a suo carico. Sarà emessa una sentenza e sarà insindacabile, a loro unico giudizio ovvero a giudizio dei voleri del governo. Nemmeno in un paese lontano e selvaggio avvengono cose del genere. Fuori le prove, fuori i fatti contestati e confermati e poi ne parliamo.

La vicenda Lavitola è una vicenda umana, è una vicenda criminale, è una vicenda politica e infine è una vicenda editoriale. Diciamo pure che potrebbe essere una vicenda che si intreccia su tutti i piani ed ognuno legge quella che più gli interessa. 

A noi, oggi, come pure abbiamo già scritto, interessa e incuriosisce un piano particolare: quello mediatico. Non vi è quasi dubbio che la vicenda ha assunto uno spessore, un rilievo quasi inedito nella storia nazionale moderna. Raramente abbiamo assistito ad una quantità abnorme di attenzione mediatica concentrata in così poco tempo. L’anomalia significativa di questo piano di lettura è costituita dal Corriere della Sera. Ovviamente, tralasciamola lettura dei quotidiani di “lotta e di governo” ai quali non par vero di avere un bocconcino così delizioso con il quale nutrire i loro lettori. Non possediamo un metro utile a misurare quante colonne, quante battute e quanto spazio con quante firme più o meno autorevoli il Corriere ha dedicato e dedica ogni giorno alla vicenda Lavitola Ranucci. Non abbiamo ovviamente un “articolometro” scientifico che possa mettere a confronto i tre grandi quotidiani nazionali (Repubblica e La Stampa) ma, grosso modo e a spanne, il Corriere vince 3 a 0 sia nello spazio dedicato sia nel posizionamento del “racconto” della vicenda. Ieri, ad esempio, il Corriere ha pubblicato una pagina intera con sei colonne, Repubblica una colonna di fianco e La Stampa mezza colonnina per non dire poi pressoché nulla di nuovo rispetto a quanto già risaputo.

Ribadiamola domanda: perché il Corriere si è gettato “anima e core” su questa vicenda? I quotidiani, a differenza della Tv e dei siti/blog, si "misurano" solo con le copie vendute. Ancora non abbiamo una risposta adeguata ma ci stiamo avvicinando. La partecipazione della sua firma migliore, Paolo Mieli, al tavolo delle vongole “sgusciate” gentilmente offerte da Lavitola per ora lo consideriamo solo folclore ma siamo intimamente convinti che c’è di più.

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lunedì 24 agosto 2026

Alle prime luci dell'alba ...

© by Bloggorai:

“Attendi il mio arrivo alla prima luce del quinto giorno. All'alba, guarda ad est”. 

Abbiamo guardato a lungo ma non abbiamo visto nulla e nessuno. Forse non era ancora il giorno giusto. Forse non erano ancora le prime luci dell’alba o forse abbiamo sbagliato direzione dello sguardo.

Allora ci siamo rivolti ad Ovest, verso la nostra edicola, dove il solerte Maurizio comincia a mettere in ordine i suoi giornali appena scaricati dal furgone del distributore. Nell’attesa, ci siamo presi un buon caffè e ci sono venuti in mente alcuni spunti di riflessione.

Quante volte ad ognuno di noi è capitato di sentire frasi del genere “Io non guardo più la Rai” oppure “non c’è più la Rai di una volta…” oppure “perché devo pagare il canone per tutto l’anno e in estate non c’è più nulla…” oppure semplicemente “perché devo pagare il canone per questa Rai?”. Già, questo il punto centrale: “questa Rai”. Per cosa, per chi e per quanto ci dovremmo sentire impegnati a difendere “questa Rai” ovvero “questo” modello di Servizio Pubblico ovvero questo Cda tutto intero (compresi gli “oppositori” del giorno dopo) che sta correndo il serio rischio di passare alla storia come il peggiore degli ultimi decenni?  

Per quanto tempo ancora non ci porremo il problema di "quale" Rai, "quale" Servizio Pubblico prossimo venturo: quale offerta editoriale, quali piattaforme, quali risorse e quale ruolo? 

Sarà sufficiente invocare l’applicazione del famigerato EMFA o la “nuova” riforma che semmai venisse approvata avrebbe il timbro “Made in Governo Meloni”? No, temiamo di no.  

Ieri un attento lettore ci ha segnalato un dettaglio che ci era sfuggito: dal primo ottobre la Rai non manderà più in onda “Rai Scuola” ma “Rai Territori” (ne parleremo). Ci eravamo dimenticati che la Rai avesse un canale del genere e, sul momento, ci siamo sopresi e leggermente scandalizzati. Ma come “educare, informare e divertire” che fine ha fatto? Già solo dire che la Rai manda in onda “Rai Scuola” potrebbe apparire un vanto per il Servizio Pubblico universale e generalista. E invece no. 

Siamo andati a vedere meglio qualche dettaglio: Rai Scuola riscuote una media di ascolto pari a quella di un un’assemblea di condominio di un quartiere popolare ovvero circa lo 0,2% di share e 14 mila telespettatori (dati Auditel dei giorni corsi). Abbiamo allargato il campo agli altri canali tematici Rai (RaiNews24, Rai 4, Rai 5, Rai Sport, Rai Storia, Rai Gulp, Rai Movie, Rai Premium, Rai Yoyo) fanno un totale di 10 canali che raccolgono nell’intera giornata una media di circa 430 mila telespettatori e uno share che si aggira complessivamente intorno allo 0,qualche cosa. Da notare che la sola Rai News24 occupa oltre 200 giornalisti e impegna un budget di diverse centinaia di milioni l’anno per ottenere una media di ascolti, ormai pressoché costante) dello 0.6% con circa 40 mila telespettatori. Domande: quale altra azienda editoriale o meno si può permettere questi lussi? Poniamo la domanda in altri termini. Quale altra Azienda di Servizio Pubblico non valorizza questi “asset” editoriali in modo funzionale, razionale ed efficace e rispondente ai suoi vincoli appunto, di Servizio Pubblico? Quale altra azienda editoriale ha in casa un canale “all news” ovvero una potenziale “newsroom” quanto mai necessaria e invece non se la fila nessuno e la si lascia galleggiare nel vuoto? I numeri certificati dal recente Osservatorio AgCom sono impietosi.

Sono arrivati i giornali. Rimanete sintonizzati, a dopo.

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domenica 23 agosto 2026

Bombaroli antichi e moderni. Oltre 50 anni dopo tutto torna, più o meno

Bloggorai ©

“… sono le persone che fanno le cose e giammai avviene il suo contrario …”

Lo spunto di questo post è un film e un video su You Tube, visti in un caldo pomeriggio e una sera di fine agosto.

Sono trascorsi oltre 50 anni da allora, dai primi anni ’70, e da allora molti soggetti, i protagonisti di tante “cose” italiane sono sempre gli stessi: “faccendieri” più o meno ammanicati, prelati più o meno vicini al Vaticano, servizi più o meno deviati, massoni più o meno “in sonno”, mafiosi più o meno criminali, fascisti più o meno bombaroli insieme a qualche “banda” più o meno della Magliana. Succede, spesso, di rivedere questo film già visto, di conoscere già la trama di tante “cose” ma di non sapere ancora come andrà a finire, proprio come in un giallo di cui non si saprà mai chi è stato l’assassino.  

Agli inizi di quegli anni ’70 Bloggorai e tanti nostri lettori e lettrici avevano, chi più chi meno, 20 anni. Avevano già alle spalle tanta storia, avevano cominciato a mangiare pane e politica già dalle prime classi di liceo con le occupazioni e godevano dell’onda lunga del ’68. Eravamo tanti ed eravamo preparati: chi con le “scuole quadri” (ancora c’era quella mitica del PCI alle Frattocchie) e chi con i “corsi di formazione politica”. Molti tra chi ci legge da anni ricordano benissimo quegli anni e cosa succedeva: qualcuno ha fatto fulgida carriera e, per citare qualcuno a caso, Paolo Gentiloni è stato financo Presidente del Consiglio e Paolo Mieli è ora grande firma del Corriere. Dal marxismoleninismomaotsetungpensiero a Palazzo Chigi o a Via Solferino la strada è breve.

Tutto questo per dire che ieri sera ci siamo messi comodi in poltrona per vedere Il Falsario su Netflix, film presentato alla mostra del Cinema l’anno scorso a Roma. Il film è tratto dal libro Il falsario di Stato di Nicola Biondo e Massimo Veneziani pubblicato nel 2008 dove si racconta la vita reale del falsario e criminale italiano Antonio Chichiarelli. Il film ha molti pregi: ottima scrittura, regia ineccepibile, attori convincenti e “location” (Roma) ovviamente di grandissima suggestione. La vicenda si svolge a partire dai primi anni ’70 quando si avvertiva l’inizio di una lunga e drammatica stagione politica che avrà il suo punto fermo con il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro. Erano gli anni in cui tutti grandi “poteri forti” erano in azione per impedire il temuto “compromesso storico” tra Dc e PCI di Enrico Berlinguer: vedi elenco di cui sopra. Erano pure gli anni delle Brigate Rosse e dei tanti misteri che ancora si portano dietro.

Il film sulla storia del falsario romano (per intenderci bene, quello che ha scritto il famigerato e falso Comunicato delle BR n. 7) è perfettamente ambientato, pure nelle immagini, in quella Roma cialtrona, rubona, piaciona e politicona che spazia dal Jackie’O di Via Veneto alle Sale Biliardo di periferia, dalle belle e ricche case di Via Giulia ai condomini di “Torbella”. Se provate a soprapporre alcuni personaggi di allora con alcuni di quelli recenti o attuali, li trovate sufficientemente corrispondenti tanto da far pensare senza esitazioni quanto abbiamo scritto in apertura: un film già visto. Epperò, tra i personaggi più o meno riconducibili a figure note c’è sempre un “attante” ovvero un Ignoto X che, ora come allora, sembra voler tirare i fili delle “cose” che accadono e che rimane sempre nell'ombra.

Veniamo al video visto su YouTube a firma di Roberto Saviano sulla vicenda Lavitola Ranucci (vedi       https://www.youtube.com/watch?si=fv-yuKW3vvZLyfLf&v=soWZQSk55Ws&feature=youtu.be ). Si tratta di una ricostruzione dettagliata, millimetrica ed aggiornata, sulle carte della Procura di Roma che hanno condotto in carcere Lavitola come mandante della bomba davanti casa di Ranucci. Saviano, a differenza di tanti, ha letto e studiato le carte, conosce l’argomento e il suo contesto storico. Il suo racconto inizia un istante dopo l’esplosione del 16 ottobre. Gli investigatori hanno subito buon gioco: la banda criminale è squinternata e sprovveduta (forse) e lasciano tracce facili ed evidenti. Sprovveduti allo sbaraglio che fanno emergere “Capannelle” e “Er Pantera” della Banda del Buco come i geni del male. Epperò, ricordiamo bene anche noi che quel pomeriggio a Piazza Santi Apostoli, sotto la pioggia, rimanemmo alquanto sorpresi sula “pista dei criminali di Ostia”.  Ma il dunque, il nocciolo del racconto di Saviano si ferma dove siamo fermi tutti noi: è una piccola “cosa” ovvero una vicenda umana di bassa levatura oppure c’è un “terzo livello” al quale, per ora, è difficile accedere?  

Il corollario della frase che abbiamo posto in apertura è: quando le “cose” succedono sono le persone che le vogliono far succedere e quando questo avviene, solitamente, è perché si vuole che succedano. Nulla, o quasi, avviene mai per caso e, come noto, il vuoto in natura non esiste.   

In tutto questo la Rai è definitivamente svanita, evaporata, dissolta sotto il caldo infernale. Ne riparleremo con il fresco, se e quando arriverà. Certo, ne riparleremo quando Rossi &C avranno deciso, in gran segreto,  le sorti di Ranucci e di Report.

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venerdì 21 agosto 2026

Buio di fine agosto

Bloggorai ©

“… e quindi uscimmo a riveder le stelle …”

Magari fosse così! L’estate si appresta finire e siamo ancora all’Inferno, nel buio e nel fuoco più fitto e confuso che si potesse mai immaginare. La “stagione si è rotta” come dicono qui in campagna, nella bassa val Tiberina. Si sente nell’aria il profumo dell’uva matura e molti (i grandi produttori) hanno già iniziato la vendemia e la Cantina Sociale è già aperta. Noi “piccoli” con qualche filaretto aspettiamo ancora qualche giorno: un vecchio amico contadino diceva “aspetta che la vespa batte l’uva e la prima rinfrescata d’acqua che arrotonda il baco”. Non sappiamo se ha un fondamento scientifico ma ho avuto fiducia in lui e finora non mi ha deluso. Ci vogliono almeno altri 10/15 giorni, il tempo necessario per preparare l’attrezzatura.

Bloggorai è tornato ed ha ripreso i suoi contatti. La “situazione” che abbiamo ritrovato è ben peggiore di quando l’abbiamo lasciata. Non si intravvede segno di uscita, non si intravvede un percorso virtuoso. Non si sente il VII Cavalleria che ci potrà salvare. Dalle mura di Fortezza Bastiani, si sente solo il deserto. Ci rimane solo da attendere fiduciosi e sobri "che la Magistratura faccia il suo lavoro". Auguri!!!

La vicenda Lavitola Ranucci, inevitabilmente, ha segnato questo momento. Piaccia o interessi l’argomento o meno ma è così. E, inevitabilmente, segnerà le prossime settimane e i prossimi mesi. I pozzi erano già inquinati prima ed ora lo saranno ancora di più: le elezioni si avvicinano e nessuno farà prigionieri. Sarà questa la sola ed unica lente o chiave per comprendere i fatti e le notizie che leggeremo.

Nel frattempo, a futura memoria, ci siamo tenuti in archivio la formidabile intervista a Paolo Mieli sul Corriere e, sempre dal Corriere, il pezzo di Aldo Grasso che scrive di credibilità di Ranucci senza mai citare quella di Mieli (cortesie tra mici e colleghi) come pure il fondo di Stefano Cappellini, direttore di Repubblica, sul suo coinvolgimento nella vicenda. Poi ci teniamo in archivio gli interventi del Governo tutto intero contro Ranucci e Report e, infine, ci teniamo in archivio le “fonti” Rai sul/dal Comitato Etico a geometria variabile e insindacabile giudizio e riporto del solo AD Rossi &C e della sua solerte collaboratrice Delia Gandini. Poi certo non dimenticheremo la polemica sui costi di Report e il silenzio che invece c’è ancora, ad esempio, sui costi di Newsroom della Maggioni o altri suoi colleghi con trasmissioni del 3%. Poi certo non dimenticheremo il ruolo dei consiglieri di “opposizione” di Majo e Natale e dei loro solerti Comunicati stampa del giorno dopo. A questo proposito, giusto ieri abbiamo ricevuto una “nota” interessante sul tema che abbiamo posto da tempo: le loro dimissioni. A quando ci hanno riferito, il punto di frizione con i loro partiti di riferimento sarebbe il M5S che resiste a mantenere il “suo” uomo.

Tutto il resto è fuffa, polvere negli occhi, in attesa della prima pioggia.

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lunedì 17 agosto 2026

No news Bad news

Oggi il vaporetto dal Continente e' arrivato molto presto ed ha portato un carico di ... solo cibarie, vettovaglie e generi di conforto. 

Dopo la pausa di ferragosto ci aspettavamo notizie, fatti, nuove vicende. E invece nulla ... il vuoto ... il niente. 

I marinai del vaporetto, mentre scaricavano la mercanzia, hanno lanciato sul molo la mazzetta dei giornali e ci hanno guardato con aria scanzonata "Ahhh voi italiani ...". 

Abbiamo sfogliato avidamente e abbiamo letto in prima pagina che ha fatto caldo, molto caldo, caldissimo (Repubblica) oppure sul Corriere che l'Ucraina attacca Mosca (???) oppure ancora che si sono rubati quattro (4) quadri di Antonello da Messina (La Stampa).  Poi, in genere, sappiamo che gli atleti italiani vincono tante medaglie.

Manco più di Garlasco non si sa più nulla e nessuno ha proposto un "giallo dell'estate" meritevole di nota.

Poi cercavamo sapienza e conoscenza sul caso Lavitola Ranucci e abbiamo letto di tanti dubbiosi e incerti. I sodali e i frequentatori di Lavitola, palesi o occulti, attaccano con sicumera il "metodo Report" mentre nel "campo largo" si medita. Il senatore Luigi Zanda, noto per le sue posizioni estremiste propone oggi "Ranucci dovrebbe lasciare per il bene suo e della Rai". Della serie "garantisti si nasce non ci si diventa". 

Se aver frequentato Lavitola è stato "inopportuno" per Ranucci che comunque la bomba sotto casa l'ha avuta perché non dovrebbe essere da meno per nientepopodimeno che il direttore di Repubblica Stefano Cappellini e per la prima grande firma del Corriere Paolo Mieli che apprezzava molto le vongole senza guscio gentilmente preparate da Lavitola? Per non dire di tanti/e altri/e commensali (anche qualche nostro/a conoscente).

Bene. Ci fermiamo sul filo del poco, del vuoto e del forse. Notizie zero. Fa ancora caldo e poi se Lavitola verrà riascoltato dai PM... Vedremo.

Nel frattempo Rossi&C si prendono una settimana di meritato riposo. Non sarà facile per lui medesimo, AD di lotta e di Governo (Meloni) emettere il "verdetto" su Report e Ranucci con il solo "parere" secretato del cosiddetto Comitato Etico che risponde solo al suo indicabile giudizio.

Difendiamo Ranucci o no? Lo sosteniamo a priori comunque perché tra lui e il governo ovvero tra la Rai di Rossi&C scegliamo comunque lui? O no? Non tutti sembrano avere le idee chiare: magari Report si e Ranucci un po' meno? 

Bloggorai ha la vaga impressione che ci divertiremo assai nei prossimi giorni.

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sabato 15 agosto 2026

Un Mondo Metaforico

Premessa in attesa del Vaporetto che porta notizie dal Continente: a scanso equivoci Bloggorai non ama andare al ristorante, non ama il pesce e non conosce Lavitola come invece veniamo a scoprire ogni giorno di conoscenti vari.

Domani in Italia non dovrebbero uscire i quotidiani e ne approfittiamo per una soave divagazione. I nostri lettori sono li che attendono come ci conferma Google Analytics 

La vicenda di questo tempo e' tutta dentro Roma sbruffona, ladrona, godona e sorniona. Roma dei professori con o senza concorso e degli allenatori di pallone, Roma dei circoli sul Tevere, scacchi, tiro a volo, briscola e tresette, pokerino tra amici e scopone scientifico, bocciofila e tennis no ma padel si. Roma dei "poteri forti" e Roma delle varie "parrocchie" che non contano nulla (o quasi). Roma "de Fregene" e Roma de Capalbio insieme a "mo' te spiego io" oppure "Nun c'ho capito gnente..." per finire a "famose 'na pizza" oppure come ha scritto ieri Paolo Mieli  sul Corriere "... Lavitola mi faceva servire le vongole senza guscio" o altre frivole amenità dette dal suo collega Stefano Cappellini il giorno prima su Repubblica.

Bloggorai ha spesso utilizzato la metafora del marziano che arriva sulla Terra e chiede spiegazioni agli umani: "Chi siete? Cosa fate? Dove andate?" Se poi il Marziano sente parlare della vicenda Lavitola Ranucci strabuzza il suo unico occhio e chiede: "Che significa tutto questo dati causa e pretesto?". 

Difficile rispondere ma necessario provare. 

Iniziamo con un punto fermo e poi usiamo una metafora. Il punto fermo granitico e' la bomba sotto casa di Ranucci ad ottobre. Tutto il resto e' corredo. Il mondo si divide tra tutto ciò che e' successo prima e ciò che succede dopo.

Proviamo ad immaginare una bicicletta. La ruota dentata tirante e' Lavitola. La ruota passiva e' Ranucci. I pedali sono da un lato gli indagati dalla magistratura e dall'altro lato una pletora di "amici" e buongustai. Rimane da capire chi tiene il manubrio e verso quale direzione si rivolge. Qui il mistero si fa fitto. Lavitola unico mandante reo confesso che rischia anni di galera per "affetto" verso Ranucci? Non ci crede nemmeno lui e magari presto cambia idea dopo aver passato qualche frizzante settimana a Rebibbia in una cella 6 x 4 in piacevole compagnia.

Poi altra metafora con altra bicicletta. La ruota dentata tirante e' il Governo. La ruota passiva e' sempre Ranucci. I pedali sono da un lato la Rai  dei Rossi &C e dall'altro lato quotidiani variamente assortiti che lo sostengono con fervore. Scegliere voi chi tiene il manubrio e da che parte si dirige. Certo sembra che Rossi &C si trovano in grandi difficoltà. Sanno bene che il "parere" del cosiddetto "Comitato Etico" e' una bufala. Essendo "secretato" ci può essere tutto e il suo contrario quindi sarà la sola parola di Rossi a fare testo e potrebbe essere non tanto granitica. Se un giorno mai Ranucci dovesse fare causa alla Rai e semmai vincesse ... chi paga?

Bloggorai vorrebbe tanto fare l'avvocato!!!

Al Marziano prende un attacco di orticaria. Non capisce le metafore terrestri. Con calma, cercheremo di essere più dettagliati.

L'estate sta finendo e le cose cambiano in fretta. E sappiamo bene che sono le persone che fanno le cose e non viceversa. 

Bloggorai@gmail.com

giovedì 13 agosto 2026

La Banda del Buco, edizione 2026

Lo scandalo non è tanto l’improbabile attentato, che sembra una macchinazione degna dei soliti ignoti degli anni d’oro del cinema comico novecentesco, quanto la collaborazione tra esponenti dei maggiori quotidiani italiani ed un noto faccendiere per dare finalmente un leader ai partiti di opposizione. (Carlo Freccero dixit)


Ricordate certamente "Capannelle" oppure " Peppe er Pantera" personaggi eroici dei bei tempi andati. Teneteli sempre a mente, sono sempre tra di noi sotto mentite spoglie. Roma non perdona e non dimentica.  

Nessuno al mondo avrebbe mai potuto immaginare che nella torrida estate del 2026 tutta l'attenzione mediatica nazionale si sarebbe concentrata sulla vicenda Lavitola Ranucci. 

Nessuno al mondo avrebbe mai potuto immaginare che nel pieno di due guerre, nel pieno della crisi politica europea sui migranti e nel pieno della confusione politica, sociale ed economica nazionale il tema del giorno meritevole da occupare la prima pagina intera dei principali quotidiani nazionali fosse la vicenda Lavitola Ranucci. Eppure è banalmente e drammaticamente così e se è così ci deve essere pure un perché poiché, al  solito, nulla avviene mai per caso o per intendimenti divini. 

Infine, nessuno al mondo avrebbe mai potuto immaginare che una vicenda assolutamente politica fosse stata in grado discalzare "il giallo dell'estate" seppure rivisto e corretto in salsa Garlasco. 

Per tanti, per molti (editori della carta stampata in stretto coordinamento con il Governo) non pare vero: Missione Compiuta !!! Ranucci fired out direbbe Trump. 

Aggiorniamoci. Lavitola ha confessato: "Sono stato io e l'ho fatto a fin di bene, Ranucci è un amico". Non ci crede nessuno alla storia bufalara della scorta ma tant'è che ora la "notizia" da prima pagina diventa la dichiarazione dell'avvocato di Lavitola ovvero "no comment" ovvero una "non notizia" diventa "la" notizia dove inzuppare il biscottino avvelenato. Certe volte abbiamo l'impressione che molti colleghi nutrano una insana passione nell'ipotizzare che i lettori siano tutti imbecilli: come è infatti possibile credere che Lavitola possa rischiare tanti anni di carcere solo "per amicizia". Vista la sua storia nota a tutti da decenni (senza dubbio a Paolo Mieli del Corriere e Stefano Cappellini di Repubblica) difficile non pensare che lui possa essere un possibile mandante di un altro mandante. Oggi Repubblica titola a tutta pagina sul tema: per noi lettori un filo di credibilità si pone dopo aver saputo che il suo direttore collaborava con Lavitola.  

Ora che l'obiettivo è stato quasi colto con la possibile (ma non scontata) sospensione di Ranucci da Report, il faccendiere si può permettere di tirare i remi in barca e buttare la palla in tribuna ovvero buttarla in caciara. Al resto ci penseranno Corriere &C. in buona compagnia del cosiddetto "Comitato Etico Rai": non fare prigioniero Ranucci, metterlo in ginocchio e piuttosto indagare se mai avesse rubato le elemosine nella chiesa di parrocchia o bucato le gomme della bici al compagno di banco. Tutto il resto è fuffa, fumo e sabbia negli occhi, spazio da occupare sulla carta stampata ovvero complotto politico nella più sana tradizione italiota. 

Per paradossale che possa apparire, la vicenda è tutta e solo in questi termini: bomba o non bomba, amici o nemici, compari di ristorante con prime firme di grandi giornali, l' importante è fornire a Rossi &C e quindi al Governo &C la testa di Ranucci. 

Veniamo ora a chi si appresta a costruire la scena dell'esecuzione: il "cosiddetto" Comitato Etico alle dirette dipendenze dell'AD Rossi, ovvero una struttura interna il cui operato "dovrebbe" restare secretato. In altri termini, se mai venisse deciso qualcosa in merito al futuro di Ranucci e di Report, nessuno (formalmente) potrebbe mai sapere come e perché. Il procedimento di accusa verso Ranucci e la "sentenza" potrebbe scriverla Delia Gandini, figura ben nota in Rai da anni (epoca Gubitosi) che poi la sottoporrà al suo diretto superiore, ovvero Rossi &C. 

Sul ruolo della Gandini, sul suo operato e sulle sue responsabilità sono note da anni dentro la Rai molte perplessità che tutti si guardano bene solo dal farle trasparire lontanamente: il terrore corre sul filo e non sono pochi coloro che temono pure di essere intercettati. Molti ex colleghi ci scrivono "Ci vediamo al tuo ritorno e ne parliamo a voce".  Non sarà vero ma il solo sospetto che possa esserlo già è sufficiente a far tenere mote bocche ben chiuse.  

Attualmente la Gandini ricopre tre incarichi molto rilevanti: componente il Comitato Etico, direttrice Int. Audit e responsabile organismo vilanza Rai ex art. 231. Fino a poco tempo addietro era anche responsabile Anticorruzione fin quando il compianto Riccardo Laganà  fece osservare (con nota ufficiale al Cda e agli organi di Vigilanza) che l'ANAC "non gradiva" tale cumulo di cariche e, di conseguenza, l'anticorruzione è stata spostata alla Pennarola. Quanto ci manca Riccardo Laganà!!! 

Ora è del tutto evidente che nelle mani della Gandini si concentra un potere "anomalo" e di assoluto rilievo. Forse troppo per due sole mani. Ci vuole qualcosa di più.

Fatte le debite proporzioni, il proseguimento della vicenda si riassume in una semplice equazione:  Lavitola sta al "mandante Ignoto" come Rossi &C (Gandini) stanno al Governo. Il risultato, ci informa il Corriere, lo sapremo forse prima di ferragosto.

Bruto sulla piana  di Filippi prima della battaglia finale: "ah ...se solo sapessi la fine di questa giornata..." 

Lavitola si è dichiarato colpevole e Ranucci, fino a prova contraria è innocente e vittima. Tutto il resto è in secondo piano. Poi, si vedrà: come dicono in molti "lasciamo lavorare la magistratura". finora, forse, ha lavorato bene. Molto meglio del cosiddetto "Comitato Etico Rai" che si appresta ad emettere sentenza a suo insindacabile, segreto ed oscuro giudizio. 

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martedì 11 agosto 2026

Lavitola: gli "attanti" palesi e occulti

Nella teoria della narrazione, gli attanti sono le categorie astratte che muovono la storia. Un singolo personaggio può ricoprire più ruoli attanziali, così come un attante può essere incarnato da un oggetto, un'idea o un gruppo di persone. (modello Greimas)

Provate ad immaginare la vicenda Lavitola Ranucci come una grande scena teatrale. 

In primo piano assoluto e illuminato c'e' solo lui, Lavitola, con accanto il lungo, noto ed ingombrante fardello di "faccendiere" al soldo del migliore offerente. 

In secondo piano la sua vittima, Ranucci, frastornato e "sedotto" dal carnefice. 

Su un piano laterale dietro Lavitola su aggirano i suoi presunti complici: per la procura gli esecutori materiali della bomba.

Accanto a Lavitola, leggermente spostati, in ombra, si trovano personaggi solo apparentemente minori ma invece sostanzialmente rilevanti e si chiamano Paolo Mieli, prima firma del Corriere della Sera e Stefano Cappellini, attuale direttore di Repubblica.

Nella trama disegnata dalla Procura si evienzia chiaramente il "progetto politico": sostenere un possibile ingresso in campo di Ranucci (con quale partito?).

Una parte fondamentale ovvero un passaggio cruciale sarebbe un "questionario" per pesare la candidatura Ranucci e i due "attanti" Mieli e Cappellini sembrano assumere in questo passaggio un ruolo molto attivo.

Ieri un Dagoreport di Dagospia riassume perfettamente la loro partecipazione alla stesura della trama. Da leggere con grande attenzione:

https://www.dagospia.com/politica/chat-ranucci-lavitola-pozzo-fondo-ci-chicche-dall-ordinanza-483369 

Si pone la domanda cruciale: "C’è infatti una questione, che per ovvi motivi è stata poco affrontata dai giornaloni: perché il due volte direttore del "Corriere della sera", Paolo Mieli, e il vicedirettore, oggi direttore ad interim di "Repubblica", Stefano Cappellini si sono messi a fare, come dopolavoro, gli ''advisor'' per un sondaggio di un ex galeotto come Lavitola?" .

Già, perche' i due più importanti quotidiani nazionali compaiono con le le loro prime figure in questa torbida ed oscura vicenda in un ruolo dove si legge che i due, Mieli e Cappellini "....dalle fitte chat la collaborazione e' effettiva, non limitata a suggerimenti o chiacchere da bar...' scrive Dagospia riprendendo le carte della Procura. Aggiungiamo una domanda: lo facevano a gratis??? 

Riporta infine Dago "Nell’ordinanza con cui il Gip di Roma ha disposto il carcere per Lavitola, cercando la parola chiave “Cappellini”, escono 23 risultati. La “keyword” Mieli, invece, 9 volte".

Poniamo che lo facessero a beneficenza per il "caro Valterino..." ipse dixit Mieli, quale era il loro interesse a supportare il disegno politico di Lavitola? Su questo aspetto Corriere &C se ne guardano bene da scrivere una riga mentre abbondano di citazioni "finti interne rai" sul finto Comitato Etico. 

Rimane un punto centrale che per ora è l'unico che ci consente di leggere la trama della vicenda: l'ordinanza della Procura e le trascrizioni delle tante chat dove i due citati compaiono spesso e volentieri. 

Tutto il resto e' tutto e solo complotto ai danni di Ranucci e Report. Scrive La Stampa di oggi "Rossi offrirà la testa di Ranucci alla Meloni... Un gesto che potrebbe aiutarlo ad essere riconfermato al suo posto"

Tutto torna, comprese le dichiarazioni di Salvini "Coloro che sono coinvolti in questa vicenda dovrebbero fare un passo indietro".

Magari non si riferiva a Ranucci ma forse anche a Mieli e Cappellini.

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Ps il vaporetto dal continente arriva tardi. Aspettiamo notizie.


Il fascino indiscreto di politica e Tv

Sarà pure necessario trovare un bandolo a questa matassa della vicenda Lavitola-Ranucci e un possibile approccio può essere allargare il campo di visione e fare qualche passo indietro. 

La Rai e' da sempre una fucina di candidature politiche. L'unico che non ce l'ha fatta e' stato Emilio Fede nel 1989 con la DC. Tant'è . 

Rileggiamo vecchi appunti:

​Sergio Zavoli – eletto al Senato nel 2001 (Democratici di Sinistra / PD).

​Enzo Tortora – eletto al Parlamento Europeo nel 1984 con il Partito Radicale.

​Lilli Gruber – eletta al Parlamento Europeo nel 2004 con la lista Uniti nell'Ulivo

​Michele Santoro – eletto al Parlamento Europeo nel 2004 con l'Ulivo.

​Jas Gawronski – eletto al Parlamento Europeo e poi al Senato con Forza Italia.

​Piero Badaloni – eletto Presidente della Regione Lazio nel 1995 con il centro-sinistra.

​David Sassoli – eletto al Parlamento Europeo nel 2009 (PD) e successivamente divenuto Presidente del Parlamento Europeo nel 2019.

​Piero Marrazzo – eletto Presidente della Regione Lazio nel 2005.

​Emilio Carelli – eletto alla Camera dei Deputati nel 2018 (M5S).

​Gianluigi Paragone – eletto al Senato nel 2018 (M5S).

​E poi Augusto Minzolini, Sandro Ruotolo e forse ci siamo dimenticati qualcuno/a. 

La "politica" ha bisogno di volti noti e i volti noti hanno bisogno della politica. Non ci sarebbe nulla di strano o anomalo se Sigfrido Ranucci vista l'aria che tira in Rai contro di lui e contro Report avesse sfiorato l'idea di candidarsi alle prossime politiche 2027. Questo "sfioramento" purtroppo si e' incrociato con Lavitola.

In una prospettiva e in un contesto politico determinato dove la prossima vittoria elettorale si potrà determinare anche solo per un punto percentuale si comprende facilmente che ogni "volto noto" che porta tanti voti potrebbe essere un vantaggio averlo dalla propria parte oppure "azzopparlo" prima del tempo. Come in tutti i giochi anche un solo e insignificante pedone sulla scacchiera o una sola carta del mazzo in meno all'avversario può decidere le sorti di una partita. 

Allora una domanda interessante può essere: quanto 'valeva" Ranucci in voti elettorali prima della bomba e quanti ne vale oggi? 

Nella ricerca affannosa del movente (ora che la Procura avrebbe individuato presunti esecutori e mandanti) quanto letto nel dispositivo di arresto di Lavitola e quanto noto degli anni precedenti, qualcosa si intravvede. Forse si tratta ancora di "ipotesi fantasiose" ma non sembra ci sia di meglio. Per ora.

Report dava fastidio dentro e fuori la Rai? Certo che si. Qualcuno dentro e fuori la Rai vorrebbe sostituire Ranucci con uno dei tanti "aspiranti" filogovernativi? Assolutamente si.

Una possibile candidatura di Ranucci per il 2026 da fastidio? Certo che si. Con chi poi??? Questa una grossa domanda che potrebbe spiegare qualche silenzio.

Il "progetto politico" che ha preso forma con la bomba di ottobre si e' materializzato e vi partecipano attivamente partiti di governo, gruppi editoriali (oggi il Corriere tre pagine) con il fattivo supporto di "fonti" Rai  con ampie indiscrezioni del Comitato Etico (ora forse disoccupato con il comunicato odierno della Procura) e un aiutino del Tg1. Pagine e litri di inchiostro su "voci da dentro Rai" e ricostruzioni bizzarre tutto da buttare nel cestino dell'indifferenziato.

Ora il tempo stringe e Rossi &C devono decidere in fretta. Le elezioni potrebbero esserci anche prima del previsto e un solo punto di differenza può essere decisivo. Chi sbaglia paga 

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